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I saw the devil ( 2010 )

In patria chiamato con il semplice nome Ang-ma-reul bo-at-da, I saw the devil è un revenge movie made in South Korea  diretto da Jee-woon Kim ( Two sisters ), la trama si riassume in poche linee grossomodo così, c’è un cattivo molto cattivo che per hobby è un serial killer, incontra la ragazza dell’agente segreto buono e senza alcun motivo la ammazza, il buono allora inizia a fare cose cattive per essere più buono del cattivo e vendicarsi.

Sulla carta una trama semplice e lineare con le tipiche situazioni del genere ” vendette e affini ” ovviamente stiamo parlando di cinema proveniente dall’Asia quindi pioggia di sangue in arrivo per tutti e immagini di una certa crudezza che non sempre possono piacere allo spettatore medio, per dirvi parliamo di smascellamenti a mani nude, esplorazione delle feci, guance trapassate da cacciaviti e un furibondo corpo a corpo a colpi di coltello sul sedile posteriore di una macchina degno di nota.

La sceneggiatura è trascinata da Jee fino alla mostruosa durata di due ore e mezza circa usando un espediente vendicativo insolito, molti  registi avrebbero probabilmente giocato di più sulla caccia all’uomo fra il protagonista e il serial killer lui invece li fa scontrare subito e poi instaura una caccia ricorsiva quasi al limite del WTF prima del sanguinoso epilogo finale.

Il film è fondamentalmente sulle spalle dei 2 protagonisti, il buono Byung-hun Lee  ( Il remake dei magnifici sette )  e Min-sik Choi ( Lucy ), non potendo giudicare le prestazioni attoriali mi limito a dire che sembrano i volti giusti al posto giusto .

Se vi piace la violenza ed il cinema Coreano I saw the devil è un buon titolo da aggiungere in watchlist, altrimenti meglio evitare perchè potrebbe facilmente urtare la vostra sensibilità, per me siamo oltre la sufficienza, .

Stay Tuned.

 

Here Comes the Devil ( 2012 )

Felix e Sol si sono presi un pomeriggio libero nei dintorni di Tijuana assieme ai loro figli Adolfo e Sara,i due ragazzi si allontanano per scalare una collinetta nelle vicinanze i genitori e spariscono per molte ore, al loro ritrovamento i figli saranno molto diversi.

Adrián García Bogliano ( un segmento di ABC’s of the death ) scrive e dirige questo horror low budget intitolato Here comes the Devil, in originale Ahí va el diablo ( decisamente più bello ), in realtà dopo i primi 10 min allo spettatore sembrerà di aver sbagliato titolo oppure genere visto che le scene sfociano direttamente nel genere sexploitation anni ’70.

Per darvi un idea il film inizia con una scena di sesso fra 2 donne che il regista deciderà d’attaccare alla trama con un minuscolo pezzo di carta praticamente rendendola una scena nonsense e la prima di molte scene di nudo abbastanza casuali,cosi come casuali\dozzinali parranno anche alcuni dialoghi e attacchi musicali lasciando nello spettatore il dubbio se il risultato è seriamente brutto o volutamente brutto, peccato perchè giocando su corde diverse l’idea di fondo era interessante seppure non originale al 100% .

Nel cast troviamo Laura Caro,Francisco Barreiro,Alan Martinez ,Michele Garcia e Barbara Perrin Rivemar, un insieme d’attori poco conosciuti che spero non si siano qui espressi al massimo del potenziale.

Non posso consigliare questo titolo, siamo lontani dalla sufficienza o dalla decenza ( sorpresa ho un concetto di decenza cinematografica anche io..strano e poco sviluppato però c’è ) .

Stay Tuned.

 

[ Serie TV ] Trepalium

Mi piace la sensazione del giramondo cine-televisivo, l’idea d’essere un globetrotter che nel suo cammino incrocia film e serie di paesi vicini e lontani ( ma anche nostrani, mica sono razzista ), ed ecco quindi che nel mio pellegrinaggio di nazione in nazione ho incrociato lo sguardo con una miniserie thriller sci-fi dei cugini francesi chiamata Trepalium.

Una serie distopica ambientata in un futuro prossimo dove l’80% delle persone sono disoccupate e costrette a vivere in miseria nella zona, in un ghetto che li divide dai lavoratori della città tramite un altissimo muro e  dove gli ” Attivi ” vivono con la costante paura di perdere il lavoro e finire per essere cacciati.

I suoi creatori Antarès Bassis e Sophie Hiet hanno affermato che il nucleo centrale di Trepalium è nato nelle loro menti circa un decennio fa, novelli Nostradamus visto che la tematica del lavoro e dei muri divisori ora è più sentita che mai, l’idea non è una novità al 100%, situazioni simili sono state prese in esame da altri film e serie, come la recente serie brasiliana 3% o la meno conosciuta The Aliens.

La sceneggiatura è solida,pochi fronzoli e tanta robustezza nei 6 episodi che compongono la miniserie, se l’obbiettivo era quello di nascondere nella fantascienza i temi su cui volevano far ragionare lo spettatore io lo considero riuscito anche se ovviamente si poteva fare di meglio con un budget più amplio nome  e maggiore spazio, molto intelligente la scelta di ambientare la serie usando costumi che definirei retro-futuristici con acconciature e vestiti démodé  e divise per gli inattivi che tanto ricordano altri titoli, nonostante l’assenza di  grandi nomi nel cast Trepalium sembra sempre avere i volti giusti al posto giusto .

Una parte di me spera ancora che l’Italia inizi a produrre piccole chicche come questa Trepalium che non è un capolavoro imperdibile, ma un progetto discreto ed ambizioso su cui pensare.

Stay Tuned.

Drive ( 2011 )

DIO MIO QUANTO AMO REFN …. niente, sentire questa frase urlata come succede quando in sala esce un film di Nolan è un sogno che rimarrà nella mia testa, ma è un sogno bellissimo.

Dopo questa piccola premessa onirica e delirante torniamo a Drive , un  thriller, drammatico \ noir diretto per l’appunto da Nicolas Winding Refn e che è un adattamento di un libro di James Sallis.

“Dammi ora e luogo e ti do cinque minuti:
qualunque cosa accada in quei cinque minuti sono con te,
ma ti avverto, qualunque cosa accada un minuto dopo sei da solo.
Io guido e basta!”

La trama nella sua interezza è un meccanismo semplice, Il nostro protagonista, Il Pilota ( per tutto il film rimarrà senza nome), fa tre lavori: di giorno è uno stuntman part-time e un meccanico, di notte, per arrotondare, fa d’autista ad alcune bande di criminali. Tutto procede normalmente fino a quando il pilota non incontra una donna che abita nel suo palazzo, Irene. Tra i due c’è subito intesa, ma l’arrivo del marito di lei appena uscito di prigione, coinvolgerà il nostro protagonista nella malavita. Riuscirà ad uscirne?, tutto qui nessun colpo a effetto si nasconde fra le sue pieghe, una cosa che in altre mani si sarebbe sciolta come neve al sole, ma che è finita nelle mani giuste .

Ed ecco che sale in cattedra la bravura del regista, quella in grado di cambiarti le carte in tavola, pochi dialoghi,lunghi sguardi, riprese perfette e un andamento lento che però esplode in attimi di violenza e sangue,basta solo il prologo per innamorarsi del mondo di Drive oppure odiarlo e se finirete per amarlo vi troverete a vedere per  90 minuti un febbrile ed esplosivo mix di azione ed emozione, sentimento e violenza,ed è facile capire da che parte penda il mio giudizio, nota di merito anche a Cliff Martinez e alla sua bellissima colonna sonora.

Drive vive anche delle prestazioni sopra le righe dei suoi protagonisti primo su tutti Ryan Gosling ( Come un tuono ) calato perfettamente nel ruolo del taciturno protagonista,ma anche Carey Mulligan ( Nemico Pubblico ), Bryan Cranston ( Breaking Bad ), Albert Brooks ( Taxi Driver ), Oscar Isaac ( Ex Machina ) e Ron ‘ Hellboy’ Perlman.

Questa pellicola per me ha l’etichetta di Must see cucita addosso sul giubbottino imbottito del protagonista,da vedere in un momento di pace interiore per gustarsi al meglio ogni sua sfumatura.

Stay Tuned

 

Death Tube ( 2010 )

Che bello il mondo cinematografico asiatico, nonostante tutto riesce sempre a trovare qualcosa per sorprendermi, nel bene o nel male sia ovvio però ci riesce anche con questo Death Tube, in patria Satsujin Douga Site, thriller horror Indie diretto da Yôhei Fukuda.

Death Tube è un misterioso sito che sembrerebbe trasmettere immagini di giochi mortali in diretta, dopo averlo visionato online Inouye, il nostro protagonista si risveglierà all’interno di una stanza del gioco e dovrà affrontare e vincere delle prove imposte dal simpatico Ponkichi, un grottesco Winnie the Pooh sadico.

Una trama vista in mille altri titoli, escludendo la simpatica mascotte non c’è praticamente nulla di innovativo nello svolgimento della sceneggiatura e a minare ulteriormente la struttura del film troviamo l’abnorme durata di quasi 2 ore dove i dialoghi e le scene morte superano di gran lunga le scene gore le quali veramente a sorpresa sono molto limitate e spesso avvengono fuori scena, un titolo di questo tipo dovrebbe prendere una scala verticale di tensione, ma qui anziché salire il ritmo scende fino a perdersi in un finale bruttino che tiene le porte al seguito ( uscito lo stesso anno ) .

Le prove sono varie , si parte con un risolvi un cubo di rubik in tot tempo fino alla votazione per decidere chi deve morire, l’inizialmente interessante metodo legato al messaggio del giorno come metodo per evitare morti nelle prove si scontra irrimediabilmente con il genere d’appartenenza e la mancanza di senso di alcune spiegazioni,finendo ovviamente nella competizione mortale.

Recitazione di basso livello per un film girato evidentemente con pochissimi spiccioli, l’orso simpaticone non basta a tenere a galla Death tube che naufraga assestandosi sotto la soglia del 5 .

Stay Tuned.

 

 

The Girl with All the Gifts ( 2016 )

In un futuro apocalittico, un infezione basata su un fungo ha trasformato l’umanità in ” Hungrie “, creature senza cervello che si nutrono di carne, in una base militare però alcuni medici studiano una seconda generazione del virus, bambini ibridi fra umani e ” Hungrie ” in grado di mantenere una certa stabilità se non rimangono troppo a contatto il profumo della pelle umana, Melanie la più intelligente di loro sopravviverà ad un assalto della prima generazione alla base e vivrà un avventura insieme ad un gruppo di militari,scienziati e la sua insegnante.

The Girl with All the Gifts è un film thriller/ horror tratto un libro omonimo del 2014 in italia uscito con il nome La ragazza che sapeva troppo scritto da Mike Carey che ne ha pure curato la sceneggiatura cinematografica, mentre alla regia troviamo Colm McCarthy ( Outcast ) appartiene al genere zombie movie, ma solo a livello teorico visto che possiede ben pochi punti in comune con questo genere di pellicole.

Interessante l’idea di avere per protagonista una figura ibrida, che abbia in se una caratteristica umana molto sviluppata ( l’intelligenza ) ed un lato ” Animale “, una tematica non del tutto nuoca ma la cui originalità aumenta se consideriamo che la protagonista in questione è una bambina di 10 anni che in se porta l’ambiguità del poter essere l’inizio della rinascita o l’inizio della fine per la nostra specie.

Il regista,alla seconda esperienza nel cinema, porta a compimento The Girl with All the Gifts con tranquillità e costanza, forse retaggio della sua lunga carriera nel mondo delle serie TV, non tenta mai di forzare la mano con le riprese e lascia che siano i testi scritti da Mike Carey a guidare la situazione sfruttando la lunghissima carriera di quest’ultimo nel mondo dei comics, il gruppo di sopravvissute vive un avventura abbastanza classica nei binari del survival horror con un ritmo altalenante che vede una buonissima la parte iniziale all’interno della base e poi una parte meno buona nella zona centrale cone qualche decisione WTF che porta però a riprendersi per il gran finale; per il sottoscritto la punta di diamante della pellicola è la fotografia plumbea e realistica al punto giusto,che preferisce piccole dosi di dettagli al gore sfrenato .

Il cast ristretto è formato da buoni attori che per questo film si sono però messi al servizio della giovanissima protagonista Sennia Nanua, attorno a lei troviamo Gemma Arterton ( Scontro fra titani ) , Glenn Close ( Attrazione Fatale ) e Paddy Considine ( Cindarella Man).

Se siete amanti del genere The Girl with All the Gifts è un film da mettere in lista sicuramente, io l’ho trovato interessante ed il mio voto è una sufficienza piena.

Stay Tuned

The Survivalist ( 2015 )

Abituato alla fame, cresciuto da solo in una piccola fattoria nel profondo della foresta e solito a difendere la propria terra da ladri e cacciatori, un uomo ha perso la presa sulla realtà. Il suo isolamento è però interrotto da due visitatrici: Kathryn e la figlia adolescente Milja, le due donne vincono la sua riluttanza concedendogli una notte con la ragazzina e mentre Kathryn prova a prendere il controllo della fattoria, l’uomo inizia a nutrire sentimenti per Milja. Quando la fattoria è sotto attacco da parte di estranei, i tre scoprono di dover unire le loro forze per sopravvivere.

Questa è a grandi linee  tutta la trama di The Survivalist , un film drammatico\sci-fi scritto e diretto dall’esordiente Stephen Fingleton, ambientato in un mondo post apocalittico dove la fine del petrolio ha portato ad un crollo della società o almeno queste sono le uniche informazioni che Stephen si prende la briga di darci tramite un simpaticissimo grafico nei 30 sec di introduzione al film.
Una pellicola post apocalittica scarna, essenziale e decontestualizzata, che mette subito in chiaro che qui non troveremo lunghi dialoghi e pseudoscienza, ma stiamo per vedere un film sulla sopravvivenza e per farlo ci sbatte in faccia un cadavere nudo trascinato in una fossa, ogni immagine nei circa 100 min di durata è nuda e cruda perchè se vuoi sopravvivere da solo nel nulla fai quello che devi; a rendere l’insieme ancora più realistico ci pensano la fotografia realistica, le riprese naturali e il sonoro ambientale.

The survivalist riesce a funzionare anche grazie ai suoi attori, i quali non sono chiamati a grandi discorsi ( il film non vive di larghi dialoghi,ma più di ampli silenzi ) e riescono ad avere volti giusti al punto giusto, un cast ristretto a 3 elementi, il sopravvissuto senza nome Martin McCann ( The Pacific ) , la giovane Mia Goth ( Nymphomaniacc)  e la madre Olwen Fouere ( This must be the place ).

Bear approved

Un film lento e sicuramente non per tutti,the survivalist raggiunge il mio 7 in pagella, se vi piacciono i titoli fuori dalle onde mainstream questo potrebbe meritare una visione.

Stay Tuned.

 

Incarnate (2016)

Uno scienziato in sedia a rotelle con l’abilità di entrare nel sub-conscio delle persone possedute dovrà liberare un bambino ed affrontare un demone con un potere mai visto prima, un orrore che risiede nel suo passato.

Difficilmente un titolo che impiega 3 anni ad uscire in sala ( terminato nel 2013 ) si dimostrerà un film di primissimo livello, ed è esattamente questo il caso di Incarnate, un horror a base di possessioni prodotto dalla Blumhouse come The Conjuring o Insidious dove però al posto di James Wan abbiamo Brad Peyton che nel suo CV vanta San Andreas e Viaggio nell’isola misteriosa e di orrore non sono sicuro ne sappia molto.

Tranquillo..ci riprenderemo
Tranquillo..ci riprenderemo

L’originalità si ferma tutta alla trama e nelle intenzioni dello sceneggiatore di farne un’ibridazione di esorcismo e scienza con un metodo simil Inception, sicuramente una scelta migliore del solito prete che pronuncia formule latine per liberare il povero posseduto, ma portata avanti sulle stesse basi leggermente modificate, quindi con gli stessi risultati di rivedere il 10000000000 esimo film che si ispira all’Esorcista.

Un peccato perchè tutta questa originalità sarebbe potuta essere una sceneggiatura interessantissima,invece viene resa piatta e senza nessun tipo di angoscia per lo spettatore c’è qualche piccolo picco ma sporadico e non in grado di illuminare il buio della trama,la CGI è appena superiore al livello di imbarazzo ed è praticamente impossibile provare qualsiasi tipo di empatia con i personaggi,nonostante la trama abbia situazioni in grado di scavare nella loro psiche e nel loro passato verranno lo stesso tenuti bidimensionali .

Incarnate poggia quasi tutto sulle spalle del suo protagonista Aaron Eckhart ( Attacco al Potere ) e sul suo giovanissimo antagonista David Mazouz ( Gotham ) oltre a loro abbiamo Carice van Houten ( Trono di Spade ) , Catalina Sandino Moreno ( American Gothic ) e Keir O’Donnell ( American Sniper ), il cast è buono, ma può poco per salvare la pellicola .

80 minuti scarsi di durata e poco orrore , Incarnate è sotto la mia sufficienza di molto,probabilmente in altre mani il risultato sarebbe stato decisamente migliore.

Stay Tuned.

[ Serie Tv ] Incorporated

Se dovessi tenere una statistica delle emittenti televisive che forniscono più serie TV al sottoscritto, SyFy sicuramente vincerebbe a mani basse, ma vincerebbe anche il premio di quella con le medie voto mediamente più basse, basandomi su questi dati ho imparato a non saltare di gioia quando una trama sulla carta mi risulta interessante perchè la delusione è dietro l’angolo.

Non è per ora il caso di Incorporated, serie Thriller\ Sci-fi ambientato in un 2074 dove cataclismi naturali ed economici hanno portato le mega corporazioni al potere ( botte di fantasia ) ed un mondo diviso fra agiati ed estrema povertà ( altro botto di originalità ) , diciamo che fra le cose che hanno innalzato di molto il mio interesse dietro questa serie c’è la presenza in veste di produttori di Matt Damon e Ben Affleck ( Dogma ).

Nei 10 episodi che compongono questa prima stagione della serie tutto va secondo i piani, nessun capolavoro irrinunciabile, ma un insieme fantascientifico molto godibile e ben strutturato con una storyline dal ritmo altalenante con un alto tasso di spionaggio industriale hi tech seguendo le regole base che muovono da sempre i futuri distopici con queste caratteristiche come ad esempio il gioco dei contrasti fra il mondo di ricchi e quello dei poveri oppure l’arrivismo spietato di alcuni personaggi,di buona fattura anche gli effetti speciali cosi come lo è la componente Action del filone narrativo in stile MMA di Theo .

Protagonista e centro degli eventi di Incorporated è il personaggio molto simile a Mr. Robot interpretato da Sean Teale ( Reign ) che sfoggia una buonissima prestazione seppur non ai livelli del protagonista della serie prima citata, fra gli altri nomi troviamo : Allison Miller  ( Terranova ), Eddie Ramos, Julia Ormond ( Il curioso caso di Benjamin Burton ), Dennis Haysbert ( 24 ) e Denyse Tontz ( The Forsters ), quasi tutti i personaggi sono poco più che cartonati con qualche pennellata giusto giusto per il minimo di profondità alla storia ed è difficile provare molta empatia con qualcuno di essi .

Se siete amanti della fantascienza e delle mega corporazioni è una serie che merita un’occhiata, non è originale e difficilmente sarete esaltati, ma ci sono ottime premesse per una buonissima seconda stagione.

Stay Tuned .

 

 

 

 

 

Bloodsucking Bastards ( 2015 )

Il lavoro più pericoloso al mondo?? in questo film probabilmente è quello d’ufficio visto che Brian James O’Connell ( Angry White Man ) ed il suo collettivo di sceneggiatori dal nome per nulla blasfemo di Dr. God ambientano il loro Bloodsucking Bastards in un open space pieno di cubicoli e lo riempiono con i tipici compagni di lavoro sfaticati che fanno tutto tranne che lavorare.

Un film commedy horror che può sembrare un episodio di Camera Cafe invaso da vampiri, se nelle intenzioni originali il titolo doveva contenere della satira sociale del mondo del lavoro l’obbiettivo è stato mancato di qualche metro abbondante, ma se le intenzioni erano quelle di fare un film leggero che scorresse fluido per 90 min e che avesse i giusti tempi comici non posso che dire ben fatto ragazzi avete raggiunto il target e non ci saranno licenziamenti però rimane un pochino di rammarico per l’occasione persa di gettarci un pizzico di satira.

Ovviamente tralasciando l’originalità della location siamo alle prese con uno schema narrativo classico e prevedibile a partire dal protagonista sfigatello che finisce per essere l’eroe della situazione e conquistare il cuore della bella dell’ufficio dopo un abbondante doccia di sangue finto,ma quel pizzico di novità basta per evitare che il titolo sia inscatolato nella lista dei film post la notte dei morti dementi ed abbia un idea tutta sua da portare avanti .

Gli attori del cast hanno le facce giuste per i ruoli assegnati ed i personaggi sono credibili nel loro essere ca…ni, nessun grande nome in Bloodsucking Bastards, il protagonista Fran Kranz ( quella casa nel bosco ) è accompagnato da Pedro Pascal ( Narcos ), Joey Kern  ( Cabin Fever ), Joel Murray ( Mad Man ), Emma Fitzpatrick ( In Time ), Yvette Yates ( Vizio di Forma ) .

Bloodsucking Bastards raggiunge la sufficienza,un film carino che intrattiene il giusto,ideale dopo una lunga giornata d’ufficio.

Stay Tuned