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Power Rangers ( 2017 )

Il mio approccio al film dei Power Rangers ha portato sensazioni altalenanti, un lungo approccio iniziato il giorno dell’annuncio del film :

<< WoW che storia, fanno un nuovo film sui Ranger  e lo fanno slegato dalle serie >>  la scimmia salta urlando It’s morphing time

<< Ah diamine, hanno scelto una trama teen con attori teen>> la scimmia inizia a smontare i pezzi del Megazord

<< Ah cribbio, avranno armature in stile iron man e super poteri >> e sulla scimmia cala il sipario accompagnato da una musichetta triste.

Uno strano mix di destino, biglietti a 2 euro e bambini che invadono la sala di ghost in shield ha però deciso che io questo film lo devo vedere in sala,con lo stesso terrore di distruggere l’infanzia con il quale mi sono approcciato al remake girl powered di ghost buster, ma mentre penso tutto ciò vedo il regista Dean Israelite ( project almanac ) che mi saluta e la porta della sala che si apre, troppo tardi.

Immagine di fan che corrono in sala

Questo film dei Power Ranger è il primo tentativo di costruire un vero blockbuster partendo dalla serie tv della Saban tanto cari a noi degli anni 90, costruito per essere un titolo moderno ed evitare problemi di qualsiasi tipo, quindi ecco il ranger nero, quello asiatico e la ranger omosessuale mancava solo quello nativo americano ( stano che non ci abbiano pensato,però c’è ancora una speranza ), il tutto costruito su una trama sempliciotta che tutto sommato gira abbastanza fluida e senza intoppi.

Il risultato è che se le intenzioni iniziali erano quelle di piacere ai fan di lunga data allora possiamo considerare l’esperimento poco riuscito, ma ha in se tutti gli elementi per la trasformazione in un prodotto 2.0 adatto alle nuove leve, un progetto che non si discosta molto da quello di  Piccoli Brividi visto qualche tempo fa in sala, insomma tutto il repertorio originale al servizio di un pubblico moderno.

no..non è un video pop è Zord 2.0

Nel cast troviamo i teen Dacre Montgomery ( Stranger Things ), Naomi Scott ( Terranova ), RJ Cyler, Ludi Lin ( Il regno di Wuba ) e Becky G accompagnati da senior come Bryan ” La droga nel desertyo mi ha reso blu ” Cranston e Elizabeth Banks ( Scrubs )  con una scena dedicata a Amy Jo Johnson e Jason David Frank, 2 dei ranger originali.

Questo Breakfast Club in salsa Power ranger non mi ha convinto al 100% ma raggiunge la sufficienza, forse con il biglietto pieno sarei stato un pochino più deluso però non posso lamentarmi, lo spirito ranger vive in loro.

Sad alpha

PS è ovvio che l’intento è di trasformare il tutto in una macchina da sequel\spin off

Stay Tuned.

 

 

 

The 9th Life of Louis Drax ( 2016 )

Uno psicologo, alle prese con il caso di un bambino molto incline agli incidenti, si ritrova coinvolto in un mistero che mette alla prova i confini della fantasia e realtà.

Dire qualcosa di più su The 9th Life of Louis Drax senza fare un minimo di spoiler è difficile, forse l’opera di Alexandre Aja ( Quello del remake di Le colline hanno gli occhi ) e basato su un racconto di Liz Jensen’s rientra nel novero di quelle che è meglio guardare senza cercare informazioni o trailer in modo tale di poterselo gustare a pieno.

Un film thriller che abbina ad una fotografia molto emotiva ad uno stile narrativo lento, ma necessario per toccare tutte le corde la storia vuole sfiorare fino ad arrivare ad imboccare la via di un finale tortuoso che porta The 9th Life of Louis Drax totalmente verso atmosfere più fantasy e che potrebbe far storcere il naso a chi non ama questo genere di soluzioni.

Non pensare alla stanza rossa, non pensare alla stanza rossa…

Nel cast troviamo Jamie ” vi prego non ricordatemi solo come Mr Gray” Dornan, Sarah Gadon ( Maps to the Stars ), Aiden Longworth e Aaron ” Pinkman ” Paul, buone prestazioni ,soprattutto per l’inaspettato ex amante del bondage, ma non abbastanza per portare il titolo verso porti sicuri.

A conti fatti The 9th Life of Louis Drax viaggia a cavallo della linea tra il reale e il soprannaturale, non porta mai davvero a compimento la sua premessa cupamente intrigante,raggiunge la sufficienza senza andare oltre.

Stay Tuned

 

 

The Girl with All the Gifts ( 2016 )

In un futuro apocalittico, un infezione basata su un fungo ha trasformato l’umanità in ” Hungrie “, creature senza cervello che si nutrono di carne, in una base militare però alcuni medici studiano una seconda generazione del virus, bambini ibridi fra umani e ” Hungrie ” in grado di mantenere una certa stabilità se non rimangono troppo a contatto il profumo della pelle umana, Melanie la più intelligente di loro sopravviverà ad un assalto della prima generazione alla base e vivrà un avventura insieme ad un gruppo di militari,scienziati e la sua insegnante.

The Girl with All the Gifts è un film thriller/ horror tratto un libro omonimo del 2014 in italia uscito con il nome La ragazza che sapeva troppo scritto da Mike Carey che ne ha pure curato la sceneggiatura cinematografica, mentre alla regia troviamo Colm McCarthy ( Outcast ) appartiene al genere zombie movie, ma solo a livello teorico visto che possiede ben pochi punti in comune con questo genere di pellicole.

Interessante l’idea di avere per protagonista una figura ibrida, che abbia in se una caratteristica umana molto sviluppata ( l’intelligenza ) ed un lato ” Animale “, una tematica non del tutto nuoca ma la cui originalità aumenta se consideriamo che la protagonista in questione è una bambina di 10 anni che in se porta l’ambiguità del poter essere l’inizio della rinascita o l’inizio della fine per la nostra specie.

Il regista,alla seconda esperienza nel cinema, porta a compimento The Girl with All the Gifts con tranquillità e costanza, forse retaggio della sua lunga carriera nel mondo delle serie TV, non tenta mai di forzare la mano con le riprese e lascia che siano i testi scritti da Mike Carey a guidare la situazione sfruttando la lunghissima carriera di quest’ultimo nel mondo dei comics, il gruppo di sopravvissute vive un avventura abbastanza classica nei binari del survival horror con un ritmo altalenante che vede una buonissima la parte iniziale all’interno della base e poi una parte meno buona nella zona centrale cone qualche decisione WTF che porta però a riprendersi per il gran finale; per il sottoscritto la punta di diamante della pellicola è la fotografia plumbea e realistica al punto giusto,che preferisce piccole dosi di dettagli al gore sfrenato .

Il cast ristretto è formato da buoni attori che per questo film si sono però messi al servizio della giovanissima protagonista Sennia Nanua, attorno a lei troviamo Gemma Arterton ( Scontro fra titani ) , Glenn Close ( Attrazione Fatale ) e Paddy Considine ( Cindarella Man).

Se siete amanti del genere The Girl with All the Gifts è un film da mettere in lista sicuramente, io l’ho trovato interessante ed il mio voto è una sufficienza piena.

Stay Tuned

Arrival ( 2016 )

Ecco a voi la fantascienza, quella classica che ama chi come me è cresciuto circondato da piccoli libricini bianchi chiamati Urania che le bancarelle dei mercatini vendevano a Kg, in questo caso parliamo di alieni che giungono con misteriosi scopi sul nostro pianeta, 12 grandi astronavi in altrettante nazioni costrette a collaborare per risolvere il mistero dietro la loro presenza,una soluzione che non prevede da subito l’esportazione di democrazia nello spazio tramite quintalate di piombo, ma l’arrivo nel luogo di sbarco USA di Luisse e Ian, una linguista ed un fisico che cercheranno un modo per comunicare con loro.

Arrival è un film Sci-fi  tratto da un racconto breve di Ted Chiang e diretto da Denis Villeneuve ( Sicario ) che di recente è riuscito a fare una cosa che pensavo fosse impossibile come dare qualche speranza al sequel di Blade Runner e che con questo film aumenta quella percentuale di possibilità di non trovarsi i Nerd sotto casa con il forcone.

Le quasi 2 ore di pellicola stazionano in territori che non vedevo più dai tempi di Contact dove l’alieno non ha un bersaglio disegnato addosso e le emozioni non devono scendere a patti con gli effetti speciali ( anche se una colonna sonora come quella di Jóhann Jóhannsson è da considerarsi un effetto speciale vero e proprio ) , nessuno sfoggio incredibile di CGI, ma poche ambientazioni e un astronave sempre sullo sfondo come a ricordarci costantemente che stiamo guardando un film di fantascienza e non un opera intimista anche se poi scavando un pochino Arrival un po’ intimo lo è soprattutto nella sua parte finale, quando la sceneggiatura si prepara al gran finale e decide di fare il trucco della tovaglia, con un colpo secco toglie la ‘tovaglia’ narrativa lasciando tutto il resto nella stessa posizione con lo spettatore che non si esalta,ma rimane genuinamente stupito.

Il film deve la sua forza anche al ristretto cast su cui poggia le basi diciamo 2 personaggi+1 visto che c’è anche quel simpatico prezzemolino di Forest Whitaker ( Rougue One ), ma il fulcro della storia sono i 2 scienziati interpretati da Jeremy ‘l’avengers carismatico ‘  Renner e Amy Adams ( The fighter ), un ottimo lavoro per entrambi.

Secondo me al cinema la fantascienza migliore non ti fa uscire dalla sala parlando di quanto era figo quell’effetto o di quanto fosse reale la formula gravitazionale dietro quella situazione,ma quella che ti lascia nella testa una domanda ( meglio ancora se  ‘ Scomoda’ come in questo caso )libera di fluttuare come il fluido\fumo che compone i messaggi di Tom e Gerry ( in usa Gianni e Pinotto ) , Arrival centra questo obbiettivo a pieno aggiudicandosi nettamente il mio 8 in pagella, la coccarda del must see e dimostrando che Villeneuve è una delle persone più in palla del momento.

Stay Tuned

 

Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali (2016)

Dopo la strana morte di suo nonno , Jacob viene a scoprire che La casa per bambini speciali dove suo nonno ambientava le sue storie d’infanzia esiste veramente , ed intraprende un viaggio per visitarla e conoscere i suoi strani abitanti,capitanati da Miss Peregrine.

La pellicola è l’adattamento cinematografico del romanzo omonimo del 2011 prima opera scritta da Ransom Riggs, l’opera da inizio da una serie attualmente ancora incompleta ( ma giunta al capitolo nr 4 ) , Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali è un fantasy orientato ad un pubblico di natura Young Adult e parla di personaggi molto peculiari, l’insieme come miele per le api ha attirato al film il regista “Perfetto ” ovvero Tim Burton ( Mars Attacks!  )  , che per l’occasione ha rinunciato a praticamente tutti i suoi attori feticci.

Come ??? non sono nel cast???
Come ??? non sono nel cast???

La sceneggiatura è stata rimaneggiata ( dicono in maniera non leggera ) da Jane Goldman, la quale ha già avuto a che vedere con gruppi di ragazzini con poteri ed una casa assaltata durante la sceneggiatura di X-men l’inizio e giorni di futuro passato , ovviamente tolta l’ironia della faccenda e qualche piccolo dettaglio fra i gruppi di ragazzi le similitudini non enormi  (cioè ho visto team mutanti assemblati con poteri ben peggio di questi ) .

Qualcuno ha detto All New X-Men ??
Qualcuno ha detto All New X-Men ??

Ho trovato  il film altalenante, sicuramente la parte grafica è stata studiata in maniera tale da colpire fortissimo lo spettatore e funziona a meraviglia con attimi in puro stile Burton , il ritmo accelera in maniera squilibrata nella seconda parte del film ed a farne le spese forse è la trama,alcuni passaggi risultano infatti deboli,spiegati di fretta, soprattutto quelli legati al funzionamento dei loop temporali, argomento che non tutti possono recepire rapidamente , ancora di più se il target di età è basso, più spiegoni semplici avrebbero aggiunto qualche punto extra.

Momento migliore del film
Momento migliore del film

Il cast è formato in larga parte da teen , ma i personaggi adulti sono il perno su cui ruota tutto, Eva Green  ( Penny Dreadfull) e sopratutto Samuel L. Jackson  ( Avengers )  sono calati perfettamente nei ruoli assegnati e sembrano divertirsi , con loro abbiamo anche Asa Butterfield (al suo secondo tentativo nel genere dopo Ender’s Game ) ,Ella Purnell (  Kick Ass 2) e Lauren McCrostie  ( The Falling ) .

e non ho detto nemmeno un Motherfuck
e non ho detto nemmeno un Motherfuck

Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali non mi ha particolarmente esaltato , raggiunge la sufficienza senza troppi patemi , ovviamente il tutto è strutturato per un prossimo eventuale sequel ( molto probabile ) .

Stay Tuned

 

 

Blindness – Cecità (2008)

Tratto da un racconto dello scrittore Portoghese premio Nobel José Saramago , Blindness – Cecità  è un film drammatico diretto da Fernando Meirelles ( City of God , La cerimonia di apertura delle olimpiadi di Rio 2016) , la trama ci mostrerà l’impatto sulla nostra società di una nuova epidemia, che renderà la gente non vedente.

Un epidemia diversa da quella standard,che l’opera usa per mostrarci il declino della società civile,il governo per evitare un contagio globale rinchiude i primo contagiati e con loro una donna vedente, attraverso i suoi occhi vedremo come la situazione precipiterà nel degrado, prima dentro la caserma,dove il cibo è razionato e la gente abbandonata a se stessa,poi nel mondo intero quando ormai sembrerà tutto perduto.

Non ho letto l’opera originale quindi giudicherò questo film usando il mio gusto , Blindness è un opera dalla durata importante  circa 120 min, caratterizzata da un ritmo narrativo lento ( ma con il giusto piglio quando la situazione necessità di velocità ) , che si prende il giusto tempo per mostrarci il declino del mondo circostante, che piano piano degrada sia sul piano della sporcizia sia su quello morale, ma sempre con un certo tatto , forse per me fin troppo delicato anche quando le situazioni avrebbero necessitato di immagini più ruvide, una trama eterea dove la città senza nome è abitata da personaggi senza nome ed la concezione del tempo finisce per svanire nel nulla molto velocemente, non sappiamo in quanto avvengano le situazioni , quanto poco basti per finire in quella situazione secondo Jose e Fernando,cosi come non sapremo nulla sull’origine del contagio e sulla sua fine.

Un cast di livello alto che vede per protagonista una stranamente bionda Julianne Moore ( Still Alice ) ,Mark Ruffalo ( Shutter Island ) , Danny Glover ( Arma Letale ) ,Alice Braga ( Io sono Leggenda ) , sicuramente attori di questo tipo alzano l’asticella della recitazione in positivo.

Commento su Julianne Moore bionda
Commento su Julianne Moore bionda

Questa produzione globale, fra Canada,Brasile e Giappone è interessante , raggiunge nettamente la sufficienza ed è consigliata a chi ama questo genere di situazioni di degrado generale, la trama non è esposta come generelmente piace a me, ma scendendo a patti con il ritmo narrativo e con qualche altra piccola pecca non rimarrete delusi .

Stay Tuned

 

 

 

Il sosia – The Double (2013)

The Double è la storia di Simon James, un uomo insicuro, timido e inetto che non riesce ad imporsi nel mondo del lavoro o nel campo dell’amore. E’ innamorato di Hannah, sua vicina di casa e collega, ma non riesce a dichiararsi. E’ maltrattato dal suo diretto superiore e invisibile agli occhi del grande capo, il Colonnello. Un giorno però Simon incontra James Simon, la sua copia esatta. Egli è un suo nuovo collega e, nonostante la somiglianza fisica, è il suo esatto opposto: sicuro di se e di successo, ma allo stesso tempo superficiale e incapace nel suo lavoro.

Capita ogni tanto nel mio costante vagare nel mondo cinematografico di imbattersi in titoli “strani” ,cioè sia chiaro non intendo cose alla Zombie contro Squali questa volta , ma film diversi dagli standard che odi oppure ami e rifiutano quasi ogni sorta di catalogazione.

In questa situazione ho incontrato Il sosia – The Double , secondo tentativo dietro la macchina da presa per il regista Richard Ayoade , la trama reinterpreta a modo suo  un opera russa di Fyodor Dostoevsky sul tema del doppelgänger ( Doppio ) chiamata per l’appunto Il sosia , la porta più vicina al nostro mondo e poi la spinge in un mondo senza tempo,etero e burocratico come non si vedeva dai tempi di Brazil ( Sempre sia lodato Terry Gilliam ).

Il sosia dura 1 ora e mezza ed avanza utilizzando tempi dilatati e cadenzati, sviluppi di questo tipo possono allontanare gli spettatori meno pazienti ,ma sono necessari per immergersi nella visione onirica e nella sua ripetitività che insieme al compartimento fotografico e  la sceneggiatura costruiscono un intero mondo grottesco esaltato dalla colonna sonora di Andrew Hewitt ( Mojave ) .

Una prestazione degna di nota per Jesse Eisenberg ( Benvenuti a Zombieland ) chiamato ad interpretare 2 ruoli contemporaneamente simili e diversi, non era una missione facile ed è stata portata a degno compimento , buona anche la prestazione di Mia Wasikowska ( Solo gli amanti sopravvivono ) nel cast abbiamo anche Wallace Shawn ( Gossip Girl ) e Yasmin Paige.

Sicuramente Il sosia – The Double non è un film per tutti , però se lo spettatore ( come è successo nel mio caso ) segue la stessa corrente della trama l’esperienza è ben costruita e supera abbondantemente la sufficienza, ogni tanto ben vengano i titoli fuori dagli schemi .

Stay Tuned

 

Mutant Chronicles (2008)

Nell’anno 2707 quattro Corporazioni – Capitol, Bauhaus, Mishima e Imperial – si contendono le poche risorse residue. Durante uno scontro, le esplosioni distruggono un antico sigillo, che impediva l’accesso ad una macchina sepolta nelle viscere del sottosuolo da migliaia di anni. La macchina, si suppone d’origine diabolica, trasforma gli uomini in demoni e ben presto il genere umano rischia di venire sopraffatto dalle orde mutanti. Mentre una minoranza privilegiata migra verso altri pianeti, Fratello Samuel assembla una squadra di specialisti delle quattro Corporation per una missione suicida: distruggere la macchina una volta per tutte e porre fine alla terribile minaccia.

Al regista Simon Hunter e allo sceneggiatore Philip Eisner ( Punto di non ritorno ) è toccato il compito di portare sugli schermi la trasposizione ( più o meno fedele ) di Mutant Chronicles  ( nel nostro oscuro paese diffuso anche come Il tempo dei mutanti ), gioco di ruolo d’ambientazione techno-fantasy in circolazione dal 1993, uscito apparentemente solo per il mercato DTV ed appartenente al genere Sci-fi action ed ovviamente al suo filone B-movie .

Trama basica in stile Quella sporca dozzina ,con esponenti di diverse fazioni fra loro in lotta che si uniscono al fine di combatterne una più forte, in questo caso una gigantesca necro – macchina di misteriosa fattura in grado di generare mutanti, piena di clichè in ogni angolo e palesemente costruita senza molto impegno per sorprendere lo spettatore, la sceneggiatura non si prende mai la briga di scavare oltre la superficie del background quindi riceveremo 4 o 5 nomi,qualche dato e nulla più sulla storia di questo mondo, peccato perchè si potevano creare antefatti e situazioni interessanti per i personaggi che popolano questo mondo .


L’atmosfera parte con un clima da trincea della prima guerra mondiale , per poi virare in un mondo steampunk con atmosfere che possono ricordare Hellboy , carica di effetti low-budget fatti in  post produzione e con una fotografia molto de-saturata quando non in scala di grigiil lato negativo dello stesso comparto è che delle opere di Del Toro non ha ereditato la maniacale cura dei dettagli, in numerosi casi fra uno stacco e l’altro i mutanti avranno armi su mani differenti in maniera quasi fastidiosa, nonostante tutto però questo comparto a parere mio rappresenta l’apice dei 111 minuti di visione .

sguardo poco convinto ??
sguardo poco convinto ??

Nel cast troviamo un mio noto ” nome trappola ” Ron “Hellboy” Perlman , insieme a lui anche Thomas Jane ( The Mist ) , Devon Aoki ( Sin City ) , Sean Pertwee ( Gotham )  e  John Malkovich ( L’impero del sole ) sicuramente nomi interessanti che però risulteranno completamente svogliati in ruoli talmente bidimensionali che sembrano ancora sul foglio di carta del Master.

Mutant Chronicles non si avvicina alla sufficienza , si dimostra un film mediocre da vedere solamente in casi di estrema noia , passabile per qualche ciclo da domenica pomeriggio di relax.

Stay Tuned.

[ Serie TV ] The Strain

Un Boing 777 giace fermo in una delle piste del JFK,tutti i finestrini chiusi,le luci spente,nessun segno di comunicazioni, nessuno sa cosa è successo, la gestione del caso è affidata alla squadra d’intervento del CDC guidata dal dr. Ephraim Goodweather, abituato a gestire le minacce biologiche,ma quello che trova al suo arrivo raggelerà anche lui, è l’inizio della fine.

Questo è l’incipit da cui parte la serie tv The Strain , tratta da una trilogia libri ( in italiano chiamati La Progenie,La Caduta , La notte eterna) scritta dalla coppia formata da Guillermo del Toro ( Crimson Peak)  e Chuck Hogan da cui in precedenza avevano tratto una serie a fumetti e che qui sono presenti pure con il ruolo di produttori, la serie è prodotta dall’emittente FX .

Fantastico promo
Fantastico promo

Link diretti per le stagioni

Stagione 1
Stagione 2
Stagione 3

Stagione 1

Una serie formata da 13 episodi che si contraddistingue per il suo particolare modo di trattare il genere vampirico , molto lontano dal Dracula romantico e vagamente erotico della figura classica cosi come equamente distante dal mondo dei vampiri glitter di casa Cullen , diciamo più affine a quello già mostrato del Toro stesso in Blade.

non è cosi sexy vero??
non è cosi sexy vero??

L’esempio precedente però non rende bene l’idea del modo in cui il duo tratta il vampirismo , rendendolo una vera e propria infezione, un contagio che modifica e corrompe l’uomo, ne elimina le parti ritenute in eccesso  e lo riempie di vermi pericolosi quanto il morso stesso, lo strigoi è predatore in grado di vedere le forme di calore e in possesso di una mente alveare sempre connessa con quella del Maestro.

Il vero colpo di genio a parere mio è però il modo in cui viene presentata la trama, in trasposizioni come questa l’equilibrio fra versione cartacea e versione a schermo gioca un ruolo molto importante, le polemiche che spesso vengono portate su TWD ne sono un esempio perfetto , in The Strain la sceneggiatura ha iniziato fin da subito a giocare con questo equilibrio, dopo pochi episodi l’ex lettore avrà già chiaro in mente che le cose sono diverse,solo alcuni motori della storia rimarranno attinenti , il resto è un mondo nuovo.

Il cast offre buone prestazioni , il migliore della prima stagione si dimostra il personaggio del derattizzatore sarcastico Vasilly Fet interpretato da Kevin Durand ( Garm Wars – L’ultimo druido)  fra  gli altri nomi troviamo Corey Stoll ( Ant Man ) , David Bradley  (Herry Potter) , Natalie Brow (Being human ),Mía Maestro ( I diari della motocicletta ) ed il giovanissimo Max Charles ( American Sniper).

Non è cosi romantico come un bacio sul collo
Non è cosi romantico come un bacio sul collo

Nelle intenzioni originali di Del toro , nel ruolo dell’antiquario cacciatore di vampiri Abraham Setrakian avrebbe dovuto trovarsi John Hurt ( Snowpiercer) mentre nel creare la versione letteraria di Fet aveva in mente il suo Hellboy Ron Perlman

Un ritmo abbastanza alto ma costante e una particolare attenzione per i dettagli hanno reso questa serie una piacevole sorpresa  ( anche per me nonostante sia un fiero possessore della serie di libri ) in cui praticamente nessun episodio viene sprecato.

Stagione 2

La seconda stagione ( confermata di 13 episodi ) presenta un piccolo cambio di passo rispetto alla prima , gli sceneggiatori premono un pochino sul freno ed il risultato risulta più lento anche se non del tutto noioso , si prende una parte del tempo a sua disposizione per espandere la conoscenza del nostro variopinto gruppo di protagonisti non disdegnando l’utilizzo di flashback ( non sempre irrinunciabili ) ed aumento lo spazio dedicato ad ammiccamenti da triangolo amoroso fra i suoi protagonisti , in alcuni episodi le tinte si faranno decisamente più dark e horror senza essere però disturbanti.

Lo strappo fra libro e schermo ormai è nettissimo ,The strain televisivo è un opera a tutti gli effetti diversa da quella letteraria,dilatando e stringendo alcuni aspetti della trama con un risultato in grado di offrire anche grandi sorprese allo spettatore, come il finale di stagione dimostra pienamente , finale di stagione che porta Zach , il personaggio interpretato dal giovane Max Charles ad avere un posto speciale nella classifica dei bambini più odiati delle serie TV ( in grado di competere con Carl di TWD )  .

Una crescita di spazio è dedicata ai personaggi di  Richard Sammel ( La vita è bella ),Jonathan Hyde (Titanic) , Miguel Gomez ( Soutpaw),e Ruta Gedmintas ( I borgia)  presenti anche nella prima stagione mentre faranno il loro ingresso nel cast il mio personaggio preferito Quinlan interpretato da Rupert Penry-Jones (Match Point),Samantha Mathis ( American Psycho )  e  Joaquín Cosio ( The Lone Ranger ), il livello di recitazione si conferma molto buono .

Stagione 3

La prima problematica che la sceneggiatura si trova ad affrontare in questa stagione nr 3 sono le fonti ,l’emittente FX ha annunciato che The Strain sarà formata da 4 stagioni prese da 3 libri, il rischio era quello di trovarsi ad allungare il brodo premendo ulteriormente sul freno, ed effettivamente è successo quanto temuto,in questa stagione c’è un aumento di scene action rispetto a prima con un clima sempre più da guerriglia urbana ,ma il ritmo è blando e gli  ” eventi chiave ” sono realmente molto diluiti nonostante questa volta il numero di episodi sia calato a 10 .

La stagione riesce a gestire in contemporanea l’approccio “religioso” alla battaglia di Quinlan e Abraham e Fet oltre a  quello “scientifico” con Eph e Douch , scopriamo di più sul passato cacciatore del “first born” e sul background degli antichi, oltre che sulle reali intenzioni del Maestro, il finale di stagione rappresenta un ennesimo cambio di prospettive che ci porterà all’epilogo della serie il prossimo anno e che permette a Zach di salire sull’olimpo dei personaggi idioti ( ora tocca a Carl recuperare è non è facile ).

I loro momenti insieme sono l'apice della stagione
I loro momenti insieme sono l’apice della stagione

Poche poche le nuove introduzioni nel cast , gli sceneggiatori preferiscono consolidare ciò che hanno già sulla scacchiera in attesa della battaglia finale fra uomo e Strigoi, tornerà ad essere un pochino secondaria la coppia Gus\Angel  mentre a salire in cattedra sarà ancora una volta Quinlan ( ormai eletto in maniera indiscussa personaggio nr 1 della serie ), ho personalmente trovato in calo le prestazioni di Fet , che sembra aver perso mordente rispetto al passato anche se ha sempre i suoi ottimi momenti .

Stay Tuned

 

Doctor Strange (2016)

Un nuovo tassello in casa MCU, un nuovo personaggio in un mondo sempre più in espansione e che fino ad ora sembrerebbe in grado di dare il meglio di se nei “personaggi minori” , come dimostrano film come I guardiani della Galassia oppure Ant Man , Doctor Strange nonostante il peso diverso che ha nella storia del fumetto Marveliano si pone per gli occhi dello spettatore non Nerd alla stessa latitudine e si presenta con l’incarico di portare una ventata di magica novità in casa Disney, ci sarà riuscito ??

si parteeee
si parteeee

NI ! più tardi questa strana parola per nulla magica magari avrà un senso maggiore , partiamo dicendo che Doctor Strange è un film action con magia per darvi un idea è quello che avrebbe dovuto essere il genere dell’Apprendista Stregone con Nicolino Cage, e che è stato affidato nelle mani di Scott Derrickson , che si trova a vivere una situazione simile a quella del protagonista , ha sempre fatto altro nella vita , scritto e diretto Horror poi ha avuto un grosso incidente che poteva distruggere la sua vita ( ha diretto Ultimatum alla terra ) e per finire si è trovato nel mondo magico .

Si dice Leviosaaaa
Si dice Leviosaaaa

La trama è la tipica da capitolo 1 , grossa intro al personaggio , le origini, la prima battaglia, aspettiamo il momento giusto e tiriamo il filo per stringere la sceneggiatura vicino alle altre del MCU , di certo non un livello estremo di difficoltà,in casa Marvel allora decidono di complicare un pochino le cose , decidendo che è veramente ora di far valere i soldini in più che il pubblico spende per il 3D e picchiando pesantemente sul pedale CGI; quindi benvenuti in un tripudio di città che si piegano, se vedete bene nei palazzi si può leggere <<Beccati questa Nolan >> io non vedevo così tante strade sottosopra dal debutto di Apple Maps,bravi pure a sfruttare la magia per far fare un fantastico trip da LSD al protagonista .

Nooooooolaaaaaaan
Nooooooolaaaaaaan

Il tutto è accompagnato da una buona coreografia dei combattimenti , ben spalmanti nel minutaggio ed in grado di sfruttare al meglio quello che la CGI mette loro a disposizione,forse un pochino confuse ma è una quisquilia sulla quale si può passare senza grossi patemi.

Interessantissimo il cast, a parere mio ben assortito  che prevede Benedict Cumberbatch (The Imitation Game) , Chiwetel Ejiofor ( 12 anni schiavo ),Tilda Swinton (Snowpiercer) ,  Mads Mikkelsen ( Hannibal) ,Rachel McAdams  (Mean Girls ) e ben nascosto quel simpaticone di Scott Adkins , ottimi nomi e ottime prestazioni.

Se fosse tutto così però non avrei scritto NI, Doctor Strange soffre dei soliti difettucci di fabbrica disney,ormai ripetuti in eterno, tralascio il punto soundtrack che è molto soggettiva,passi pure il fatto che questa volta sembrano aver forzato troppo le battutine mettendole in un clima dove non ci stavano per nulla , il punto grave è come sempre legato al villans che c’è ma non ha peso , cioè alla fine il dottore si trasforma in avvocato e risolve la questione demone lenzuolo interdimensionale dormammu con un ordine restrittivo e poi tutti a casa ad aspettare Thor per l’aperitivo delle 5 .

il NI permette al doctor Strange di raggiungere ben oltre la sufficienza, un bel film da vedere ,una buona aggiunta al bestiario cinematografico , presente ovviamente il solito sacchettone pieno di easter egg per i nerd, riempie per benino gli occhi allo spettatore,da vedere con un buono schermo.

Stay Tuned

 


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