Arrival ( 2016 )

Ecco a voi la fantascienza, quella classica che ama chi come me è cresciuto circondato da piccoli libricini bianchi chiamati Urania che le bancarelle dei mercatini vendevano a Kg, in questo caso parliamo di alieni che giungono con misteriosi scopi sul nostro pianeta, 12 grandi astronavi in altrettante nazioni costrette a collaborare per risolvere il mistero dietro la loro presenza,una soluzione che non prevede da subito l’esportazione di democrazia nello spazio tramite quintalate di piombo, ma l’arrivo nel luogo di sbarco USA di Luisse e Ian, una linguista ed un fisico che cercheranno un modo per comunicare con loro.

Arrival è un film Sci-fi  tratto da un racconto breve di Ted Chiang e diretto da Denis Villeneuve ( Sicario ) che di recente è riuscito a fare una cosa che pensavo fosse impossibile come dare qualche speranza al sequel di Blade Runner e che con questo film aumenta quella percentuale di possibilità di non trovarsi i Nerd sotto casa con il forcone.

Le quasi 2 ore di pellicola stazionano in territori che non vedevo più dai tempi di Contact dove l’alieno non ha un bersaglio disegnato addosso e le emozioni non devono scendere a patti con gli effetti speciali ( anche se una colonna sonora come quella di Jóhann Jóhannsson è da considerarsi un effetto speciale vero e proprio ) , nessuno sfoggio incredibile di CGI, ma poche ambientazioni e un astronave sempre sullo sfondo come a ricordarci costantemente che stiamo guardando un film di fantascienza e non un opera intimista anche se poi scavando un pochino Arrival un po’ intimo lo è soprattutto nella sua parte finale, quando la sceneggiatura si prepara al gran finale e decide di fare il trucco della tovaglia, con un colpo secco toglie la ‘tovaglia’ narrativa lasciando tutto il resto nella stessa posizione con lo spettatore che non si esalta,ma rimane genuinamente stupito.

Il film deve la sua forza anche al ristretto cast su cui poggia le basi diciamo 2 personaggi+1 visto che c’è anche quel simpatico prezzemolino di Forest Whitaker ( Rougue One ), ma il fulcro della storia sono i 2 scienziati interpretati da Jeremy ‘l’avengers carismatico ‘  Renner e Amy Adams ( The fighter ), un ottimo lavoro per entrambi.

Secondo me al cinema la fantascienza migliore non ti fa uscire dalla sala parlando di quanto era figo quell’effetto o di quanto fosse reale la formula gravitazionale dietro quella situazione,ma quella che ti lascia nella testa una domanda ( meglio ancora se  ‘ Scomoda’ come in questo caso )libera di fluttuare come il fluido\fumo che compone i messaggi di Tom e Gerry ( in usa Gianni e Pinotto ) , Arrival centra questo obbiettivo a pieno aggiudicandosi nettamente il mio 8 in pagella, la coccarda del must see e dimostrando che Villeneuve è una delle persone più in palla del momento.

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