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Proprio Lui ? ( 2017 )

Avete presente il film ti presento i miei?? la commedia con Robert De Niro e Ben Stiller divenuta poi una trilogia”beh Proprio lui in qualche modo me lo ha ricordato, poi indagando ho scoperto che alla regia ed alla sceneggiatura di questo titolo troviamo John Hamburg, che proprio di Ti presento i miei è stato lo sceneggiatore e tutto è diventato chiaro come il sole, siamo praticamente davanti alla stessa sceneggiatura solo rimaneggiata per farla aderire perfettamente sulle corde di James Franco.

Ecco quindi che il tutto può essere semplificato con una marea di parolacce, droga e sesso, il solito mondo fra humor triviale e situazioni al limite del demenziale che a Franco piace tanto e che magari somministrato in altro modo avrebbe potuto piacere di più anche al sottoscritto, ma non in questo modo e soprattutto c…o non possono metterci un cameo dei Kiss al solo scopo di cercare di comprarmi ( ti ho scoperto John ).

La pellicola mi ha strappato qualche sorriso, James Franco usa le sue doti in maniera diversa da Ben Stiller, mentre il ruolo di De Niro qui è preso da ‘Walter White’ Cranston, accompagnati da Zoey Deutch ( Nonno Scatenato ) e Megan Mullally ( Will & Grace ), i nomi in calce ci sono però non sono a parere mio sfruttati al 100%.

Una sboccata commedia natalizia che però sembrerebbe aver fruttato abbastanza, un tipo di commedia che non mi ispira abbastanza probabilmente visto che il mio giudizio è negativo.

Però uno sfigatto 2.0 potevano metterlo.

Stay Tuned

The Bye Bye Man ( 2017 )

3 studenti si trasferiscono in una casa fatiscente, dove troveranno traccia dell’ innominabile e impensabile Bye Bye man, un villan paranormale che si prende cura a modo suo di tutti coloro che lo nominano o lo pensano, ossessionandoli,portandoli lentamente alla pazzia e diffondendosi a chiunque lo senta nominare.

Tipico studente italiano alle prese con gli esami

Questo losco figuro trae origine da un opera letteraria del 2005, rimaneggiata per l’occasione dalla regista Stacy Title ( Una cena quasi perfetta ) e da suo marito Jonathan Penner, il risultato è che Bye Bye man risulta provoca un mix di sensazioni di deja vu che spaziano da Nightmare a Candyman fino ai moderni Babadook e It Follows senza mai intraprendere una via 100% sua, un opera senz’anima insomma, che continua a strizzare l’occhio allo spettatore dicendo : visto come siamo stati originali ?? merita un sequel vero? nuova icona horror vero ?? spero senza successo.

Ad interpretare i personaggi che si muovono in questa trama sconnessa troviamo pochi volti principali, quelli di Douglas Smith  ( when we rise ), Lucien Laviscount ( scream queens ) , Cressida Bonas e Doug Jones ( Hellboy ), i ruoli a loro assegnati sono sottili come carta velina cosi come i dialoghi.

Bye Bye Man in altre mani forse poteva essere una bella pellicola con molte carte in regola per non essere la solita americanata slasher , potrebbe avere ancora speranze se in un prequel\sequel si decidesse di puntare ad uno spessore diverso, ma ora è ben distante dal 6 quindi non nominatelo, non pensatelo e non guardatelo.

Stay Tuned.

 

 

The 9th Life of Louis Drax ( 2016 )

Uno psicologo, alle prese con il caso di un bambino molto incline agli incidenti, si ritrova coinvolto in un mistero che mette alla prova i confini della fantasia e realtà.

Dire qualcosa di più su The 9th Life of Louis Drax senza fare un minimo di spoiler è difficile, forse l’opera di Alexandre Aja ( Quello del remake di Le colline hanno gli occhi ) e basato su un racconto di Liz Jensen’s rientra nel novero di quelle che è meglio guardare senza cercare informazioni o trailer in modo tale di poterselo gustare a pieno.

Un film thriller che abbina ad una fotografia molto emotiva ad uno stile narrativo lento, ma necessario per toccare tutte le corde la storia vuole sfiorare fino ad arrivare ad imboccare la via di un finale tortuoso che porta The 9th Life of Louis Drax totalmente verso atmosfere più fantasy e che potrebbe far storcere il naso a chi non ama questo genere di soluzioni.

Non pensare alla stanza rossa, non pensare alla stanza rossa…

Nel cast troviamo Jamie ” vi prego non ricordatemi solo come Mr Gray” Dornan, Sarah Gadon ( Maps to the Stars ), Aiden Longworth e Aaron ” Pinkman ” Paul, buone prestazioni ,soprattutto per l’inaspettato ex amante del bondage, ma non abbastanza per portare il titolo verso porti sicuri.

A conti fatti The 9th Life of Louis Drax viaggia a cavallo della linea tra il reale e il soprannaturale, non porta mai davvero a compimento la sua premessa cupamente intrigante,raggiunge la sufficienza senza andare oltre.

Stay Tuned

 

 

The Equalizer ( 2014 )

Robert Mc Call è un impiegato modello di un magazzino di bricolage. Sembra quasi sull’orlo della pensione eppure lo vedi prodigarsi per i più giovani, aiuta un suo amico a perdere peso consigliando dieta e attività fisiche adeguate, ha sempre una parola buona per tutti.
Vive in perfetta solitudine e cena sempre nella tavola calda sotto casa dove scambia qualche parola con la giovanissima Alina, prostituta russa che non ha ancora passato l’adolescenza.
Quando lei viene picchiata selvaggiamente dal suo pappone russo, Robert rivela la sua vera natura di ex agente della CIA addestrato alla guerriglia.

The Equalizer, nel nostro simpatico paese etichettato con l’aggiunta di un totalmente casuale Il Vendicatore prende idealmente spunto da una serie anni 80 poco conosciuta dal titolo Un giustiziere a New York ( mai vista\sentita lo ammetto ) un  action \ thriller dove alla regia troviamo Antoine Fuqua ( Training Day ) .

132 minuti di quasi one man show di Denzel Washington ( Flight ) che si carica l’intero film sulle spalle, la sceneggiatura lavora un sacco sul suo personaggio approfondendone i tratti caratteriali e i suoi mal celati disturbi ossessivo compulsivi,prendendosi tutto il tempo necessario per farcelo conoscere bene prima di gettarlo nella mischia, ho messo un quasi  prima di one man show perchè il ruolo è condiviso con il villans della storia interpretato da un Marton Csokas ( Il Signore degli Anelli ) in uno stato di grazia totale, due personaggi che sembrano strappati dalle pagine di un fumetto super eroistico più che dall’action classico,i due sono protagonisti di un duplice scontro durante la trama, prima sul piano verbale e poi nel gran finale sul piano fisico in uno scontro all’interno del magazzino dove Bobby lavora.

Tutto ben fatto, forse un pochino troppo lento e metodico per il genere, ma proprio questi particolari elevano The Equalizer a un volto di gran lunga più alto della sufficienza, il finale lascia il gancio aperto ad altre storie segno che in futuro potremmo rivedere ancora il personaggio,altamente consigliato.

Stay Tuned

[ Serie tv ] The exorcist

Il mio approccio alle serie TV complementari al mondo dei film è sempre particolare senza essere però ostile, ho avuto ottime esperienze come quella di Dal tramonto all’alba oppure Westworld e pessime come Minority Report e Limitless, diciamo che sono abbastanza cauto e questo porta le serie di questo filone ha fare passi indietro nella mia personale watchlist delle serie, dopo mesi di tentennamenti però ho deciso di dare uno spiraglio a The Exorcist ovviamente tratta dal celebre film horror ( a sua volta tratto da un  romanzo di William Peter Blatty ).

A collaborare nei miei tentennamenti la presenza di Jeremy Slater che come sceneggiatore ha firmato cose tipo Fantastic Four e Lazarus Effect e si è solo parzialmente riscattato con Pet, nei 10 episodi che compongono la prima stagione ci troveremo davanti ad un mix particolare di eventi che almeno inizialmente sembreranno totalmente slegati da quelli del ben noto franchise salvo poi con un colpo di coda nel mezzo del cammino dare un senso a titolo e sparigliare le carte in tavola in vista del gran finale.

Un legame semplice, quasi un piccolo tocco di classe che rende la storia godibile anche per i pochi che nella loro vita non hanno mai incrociato i fiotti verdi del vomito della piccola Regan, che però assume ben altri toni e valori negli occhi di chi conosce i personaggi per citare guerre stellari avremo la sensazione di ” We are Home ”  che probabilmente è l’obbiettivo massimo di qualunque progetto voglia aggrapparsi ad un nome più blasonato e storico .

Il ritmo degli episodi è buono, gli eventi si susseguono ben cadenzati e senza frenesia,un giusto mix fra vecchio e nuovo lontano dal sapore troppo vintage dei vecchi horror da cui parte quanto dai modernissimi film sulle possessioni, poche scene truculente e un buon gioco d’equilibrio nel dosare le emozioni.

Nel cast di the exorcist troviamo : Alfonso Herrera ( Sense 8 ), Ben Daniels ( Flesh and bone ),Kurt Egyiawan ( Pan ),  Geena Davis ( La Mosca ) e Robert Emmet Lunney, la recitazione è sicuramente ben fatta, con i volti giusti al posto giusto.

Forse qui non proprio al posto giusto

The exorcist è abbondantemente oltre la sufficienza, consigliata per tutti gli amanti del film originale, il finale è ovviamente aperto e lascia presagire una possibile seconda sfida per questa serie.

Continua su questa via Jeremy

Stay Tuned.

 

 

 

[ Serie TV ] Son of Zorn

Son of Zorn mi ha preso fin dal primo trailer scovato per caso su Youtube, una serie mix di animazione anni 90 e live action ad alto tasso di nosense con protagonista una sorta di He-Man alle prese con la sua ex moglie umana ed intenzionato a conoscere meglio suo figlio, il tutto prodotto dalla Fox quindi come si fa a non rimanere folgorati ??

Solo l’idea di base dell’ibrido live\cartoon all’interno di una serie TV è una ventata di novità\sperimentazione, le menti dietro a questo progetto assurdo sono quelle di Reed Agnew ( The Andy milonakys show che tanto mi ricorda il naufragato canale QOOB )  e Eli Jorne ( Wilfred ) i quali mettono nei 20 min a loro disposizione le situazioni da serie tv standard con tanto di episodio natalizio e per il ringraziamento, resi diversi dal contrasto grafico.

Ammetto che l’insieme è cosi strano che l’impresa principale sarà sopravvivere ai primi 13 episodi e ottenere un rinnovo per una stagione successiva, fosse per me avrebbero già la firma per altre 2 o 3 run però sono di parte.

Ritmo veloce, battute e situazioni wtf continui sono gli ingredienti principali di Son of Zorn. che nel marasma grafico nasconde qualche piccolo messaggio sui genitori divorziati e sul razzismo, poco efficacemente perchè i messaggi saranno divorati dalla componente commedy; nel cast reale troviamo l’ex moglie del protagonista Cheryl Hines ( La dura verità ), il figlio Johnny Pemberton ( 22 Jump street ), il nuovo ragazzo di lei Tim Meadows ( Un Weekend da bamboccioni ) oltre che Artemis Pebdani ( Sex tape ) e Clara Mamet ( Cattivi vicini 2 ), discreto il livello recitativo.

Una sorpresa piacevolissima per il sottoscritto, finale aperto per una stagione nr 2 che però non è per nulla scontata, consigliatissima per chi ama il genere un pochino demenziale.

Stay Tuned

 

 

Love and Peace ( 2015 )

Bullizzato e sminuito dai colleghi, Ryoichi Suzuki trova conforto dall’inusuale amicizia con una tartaruga, insieme vivranno molte avventure destinate a cambiare Ryoichi per sempre.

Esistono dei registi che fanno affermare al sottoscritto ” Non so cosa darei per vedere cos’ha nel cervello quell’uomo ” e Sion Sono ( Suicide Club ) è una di quelle persone, in questo Rabu & Pîsu, internazionalmente uscito come Love and Peace, Sion mette in scena un dramma dalle tonalità molto weird, tuttavia è molto sotto le abituali opere a cui il cineasta nipponico ci ha abituato.

Love & peace è un titolo dal contorno delirante dove convivono giocattoli parlanti in stop motion, spirito natalizio, messaggio sociale e tartarughe giganti che esaudiscono i desideri, riuscendo ad inserire il tutto in un film lucido, che non sembri un accozzaglia informe, ma anzi possa toccare le corde emotive giuste per trasmettere messaggi stratificati, una situazione che in mano ad altri nomi probabilmente avrebbe avuto esisti disastrosi e che Sion scrive e dirige con sapiente maestria, ma questa volta a differenza di altre sue opere racchiude il tutto in una confezione formato famiglia, che potrebbe essere addirittura aggiunto alla collezione di film da guardare tutti insieme attorno all’albero.

Protagonista del film è Hiroki Hasegawa ( Why don’t you play in hell ) in una buonissima prestazione con un ruolo sicuramente non semplice, ma in generale tutto il cast è formato da volti convincenti .

Love and Peace è decisamente sopra la soglia del 6. consigliato a tutti come sgangherato ed eccentrico film di natale come alternativa ai classici come miracolo sulla 34esima strada, attenzione la soundtrack potrebbe accompagnarvi per alcuni giorni post visione.

Stay Tuned

Bad Milo ( 2013 )

Nella storia del cinema, attorno agli anni 80 c’è stata un epoca dove creare piccoli mostriciattoli era all’ordine del giorno un po’ in tutti i generi anche nell’orrore, parliamo di creature tipo i Gremlins, I Critters, I Ghoulies oppure il deforme gemello siamese Belial della serie Basket Case .

Bad Milo è un commedy horror che tanto si ispira alle opere sopra descritte, il regista Jacob Vaughan aiutato nella sceneggiatura da Benjamin Hayes ci mostra la storia di un uomo che scopre che i suoi dolori intestinali sono colpa di un demone che vive dentro il suo intestino, rappresentazione demoniaca  pronto ad uccidere chiunque sia colpevole del suo stress.

Nonostante sotto al primo strato di trama sia facile intuire una critica alla logorante società moderna per seguire Bad Milo bisogna scendere a patti con il cinema trash, stiamo pur sempre parlando di un titolo dove il protagonista espelle dal suo lato B un demone e poi lo fa rientrare a crimine compiuto, con una buona dose di splatter ( non esagerato ) e un demone palesemente ” pupazzoso ” , ma se riuscite a passare sopra a tutto questo marciume è probabile che Jacob riuscirà ad intrattenervi per 80 min e strapparvi pure qualche ristata ( ed un jumpscare piazzatissimo ) .

Ken Marino ( Agent Carter ) è l’attore protagonista ed insieme a lui troviamo Gillian Jacobs ( Community ), Kumail Nanjiani ( Silicon Valley ), Mary Kay Place ( Tutta colpa dell’amore ) e Peter Stormare ( Fargo ), recitazione più che sufficiente e buoni tempi comici quindi cosa chiedere di più ?

Bad Milo non raggiunge la mia piena sufficienza, perde un pochino di smalto nella parte finale quando lascia troppo trasparire il suo lato interno tralasciando il trash horror, rimane lo stesso una visione carina fra amici con birra e pop-corn.

Stay Tuned

 

 

 

La la land ( 2017 )

Chi mai farebbe un musical hollywoodiano con un grande budget nel 2016 ? la risposta è nel  32 enne regista Damien Chazelle, uno che forse ama la musica più che il cinema, che già in passato ha sorpreso tutti con il suo Whiplash e che segue a ruota la scia del vecchio cinema che sembra essere tornato in auge con titoli con Ave Cesare!, Allied e Cafe Society.

La la land si prende in carico un genere ‘Spigoloso’ ,una ricetta difficile che potrebbe impazzire in un istante come la maionese fatta in casa e per migliorare il sapore oppure per avere un certo ‘ paracadute ‘ sceglie ingredienti di prima qualità provenienti da opere del passato come Singing in The Rain, West Side Story, i musical della MGM, Un Americano a Parigi e Funny Face, certo non bastano gli ingredienti di qualità per ottenere un piatto da 14 nomination agli oscar 2017 ( quanti Titanic per dire ), ma Damien dimostra ancora una volta di essere un cuoco eccezionale ( che poi è inutile girarci attorno,mi ha messo nella soundtrack Take on Me e mi ha palesemente comprato ) .

Se leggessimo la trama ora, scritta sopra a un semplice foglio di carta A4 senza l’impalcatura fatta di meravigliosi tramonti, colori pieni, bei vestiti e inquadrature studiate maniacalmente ci troveremmo davanti ad una quasi banale storia di 2 innamorati uniti dal destino e separati nei sogni, entrambi ossessionati ( tematica in comune con il precedente Whiplash ) nel raggiungere i loro obbiettivi ad ogni costo, con un finale agrodolce che magari farà storcere il naso, ma che sembra urlare “hey amico potevo darti un sogno invece ho preferito farti vedere la realtà” poi però la realtà della trama è inserita in un gigantesco sogno fatto di luci e bella musica ed è proprio nella parte centrale, quando il ritmo musicale si fa meno presente che il ritmo, questa volta narrativo, mostra cenni di cedimento che fortunatamente non arrivano mai a sfociare in vera e propria noia.

La la land mette un monolite sulle spalle dei suoi attori principali Ryan Gosling ( Drive )  e  Emma Stone ( Birdman ) , i quali decidono di portarlo sulla schiena con la stessa disinvoltura di Obelix, basta guardare i loro giochi di sguardi per capire che entrambi erano in stato di grazia assoluta.

L’etichetta must see è scontata,La la land è da vedere sicuramente almeno una volta anche se a parer mio non è il film perfetto che in tanti elogiano, ovviamente sconsigliato a coloro che odiano i musical.

Stay Tuned

XX ( 2017)

Il mondo delle antologie horror si dimostra sempre più fiorente, un ottimo modo per far conoscere registi emergenti, nel caso di XX a legare i nomi che via via si susseguiranno alla regia troviamo il sesso femminile che la storia non disegna vicino al percorso dell’orrore cinematografico. ma che in questo titolo rivendica il suo giusto spazio.

A comporre XX troviamo 4 corti, il primo è The Box di Jovanka Vuckovic il quale è sicuramente interessante con trama con messaggi lo spreco della società moderna e la paura di perdere la propria famiglia e dove fa capolino Natalie Brown ( The Strain ) ,ma con un finale che potrebbe renderlo odioso ( per una mera questione di gusti ) .

Annie Erin Clark musicista conosciuta come St.Vincent debutta alla regia con il secondo corto The Birthday Cake, una black commedy carina con protagonista Melanie Lynskey ( The Intervention )  che sicuramente vince come fotografia e sceneggiatura nonostante visto il suo genere sembra al limite del fuori tema .

Subito dopo le prime 2 arriva il Don’t Fall di Roxanne Benjamin, che come produttrice ha già partecipato alla combricola di V\H\S e Southbound, sfodera un corto con una trama facile  dove i soliti 4 escursionisti che inciampano sul demonio finendo ovviamente male però lo gira con mano ferma,battute funzionanti e litri di sangue tali da chiedersi quando finalmente potrà tirare su quattro spiccioli tutti suoi per fare un lungometraggio perchè lo merita.

Per concludere arriva il nome più altisonante ovvero quello di Karyn Kusama ( Girlfight ) ha a disposizione un minutaggio maggiore per il suo Her Only Living Son e lo sfrutta per mettere in piedi un corto sul rapporto madre\figlio il quale funziona cosi bene che poteva facilmente essere esteso e reso film a parte, pochi minuti per dimostrare che Karyn ama il cinema e ( ogni tanto ) il cinema ama lei .

I corti sono collegati da brevi intermezzi a cura di Sofìa Carrillo, artista di stop-motion che crea un mondo molto creepy fatto di strane case in miniatura, bambole di porcellana e organi divelti.

XX è un’amalgama interessante,buona rappresentazione di un panorama horror in crescita costante come quello femminile, merita uno sguardo interessato.

Stay Tuned.

 

 


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