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recensioni ed opinioni sul cinema

Fear, Inc. ( 2016 )

Fear, Inc. è il tipico horror da mettere in lista sotto Halloween, la storia di un gruppetto di amici capeggiati da un amante dell’orrore cinematografico che assoldano una compagnia Fear, Inc. per organizzare loro una spaventosissima festa a tema, senza sapere nelle mani di chi sono finiti; alla regia troviamo l’esordiente Vincent Masciale ( Già regista di un corto con lo stesso nome ) e la sceneggiatura è dell’altrettanto novizio Luke Barnett.

Proprio la sceneggiatura porta qualche punto extra a questo titolo infatti è scritta in modo semplice, ma presenta un alto numero di twist narrativi del tutto coerenti alla trama portando lo spettatore nella paranoica spirale del dubbio insieme ai protagonisti, senza mai poter essere al 100% sicuri di cosa cavolo stia succedendo in quella casa, un limbo fra verità e finzione dove i classici horror vengono citati in continuazione, se odiate le citazioni ed i rimandi beh evitate Fear, Inc.

Nel cast troviamo : Lucas Neff (  Slash ) , Caitlin Stasey ( Reign ),  Chris Marquette  ( Fanboys ), Stephanie Drake ( MadMan ) e Abigail Breslin ( Zombieland ), prestazioni nella norma e volti ben scelti per i ruoli assegnati loro dalla direzione.

Un horror leggero e “Divertente”, ma non per questo stupido, Vincent ha giocato a fare il David Fincher con risultati discreti per un novellino Fear, Inc abbondantemente sufficiente per una serata fra amici, meglio ancora se amanti dell’orrore.

 

 

The Loved Ones ( 2009 )

the loved ones

All’avvicinarsi del ballo della scuola, la timida e impacciata Lola si vede rifiutata da Brent, la reazione di Lola e della sua famiglia però sarà ben diversa dalla normalità.

Alla regia e alla sceneggiatura di The loved Ones troviamo Sean Byrne ( The Devil’s Candy ), un debuttante della macchina da presa alle prese con un titolo horror made in Australia che si muove in equilibrio fra il genere adolescenziale ( alla “Dawson’s Creek” ) e il torture porn con estrema efficacia.

Una trama sulla carta sicuramente banale e a tratti leggermente forzata, ma che riesce a essere sempre fluida e gradevole che ha il pregio di chiudersi su se stessa come un cerchio perfetto,  visto il genere di appartenenza specificato in precedenza siamo in presenza di un alto quantitativo di scene splatter \ mediamente disturbanti per uno spettatore poco abituato, l’insieme però è lontano dagli standard del cinema Underground ( A.k.a potete guardarlo senza stare male ) .

The loved Ones funziona grazie ai suoi personaggi fatti di buona recitazione e volti giusti al posto giusto a partire da Robin McLeavy ( Heel on wheels ) passando per Xavier Samuel ( Fury ) e john Brumpton (Deep Water )

Sicuramente non è un capolavoro irrinunciabile, ma supera brillantemente la prova prendendosi la sufficienza e qualcosina in più, secondo me Byrne può diventare un nome da segnarsi per il futuro.

Stay Tuned

 

Night of something strange ( 2016 )

Un gruppo di ragazzi in gita verso il mare incrociano la via con una strana infezione trasmessa sessualmente,che trasformale persone in strane creature mostruose e violente.

Jonathan Straiton debutta alla regia con Night of something strange, un tipico horror indie e splatterone che tanto ricorda opere come bad biology, dove troviamo piacere perverso, smembramenti e tanto umorismo volgare, diciamo che tenta più volte di provocare il disgusto nello spettatore medio e mette in chiaro fin dai primi minuti quello che vedremo partendo alla grande con la necrofilia e passando rapidamente a stupri,violenza varia e vomito melmoso.

Gli effetti speciali sono volutamente low tech, con sangue che scorre fintissimo a fiumi citando opere come La Casa, se lo spettatore è in grado di sopportare tutto quello che Straiton getterà sullo schermo la visione di Night of something strange potrebbe addirittura risultare divertente nella sua follia, interessante il mezzo twist narrativo presente sul finire dello spettacolo, con un intera situazione anomala e interessante,messa in piedi e volutamente troncata prima di avere un effettivo e totale sbocco.

Nei film di questo genere il valore reale degli attori in gioco spesso è relativo mentre conta molto di più quanto essi siano credibili nei ruoli assegnati,in questo caso i personaggi sono i tipici cliche da horror teen e il cast messo insieme dal regista convince ovvero Trey Harrison ,Rebecca C. Kasek ( She Kills ), ayne W. Johnson ( Empire State of the dead ), Nicola Fiore  e Toni Ann Gambal, convince abbastanza.

Night of something strange si avvicina alla sufficienza,dimostra che anche non essendo al 100% un idea originale un film può risultare godibile,consigliato agli amanti del genere splatter armati di birra fredda.

Stay Tuned

 

 

 

The Devil’s Candy ( 2015 )

The Devil’s Candy è un film che di sicuro vi farà dubitare delle offerte immobiliari che sembrano troppo incredibili per essere vere, parla infatti di una famigliola americana fatta da padre artista, mamma donna normale e figlia ribelle metallara che si trasferisce in una nuova casa dove anni prima sono morte delle persone ed ovviamente il trasferimento porta con se qualche piccolo cambiamento non voluto.

Visto il legame con il metallo ed i metallica entriamo nel mood con una canzone su misura:

Alla regia ed alla sceneggiatura di questo horror troviamo Sean Byrne  alla sua seconda esperienza dopo il riuscito esordio con The loved one, che qui mette in piedi un mix fra slasher e film di possessioni che trova il giusto mood sulle corde del metallo e suona alla grande, anzi gira alla grande perchè se di base più o meno tutto quello che si vede in The devil’s candy è già stato visto, la regia moderna e un po’ frenetica alla Blum da un taglio tutto nuovo e la scena dell’omicidio inframezzato da attacchi d’arte alla Giovanni Muciaccia  è da prendere come esempio e riciclare con piacere in altre opere, forse si perde un pochino sul finale però nulla che rovini la visione di questo film.

Pochi volti nel cast, ma scelti con cura e si vede visto che il risultato sono 80 min ben recitati, troviamo Ethan Embry ( Cheap Thrills ), Shiri Appleby ( unREAL ), Kiara Glasco ( Bitten ) e soprattutto un bravissimo Pruitt Taylor Vince ( Natural Born Killers ).

The Devil’s Candy è oltre la soglia della sufficienza, non un capolavoro irrinunciabile però sicuramente un bel modo per passare la serata horror, da evitare se state cercando casa.

Stay Tuned.

 

 

xXx – Il ritorno di Xander Cage ( 2017 )

xXx - Il ritorno di Xander Cage

C’è stato un tempo dove Vin Diesel non pensava alla famiglia, ma armato di cappotto peloso spostava in alto l’asticella del cinema tamarro, erano i tempi di XXX il lontano 2002, poi però le cose sono cambiate, Vin ora è un uomo diverso e quindi rifiuta il sequel venendo sostituito da Ice Cube, XXX 2 raffredda gli animi e il franchise viene congelato.

Vin però torna sui suoi passi, decide che non c’è 2 senza 3 e quindi Xander Cage risorge dalle sue ceneri in questo xXx – Il ritorno di Xander Cage, alla regia troviamo D.J. Caruso che con Io sono il numero 4 ha dimostrato che si può fallire anche facendo un film young adult, un ottimo biglietto da visita vero??.

A Caruso viene affidata una valigia piena di soldi per mettere insieme un cast che comprende oltre a Mr benzina, Tony Jaa ( ong bak ) e Donnie ” IP “Yen, il che potrebbe essere un sogno per tantissimi registi alle prese con un action, eppure esattamente come con Numero 4 il regista dimostra di poter riuscire male dove nessuno pensava fosse possibile.

e non intendo a peggiorare il look di VIn, ma anche quello.

xXx – Il ritorno di Xander Cage non è riuscito a convincermi a pieno, dal 2002 ad oggi molto è cambiato nel mondo e nel cinema e l’illusione è che questo titolo sia uscito con uno stile fuori tempo massimo, il che non è necessariamente un male, ma può abbassare di gran lunga la soddisfazione degli spettatori, prendete per esempio F&F, nelle sue 8 parti è mutato per incontrare gusti diversi ed infatti ha una conferma preventiva fino al nr 10, qui invece solo la speranza può portare ad un 4 titolo per la serie.

Oltre al già citato trio tutto cazzotti nel cast figurano anche la star indiana Deepika Padukone, Ruby Rose direttamente da Orange is the new black oltre che varie apparizioni per Toni Collette ( Little Miss Sunshine ), Samuel L. Jackson ( Pulp Fiction ), Ice Cube ( xxx 2 ), Neymar Jr e Nina Dobrev ( The vampire Diaries ), un cast importante che però risulta dosato male come minutaggio, inutile dire che se fai un film con quel trittico di tirapugni e non convinci con la componente action,qualcosa di sbagliato c’è…e non poco.

xXx – Il ritorno di Xander Cage è stato ben sotto le mie aspettative, lo avrei voluto molto più action e trash, cosi sembra quasi una versione opaca di ciò che era il primo.

Stay Tuned

 

 

 

Power Rangers ( 2017 )

Il mio approccio al film dei Power Rangers ha portato sensazioni altalenanti, un lungo approccio iniziato il giorno dell’annuncio del film :

<< WoW che storia, fanno un nuovo film sui Ranger  e lo fanno slegato dalle serie >>  la scimmia salta urlando It’s morphing time

<< Ah diamine, hanno scelto una trama teen con attori teen>> la scimmia inizia a smontare i pezzi del Megazord

<< Ah cribbio, avranno armature in stile iron man e super poteri >> e sulla scimmia cala il sipario accompagnato da una musichetta triste.

Uno strano mix di destino, biglietti a 2 euro e bambini che invadono la sala di ghost in shield ha però deciso che io questo film lo devo vedere in sala,con lo stesso terrore di distruggere l’infanzia con il quale mi sono approcciato al remake girl powered di ghost buster, ma mentre penso tutto ciò vedo il regista Dean Israelite ( project almanac ) che mi saluta e la porta della sala che si apre, troppo tardi.

Immagine di fan che corrono in sala

Questo film dei Power Ranger è il primo tentativo di costruire un vero blockbuster partendo dalla serie tv della Saban tanto cari a noi degli anni 90, costruito per essere un titolo moderno ed evitare problemi di qualsiasi tipo, quindi ecco il ranger nero, quello asiatico e la ranger omosessuale mancava solo quello nativo americano ( stano che non ci abbiano pensato,però c’è ancora una speranza ), il tutto costruito su una trama sempliciotta che tutto sommato gira abbastanza fluida e senza intoppi.

Il risultato è che se le intenzioni iniziali erano quelle di piacere ai fan di lunga data allora possiamo considerare l’esperimento poco riuscito, ma ha in se tutti gli elementi per la trasformazione in un prodotto 2.0 adatto alle nuove leve, un progetto che non si discosta molto da quello di  Piccoli Brividi visto qualche tempo fa in sala, insomma tutto il repertorio originale al servizio di un pubblico moderno.

no..non è un video pop è Zord 2.0

Nel cast troviamo i teen Dacre Montgomery ( Stranger Things ), Naomi Scott ( Terranova ), RJ Cyler, Ludi Lin ( Il regno di Wuba ) e Becky G accompagnati da senior come Bryan ” La droga nel desertyo mi ha reso blu ” Cranston e Elizabeth Banks ( Scrubs )  con una scena dedicata a Amy Jo Johnson e Jason David Frank, 2 dei ranger originali.

Questo Breakfast Club in salsa Power ranger non mi ha convinto al 100% ma raggiunge la sufficienza, forse con il biglietto pieno sarei stato un pochino più deluso però non posso lamentarmi, lo spirito ranger vive in loro.

Sad alpha

PS è ovvio che l’intento è di trasformare il tutto in una macchina da sequel\spin off

Stay Tuned.

 

 

 

La cura dal benessere ( 2016 )

La cura dal benessere

Il giovane e ambizioso Lockhart, un broker di Wall Street, viene mandato dalla sua società in una località delle Alpi svizzere per riportare a New York l’amministratore delegato della sua azienda,il quale si è ritirato in un posto dove esiste una misteriosa ” Cura “.

Alla regia di La cura dal benessere troviamo Gore Verbinski, uno che ha iniziato con Un topolino sotto sfratto,si è preso la batosta con il remake USA di The Ring, si è sacrificato all’altare di Depp con I pirati dei Caraibi fino alla seconda botta di Lone Ranger e poi ha firmato un rialzo con Rango, più che un regista un altalena insomma, sempre brillante però sempre imperfetto ed in qualche modo riesce a dimostrare tutto ciò anche in questo Thriller horror.

cheeeeeeseee

Tralasciando quanto uno spettatore possa vedere di Shutter Island in questa pellicola ( Con annessa la battuta : ha chiamato Scorzese rivuole indietro la sua sceneggiatura ) , ci troviamo davanti ad una pellicola dalla durata importante di 146 minuti,che riesce a mantenere discretamente alta la tensione senza usare mezzi come jumpscare e porte scricchiolanti,piazza nel mezzo del film qualche scena a basso livello di disagio per lo spettatore ( quella del cervo \ quella del dentista ) niente di molto spatter però mette in mostra un certo realismo che può colpire punti deboli, ma la vera punta di diamante è la fotografia che regala panorami meravigliosi e ottime immagini anche degli interni, tutto con un atmosfera molto gotica, prima ho citato Scorzese però in fila troviamo anche gente come Argento, Kubrick, Fuller, Whale e non ultimo Guillermo Del Toro con il suo Crimson Peak .

Un punto negativo ? le scene insistono spesso su alcuni particolari, troppo spesso, aiutando lo spettatore a capire l’importanza del perchè prima che la sceneggiatura lo faccia apertamente e quindi rovinando l’effetto sorpresa totale.

Buono il livello recitativo, nel cast troviamo Dane DeHaan ( Chronicle ), Jason Isaacs ( Il Patriota ) e  Mia Goth ( The Survivalist ), volti e personaggi ottimamente abbinati,i dialoghi non sono totalmente centrati però ci si passa sopra.

La cura dal benessere è un horror abbastanza classico ( quasi in stile anni 70 ) , nulla di molto spaventoso, raggiunge la sufficienza senza problemi, ma con qualche accorgimento Gore avrebbe potuto ad aspirare a più alte posizioni confermandosi quindi un regista medio.

Stay Tuned.

 

2013 – La Fortezza ( 1992 )

In un futuro nel quale il potere vieta a ogni famiglia di procreare più di un figlio, John Henry Brennick finisce in un carcere di massima sicurezza, denominato la “Fortezza”, per avere infranto le regole. Cercherà di salvare se stesso e la moglie Karen.

Chiamato in originale Fortess, nel nostro paese finisce per chiamarsi 2013-la fortezza, ironico visto che la pellicola sembrerebbe ambientata nel 2017 quindi il 2013 lo hanno gettato a casaccio, in ogni caso il film vede alla regia Stuart Gordon ( Re – Animator ) e un team sconfinato di sceneggiatori: Troy Neighbors, Steven Feinberg, David Venable e Terry Curtis Fox , il tutto per un film di fantascienza – Action dalle vaghe note di distopia.

Il numero degli sceneggiatori chiamati in causa risulta ancora più ironico dopo la visione del film, quando ci si accorge che alla fine tutto quello che si è visto non ha nulla di originale, ma è un polpettone di altri titoli del periodo mescolati ( tipo Fuga da New York,2022 i sopravvissuti, La fuga di Logan ) e che senza nemmeno analizzare a fondo la trama se ne vedono i buchi narrativi di una storia spesso tirata per i capelli per portare i protagonisti nella situazione più comoda; a migliorare il giudizio ci pensano la discreta violenza ( con un tocco di splatter che non guasta mai ) e qualche accenno di dialogo ben scritto, certamente non abbastanza per salvare del tutto una pellicola che nonostante sia anni 90 può essere tranquillamente scambiata con una anni 80 per tematiche e regia ( vedi la scena super trip del lavaggio del cervello ).

2013 – la fortezza cerca di far leva sul suo nome di punta  Christopher ” Highlander ” Lambert nel ruolo che in origine era stato cucito per Arnold Schwarzenegger ( che ha preferito girare Last Action Hero ) accompagnato da Kurtwood Smith ( Robocop ), Loryn Locklin , Clifton Collins Jr. ( la serie Westworld ) e Vernon Wells ( commando ), tutti visibilmente svogliati, cosa che ovviamente influenza la riuscita della pellicola in negativo.

Non consiglio la fuga da 2013- La fortezza, però è un titolo sotto la sufficienza per di più invecchiato male, si salvano alcuni spunti di sociologia tipici del genere, ma è troppo poco.

il successo del film non è stato da cult acclamato eppure anni dopo, precisamente nel 2000 vide la luce un seguito chiamato La fortezza: Segregati nello spazio.

Stay Tuned

 

Warrior’s Gate ( 2016 )

Warrior’s gate è la storia di un teenager amante dei videogiochi e bullizzato a scuola che per una strana situazione si trova trasportato nella Cina antica e dovrà adattarsi per diventare un vero guerriero Kung Fu.

Un film prodotto fra Francia,Cina e Cambogia che vede alla regia Matthias Hoene ( Cockneys vs Zombies ) e la sceneggiatura scritta da Robert Mark Kamen e Luc Besson ( Il 5 elemento ), un titolo action fantasy orientato al mondo dei più giovani che già me lo immagino comparire nel palinsesto di Italia 1 la domenica pomeriggio.

Warrior’s gate è una favoletta fantasy con una trama dalle meccaniche semplici e adatte per il target giovane a cui il film puntava, c’è la mitologia, c’è la magia, le battaglie, l’ amore e la lezione di vita nascosta fra le pieghe, tutto il repertorio classico del film d’avventura per ragazzi scritta con l’abecedario del genere e la grammatica di base, solo con qualche scazzottata in più.

Nota positiva è che Hoene centra tutti i tempi comici e gag e orienta il più possibile del fattore Wow sulle coreografie delle scazzottate, giusto a ricordare l’asiatica provenienza che poi è quasi l’unica cosa che lo differenzia dal film Il regno proibito con Jackie Chan e Jet Lee.

Nel cast troviamo Mark Chao ( I Cacciatori di tesori ) , Ni Ni ( I fiori della guerra ) e l’ex WWE Dave Bautista ( Guardiani della Galassia ) nulla di particolarmente eclatante, ma il risultato non stona con il livello del film .

Warrior’s gate non è un capolavoro,ma intrattiene il giusto, svolge il suo compitino e arriva al 6. forse Besson non aveva bisogno d’attraversare il mondo per mettere a schermo un film di questo tipo, ma in fondo sono lieto che lo abbia fatto.

Stay Tuned.

 

Siren ( 2016 )

Avete presente la sirenetta Disney ?? ecco Siren non centra assolutamente nulla con la principessa dei cartoni, ma che esce dritto dritto dalla fucina delle idee della crew di W\H\S segno che i corti delle antologie posso diventare qualcosa di più, alla regia però non troviamo colui che ha creato l’idea originale bensì Gregg Bishop, anche lui nel gruppone V\h\S dopo un segmento nel capitolo Viral ( Dante the Great ) .

Per darvi un idea di cosa è Siren posso farvi pensare al Titty Twister di Dal tramonto all’alba, solo che abitato da gente ancora più strana, amanti del fetish e demoni; Gregg ed i suoi amici ci portano una ventata di immagini nuove,una donna con sanguisughe al posto dei capelli in grado di mangiare i ricordi dal nostro collo e farceli rivivere se mangiamo l’animaletto,ma soprattutto abbiamo lei Hannah Fierman, che era il punto fermo del corto originale e che in questi 80 min mette al servizio della trama i suoi strani lineamenti che la fanno passare allo stesso tempo da bambina innocente a ninfomane pronta a violentarti in 5 sec, un demone che per design tanto ricorda la creatura body horror di Natali in Splice senza però il simpatico dettaglio della testa fallica che tanti sfottò a portato al buon canadese.

Un po’ black commedy, un po’ splatter . un po’ body horror, questo film usa al 100% tutto ciò che ha a sua disposizione e probabilmente facendo la conta non è che fosse poi tantissimo,ma viene fatto rendere un sacco bene,sicuramente consigliato per chi cerca qualcosa di diverso,merita un occhiata e siamo a livello di sufficienza, personalmente ha perso qualche punticino per il finale indigesto,ma per pura questione di gusto.

Stay Tuned.

 


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