The Call Up (2016)

Posted: 22nd agosto 2016 by ilbabbanocritico in cinema, Videogame
Tags: , , , , , , ,

Un gruppo di online gamer viene invitato a provare un nuovo videogioco in realtà virtuale,le cose prenderanno una piega sinistra quando i maestri dello sparatutto scopriranno che forse non è tutto un gioco.

Era da tempo che non mi capitava di vedere un film brutto,non nel senso di girato male o con uno scarso budget ma proprio nel senso di pessimo film , questo è il mio parere su The Call Up , sci-fi low budget scritto e diretto dal totale esordiente Charles Barker .

l’idea del gioco virtuale che poi non è cosi virtuale è sta già usata ( e parodiata ) numerosissime volte nel mondo di cinema e serie TV ,nulla di originale da questo punto di vista, la cosa più originale e che i protagonisti qui possono sollevare la maschera e rientrare parzialmente nel mondo reale,ma non liberarsi o uscire dal gioco perchè come i gamer sanno,online non esistono pause ,non sono nemmeno da buttare ripresa e CGI,nei limiti del budget ridotto ho visto di molto peggio.

Il problema principale che ho incontrato con The Call Up è lo script, sembrano mancare dei pezzi,delle scene mancanti forse allo scopo di aumentare una tensione che però non si crea mai efficacemente,ogni tanto compaiono nuovi medikit ai personaggi,recuperati in circostanze misteriose dopo che uno di loro ha affermato non ci sono più medikit,probabilmente armi e munizioni vengono recuperate fuori scena nei livelli saltati per snellire la trama,pessima scelta.

Tanti attori di basso livello come Parker Sawyers ,Morfydd Clark ( Orgoglio e pregiudizio zombie),Chris Obi ,Tom Benedict Knight  alle prese con personaggi piatti che sicuramente non creano empatia con lo spettatore,non hanno nemmeno tentato di analizzare la storia di qualcuno si sono a malapena limitati a nickname e qualche info sporadica ,altro grosso peso negativo.

90 min di durata che non mi sento di consigliare a nessuno,voto 2.

Stay Tuned

Hush (2016)

Posted: 20th agosto 2016 by ilbabbanocritico in cinema

Maddie è una giovane scrittrice che per finire il suo secondo romanzo si trasferisce in una casetta isolata ,fino a che una notte non riceve le inaspettate attenzioni di un serial killer e dovrà lottare per sopravvivere alla notte.

Beh se la trama fosse semplicemente questa sembrerebbe che il buon Mike Flanagan  l’abbia presa pari pari dal cestone degli Home Invasion di serie B ,che già la immagino come un module pre-compilato dove inserire nome del\dei protagonisti, nickname maschera e motivazione del killer e body count finale;invece il regista e sceneggiatore di Oculus ci infila quella piccola variazione sul tema che permette anche a chi conosce a memoria il genere di considerare il titolo.

ah …non era uno scherzo?? è veramente sordomuta??

Già perchè in Hush  la protagonista Maddie è sordomuta,una cosa cosi strana e sorprendente che il regista si dimentica di comunicarla perfino al serial killer, questo tizio mascherato infatti capiterà senza motivo alla porta di lei e dopo aver accuratamente verificato che la ragazza non stia tentando una truffa ai danni dello stato ( con situazioni fra l’inquietudine e il demenziale) decide che vuole sbloccare l’obbiettivo uccisione con Handicap ( battuta pessima scusate ) dando vita ad un lunghissimo ed inaspettato 1 vs 1 dove non sempre il rapporto preda\predatore sarà quello che lo spettatore si aspetta.

altro che Daryl

Non stiamo parlando di nulla di nuovo,Hush è una semplice e simpatica variazione sul tema che ha un buon punteggio positivo anche grazie alla coerenza interna ,un esempio sono le scene con la balestra dove la protagonista essendo una donna normale e non una cacciatrice professionista, non ha la minima idea di come caricare l’arma ed è in netta difficoltà (soffrendo in silenzio).

beh scusa se la tolgo ma la maschera mi faceva sudare troppo

Il paradiso del low budget,una sola location e 5 attori ( di cui la sorella di lei la vedremo per 2 min in chat,meno del gatto) ovvero: Kate Siegel la protagonista ( e moglie del regista ) ,John Gallagher Jr ( 10 cloverfield lane) il killer , Michael Trucco (Next)  e  Samantha Sloyan( Grey’s Anatomy)  i simpatici vicini in 70 minuti di film ci sono circa 15 min di dialogo e praticamente concentrati nei primi 20 min , tutto il resto è prestazione fisica e tanto movimento.

Alla fine Hush è un buon film,scontato al punto giusto per arrivare alla sufficienza, sicuramente non delude gli amanti del genere , ma nemmeno rimane impresso.

Stay Tuned

 

 


Un incrociatore spaziale, solitario esploratore inviato dalla Terra Imperiale, scivola tra le stelle della Nube di Magellano, la galassia più vicina alla Via Lattea, per cartografare l’immensa area di spazio, prossimo bersaglio della colonizzazione umana.
Dieci anni senza trovare la minima traccia di civiltà, quando all’improvviso i sensori registrano una fonte di energia, proveniente da una stazione meteorologica spaziale, prova evidente che nella Nube esiste una civiltà capace di viaggiare tra le stelle.

In questo articolo non parlo di un film o una serie tv ma di un libro di fantascienza considerato nel novero delle più belle avventure spaziali scritte fino ad ora ovvero : I ribelli dei 50 soli scritto da uno degli scrittori più rappresentativi della golden age della fantascienza Alfred Elton van Vogt , un uomo dotato di uno stile rozzo e grossolano a parere dei critici , ma che sulla sua macchina da scrivere ha battuto pagine che milioni di nerd Sci-fi hanno divorato e divorano anche oggi, nonostante gli anni questa lettura è a parere mio in grado di risvegliare ancora un po’ di Sense of Wonder nel lettore ( soprattutto nei più giovani) con idee di un originalità unica ( l’astronave che si scompone in mini navi in caso di emergenza è geniale).

per dare un idea delle illustrazioni Sci-fi del periodo ( questa è made in Russia)

Un romanzo corto e di facile lettura,ma dallo sviluppo abbastanza tortuoso dove quella che inizialmente poteva sembrare una partita a scacchi per 2 giocatori rivelerà avere molte più fazioni in gioco , ognuna con le proprie idee sul futuro,;parte del percorso tortuoso che la trama segue e dei piccoli dettagli narrativi nebulosi possono essere colpa dell’origine della storia stessa,I ribelli dei 50 soli è infatti il risultato di un taglia e cuci svolto da van Vogt utilizzando molte novelle scritte in precedenza fuse in un unico titolo.

Incredibilmente quest’opera di Vogt è scampata al cannibalismo hollywoodiano fino ad ora,nonostante gli intrighi e le situazioni la rendano un ottimo bersaglio per un film o ancora meglio per una miniserie,senza nemmeno il pesante ingombro della somiglianza dei personaggi, i protagonisti non vengono praticamente mai descritti,una manna per gli adattamenti.

Se non avete mai avuto modo di lettere questo libro e se vi sono piaciute le tipiche serie sci-fi come Star Trek questo titolo può piacervi, sicuramente una buona lettura rapida per ragazzi,

Stay Tuned

 

Tralasciando per un secondo la vera e propria trama del film e la ovvia e NECESSARIA citazione musicale ( e non solo ) ,questo film parla di un regista Jeff Nichols che gira 3 film che piacciono tanto nei festival un po indie e che riceve una chiamata ed una valigetta da  $18.000.000 per giocare in major league con il benestare dei fratelli Warner, non è certamente il primo e nemmeno l’ultimo,molti prima di lui però pur di prendersi quella valigia hanno modificato il loro stile,- indie + commerciale.

Cosa vedono i tuoi occhi da critico indie???

Jeff non è come loro,lui ha preso i dollari e li tramutati in Midnight Special , un Sci-fi che sta nel mezzo dei 2 mondi , con un papà ed un figlio in fuga da una setta religiosa e dalla polizia perchè il bambino ha dei poteri che tutti vogliono.

vedi…li è dove sono seppelliti quelli che hanno provato a non piegarsi alle Major dopo i finanziamenti

Veniamo gettati in mezzo agli eventi a noi sconosciuti e da ignoranti apprendiamo poco a poco quello che abbiamo bisogno,probabilmente nemmeno tutto,potremmo perderci qualche dettaglio o sfumatura ma l’importante è continuare il viaggio,il regista ha detto che per lui questo film è la metafora del diventare padre e alla fine potrebbe pure essere vero.

Questo in realtà è un frame del momento in cui hanno annunciato la sua comparsa in SW 7

La sceneggiatura si prende il suo tempo per mostrarci tutto,proprio come piace ai critici indipendenti e giunti alla fine della visione sono convinto che sia un opera ben riuscita anche se non perfetta con alcuni personaggi presi e tirati un pochino per i capelli ed alcune forzature per saltare piccoli forellini narrativi sparsi un in giro , ma nulla in grado di farci uscire fuori di testa.Ci sono citazioni più o meno velate ovunque,le più evidenti sono le atmosfere che ricordano titoli come Starman,incontri ravvicinati del terzo tipo,ET, ci sono metafore per tutti; per quello che riguarda i comparti azione ed effetti speciali siamo più che sufficienti.

Il cast è formato da pochi nomi, a partire dal trio con cui iniziamo il viaggio ovvero il Papà Michael Shannon ( Man of Steel ), il piccolo Alton \Jaeden Lieberher e Lucas ovvero l’amico del padre unitosi al party perchè servivano armi e munizioni interpretato da Joel Edgerton  (The gift ) dopo di loro faremo conoscenza della mamma di Alton ovvero Kirsten Dunst ( Melanchonia ) e dello specialista del FBI Adam Driver (Star Wars: Episode VII) sicuramente un bel cast con cui lavorare ed infatti i risultati si vedono .

Non è un film perfetto( siamo oltre i confini del 6 ) , ma se vi sono sempre piaciuti i film Sci fi classici ed un pochino fantasy con protagonisti i bambini,aggiungere questo all’elenco è quasi scontato,Ben fatto Jeff.

Stay Tuned

Tutto inizia nel 1996 in un liceo americano,quando nel mezzo della riunione di fine anno , mentre lo studente prodigio Calvin sta tenendo il suo discorso finale ,Robert Wheirdicht viene catapultato completamente nudo in palestra da alcuni bulli, mostrando a tutti il suo fisico grasso.
20 anni dopo Calvin è sposato con la sua fidanzata del liceo e lavora come commercialista,consapevole di non vivere la vita da star che la scuola aveva prospettato per lui, tutto questo fino a quando arriva una richiesta di amicizia anonima su Facebook da Rob Stone ovvero Robert Wheirdicht.

Alla regia di questa spassosa commedia da noi uscita con il titolo di Una spia e mezzo (Central Intelligence  in originale) troviamo Rawson Marshall Thurber, che in passato ha già colpito il mondo commedy con Come ti spaccio la famiglia  nel 2014 e Dodgeball nel 2004 ,una commedia che sul piano delle meccaniche ha poco di nuovo da offrire, ma che vende bene anzi benissimo quello che ha .

quell’unicorno…su the rock …

Semplice, lineare e per questo solido , Una spia e mezzo conosce il suo target di spettatori,pochi fronzoli stilistici e tante tantissime battute, colpendo su più fronti della comicità passando da battute surreali a battute razziali passando per citazioni cinematografiche più o meno velate,il tutto senza mai cadere nel volgare, che nel 2016 per una commedia porta non pochi punti a suo favore.Nonostante tutta la semplicità a modo suo, con tanta leggerezza il film tocca il tema caldo del bullismo scolastico.

senza mani

A far ruotare tutti gli ingranaggi in maniera fluida è la coppia di protagonisti, il duo formato da Calvin\ Kevin Hart (Facciamola finita ) e Robert\Dwayne “The Rock “Johnson (giusto per ricordare questo pessimo film Hercules: il guerriero ) sfoggia una chimica perfetta,ottima recitazione e buonissimi tempi comici dando sicuramente una marcia in più alla commedia.che nel cast vanta anche Aaron Paul (Breaking Bad), Jason Bateman (Come ammazzare il capo) e Melissa McCarthy (Ghostbusters) Amy Ryan  ( Birdman) , ottimi nomi  ed un lusso per un film di questo tipo.

Inizialmente ho pensato non valesse i soldi di un biglietto del cinema ed ho aspettato l’offerta del mercoledì per vederlo,ma ammetto che sarebbe valso il biglietto pieno,divertente al punto giusto, consigliato per una serata a cervello spento.

Stay Tuned

 

 

Terrordactyl (2016)

Posted: 15th agosto 2016 by ilbabbanocritico in cinema
Tags: , , , , , , , , , ,

Quando un gruppo di Pterodattili proveniente dello spazio attacca Los Angeles,tocca a 2 improbabili eroi salvare la giornata.

Ok  chi mi conosce sa che è  bastata la combinazione titolo\trama per garantirsi la mia attenzione e visione , Terrordactyl è un Low budget made in USA della durata di 95 min e diretto da ben 2 registi Don Bitters III ( anche sceneggiatore ) e Geoff Reisner entrambi da lungo tempo lavoratori nel mondo cinematografico ma all’esordio in un vero e proprio film.

Ovviamente stiamo parlando di un film con una vasta componente nonsense con dinosauri sparati in un non meglio specificato modo nello spazio che dopo tempo ricascano qui in cerca di vendetta,se volete qualcosa di serio seguite la rotta degli pterodattili e volate verso posti nuovi,questo è da visionare a cervello rigorosamente OFF.

La trama è molto semplice non tenta mai forzature o fuori rotta,è conscio della sua appartenenza al genere  B-movie quindi ha l’obbiettivo di strappare un sorriso allo spettatore,obbiettivo non del tutto riuscito mettendolo a confronto con  altri titoli dello stesso genere di casa Asylum ( anche non il “top di gamma” sharknado)  perde brutalmente punti.

Dal punto di vista delle riprese è un film discreto,un pochino più della media low budget con mostroni, mentre gli effetti grafici come i dinosauri sono meglio di quanto mi aspettassi,solo un pochino troppo gommosi fino a risultare strappati direttamente dagli anni 90 ( vedi Flintstones ), però si vede che i 2 registi sono entrambi provenienti da questo settore.

I personaggi sono bidimensionali ma simpatici,attori di livello basso ma che fanno il loro dovere ,per fare alcuni nomi abbiamo Christopher John Jennings ,Jason Tobias (Blodlines) ,Candice Nunes ( Poseidon rex ) e Bianca Haase ( Un tuffo nel passato 2 ) .

Un film sufficiente nella categoria B-movie , buono solo per perdere del tempo in mancanza di altro,con uno script migliore avrebbe potuto guadagnare molti punti extra .

Stay Tuned

La notte del giudizio – Election Year ( 2016)

Posted: 14th agosto 2016 by ilbabbanocritico in cinema
Tags: , , , , , , ,

Dopo aver visto il primo film : La notte del giudizio ricordo chiaramente che pensai, beh il film in se è carino,peccato solo tutta questa struttura per un film senza futuro, poi arrivò Anarchia , nuovi protagonisti , nuovo genere ,background espanso e tante scuse a James per aver dubitato delle possibilità,ora siamo al terzo capitolo con il regista e sceneggiatore nella posizione di dover consolidare e portare a termine una trilogia .

ci hanno scartato in point break

Lode a James DeMonaco per esserci riuscito La notte del giudizio – Election Year è il diretto seguito di Anarchia,nessun cambio di protagonista,solo una gita un pochino più dentro al mondo del franchise eravamo già venuti a conoscenza di ribelli contro lo sfogo, ma non che ne esistesse una frangia politicizzata,vediamo finalmente il volto dei Padri Fondatori,veniamo a conoscenza perfino di un  florido turismo omicida derivato dallo sfogo.

dio mio …la doppia pistola

Il resto è una macchina rodata e funzionante,fitto body count portato a schermo in modi stilisticamente sofisticati e da personaggi stilisticamente sofisticati e talmente dettagliati che a volte è un peccato vederli per così poco minutaggio ,Leo Barnes il protagonista del film si trova nella notte più brutta dell’anno a fare da scorta ad una senatrice contro lo sfogo ,ovviamente bersaglio di un gruppo di Swat nazi pagate dai padri fondatori,cosa che lo porterà nuovamente nella situazione di girare a zonzo per la città cercando di sopravvivere e far arrivare a fine serata la politica,ovviamente contemporaneamente a questa storyline ne verrà portata avanti una secondaria più legata alla popolazione ed il suo punto di vista.

Oltre al solito Frank  “perchè la marvel ha stuprato Crossbones” Grillo  e all’unico filo conduttore dei tre titoli Edwin Hodge troviamo  nei panni della senatrice Elizabeth Mitchell (Lost) ,Mykelti Williamson ( Buba di Forrest Gump ) ,ma nonostante tutto la recitazione in un film come questo viene molto molto in secondo piano.

Argomentando sul finale di Lost

Forse mi sarei aspettato di più ,La notte del giudizio – Election Year è il capitolo che ha esplorato e mostrato di meno,sulla carta dovrebbe chiudere il ciclo ma con il successo al botteghino James potrebbe azzardare un sequel , io spero di no  ma su questa serie ho già toppato una volta.

Stay Tuned

 

Una coppia di ladri decide di ritirarsi dalla professione e passare il tempo su un isola paradisiaca , verranno però raggiunti da un agente del FBI non convinto del loro “pensionamento” e che crede che i 2 stiano preparandosi per rubare il terzo ed ultimo diamante che manca alla loro collezione da una nave da crociera ormeggiata sulla loro stessa isola; chi avrà ragione ??

After the Sunset è ufficialmente un Action Commedy con elementi da Heist movie dalle linee classiche che vede alla regia Brett Ratner (The Family Man,Rush Hour ,X-men conflitto finale e Hercules con The Rock ); Il rapporto fra i 2 protagonisti ovvero Max il ladro  e Stan il poliziotto ricorda e non poco quello fra Lupin e Zenigata dando vita a scene in grado di strappare qualche sorriso allo spettatore.

La trama è semplice, prova il colpo di scena finale forse con troppa poca convinzione rendendosi quindi abbastanza prevedibile ,ma mai eccessivamente noioso complici anche i soli 95 minuti di durata che hanno permesso una storia condensata e senza lunghi tempi morti.

Il punto dove After the Sunset è più forte è sicuramente quello del cast ,l’ex 007  Pierce Brosnan e una bellissima e spesso poco vestita Salma Hayek ( Dal tramonto all’alba ) sono accompagnati da Woody Harrelson (Benvenuti a Zombieland)  in ruoli  secondari troviamo anche Don “war machine n.2″Cheadle e Naomie Harris (Spectre ) un insieme di attori in grado sicuramente di fornire una solida prestazione .

Un film carino,non un blockbuster ma sufficiente per una serata tranquilla di relax,magari dopo una bella giornata in spiaggia .

Stay Tuned

Lo voglio in camera

Shark is the new black !!
E su questo negli ultimi anni non sembrano esserci molti dubbi, un filone di film diventato di moda quasi quanto i found footage , il boom di questo genere è nato proprio sotto l’effige della casa di produzione Asylum ,che in un attimo probabilmente poco sobrio ha unito squali e tornado in un film per la tv; con un plot del genere quanto vuoi andare avanti ??


Beh giusto per aggiornarvi siamo al 4 film , Sharknado 4: The 4th Awakens e le menti vulcaniche\ malate ( a voi lettori la scelta) delle persone dietro questo franchise sembrano avere un sacco di idee e non aver paura di usarle con Anthony C. Ferrante che si riconferma alla regia e questa volta più che mai sembra ispirato ed intenzionato a non lasciare nemmeno un secondo libero alla narrazione,preme fin da subito sul pedale e non lo molla più,ben fatto.

f..k magic mike

Poche variazioni al plot originale ma si gioca al rialzo,di sharknadi ormai c’e ne sono per tutti i gusti come i Magnum dal classic al nucleare passando da quello di sabbia,petrolio,lava ed il mio preferito quello con le mucche ( citazione per intenditori di disaster movie)  per non parlare della mano bionica\spada laser del robot ( si non è ne viva ne morta,è un robot)Tara Reid oppure quella specie di SharkBuster\citazione di Alien che comparirà sul finale ,ma personalmente credo che il top sia la frase del bambino : tu non sei la mia mamma , mia mamma è uno squalo non un robot.

Usando la forza

Squala che vince non si cambia , la macchina sembra assolutamente ben oliata ed alimentata a cultura POP,le citazioni sono ovunque negli 85 minuti di film ( senza contare quella gigante nel titolo) partendo da Star Wars \Trek ma vagando per gli internal-joke con Lavalantula ( altro franchise Asylum che sta per avere un seguito), il mago di Oz ,Baywatch e molti altri…è un divertimento extra cercarle tutte .

Il cast ha sulla sua scacchiera tutti i pezzi forti degli scorsi capitoli, oltre alla già citata Tara e all’ovvio Ian Ziering,troviamo ancora David Hasselhoff e new entry come Gary Busey ( l’originale Point Break)  e Tommy Davidson oltre ad altre apparizioni varie ( tutte da scovare ) .

si è un galeone

Nonostante tutto questo sharkado continua a girare,un b movie convincente e che viste le idee originali potrebbe meritare un finale in grande stile con un budget più alto magari con uscita sorprendente al cinema ( merita molto più di alcuni titoli che escono abitualmente ),al sottoscritto continua a piacere e sorprendere ed il mio voto nella categoria low budget è un 7 pieno,ci vuole conoscenza cinematografica e passione per il non sense per gustarsi a pieno quest’insalata di squalo.

 

Il finale lascia le porte aperte ad un capitolo n.5 della saga ed ho già paura di cosa questo insieme di menti Geniali\bacate possa partorire .

Stay Tuned

 

The Collapsed (2011)

Posted: 11th agosto 2016 by ilbabbanocritico in cinema
Tags: , , , , , , ,

Una famiglia in fuga in un misterioso mondo post apocalittico , questo è praticamente il fulcro di The collapsed , film low budget horror\sci_fi del 2011 scritto e diretto da Justin McConnell.

Per praticamente tutti gli 80 min della pellicola non avremo mai idea di cosa sia successo al mondo ,sapremo solo che è successo recentemente e che le persone sopravvissute si sono adattate velocemente a questa situazione,sicuramente  la mancanza di informazioni è una situazione interessante che però rappresenta un arma a doppio taglio, dopo poco la visione diventerà forzata all’idea di capire cosa stia succedendo  oppure a sembrare una narrazione senza contestualizzazione ,io tenderei per la seconda in questo caso, il finale giunge troppo tardi per salvare la sceneggiatura ma fornisce una sorta di senso alla situazione .

Sicuramente apprezzabile la gestione del livello di paranoia all’interno della seconda parte della trama,non in grado di tenere a galla tutta la pellicola ma riesce nell’intento di strappare qualche punticino extra ,l’entità\antagonista\male misterioso rappresentato con un flusso di vento che tanto ricorda La Casa ne porta altri.

Sfortunatamente la recitazione non mi è sembrata positiva , con attori di basso livello come John Fantasia , Steve Vieira, Anna Ross e Lise Moule , tutti con esperienze precedenti nulle o molto limitate.

The Collapsed non è un film bruttissimo o da evitare , però poteva essere molto migliore, siamo sotto la sufficienza

Stay Tuned.