iBoy ( 2017 )

Trama semplice, ragazzo preso a calci dalla vita ed invaghito di una sua amichetta di scuola chiamata Lucy,  riceve dei poteri dopo che durante un aggressione alla donzella in questione gli è esploso un cellulare in faccia lasciandogli delle schegge nel cervello, dopo aver scoperto che watchdog e la NSA gli fanno una mazzafrusta decide di vendicare la sua amica prendendo il nome di Iboy ( vi lascio immaginare che la marca del telefono in questione ) .

Come avrete intuito Iboy si muove nella categoria del super eroi con super problemi, ma più vicino alle parti di Misfits che a quelle di Peter Parker ( che di super problemi ne ha un gran quantitativo ), il film è  ispirato all’omonimo romanzo di Kevin Brooks ed è diretto dal praticamente esordiente Adam Randall .

Sceneggiatura abbastanza standard, non ci sono sviluppi imprevedibili o twist degni di nota, Iboy prende la via del vigilante dei quartieri bassi, delle periferie dove droga e bullismo la fanno da padroni, ci si tuffa dentro con tutta la fotografia freddissima che lo contraddistingue assieme al comparto sonoro fatto d’elettronica, a differenza della serie TV UK citata in precedenza però questa pellicola forse si è presa troppo sul serio, se avesse giocato un pochino di più sull’ironia avrebbe potuto guadagnare qualche extra point facilmente.

Il supereroe 2.0 è interpretato da  Bill Milner ( X-Men – L’inizio  ) accompagnato da Maisie Williams ( Il trono di spade ), Miranda Richardson ( L’impero del sole ) e Rory Kinnear ( Penny dreadfull ), magari non sono le loro migliori prestazioni attoriali però risulta un film ben recitato.

iBoy raggiunge la sufficienza e poco più, guardabile senza patemi in una serata di noia totale.

Stay Tuned