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The Loved Ones ( 2009 )

the loved ones

All’avvicinarsi del ballo della scuola, la timida e impacciata Lola si vede rifiutata da Brent, la reazione di Lola e della sua famiglia però sarà ben diversa dalla normalità.

Alla regia e alla sceneggiatura di The loved Ones troviamo Sean Byrne ( The Devil’s Candy ), un debuttante della macchina da presa alle prese con un titolo horror made in Australia che si muove in equilibrio fra il genere adolescenziale ( alla “Dawson’s Creek” ) e il torture porn con estrema efficacia.

Una trama sulla carta sicuramente banale e a tratti leggermente forzata, ma che riesce a essere sempre fluida e gradevole che ha il pregio di chiudersi su se stessa come un cerchio perfetto,  visto il genere di appartenenza specificato in precedenza siamo in presenza di un alto quantitativo di scene splatter \ mediamente disturbanti per uno spettatore poco abituato, l’insieme però è lontano dagli standard del cinema Underground ( A.k.a potete guardarlo senza stare male ) .

The loved Ones funziona grazie ai suoi personaggi fatti di buona recitazione e volti giusti al posto giusto a partire da Robin McLeavy ( Heel on wheels ) passando per Xavier Samuel ( Fury ) e john Brumpton (Deep Water )

Sicuramente non è un capolavoro irrinunciabile, ma supera brillantemente la prova prendendosi la sufficienza e qualcosina in più, secondo me Byrne può diventare un nome da segnarsi per il futuro.

Stay Tuned

 

The Shallows ( 2016 )

Sono anni ormai che la figura dello Squalo si mangia il mercato cinematografico, l’animale iconico divenuto famosissimo con l’omonimo film è diventato il paladino del trash movie,figli suoi sono la serie megashark e quella di Sharknado ( con gli emuli al seguito ) ovvio che ormai non fa più notizia far fare cose strane a questi animali , ma colpisce l’idea del semplice squalo come mamma natura lo ha fatto .

Ma prima una canzone ( poi capirete la scelta )

La trama di The Shallow ( in Italia più o meno sensatamente cambiato in Paradise Beach – Dentro l’incubo ) parte proprio da queste premesse di riportare lo squalo nel proprio habitat di terrore , affidandosi al regista Jaume Collet-Serra  quello del film La maschera di cera  con Paris Hilton.

Tutto molto semplice, una ragazza cerca di ritrovare in Messico ( per esigenze tecniche il film è stato girato in Australia ) la propria strada dopo la morte di sua madre, per farlo cerca la spiaggia che compare in alcune vecchie foto di sua madre per potervi surfare,li verrà attaccata da uno squalo e si ritroverà a lottare per la propria sopravvivenza.

per darvi idea della scena tipo

Il risultato ottenuto da Jaume ed il suo team non è un capolavoro della categoria film sulla sopravvivenza, ma un discreto B-movie estivo di quelli adatti per una visione in compagnia di amici ,in questa categoria The Shallows intrattiene il giusto senza procurare troppi pensieri,il film riesce a trovare un buon modo per sfruttare le tecnologie,sfrutta la go-pro dei surfisti, mette in sovrimpressione l’orologio per ricordarci dell’alta marea ( e qui mi sale il Venditti selvatico ).


Oltre alla tecnologia utilizza anche la risorsa di maggior valore ( in termine di soldi spesi ) dell’intera pellicola ovvero Blake Lively ( Lanterna Verde ), ovviamente in costume succinto per tutti i 90 min molti dei quali sfruttati per inquadrature del suo corpo in situazioni che nemmeno nei peggiori sogni da giocatore di Dead or Alive , un grosso problema a parere mio riguarda la sceneggiatura ,non riesce mai a tenere alto il livello di tensione come  dovrebbe e sicuramente questo porta via molti punti .

Quanta tensione
Quanta tensione

Lo squalo è decente o meglio è stata decente la scelta di mostrarlo poco nella sua integrità , evitando di mostrarlo troppo e far notare la gommosità dell’insieme, molto più negative le meduse in CGI che risultano assurdamente posticce, l’attore migliore dell’intero film è Steven Seagull,l’attore gabbiano che farà compagnia alla protagonista per tutto il film.

Nulla di nuovo sotto il sole , The Shallows è un film sufficiente per una serata senza impegni o se siete fan dell’attrice , altrimenti potete tranquillamente passare oltre.

Motivo principale per il quale questo film ha avuto cosi tanti spettatori
Motivo principale per il quale questo film ha avuto cosi tanti spettatori

Stay Tuned.

 

 

 

 

 

 

John Doe :vigilante (2014)

Lui è un uomo ordinario che decide di combattere la violenza nell’unico modo che conosce, uccidendo i criminali uno alla volta,è un eroe oppure un criminale ?? la sua è giustizia o vendetta ?? a voi la scelta.

John Doe :vigilante è un Thriller Australiano del 2014 girato da Kelly Dolen,la trama ed il suo svolgimento personalmente mi hanno ricordato molto il film Giustizia Privata,con un personaggio molto affascinante ed intelligente al punto tale da sfidare il sistema utilizzando un piano machiavellico,che allo spettatore non sarà mai totalmente chiaro fino agli ultimi secondi.

La pellicola non ci mostra solo la storia del killer,ma ci permette di vedere l’effetto del suo messaggio sulla popolazione,il modo in cui questo Killer\Vigilante sfrutta (ed a sua volta viene sfruttato) i nuovi media per evitare la censura dei canali tradizionali e diventare virale creando una spaccatura nella società e mostrandoci gli angoli grigi della moralità umana.

John Doe finisce per dare più importanza all’idea che al killer,il nome stesso infatti nel sistema giuridico americano indica e una persona la cui identità è sconosciuta,un concetto molto simile a quello che si può trovare nella pellicola V per Vendetta,in entrambi i casi “l’eroe” è mascherato e vuole svegliare la gente in modo tale che emulino quanto loro stanno facendo anche quando loro stessi non saranno più in grado di farlo.

Il protagonista è sapientemente interpretato da Jamie Bamber ( Battlestar Galattica)insieme a lui troviamo Lachy Hulme (la serie tv Offspring) e Brendan Clearkin(infini).

Nonostante praticamente nulla di questo film sia totalmente originale,il risultato finale è un film di discreta fattura,un thriller godibile perfetto per una serata tranquilla.

Stay Tuned

 

 

Recensione Film : Wyrmwood (2014)


Wyrmwood è un film horror indie del 2014 ad opera dell esordiente  Kiah Roache-Turner ; un film girato con un cast praticamente sconosciuto e che ha necessitato di  4 anni per essere girato in quanto il cast lavorava solo nel weekend, questo per farvi capire cosa stiamo andando ad affrontare.

Uno zombie movie ambientato nell’outback australiano in seguito alla diffusione di una strana malattia ,segue le avventure di Barry,un meccanico che ha perso moglie e figlia nel contagio e che ora vuole raggiungere sua sorella Brooke,nel viaggio farà squadra con Benny , un aborigeno che incontrerà lungo il cammino, Brooke nel frattempo finisce nelle mani di un uno strano dottore in vena di esperimenti.

Vista cosi la trama sembra classica e piatta , una specie di The Walking Dead girato con spiccioli, invece ci troviamo di fronte ad un film che contiene idee originali ; inutile dire che come ormai è obbligo da qualche tempo lo “zombismo” colpisce tutti e  nessuno sa il motivo,qui invece la colpa viene imputata al passaggio di una cometa,che infetta tutti tranne le persone con un determinato tipo di sangue (A-) che tuttavia non sono immuni ai morsi.
Gli Zombie sono caratterizzati dall’emissione di un gas combustibile ,mentre per qualche motivo gli altri combustibili si tramuteranno in acqua,questo costringerà il nostro team ad usare i non morti come combustibile , originale no??,gli esperimenti del pazzissimo dottore invece permetteranno a Brooke di guadagnare il potere di controllare gli Zombie ,altra cosa molto originale ( anche usata anche dalla serie tv Z nation).

Un ottimo mix di humor azione e gore,che riporta in mente le origini del regista Peter Jackson,i personaggi sono presi alla leggera,poca analisi psicologica ma molta ironia a compensare ( Benny l’aborigeno è in grado di rubare ogni scena ) .
Un film non perfetto,ma interessante e ben girato, che in un periodo dove i film su invasioni zombie abbondano è una cosa importantissima per uscire dal gregge.

Consigliato a tutti gli amanti del genere ,a chi è nostalgico del vecchio Jackson e a chi cerca un po’ di intrattenimento serale ; ci sono seri rumors che vedono in produzione un sequel della pellicola ,speriamo siano veri.

Stay Tuned

Recensione Film: The Rover (2014)


Voto : 6

10 anni dopo un collasso economico, molta della popolazione si è trasferita in Australia,qui troviamo Eric(Guy Pearce) , un uomo freddo, e una banda di criminali in fuga , i quali si troveranno a rubare l’unica cosa di valore di Eric; la sua auto.
Eric partirà alla ricerca della banda,aiutato da Rey (Robert Pattinson), il membro più debole e piccolo della banda, lasciato da solo in seguito al caos della fuga.

The Rover è un road movie drammatico con ambientazione post apocalittica, diretto da David Michôd , il quale torna a girare dopo l’ottima impressione data con Animal Kingdom.
La pellicola si ambienta in un mondo di cui ci viene detto poco o niente,perchè ai fini di ciò che il regista vuole raccontare non serve narrarcelo ma solo mostrarci la situazione attuale,schietta e violenta fino al limite dell’anarchia tipica della fantascienza post’apocalissi pur essendone solo lontano parente.

Le ambientazioni sono quelle del deserto autraliano,in stile quasi western,sono sporche e malsane come le persone che vi abitano, scaffali spogli di un vecchi alimentari,l’acqua per lavarsi contenuta in secchi di metallo, sono cose che aiutano tantissimo nel rendere ancora più crudo l’ambiente narrativo.

Il cast si riduce sostanzialmente a 3 personaggi e il resto comparse,di nessuno dei personaggi abbiamo molte informazioni,per lo stesso motivo per cui si è scelto di evitare spiegazioni sul background, ma i protagonisti Eric e Ray ( Pearce e Pattinson) recitano molto bene la loro parte.
L’ex vampiro brillante Robert Pattinson infatti sfodera una maiuscola prestazione nel ruolo di un personaggio “picchiatello” ,fragile e ingenuo , che contrasta con la freddezza totale di Eric creando una coppia che molto ( molto molto molto ) lontanamente nelle scene con sparatorie potrà ricordare ai più l’accoppiata di fratelli Gecko del film dal tramonto all’alba.

Un film da vedere per gli appassionati di post apocalissi in quanto si discosta dai soliti film di fantascienza,di sicuro invece andrà evitato da coloro ai quali i film lenti non piacciono in quanto ne rimarrebbero annoiati.

Stay tuned

Patrick ( 2013 )

La giovane infermiera Kathy  trova lavoro in un ospedale psichiatrico privato,isolato dal mondo, dove molti dei pazienti sono comatosi e senza visite,uno di questi è Patrick, presto quello che doveva essere un lavoro noioso si rivelerà qualcosa di molto più sinistro.

sono omonimi ..ma non è lui
sono omonimi ..ma non è lui

La pellicola è un horror australiano remake di un omonimo film del 1978,un piccolo cult del cinema di genere thrillerone psicologico \ horror , non molto conosciuto internazionalmente e con un sequel italianissimo dal nome Patrick vive ancora;  ed il che ovviamente gioca a favore di questo Patrick diretto dall’esordiente Mark Hartley ( già noto come filmmaker ) e ri-arrangiato in chiave moderna dall’altrettanto esordiente sceneggiatore Justin King .

Le ambientazioni sono vagamente gotiche,decadenti e cupe ,in linea con il fatto che l’ospedale che fa da location principale in origine fosse un convento , un oscurità che sembra essere penetrata anche in parte degli abitanti, come ad esempio il dottore e sua figlia e che contrasta efficacemente con le linee molto più solari dedicate alle 2 giovani infermiere .

Patrick prova a disorientare lo spettatori (non sempre in maniera efficace ) usando i rumori ,i gesti improvvisi e le apparizioni , il protagonista trova  sempre il modo di comunicare, partendo dagli sputi fino all’uso di un pc,ed in questo modo lui che di natura sarebbe immobile e necessiterebbe d’aiuto mostra quanto in realtà non voglia essere aiutato e come sia in grado di influenzare efficacemente il mondo circostante .

Nel cast troviamo Charles Dance ( trono di spade) nel ruolo del dottor Roget , Rachel Griffiths ( Camp) nel ruolo della capo infermiera e  Peta Sergeant (the originals) ,una serie di attori con un CV da serie tv , ma dalle discrete capacità attoriali.


Un low-budget che raggiunge la sufficienza senza strafare, l’originale è un film molto più interessante e peculiare mentre questo ne è una pallida copia 2.0 , potevano fare molto di peggio ,se vi piace il genere horror potete dargli tranquillamente un occhiata poco entusiasta-

Stay Tuned
.

 

 


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