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Arès ( 2016 )

 

Arès

Arès è un titolo ambientato in un mondo futuro, dove la Francia è diventata uno stato povero che oscilla fra disperazione e rivolta, dove le industrie hanno preso il controllo e ci sono più di 10 milioni di disoccupati che vengono usati come cavie umane, mentre la popolazione viene distratta da una sorta di reality show gladiatorio.

Ovviamente parliamo di un film francese dove il regista e sceneggiatore Jean-Patrick Benes ha mischiato un film stile Never Back Down al genere distopico sci- fi con tanto di rivoluzione sociale, non un mix 100% originale però comunque insolito.

La trama ruota attorno ad un grande classico, il campione in declino che accetta di tornare a competere per un titolo dopo un evento x scatenante, l’evento che lo rende un toro scatenato pronto a tutto per la causa, il risultato però è un titolo che nonostante le buone idee rimane sempre e comunque sulla linea di galleggiamento, ma che con piccole accortezze e forse un budget migliore avrebbe avuto maggiori chance di successo.

Nel cast di Arès troviamo come protagonista Ola Rapace, visto in 007 Skyfall oltre che Micha Lescot , Thierry Hancisse, Aton e altri nomi poco conosciuti che sfoggiano una recitazione nella norma.

Nulla più che la sufficienza visto che a conti fatti Arès si chiude con una sensazione non esaltante di già visto, però ammetto che avrebbe potuto uscire anche molto peggio quindi va bene così, adatto ad una serata action senza pretese.

Stay Tuned

 

 

The Thinning ( 2016 )

The Thinning

Tranquillo,se non passi l’esame questa volta ci sarà una seconda possibilità…non è il caso di The Thinning, uno sci-fi distopico orientato al mondo dei teenager scritto e diretto da Michael J. Gallagher salito alla ribalta un paio di anni fa per il film Smiley.

Un futuro distopico in cui la sovrappopolazione ha costretto gli stati a prendere contromisure in modo tale da ridurre del 5% la popolazione, alcuni stati hanno optato per l’eutanasia forzata degli anziani,altri per il controllo delle nascite mentre il Texas ha optato per un insieme di test scolastico sottoposto a tutti gli studenti dai 6 ai 18 anni, ovviamente il test nasconde una segreta macchinazione.

Una trama insipida fra studenti bellocci e uno stato di stampo filofascista che tanto strizza l’occhio all’odierno governo Trump, nel suo insieme la sceneggiatura aveva degli elementi per essere interessante ( Stile La fuga di Logan ) ed offrire spunti di dialogo purtroppo però la realizzazione banalizza il tutto rendendolo un opera nello stile young adult come Hunger Game e similari.

Nel giovane cast troviamo Logan Paul  ( noto per i video sul social Vine ) , Peyton List  ( diario di una schiappa ), Lia Marie Johnson, Calum Worthy e Kiersten Warren ( L’uomo bicentenario ), una qualità recitativa molto base scelto più per età e fisico che per doti attoriali e  che non aggiunge e non toglie nulla a The Thinning.

The Thinning è lontano dalla sufficienza,non è un film brutto però non è riuscito a prendermi, nel finale tenta un twist all’ultimo secondo, il risultato però non migliora di molto il risultato final, un titolo adatto ad una serata molto leggera e senza pretese.

Stay tuned

 

Don’t Kill It (2016)

Don't Kill It

Un idea semplice, un demone che passa da un corpo all’altro quando viene ucciso il suo ospite,se lo uccidi viene posseduto di conseguenza e da qui il titolo Don’t Kill It, un horror demoniaco low budget ad opera di Mike Mendez, uno che già ha sguazzato nel lago del trash con titoli come Lavalantula.

L’orrore demoniaco è un classico pieno di clichè ricorsivi che qui vengono sostanzialmente ignorati, la trama non si prende mai sul serio, orienta lo spettatore verso il cinema trash fin dai primi minuti e poi lo spinge ad alta velocità sulle montagne russe dove troverà splatter e body count in abbondanza per un giro di giostra che dura 79 minuti.

Nelle vesti di mattatore di questa caciara troviamo un Dolph Lundgren completamente a suo agio nel ruolo, accompagnato da Kristina Klebe ( Proxy ) e Tony Bentley ( 12 anni schiavo ), ovviamente non ci troviamo davanti a monologhi da Oscar,ma a una sorta di citazione del bel black humor in stile La Casa con pochi dialoghi e dalle tinte slapstick perchè a parlare devono essere i litri di sangue finto ( la scena nella chiesa è di altissimo livello per il film ) .

Don’t Kill it con un budget più alto o un nome diverso in regia avrebbe certamente invaso le sale,mi ha piacevolmente divertito e merita la sufficienza piena, adattissimo per una serata d’ignoranza con cervello OFF e birra al seguito.

Stay Tuned

 

Raw ( 2016 )

Raw

La prima volta che ho sentito parlare di questo Raw è stata quando mezzo mondo dei social ha iniziato a scrivere che durante la visione del film alcuni spettatori si erano sentiti male, sicuramente un biglietto da visita non male per un film Horror, ancora di più se alla regia c’è una debuttante e per di più donna ( nessun maschilismo sia chiaro ) come Julia Ducournau, un film dove una ragazza prodigio vegetariana si iscrive a veterinaria si scopre cannibale, mettete insieme le informazioni di queste poche righe e saprete perchè questo titolo si è infilato prepotentemente nella mia Watchlist.

Lo scopo principale era capire cosa diavolo potesse aver tirato fuori la regista di così devastante da fare danni fra gli spettatori, la realtà è che in cuor mio avevo già la risposta: nulla semplicemente gli spettatori non erano abituati a certe scene e si sono trovati suggestionati.

Perchè Raw non è un film snuff, nemmeno un film violento o pieno di gore anzi risulta un titolo dalla fotografia elegante ( ricordo che è passato per Cannes ) , con una trama delineata sebbene forzata in molti punti oltre che abbastanza prevedibile come di prassi nel cinema horror e ben girato al punto che a fine visione la sensazione di schifo che mi sarei aspettato di provare si era trasformata in stupore per quello che la Ducournau è riuscita a portare sullo schermo.

Garance Marillier e Ella Rumpf interpretano benissimo i loro ruoli pur non avendo molta esperienza cinematografica alle spalle, ma sono volti giusti al posto giusto e questo basta per aumentare la credibilità della situazione.

Raw supera a pieni voti il mio esame, oltre la sufficienza nella speranza che Julia continui a girare film di questo tipo senza vendersi, visione da evitare in orario pasti e nei casi di spettatore suggestionabile.

Stay Tuned

PS: una chicca dalla soundtrack

Wonder Woman ( 2017 )

wonder woman

Ormai la sfida è aperta, DCU vs Haters, l’universo di Batman e soci è sostanzialmente ancora in cerca della sua identità dopo le critiche a Batman VS Superman e Suicide Squad, ma qualcosa con questo Wonder Woman sembra essersi mosso.

Il film che Patty Jenkins ( Monster ) ha diretto sotto lo sguardo di Zach Snyder si allontana di molto dalle cupe ambientazioni senza colori dei primi 2 film citati poc’anzi  e getta nella spazzatura tutto quel clima serioso preferendo colori carichi con l’aggiunta di qualche battutina ed ecco che come per magia tutto ne trae profondo giovamento.

Ovviamente questo Wonder Woman porta il peso delle origini del personaggio rendendo WW in pratica un film in 3 atti,il primo ambientato sull’isola paradiso,patria delle amazzoni e che colpisce per i suoi colori  ( stendiamo un velo sugli attacchi in Fosbury delle amazzoni ), il secondo dove Diana viene a contatto con il nostro mondo, una parte che prende spunti e sguardi da Tarzan e un gran finale tutto action che parte dalla ormai famosa immagine dell’eroina che corre solitaria verso la trincea.

La parte centrale è quella che personalmente ho trovato più debole,forse perchè la sceneggiatura ha voluto forzare la mano sulle battute e le situazioni più tranquille, una cosa in cui in casa DC non hanno ancora la mano, quando il tracollo sembrava ormai assoluto la componente action riposta tutto in alto e salva il risultato nonostante le piccole pecche di una CGI invasiva e la scelta discutibile dei rallenty nei combattimenti.

Avevo grandi dubbi sulla protagonista Gal Gadot, additata in generale di non avere la stazza giunonica di chi ha vestito quei panni prima di lei, invece è riuscita a convincermi, magari non avrà il fisico per il ruolo ma la determinazione e lo sguardo coraggioso ci sono tutti.

Con Wonder Woman il DCU potrebbe aver preso il cammino giusto verso la ” Redenzione “, ora deve correggere un pochino il tiro e trovare la giusta alchimia fra gli elementi però forse il peggio è passato, siamo oltre la sufficienza e oltre le speranze che io gli avevo dato.

Stay Tuned

 

 

 

Puzzle ( 2014 )

Puzzle

Una studentessa di nome Azusa tenta il suicidio buttandosi dal tetto della scuola, ma sopravvive. Un mese dopo la scuola viene assaltata da un gruppo di persone che indossano delle strane maschere e una professoressa incinta viene fatta prigioniera mentre il preside, insieme ad alcuni studenti, vengono rapiti. Azusa capisce che dei pezzi di puzzle sono collegati alla misteriosa ondata di violenza e cercherà di far luce sulla bizzarra vicenda.

Dal Giappone arriva Pazuru, da noi tradotto come Puzzle, un Thriller horror diretto da Eisuke Naitô che sembra uno strano mix fra Saw e As the Gods Will di Takeshi Mike, praticamente un Rape & Revenge con tanta violenza, buone scene grottesche e venatura comiche ( ovviamente di discutibile natura).

Ovviamente Puzzle non è un titolo per tutti però nonostante ciò riesce a mettere in mostra una trama originale insieme ad un comparto fotografico e recitativo discreto, tutti piacevoli surplus che fanno piacere agli amanti del genere.

Ogni tanto la sceneggiatura sembra subire qualche strattone per portarci dove vuole arrivare, ma è un dettagli su cui scivolare sopra spinti dalle secchiate di sangue finto e curiosità verso le trappole mortali che verranno via via mostrate .

Un ottimo esempio di come il budget limitato non sia un limite invalicabile se le idee e la bravura sono a favore, un film abbastanza sconosciuto sicuramente da aggiungere alla vostra watchlist.

Stay Tuned

 

 

Stung ( 2015 )

stung

Paul e Julia sono i titolari di una ditta di catering che si occupa della festa organizzata dall’anziana Mrs Perch nel giardino della sua villa in campagna. Il guaio è che a causa di un uso poco chiaro di un fertilizzante agricolo al tavolo degli invitati si presenta uno stormo di vespe assassine che uccidono coi loro pungiglioni e soprattutto trasformano le loro prede in abnormi insetti ancora più grossi e ancora più pericolosi.Per Paul , Julia e pochi altri è l’inizio di una lunga notte…

Queste sono le premesse da cui parte Stung, un B movie che trae ispirazione dai monster movies anni ’50 \ ’80 , una piccola coproduzione tra Germania e America girato con il modestissimo budget di 2,5 milioni di dollari dall’esordiente Benni Diez, uno che si è formato alla scuola degli effetti speciali e del reparto luci e scritto dall’altrettanto esordiente Adam Aresty.

Stung ha il pregio di non prendersi mai sul serio, c’è sempre una vena di ironia sulla scena anche quando lo schermo sarà invaso da ripugnanti creature,frattaglie, pungiglioni negli occhi e altre amenità assortite; il tutto senza fare uso smodato di CGI, effetti visivi ed effetti speciali rozzi che offrono un tocco molto old school al tripudio d’ insettoni assassini.

Il film ha una trama diretta, rapida, dove nei 90 min il regista condensa una notte ricca di eventi,  dove vuole andare a parare e come è chiaro fin da subito cosi come il come ci arriverà, ma il viaggio è frenetico e godibile, nel cast troviamo Matt O’Leary  ( Time Lapse ), Jessica Cook, Lance Henriksen ( Alien 3 ) e Clifton Collins Jr. ( Westwordl ).

Voto leggermente più alto della sufficienza,Stug è riuscito ad intrattenermi ben oltre le mie aspettative.

Stay Tuned

 

 

Last Girl Standing ( 2015 )

 

last girl standing

5 anni dopo essere sopravvissuta alla morte dei suoi amici per mano di un serial killer, Camryn, la final girl tenta di rifarsi una vita, ma proprio mentre la ruota del destino sembra aver iniziato a ricompensarla il passato bussa alla sua porta.

Last girl standing è il tipico film dove lo spettatore parte con l’illusione di qualcosa di più, scritto e diretto da Benjamin R. Moody e stato venduto al pubblico come parte slasher parti analisi del personaggio, una sorta di cosa succede quando il sipario cala sulle final girl, ma dopo poco l’illusione svanisce e ci si ritrova a vedere un horror indie.

Il trick che Benjamin cerca di sfruttare è semplice ( sarebbe troppo spoiler scriverlo ) e una volta colto allo spettatore non rimane che capire dove il tutto vuole portarci anche se a conti fatti ci porterà nell’unico posto possibile,a livelli di splatterume siamo nella decenza e l’analisi iniziale del personaggio post trauma funziona, ma non abbastanza da salvare tutto.

Il cast è a livello con un film indie senza grandi nomi, Akasha Villalobos , Danielle Evon Ploeger,Brian Villalobos e JD Carrera, la recitazione non è malissimo.

Last girl standing non raggiunge la sufficienza, è un film guardabile in mancanza di meglio, ma nulla di quello che mi aspettavo,peccato le premesse erano buone.

Stay Tuned

 

 

Mercy ( 2016 )

Mercy,prodotto per Netflix ,è la strana storia di quattro fratelli legati da un vincolo di amore e odio che ritrovano al capezzale della madre, un titolo che nonostante la trama possa fuorviare lo spettatore appartiene alla categoria Home Invasion e che ha per regista e sceneggiatore Chris Sparling ( The Atticus Institute  ).

La trama di Mercy è di per se particolare e presenta un ben congegnato twist finale , ma il modo in cui Chris sceglie di portare a schermo il suo lavoro è confusionario e alcune forzature dei passaggi si notano troppo,dando una sensazione di leggera incoerenza nello spettatore .

Un film che cerca più volte di portarci fuori strada, per qualche secondo ho addirittura sperato avesse intrapreso la via dello slasher, ma l’assenza di splatter ha ovviamente smentito la mia teoria prematura,nel cast troviamo James Wolk ( Zoo ), Tom Lipinski ( The Knick ) , Michael Godere e Mike Donovan, punto negativo lo spessore poco esplorato dei personaggi che non permette legami empatici con nessuno di essi.

Mercy

Mercy è un discreto film a più strati, non mi ha convinto al 100% però nemmeno mi ha annoiato a morte,avrebbe potuto intrattenere di più quindi finisce con un voto globale di poco sotto la sufficienza.

 

Luna de miel ( 2015 )

Jorge, un eccentrico medico molto solitario rapisce Isabel, una giovane vicina, apparentemente per farla diventare la sua donna trattenendola al suo fianco contro la sua volontà, ma non tutto è come sembra.

Poche righe bastano per condensare la trama scritta da Marco Tarditi Ortega per Luna de miel ( conosciuto anche come Honey Moon ), un thriller\horror tendente al torture porn che viene dal Messico e che vede alla regia Diego Cohen ( Perdidos ), non siamo ai livelli del cinema underground più putrido però questo titolo non è per tutti ( vedi il connazionale Atroz )  .

Diego dirige con uno stile ” pulito ” e senza troppi orpelli stilistici un film che getta a schermo un’abbondante dose di violenza estrema, tralasciando il matrimonio meno democratico di sempre Luna de miel mostra con effetti speciali nella norma una discreta quantità di punizioni\torture alcune anche originali come quella per azzerare la salivazione tutte in situazioni lontane dalle trappole mortali alla Saw

Il film regge i circa 90 min di visione anche grazie al suo protagonista, ben disegnato e approfondito quel minimo che serve per toglierlo dalla bidimensionalità e lasciarlo comunque misterioso, buona la scelta per il ruolo di Hector Kotsifakis mentre la giovane rapita è la debuttante Paulina Ahmed; era facile cadere nella banalità mostrando la sola violenza ripetuta a schermo ma Ortega e Cohen hanno schivato il proiettile mettendo un pochino di sostanza in più nella loro sceneggiatura, ben fatto.

Luna de miel non raggiunge pienamente la sufficienza,la visione è consigliata solo se siete coscienti di ciò che vedrete, io vi ho avvisato.

Stay Tuned.

 


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