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Man with the Screaming Brain ( 2005 )

Siamo nel 2005 un epoca in cui nessuno probabilmente avrebbe osato pensare ad una serie tratta dalle avventure di Ash Williams, ma in cui troviamo Man with screaming brain, un delirio sci-fi commedy che vede Bruce Campbell dirigere Bruce Campbell in un film scritto da Bruce Campbell e girato in Bulgaria, solo questo dovrebbe bastare per farvi capire che genere di pellicola ci troviamo davanti, ma per sicurezza ora vi descriverò anche la trama.

Durante un viaggio d’affari, il ricco industriale farmaceutico William Cole finisce nelle mani del dottor Ivan Ivanov, uno scienziato che, con l’aiuto del suo assistente Pavel, ha messo a punto un nuovo e rivoluzionario metodo per il trapianto degli organi. Cole si ritroverà impiantato nella sua testa parte del cervello del suo autista russo, Yegor, un uomo molto diverso da lui ma che, in questo caso, ha in mente i suoi stessi desideri: ritornare in possesso del proprio corpo e trovare la donna responsabile della loro sfortunata situazione.

Un salto nel tempo fino agli anni 50, l’epoca degli scienziati pazzi che fanno esperimenti insensati su esseri umani creando freak con tanto di grossolane cuciture e strani androidi. il tutto immerso in una trama dal gusto di B-movie anni 80, un film girato con 4 soldi e lo scopo di intrattenere senza mai prendersi sul serie e che centra il suo obbiettivo in pieno, Bruce però recita bene e si dirige male o meglio sbaglia dando alla pellicola un ritmo troppo lento che rovina parzialmente l’effetto delle battute.

A far compagni a Bruce troviamo il suo fido amico Ted Raimi (Ash vs Evil Dead ), Stacy Keach ( Nebraska ), Tamara Gorski e Vladimir Kolev, ovviamente non stiamo parlando di un film recitato da Oscar. però ho visto di molto peggio.

Man with the Screaming Brain raggiunge la sufficienza a patto di vederlo per quello che è. un allegra pellicola chiassosa, forse con un veterano alla regia poteva rendere qualcosina in più.

Stay Tuned.

 

 

iBoy ( 2017 )

Trama semplice, ragazzo preso a calci dalla vita ed invaghito di una sua amichetta di scuola chiamata Lucy,  riceve dei poteri dopo che durante un aggressione alla donzella in questione gli è esploso un cellulare in faccia lasciandogli delle schegge nel cervello, dopo aver scoperto che watchdog e la NSA gli fanno una mazzafrusta decide di vendicare la sua amica prendendo il nome di Iboy ( vi lascio immaginare che la marca del telefono in questione ) .

Come avrete intuito Iboy si muove nella categoria del super eroi con super problemi, ma più vicino alle parti di Misfits che a quelle di Peter Parker ( che di super problemi ne ha un gran quantitativo ), il film è  ispirato all’omonimo romanzo di Kevin Brooks ed è diretto dal praticamente esordiente Adam Randall .

Sceneggiatura abbastanza standard, non ci sono sviluppi imprevedibili o twist degni di nota, Iboy prende la via del vigilante dei quartieri bassi, delle periferie dove droga e bullismo la fanno da padroni, ci si tuffa dentro con tutta la fotografia freddissima che lo contraddistingue assieme al comparto sonoro fatto d’elettronica, a differenza della serie TV UK citata in precedenza però questa pellicola forse si è presa troppo sul serio, se avesse giocato un pochino di più sull’ironia avrebbe potuto guadagnare qualche extra point facilmente.

Il supereroe 2.0 è interpretato da  Bill Milner ( X-Men – L’inizio  ) accompagnato da Maisie Williams ( Il trono di spade ), Miranda Richardson ( L’impero del sole ) e Rory Kinnear ( Penny dreadfull ), magari non sono le loro migliori prestazioni attoriali però risulta un film ben recitato.

iBoy raggiunge la sufficienza e poco più, guardabile senza patemi in una serata di noia totale.

Stay Tuned

Imperium ( 2016 )

Ispirato alla vera storia dell’agente FBI Michael German, Imperium racconta la storia di nate, un giovane agente alle prese con una missione sotto copertura all’interno dei gruppi neonazisti negli Stati Uniti.

Daniel Ragussis debutta alla regia ed alla sceneggiatura scegliendo un terreno non facile e portando in scena un thriller teso nel qualche l’equilibrio interno è fondamentale per non finire sotterrato dai forconi di una o l’altra fazione ( missione fallita ) , la tagline American History X che incontra The Departed è da arresto immediato.

L’esercito di Silente, ora con meno capelli

Ovviamente questa scelta incide nei toni del film che risultano per i miei gusti troppo ‘ dolci ‘ rispetto alla situazione mostrata, spingere il pedale un pochino più a fondo e mostrare qualcosa di più crudo avrebbe sicuramente giovato al valore di questo film, cosi come un maggiore approfondimento alle situazioni dei vari movimenti, temi che per vari motivi non vengono mai affrontati dignitosamente, l’insieme è poi condito da qualche situazione al limite della credibilità ( in primis il protagonista alto 1,65 e magrissimo che riesce a passare senza problemi come un ex marine delle forze speciali ) .

Potter versione FBI

Il protagonista di Imperium è interpretato da Daniel ‘Harry Potter’ Radcliffe insieme a lui troviamo un cast amplio che comprende fra gli altri :  Toni Collette ( Il Sesto senso ), Tracy Letts ( La grande scommessa ) e Sam Trammell ( Colpa delle stelle ), la recitazione è sufficiente e poteva essere aiutata eliminando qualche dialogo un pochino grottesco.

Facilotto e tirato qua e la per i capelli Imperium raggiunge il 5 e poco più, peccato perchè gli argomenti che tratta possono lasciare strascichi più lunghi dei 100 min di visione, con un prerogativa di questo tipo si doveva fare molto di più.

Stay Tuned

 

Hacker – Soldi facili ( 2016 )

ok,ottima accoppiata Tagline\Titolo direi

Hacker – Soldi facili conosciuto semplicemente come Hacker oppure Anonymous è un film drammatico\thriller girato fra USA, Thailand, Kazakhstan, Hong Kong e Canada dal regista Kazako Akan Satayev qui anche in veste di produttore e sceneggiatore ( oltre che attore per qualche scena) .

Nel film seguiamo Alex, un immigrato ucraino negli USA che per aiutare i genitori inizia a fare piccoli colpi online e quelli che poi diventeranno i suoi compagni di banda ovvero Sye e Kira, in un escalation di frodi che finirà per metterli in pericolo.

Nonostante il titolo si riferisca agli Hacker di veri e propri momenti di hacking questo film non ne ho trovati ( intesi come di programmazione ) , anzi si finisce abbastanza velocemente per cadere nei WTF informatici, tipo tranquillissimi portali dove comprare e vendere documenti falsi o beni di lusso di dubbia provenienza,buttando in campo in maniera abbastanza confusa argomenti come dark web, mercato nero, cybercrimine e hack-tivismo, quest’ultimo poteva fare da motore alle avventure del trio fornendo loro una forte motivazione invece viene lasciato molto sullo sfondo preferendo mostrare le loro avventure in giro per il mondo e le loro poco sensate scelte di vita.

Sono veramente euforico

Hacker – Soldi facili stecca su molti punti, primo su tutti non riesce a creare sufficiente tensione nei circa 90 min di durata, pecca anche a livello di empatia dove i tre giovani non creano mai un amalgama in grado di attirare le simpatie lasciando lo spettatore distaccato nonostante con il protagonista ed i video in stile Anonymous  la trama cerchi di guadagnare profondità ( mai sfruttata del tutto )  , qualche accorgimento nella sceneggiatura avrebbe sicuramente giovato alla pellicola.

Segni particolari...figlia di Jack Nicholson
Segni particolari…figlia di Jack Nicholson

Il cast ridotto è formato da Callan McAuliffe ( Sono il numero 4 ) , Daniel Eric Gold ( Ugly Betty ) , Lorraine Nicholson ( Il papà migliore del mondo ) ed una minima parte per Clifton Collins Jr. ( Westworld ) , il livello di recitazione non è altissimo però non porta malus al prodotto.

Hacker – Soldi facili non mi ha convinto del tutto, mi aspettavo un film diverso, siamo sotto al 6, se volete vedere qualcosa di più orientato al mondo hacking consiglio Who am I , decisamente molto meglio.

Stay Tuned

 

Beyond the black Rainbow ( 2010 )

Pur essendo profondamente sedata, una giovane donna cerca di scappare dall’Arborea Institute, isolata, comune futuristica; questa trama è presa direttamente dalla pagina di IMDB in quanto a conti fatti dopo 110 min di film non ho trovato nessun diavolo di aggancio per sintetizzare una trama di mia spontanea volontà .

Beyond the black Rainbow rappresenta l’opera prima del regista e sceneggiatore Panos Cosmatos, uno sci-fi che rimanda al finire degli anni 70 inizio 80, la trama infatti si sviluppa nel 1983 come ci spiega una scritta iniziale seguita da un video in VHS che sembra appena strappato da un episodio di Lost girato sotto acidi .

vi giuro io non so che diamine sia questo

Potete considerare la sua estetica affine a quella di L’uomo che fuggì dal futuro, Solaris e 2001 odissea nello spazio ( OH OH OH tu che hai già in mano il forcone… sto parlando di mera ricerca estetica non sto paragonando i film quindi fai il bravo e metti giù la forca),per non parlare della colonna sonora tutta sinth , andate a cercare Anonymous degli SSQ  per farvi un idea.

La realtà e che probabilmente Panos perso nel viaggio interiore alla ricerca del filtro rosso perfetto e delle linee più simmetriche si è dimenticato di dare sostanza alla sua creatura,dove per sostanza intendo un mix anche solo basilare di trama e qualche piccola spiegazione in chiaro per quello che getta sullo schermo,perchè il risultato ottenuto tolto un impianto stilistico decisamente accattivante è un gigantesco trip da droga sintetica che si sviluppa in maniera lentissima in un mare di monologhi spesso senza logica per lo spettatore.

Il cast si riduce a pochi personaggi di cui solo Michael Rogers ( Fringe ) dotato di lunghi dialoghi mentre la protagonista Eva Bourne ( Capirca ) non proferirà mai parola, solo qualche mugugno.

Se vi attirano i film vuoti ma con una bella confezione mettete Beyond the black Rainbow nella vostra lista ed andrete sul sicuro, altrimenti il sonnellino ( e/o gli incubi ) sono assicurati.

Stay Tuned.

 

A monster calls ( 2016 )

Conor, un ragazzo 12 con problemi di bullismo, con un padre assente e una madre vittima di una malattia terminale cerca l’aiuto di un misterioso essere per lenire i suoi dolori.

Cosa succede se Groot dei Guardiani della galassia finisce per caso nel Labirinto del fauno di  Guillermo del Toro?? probabilmente la risposta è in A Monster Calls, un film fantasy diretto da J.A. Bayona ( The Orphanage  ) che trae spunto da un libro per ragazzi omonimo di Patrick Ness uscito nel 2011.

Come altri film hanno fatto in passato anche questa pellicola parla di un ragazzo che affronta la difficoltà della vita in questo caso chiamando in aiuto un misterioso albero di tasso raccontastorie, lasciando in equilibrio la narrazione sulla reale esistenza dell’essere mettendo quindi lo spettatore a contatto con un mondo fra fantasia ed onirico dove la creatura proietterà i suoi racconti, piccole lezioni di vita piene di significati nascosti da spiegare al giovane Conor.

Il barbalbero steroidato è uno spettacolo da ammirare, una massa gigantesca di radici affusolate e rami che formano gli arti mentre l’essere scruta dall’alto Conor attraverso gli occhi rosso sangue,ma poi racconta piccole chicche che a noi giungono sotto forma di in una serie di splendide animazioni che fondono tecnica ad acquerello ed effetti in stop-motion, se volevano colpire l’occhio dello spettatore oltre al cuore, beh con me ci sono riusciti.

Il cast è di buonissimo livello, la voce della creatura è quella di Liam Neeson ( Taken ), il bambino è interpretato da Lewis MacDougall ( Pan ) mentre nei panni della mamma e della nonna del protagonista abbiamo Felicity Jones ( La teoria del tutto ) e Sigourney Weaver ( Alien ) entrambe ottime in ruoli a parer mio non semplici.

Solitamente un film pieno di metaforoni sulla vita,l’universo e tutto quanto ( Cit dovuta ) come A monster calls non rientra nelle mie corde al 100%, in questo caso sono felice di averlo visto, una visione consigliata ed una possibile lacrimuccia facile per i più tenerelli di voi spettatori,siamo vicini all 8 in pagella, possibile Must see.

Stay Tuned.

 

 

[ Serie TV ] Neon Joe, Werewolf Hunter

Le avventure di Neon Joe, un cacciatore di lupi mannari vestito fluo giunto nella piccola cittadina Garrity, che sembra nascondere un segreto molto più grande dei semplici lupi.

Nata in origine come miniserie di 5 episodi Neon Joe, Werewolf Hunter è una serie commedy sci-fi Creata, prodotta e interpretata dal comico Jon Glaser  per Adult Swim, canale del gruppo Cartoon Network dedicato a un pubblico maturo e specializzato in anime giapponesi e sketch comedy.

Una serie girata evidentemente con 4 spicci, intenzionalmente grossolana con attimi da fantascienza classica anni 70/80, che non sembra mai prendersi troppo sul serio e vive delle battute estemporanee dei suoi protagonisti, per darvi un idea Neon Joe, Werewolf Hunter ha a disposizione 5 episodi da 20 minuti per sviluppare la sua trama e si prende il lusso di gettarne via uno con un episodio senza sviluppi.

Insieme al protagonista nella strana galleria di personaggi assurdi troviamo Scott Adsit ( la voce originale di Baymax di Big Hero 6 ), Steve Little ( doppiatore di personaggi vari in Adventure Time ), Stephanie March ( Law & Order ), Damian Young ( Birdman ), Reginald E. Cathey ( House of cards ) .

Vista la sua natura iniziale di mini-serie Neon Joe, Werewolf Hunter risulta adatta per una maratona notturna del nosense, con birra al seguito per quella che è una versione sotto acido dei misteri di Wayward Pines.

Stay Tuned

 

Mafia: Survival Game ( 2016 )

2072: il programma televisivo più popolare è una versione letale del gioco di società Mafia. Tra i partecipanti ci saranno due membri della mafia che andranno smascherati dai giocatori attraverso una serie di votazioni. Alla fine di ogni round chi riceverà più voti verrà inviata in un simulatore di realtà virtuale che lo porterà ad affrontare la sua più grande paura fino alla sua morte mentre i vincitori si divideranno un premio milionario.

Beh dicono che il cinema sia arrivato a livelli di creatività così bassi da dover pescare idee da mondi come quello dei giochi, negli studios USA si stanno sviluppando adattamenti di Tetris, Fruit Ninja e Minecraft per il grande schermo quindi perchè in Russia dovrebbero essere da meno?

La trama scritta da Andrey Gavrilov  in collaborazione con abbondante Vodka per Mafia: Survival Game ( in patria uscito come Mafiya: Igra na vyzhivanie ) prende spunto da un gioco tipico da serate al bar che in Italia conosciamo come Lupi e contadini ( le cui regole potete trovare QUI ) e l’estremizza rendendole la base su cui ambientare una tipica situazione survival vista in altri milioni di film, alla regia troviamo  Sarik Andreasyan.

Il film segue come già anticipato schemi già rodati introducendo qualche piccola variante come il fatto che il gioco sia un programma TV, purtroppo però la sceneggiatura perde punti con la gestione dei personaggi, nonostante i flashback e le presentazioni è difficile provare empatia con qualcuno rendendo agli occhi dello spettatore la morte di tutti sullo stesso piano, poco incisiva anche la gestione delle discussioni pre voto spesso mostrata in maniera molto frettolosa.

L’impostazione di Mafia: Survival Game come  show televisivo del futuro ha portato in eredità oltre che qualche piccolo rallentamento di ritmo, un utilizzo smodato della CGI che rende il film stilisticamente molto tamarro.

Siamo nettamente sotto il livello del 6, forse qualche piccola correzione alla trama e alla recitazione dei protagonisti avrebbe reso qualche punticino in più, visione consigliata solo se spinti da un insana curiosità ( come è successo per il sottoscritto ) .

Stay Tuned

The Accountant ( 2016 )

Sono indeciso se la descrizione più appropriata sia Rain Man nella tana delle tigri o Rambo X ora con più numeri, ma il risultato è che The Accountant. lo strano action diretto da Gavin O’Connor ( Jane got a gun ) e scritto da Bill Dubuque ( The Judge ) alla fine mi ha divertito; fortunatamente questa volta i titolisti italiani non  hanno fatto il loro lavoro ed hanno lasciato l’originale,  già mi immagino la sala piena di ragionieri con in mano il biglietto per vedere “Il Commercialista” che poi il rap italiano li aveva anticipati tutti sti americani.

Il protagonista è Wolf ( oppure uno degli alti tanti nomi che avrà nel film ) un enorme contabile autistico, oggetto di bullismo scolastico, insicuro e impaurito e addestrato per essere il superman dei calcoli per terroristi e mafiosi di ogni genere, ma con un cuore d’oro ed un codice morale ferreo come i suoi muscoli, ovviamente proveniente da una famiglia disfunzionale ( che a Gavin tanto piace ) e ricercato sia dalla polizia sia da un terzo individuo che sembra la sua nemesi ideale.

e qui puoi vedere la cifra che guadagnerò indossando il costume da uomo pipistrello

La prima parte del film scorre benino, senza grossi intoppi mentre la parte centrale incespica quando deve tirare i fili delle tre storyline in maniera logica lasciandosi andare a qualche spiegone e flashback di troppo,fortunatamente riprende un po’ quota per il finale altrimenti avrebbe perso non pochi punti, alla fine the Accountant si dimostra un film non perfetto però gradevole a livello stilistico e con una regia sicura e decisa.

Sono il Signor Wolff… Risolvo problemi.

Merito anche di una buona prestazione del suo protagonista Ben Affleck sicuramente molto più a suo agio qui che in Batman vs Superman, insieme a lui troviamo Anna Kendrick ( into the woods ), Jon Bernthal (The Walking Dead ), un sottoutilizzato J.K. Simmons ( Whiplash ) e Cynthia Addai-Robinson ( Colombiana ) .

Poco utilizzato ma sempre di grande presenza

Non rimarrà sicuramente nella storia del cinema Action, ma The Accountant è sicuramente una buona visione per gli amanti del genere ( e dei calcoli ), intrattiene il giusto senza appesantire troppo.

Stay Tuned

Autobahn – Fuori controllo ( 2016 )

Germania, autostrade , inseguimenti ed è subito Cobra 11, più o meno questo dev’essere il trigger che è scattato nella mia testa guardando la locandina di Autobahn – Fuori controllo nome simpatico attaccato dai solito ignoti titolisti italiani al film chiamato in patria Collide, ma si sa se getti nel titolo un riferimento alla nota autostrada senza limiti ( che compare si e no in mezza scena ) qualche spettatore extra lo porti a casa.
Eran Creevy ( Shifty ) è il nome alla regia di questo film molto anni 90 dove lui ex- criminale molla la brutta gente per la donna della sua vita e mette la testa a posto, ma torna al vecchio lavoro per un ultima volta per aiutare lei a sconfiggere una malattia ( 1 like = 1 preghiera per lei ) e le cose ovviamente non vanno  per il verso giusto.

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Autobahn – Fuori controllo è un frenetico insieme di buche narrative su cui vengono fatte sfrecciare ad alta velocità auto sempre diverse che il protagonista ruba qua e la nel suo viaggio, quasi come le modelle che nei varietà cambiavano vestito ogni 10 min sul palco; con un finale buono dove i 2 giovani innamorati combattono soli contro il mondo diciamo che graficamente è tutto molto carino però la trama è trita e ritrita  .

Sarò onesto, i trigger di quella locandina sono stati 2, il primo è quello che ho già citato inizialmente mentre il secondo era il cast, un filmetto che esce abbastanza di soppiatto nei nostri cinema che vanta come protagonisti Nicholas Hoult ( Mad Max fury road ), Felicity Jones ( Rogue One ), ma soprattutto Ben Kingsley ( Ghandi ) e Anthony Hopkins ( Il silenzio degli innocenti ) tutti alle prese con personaggi tagliati molto grossolanamente con l’accetta, ovviamente Ben e Anthony spiccano come sempre nonostante siano usati con il contagocce e probabilmente pagati al minuto .

Autobahn – Fuori controllo è un film che galleggia attorno alla sufficienza, non mi ha convinto molto però è un buon film per una serata tranquilla sul divano con birra e popcorn in attesa di una maratona di cobra 11.

Stay Tuned.