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Power Rangers ( 2017 )

Il mio approccio al film dei Power Rangers ha portato sensazioni altalenanti, un lungo approccio iniziato il giorno dell’annuncio del film :

<< WoW che storia, fanno un nuovo film sui Ranger  e lo fanno slegato dalle serie >>  la scimmia salta urlando It’s morphing time

<< Ah diamine, hanno scelto una trama teen con attori teen>> la scimmia inizia a smontare i pezzi del Megazord

<< Ah cribbio, avranno armature in stile iron man e super poteri >> e sulla scimmia cala il sipario accompagnato da una musichetta triste.

Uno strano mix di destino, biglietti a 2 euro e bambini che invadono la sala di ghost in shield ha però deciso che io questo film lo devo vedere in sala,con lo stesso terrore di distruggere l’infanzia con il quale mi sono approcciato al remake girl powered di ghost buster, ma mentre penso tutto ciò vedo il regista Dean Israelite ( project almanac ) che mi saluta e la porta della sala che si apre, troppo tardi.

Immagine di fan che corrono in sala

Questo film dei Power Ranger è il primo tentativo di costruire un vero blockbuster partendo dalla serie tv della Saban tanto cari a noi degli anni 90, costruito per essere un titolo moderno ed evitare problemi di qualsiasi tipo, quindi ecco il ranger nero, quello asiatico e la ranger omosessuale mancava solo quello nativo americano ( stano che non ci abbiano pensato,però c’è ancora una speranza ), il tutto costruito su una trama sempliciotta che tutto sommato gira abbastanza fluida e senza intoppi.

Il risultato è che se le intenzioni iniziali erano quelle di piacere ai fan di lunga data allora possiamo considerare l’esperimento poco riuscito, ma ha in se tutti gli elementi per la trasformazione in un prodotto 2.0 adatto alle nuove leve, un progetto che non si discosta molto da quello di  Piccoli Brividi visto qualche tempo fa in sala, insomma tutto il repertorio originale al servizio di un pubblico moderno.

no..non è un video pop è Zord 2.0

Nel cast troviamo i teen Dacre Montgomery ( Stranger Things ), Naomi Scott ( Terranova ), RJ Cyler, Ludi Lin ( Il regno di Wuba ) e Becky G accompagnati da senior come Bryan ” La droga nel desertyo mi ha reso blu ” Cranston e Elizabeth Banks ( Scrubs )  con una scena dedicata a Amy Jo Johnson e Jason David Frank, 2 dei ranger originali.

Questo Breakfast Club in salsa Power ranger non mi ha convinto al 100% ma raggiunge la sufficienza, forse con il biglietto pieno sarei stato un pochino più deluso però non posso lamentarmi, lo spirito ranger vive in loro.

Sad alpha

PS è ovvio che l’intento è di trasformare il tutto in una macchina da sequel\spin off

Stay Tuned.

 

 

 

[ Serie tv ] The exorcist

Il mio approccio alle serie TV complementari al mondo dei film è sempre particolare senza essere però ostile, ho avuto ottime esperienze come quella di Dal tramonto all’alba oppure Westworld e pessime come Minority Report e Limitless, diciamo che sono abbastanza cauto e questo porta le serie di questo filone ha fare passi indietro nella mia personale watchlist delle serie, dopo mesi di tentennamenti però ho deciso di dare uno spiraglio a The Exorcist ovviamente tratta dal celebre film horror ( a sua volta tratto da un  romanzo di William Peter Blatty ).

A collaborare nei miei tentennamenti la presenza di Jeremy Slater che come sceneggiatore ha firmato cose tipo Fantastic Four e Lazarus Effect e si è solo parzialmente riscattato con Pet, nei 10 episodi che compongono la prima stagione ci troveremo davanti ad un mix particolare di eventi che almeno inizialmente sembreranno totalmente slegati da quelli del ben noto franchise salvo poi con un colpo di coda nel mezzo del cammino dare un senso a titolo e sparigliare le carte in tavola in vista del gran finale.

Un legame semplice, quasi un piccolo tocco di classe che rende la storia godibile anche per i pochi che nella loro vita non hanno mai incrociato i fiotti verdi del vomito della piccola Regan, che però assume ben altri toni e valori negli occhi di chi conosce i personaggi per citare guerre stellari avremo la sensazione di ” We are Home ”  che probabilmente è l’obbiettivo massimo di qualunque progetto voglia aggrapparsi ad un nome più blasonato e storico .

Il ritmo degli episodi è buono, gli eventi si susseguono ben cadenzati e senza frenesia,un giusto mix fra vecchio e nuovo lontano dal sapore troppo vintage dei vecchi horror da cui parte quanto dai modernissimi film sulle possessioni, poche scene truculente e un buon gioco d’equilibrio nel dosare le emozioni.

Nel cast di the exorcist troviamo : Alfonso Herrera ( Sense 8 ), Ben Daniels ( Flesh and bone ),Kurt Egyiawan ( Pan ),  Geena Davis ( La Mosca ) e Robert Emmet Lunney, la recitazione è sicuramente ben fatta, con i volti giusti al posto giusto.

Forse qui non proprio al posto giusto

The exorcist è abbondantemente oltre la sufficienza, consigliata per tutti gli amanti del film originale, il finale è ovviamente aperto e lascia presagire una possibile seconda sfida per questa serie.

Continua su questa via Jeremy

Stay Tuned.

 

 

 

[ Serie TV ] Son of Zorn

Son of Zorn mi ha preso fin dal primo trailer scovato per caso su Youtube, una serie mix di animazione anni 90 e live action ad alto tasso di nosense con protagonista una sorta di He-Man alle prese con la sua ex moglie umana ed intenzionato a conoscere meglio suo figlio, il tutto prodotto dalla Fox quindi come si fa a non rimanere folgorati ??

Solo l’idea di base dell’ibrido live\cartoon all’interno di una serie TV è una ventata di novità\sperimentazione, le menti dietro a questo progetto assurdo sono quelle di Reed Agnew ( The Andy milonakys show che tanto mi ricorda il naufragato canale QOOB )  e Eli Jorne ( Wilfred ) i quali mettono nei 20 min a loro disposizione le situazioni da serie tv standard con tanto di episodio natalizio e per il ringraziamento, resi diversi dal contrasto grafico.

Ammetto che l’insieme è cosi strano che l’impresa principale sarà sopravvivere ai primi 13 episodi e ottenere un rinnovo per una stagione successiva, fosse per me avrebbero già la firma per altre 2 o 3 run però sono di parte.

Ritmo veloce, battute e situazioni wtf continui sono gli ingredienti principali di Son of Zorn. che nel marasma grafico nasconde qualche piccolo messaggio sui genitori divorziati e sul razzismo, poco efficacemente perchè i messaggi saranno divorati dalla componente commedy; nel cast reale troviamo l’ex moglie del protagonista Cheryl Hines ( La dura verità ), il figlio Johnny Pemberton ( 22 Jump street ), il nuovo ragazzo di lei Tim Meadows ( Un Weekend da bamboccioni ) oltre che Artemis Pebdani ( Sex tape ) e Clara Mamet ( Cattivi vicini 2 ), discreto il livello recitativo.

Una sorpresa piacevolissima per il sottoscritto, finale aperto per una stagione nr 2 che però non è per nulla scontata, consigliatissima per chi ama il genere un pochino demenziale.

Stay Tuned

 

 

[ Serie TV ] Neon Joe, Werewolf Hunter

Le avventure di Neon Joe, un cacciatore di lupi mannari vestito fluo giunto nella piccola cittadina Garrity, che sembra nascondere un segreto molto più grande dei semplici lupi.

Nata in origine come miniserie di 5 episodi Neon Joe, Werewolf Hunter è una serie commedy sci-fi Creata, prodotta e interpretata dal comico Jon Glaser  per Adult Swim, canale del gruppo Cartoon Network dedicato a un pubblico maturo e specializzato in anime giapponesi e sketch comedy.

Una serie girata evidentemente con 4 spicci, intenzionalmente grossolana con attimi da fantascienza classica anni 70/80, che non sembra mai prendersi troppo sul serio e vive delle battute estemporanee dei suoi protagonisti, per darvi un idea Neon Joe, Werewolf Hunter ha a disposizione 5 episodi da 20 minuti per sviluppare la sua trama e si prende il lusso di gettarne via uno con un episodio senza sviluppi.

Insieme al protagonista nella strana galleria di personaggi assurdi troviamo Scott Adsit ( la voce originale di Baymax di Big Hero 6 ), Steve Little ( doppiatore di personaggi vari in Adventure Time ), Stephanie March ( Law & Order ), Damian Young ( Birdman ), Reginald E. Cathey ( House of cards ) .

Vista la sua natura iniziale di mini-serie Neon Joe, Werewolf Hunter risulta adatta per una maratona notturna del nosense, con birra al seguito per quella che è una versione sotto acido dei misteri di Wayward Pines.

Stay Tuned

 

[ Serie TV ] Trepalium

Mi piace la sensazione del giramondo cine-televisivo, l’idea d’essere un globetrotter che nel suo cammino incrocia film e serie di paesi vicini e lontani ( ma anche nostrani, mica sono razzista ), ed ecco quindi che nel mio pellegrinaggio di nazione in nazione ho incrociato lo sguardo con una miniserie thriller sci-fi dei cugini francesi chiamata Trepalium.

Una serie distopica ambientata in un futuro prossimo dove l’80% delle persone sono disoccupate e costrette a vivere in miseria nella zona, in un ghetto che li divide dai lavoratori della città tramite un altissimo muro e  dove gli ” Attivi ” vivono con la costante paura di perdere il lavoro e finire per essere cacciati.

I suoi creatori Antarès Bassis e Sophie Hiet hanno affermato che il nucleo centrale di Trepalium è nato nelle loro menti circa un decennio fa, novelli Nostradamus visto che la tematica del lavoro e dei muri divisori ora è più sentita che mai, l’idea non è una novità al 100%, situazioni simili sono state prese in esame da altri film e serie, come la recente serie brasiliana 3% o la meno conosciuta The Aliens.

La sceneggiatura è solida,pochi fronzoli e tanta robustezza nei 6 episodi che compongono la miniserie, se l’obbiettivo era quello di nascondere nella fantascienza i temi su cui volevano far ragionare lo spettatore io lo considero riuscito anche se ovviamente si poteva fare di meglio con un budget più amplio nome  e maggiore spazio, molto intelligente la scelta di ambientare la serie usando costumi che definirei retro-futuristici con acconciature e vestiti démodé  e divise per gli inattivi che tanto ricordano altri titoli, nonostante l’assenza di  grandi nomi nel cast Trepalium sembra sempre avere i volti giusti al posto giusto .

Una parte di me spera ancora che l’Italia inizi a produrre piccole chicche come questa Trepalium che non è un capolavoro imperdibile, ma un progetto discreto ed ambizioso su cui pensare.

Stay Tuned.

[ Serie Tv ] Incorporated

Se dovessi tenere una statistica delle emittenti televisive che forniscono più serie TV al sottoscritto, SyFy sicuramente vincerebbe a mani basse, ma vincerebbe anche il premio di quella con le medie voto mediamente più basse, basandomi su questi dati ho imparato a non saltare di gioia quando una trama sulla carta mi risulta interessante perchè la delusione è dietro l’angolo.

Non è per ora il caso di Incorporated, serie Thriller\ Sci-fi ambientato in un 2074 dove cataclismi naturali ed economici hanno portato le mega corporazioni al potere ( botte di fantasia ) ed un mondo diviso fra agiati ed estrema povertà ( altro botto di originalità ) , diciamo che fra le cose che hanno innalzato di molto il mio interesse dietro questa serie c’è la presenza in veste di produttori di Matt Damon e Ben Affleck ( Dogma ).

Nei 10 episodi che compongono questa prima stagione della serie tutto va secondo i piani, nessun capolavoro irrinunciabile, ma un insieme fantascientifico molto godibile e ben strutturato con una storyline dal ritmo altalenante con un alto tasso di spionaggio industriale hi tech seguendo le regole base che muovono da sempre i futuri distopici con queste caratteristiche come ad esempio il gioco dei contrasti fra il mondo di ricchi e quello dei poveri oppure l’arrivismo spietato di alcuni personaggi,di buona fattura anche gli effetti speciali cosi come lo è la componente Action del filone narrativo in stile MMA di Theo .

Protagonista e centro degli eventi di Incorporated è il personaggio molto simile a Mr. Robot interpretato da Sean Teale ( Reign ) che sfoggia una buonissima prestazione seppur non ai livelli del protagonista della serie prima citata, fra gli altri nomi troviamo : Allison Miller  ( Terranova ), Eddie Ramos, Julia Ormond ( Il curioso caso di Benjamin Burton ), Dennis Haysbert ( 24 ) e Denyse Tontz ( The Forsters ), quasi tutti i personaggi sono poco più che cartonati con qualche pennellata giusto giusto per il minimo di profondità alla storia ed è difficile provare molta empatia con qualcuno di essi .

Se siete amanti della fantascienza e delle mega corporazioni è una serie che merita un’occhiata, non è originale e difficilmente sarete esaltati, ma ci sono ottime premesse per una buonissima seconda stagione.

Stay Tuned .

 

 

 

 

 

[ Serie TV ] Z Nation

3 anni dopo l’inizio di una pandemia zombie che ha cambiato il mondo intero, un gruppo di strani sopravvissuti si troverà a dover svolgere un arduo compito,attraversare gli USA per accompagnare in un centro medico Murphy, un sopravvissuto che potrebbe avere in se la chiave per un vaccino.

Volete subito dei motivi per arricciare il naso ? è una serie trasmessa dall’emittente SyFy e prodotta nientepopodimeno che dalla tristemente famosa Asylum,  se però state pensando che la casa di produzione venuta alla ribalta con i film del franchise Sharkado sbarca nel settore delle serie TV con un clone di TWD, beh vi state sbagliando .

Stagione 1
Stagione 2
Stagione 3

Stagione 1

Come gia anticipato Z Nation non è TWD e non è stata creata per esserlo,è una serie che mixa horror,azione,black commedy e parodia,tutto con un ritmo che la serie prodotta da Kirkman non vede ormai da anni,ovviamente di contro non aspettatevi grosse introspezioni dei personaggi, i protagonisti sono molto bidimensionali anche se hanno qualche accenno di lenta evoluzione ,la trama ha uno sviluppo lineare,costante e senza fronzoli dove ogni episodio ha il suo peso specifico nella storia  ( alcuni più di altri ) ,nessuno dei 13 episodi della prima stagione spreca del tempo ,tempi comici molto buoni ed ovviamente alta dose di splatter,trash e nonsense.

Ovviamente a differenza di TWD qui non abbiamo Nicotero, ma Z si difende bene e risponde proponendo allo spettatore un ventaglio di creature più amplio che spazia dai classici non morti a quelli resi radioattivi ( e quindi doppiamente pericolosi ) oltre alla classica situazione ostile che prevede altri  gruppi di sopravvissuti.

Il cuore centrale della serie sono i suoi protagonisti, un gruppo di attori di livello non altissimo che però sembrano metterci tutto , capitanati da Harold Perrineau ( Lost ) troviamo il murphy ovvero Keith Allan,Russell Hodgkinson, Nat Zang ,Anastasia Baranova ,Kellita Smith,Pisay Pao ,Michael Welch e DJ Qualls ( The man in the high castle ) nei panni di Cittadino Z un militare che seguirà ed aiuterà il gruppo da una remota base isolata al polo.

Sicuramente una serie fresca per gli amanti dei Z-movie con molti spunti interessanti che la differenziano dalle altre a tema post apocalittico,(gli autori si divertono spesso a sovvertire le regole del genere)e dove gli amanti dell’orrore troveranno miriadi di citazioni ed un ritmo serrato.

 

Stagione 2

Kaboom
Kaboom

La serie Zombie di casa Asylum torna, con 2 episodi in più della prima stagione ( arrivando quindi a 15 puntate ),gli sceneggiatori partono subito alla grande e dopo essersi creati nella prima stagione un angolino tutto proprio nel panorama delle serie TV si concede di giocare al rialzo, offrendo allo spettatore ancora più nonsense ed ancora più creature, tipo ibridi zombie pianta, una gita nell’area 51 ed un incontro con la versione non morta dell’autore di Game of Throne George RR Martin.

I personaggi continuano la loro lenta evoluzione raggiungendo un buon grado di empatia con lo spettatore, ci saranno dei cambi nel team principale e non parlo solo di Murphy versione giga-puffo,al gruppetto si aggiungerà un mercenario di nome Vasquez ( interpretato da Matt Cedeño ) , lato negativo è la limitata presenza di Cittadino Z e del suo bellissimo Husky Puppy .

Zombie and Mexico
Zombie and Mexico

Non era facile cambiare qualche elemento senza snaturare la serie, ma Z nation si è confermata una serie molto interessante .
Stagione 3

Il terzo è sempre il più difficile, questa regola che di solito si applica nei film questa volta sembra adattarsi a ciò la Asylum ha realizzato per la 3 stagione di Z Nation; fino ad ora questa è la stagione che ho trovato meno entusiasmante.

Make Z nation great again
Make Z nation great again

Sia chiaro,siamo ancora a buonissimi livelli di originalità,ma si inizia a sentire qualche granellino di sabbia che stride negli ingranaggi della trama costringendo forse gli sceneggiatori a provare qualche cosa di diverso,il risultato è una serie più lenta ed una frenata sul pedale del nonsense ( frenata per i livelli altissimi di Z Nation ) sintomo che forse il giro in giostra sta per finire.

Z nation ha subito una mutazione, alcuni ribaltamenti di fronte ed innesti nel background hanno cambiato la struttura stessa della serie, che in questa season sembra prendere vie più classiche in quando a trama e sviluppi.

Fantastico personaggio .. The Man
Fantastico personaggio .. The Man

Altri cambi nella line Up principale, il già comparso Emilio Rivera ( Collateral ) entra in pianta stabile nel team insieme alla dottoressa interpretata da Sydney Viengluang  e per la prima volta abbiamo un nemico stabile,misterioso e abbastanza bad-ass interpretato da Joseph Gatt ; un ultima aggiunta riguarda Cittadino Z da ora affiancato ( e probabilmente sostituito in futuro ) da Ramona Young .

Il mio sentore e che la prossima sarà l’ultima serie, oppure il rischio è quello di tirare troppo la corda fino a spezzarla .

 

 

 

[ Serie Tv ] Westworld

Lo ammetto , era dai tempi di Lost che non vedevo tutto sto casino attorno ad una serie TV, gente che di solito snobba tutto e tutti diventare di colpo esperta di sci-fi, cinema e serie TV e gridare al capolavoro, La HBO potrebbe essere riuscita nell’apocalittico intento di portare il Nolanesimo in tv??

Sembrerebbe di si , ci è riuscita con Westworld , la cui trama prende molto lontanamente spunto dal film omonimo del 1973 conosciuto in questo strano paese come  Il mondo dei robot , dal suo meno conosciuto sequel Futureworld – 2000 anni nel futuro  più noto per essere spesso considerato il primo film ad usare la CGI e da una miniserie successiva uscita come Alle soglie del futuro ; dalle ceneri di questo franchise che pareva sepolto ( non nella memoria dei nerd ) dal 1980 il piccolo Nolan  ovvero Jonathan ( sempre sceneggiatore dietro alle opere di suo fratello come Interstellar ) e sua moglie Lisa Joy hanno costruito ( con dietro alla produzione gente come J. J. Abrams ) la loro trama .

Ok , Ok …la digressione storica l’avete già sentita in mille altri modi , quindi alla fine giungendo al sodo, alla fine dei 10 lunghi episodi  hai trovato la serie un capolavoro ? Ni però mi è piaciuta molto ( lungi da me paragonala al film ) la HBO si è impegnata molto ( sotto forma di rettangoli di vario taglio ) per realizzare westworld ed il risultato ha decisamente ripagato eppure qualcosa su di me non ha funzionato.

 

Si sono sprecati elogi alla trama , ma la realtà è che Jonathan  e suo fratellone tanti anni fa in una galassia lontana lontana quando ancora su di loro non nevicavano soldoni , costruirono un thriller dalla trama semplice e lo resero particolare giocando fuori dagli schemi della linearità temporale ,sto ovviamente parlando di Memento e dell’anno 2000 , ora molto più di una decade dopo lo sceneggiatore ha riprovato il trucchetto e come la critica acclama ha riavuto successo.

Oltre a questo c’è un secondo punto dove io e Westworld entriamo in conflitto , forse più piccolo del precedente ma riguarda il mondo dell’empatia non ho praticamente provato nulla per tutta la storia , i personaggi reali o host che siano piangono, vivono e muoiono sullo schermo ed io li ho solo visti senza mai accostarmi alle loro sensazioni,probabilmente il sottoscritto è insensibile e le mie recriminazioni sono una goccia in un oceano di ben fatto .

Escludendo questi punti infatti siamo ad altissimi livelli, nel cast abbiamo gente come Evan Rachel Wood ( The Wrestler  ) ,Ed Harris ( A History of Violence ) , Jeffrey Wright ( Source code ) , James Marsden ( il primo Ciclope di X-men )  e il vero mattatore che non credo necessiti di presentazioni Anthony Hopkins , ottimi attori in grado di recitare le loro parti in maniera fantastica alle prese con dialoghi ricercati ,fitti di citazioni ed un background pieno di spunti interessanti, di buonissimo livello anche la fotografia e la regia mentre è apprezzabile la colonna sonora contenente cover di canzoni moderne rifatte da Ramin Djawadi (Iron Man , trono di spade ) .

Non è stata una bomba a sorpresa come l’arrivo di Mr Robot, Westworld è creata a tavolino da HBO per portare audience e come un freddo robot ha svolto la sua missione ed ora si prepara al compito più difficile , mantenere le attese nella stagione 2 .

stay tuned

 

[ Serie TV ] 3%

 

Netflix pesca dal Brasile una nuova mini serie Sci-fi bastata su un futuro distopico , fatta da 8 episodi dalla durata di circa 40 minuti 3% è stata partorita dalla mente di Pedro Aguilera ( già autore dell’omonimo film per la TV ) e soprattutto portata graficamente da César Charlone l’uomo dietro la fotografia di opere come Blindness e City of God.

Si ma di cosa parla ?? Siamo nel futuro , dove la terra di Ronaldinho e soci ( e forse il mondo intero ) è nettamente diviso in 2 fra Entroterra e Offshore ( mettete via le mazzette, niente paradisi fiscali ) nella prima la popolazione vive di stenti in una specie di favelas dove regnano criminalità e violenza nella seconda una misteriosa coppia di fondatori ha messo in piedi il paradiso ( ripeto non fiscale ) ed ogni anno dona la possibilità a dei giovani 20enni di entravi a farne parte , come ?? tramite il processo ovvero una selezione del 3% dei migliori iscritti che sopravviveranno a svariate prove di natura fisica e mentale ( praticamente le olimpiadi della matematica ma con qualche coltellata in più ) , ovviamente non a tutti questo metodo è congeniale e quindi sullo sfondo avremo complotti e misteriosi terroristi.

Nulla di veramente del tutto originale, al suo interno abbiamo la critica sociale ed altri  temi già tritati e trattati in mille altre  storie , però come sempre vale la regola “se devi fare la stessa cosa almeno falla bene ” e 3% ha ben seguito la morale, con ampie pennellate disegna il background del Brasile futuro senza perdersi troppo in particolari ed esplora le motivazioni che portano alle decisioni dei personaggi tramite flashback mirati al punto giusto, mantenendo quindi sempre discretamente altro il ritmo narrativo .

Unico punto negativo è forse la mancanza di un vero e proprio cattivo ,ma è una situazione totalmente voluta da una sceneggiatura che gioca sull’ambiguità dei suoi giocatori , nessuno è totalmente lindo dentro quel mondo e sia l’azione buona che quella cattiva possono venire da persone inaspettate.

Recitazione di buon livello portata a schermo da attori Brasiliani di giovane età e poco conosciuti internazionalmente, i personaggi che sono stati chiamati ad interpretare non sono facili e bidimensionali, vengono approfonditi e dotati di diverse sfaccettature cosa che sicuramente incrementa la difficoltà di recitazione, sugli scudi troviamo ovviamente la protagonista Bianca Comparato ma anche la totalmente esordiente Vaneza Oliveira si è fatta ben notare con il personaggio di Joanna.

Una sorpresa piacevolissima , segno che Netflix è in grado di offrire intrattenimento ovunque nel mondo anche fuori dal circuito mainstream, il finale sembrerebbe lasciare aperta la possibilità di proseguire, ma non sono ancora a conoscenza di un possibile rinnovo; consigliata agli amanti delle distopie , la sceneggiatura ne tocca praticamente tutti gli angoli e sicuramente in un episodio troverete ciò che fa per voi .

Stay Tuned

 

[ Serie TV ] Channel Zero

Gli amanti dell’orrore spesso vagando nel web incrociano la loro strada con le storie chiamate Creepypasta , generalmente brevi storielle a sfondo horror che cercano di trarre efficacia da una vena di realismo e che si diffondono utilizzando la rete, quasi fossero a tutti gli effetti l’evoluzione delle leggende metropolitane o dei tipici brani da raccontare intorno al focolare ( tipica scena da film teen ) .

esempio di cosa Creepy
esempio di cosa Creepy

L’emittente SyFy vista la sempre maggiore diffusione di queste storielle ha deciso di sfruttare l’onda positiva e produrre la serie TV antologica Channel Zero , ideata da Nick Antosca che in passato ha lavorato anche su altre serie come Hannibal, nella produzione spunta anche il nome di Max Landis ( Chronicle , American Ultra ) e che parte con il presupposto di analizzare ed espandere una leggenda diversa ogni stagione.

La prima serie vede la regia di Craig William Macneill per un totale di 6 episodi da circa 45 min , la creepypasta presa in esame e che da anche il titolo alla season è Candle Cove , basata sul racconto di Kris Straub (un webcartoonist )ed è la storia di Mike Painter, uno psicologo infantile che da piccolo è stato testimone della sparizione del suo gemello, Eddie e di altri bambini. Da adulto ritorna nella sua città natale per indagare su quei fatti che potrebbero essere collegati a nuovi crimini.

Channel Zero è una serie horror sulla carta , ma non cercherà praticamente mai il Jumpscare o lo splatter, preferirà mantenersi sempre su atmosfere e personaggi maggiormente creepy , sui misteri del suo mondo, facendoci scoprire l’oscura storia passo dopo passo anche tramite l’utilizzo di flashback che ci riporteranno all’infanzia del protagonista.

Un cast ovviamente zeppo di bambini , ma con una parte di attori adulti ,il protagonista è Paul Schneider ( Come acqua per gli Elefanti) , Fiona Shaw ( Zia Petunia di HP ) ,Shaun Benson (ARQ) , Natalie Brown ( The strain ) , sicuramente un buon livello recitativo.

Nella sua interezza la serie chiude tutti i dubbi irrisolti,nel migliore dei modi possibili, perfetta per una maratone TV horror,sicuramente si distingue per originalità, per il sottoscritto è stata una piacevolissima sorpresa .

Il pacchetto ordinato da SyFy era composto da 2 stagioni , la seconda dedicata al racconto No-End-House.

Stay Tuned

 


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