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Raw ( 2016 )

Raw

La prima volta che ho sentito parlare di questo Raw è stata quando mezzo mondo dei social ha iniziato a scrivere che durante la visione del film alcuni spettatori si erano sentiti male, sicuramente un biglietto da visita non male per un film Horror, ancora di più se alla regia c’è una debuttante e per di più donna ( nessun maschilismo sia chiaro ) come Julia Ducournau, un film dove una ragazza prodigio vegetariana si iscrive a veterinaria si scopre cannibale, mettete insieme le informazioni di queste poche righe e saprete perchè questo titolo si è infilato prepotentemente nella mia Watchlist.

Lo scopo principale era capire cosa diavolo potesse aver tirato fuori la regista di così devastante da fare danni fra gli spettatori, la realtà è che in cuor mio avevo già la risposta: nulla semplicemente gli spettatori non erano abituati a certe scene e si sono trovati suggestionati.

Perchè Raw non è un film snuff, nemmeno un film violento o pieno di gore anzi risulta un titolo dalla fotografia elegante ( ricordo che è passato per Cannes ) , con una trama delineata sebbene forzata in molti punti oltre che abbastanza prevedibile come di prassi nel cinema horror e ben girato al punto che a fine visione la sensazione di schifo che mi sarei aspettato di provare si era trasformata in stupore per quello che la Ducournau è riuscita a portare sullo schermo.

Garance Marillier e Ella Rumpf interpretano benissimo i loro ruoli pur non avendo molta esperienza cinematografica alle spalle, ma sono volti giusti al posto giusto e questo basta per aumentare la credibilità della situazione.

Raw supera a pieni voti il mio esame, oltre la sufficienza nella speranza che Julia continui a girare film di questo tipo senza vendersi, visione da evitare in orario pasti e nei casi di spettatore suggestionabile.

Stay Tuned

PS: una chicca dalla soundtrack

xXx – Il ritorno di Xander Cage ( 2017 )

xXx - Il ritorno di Xander Cage

C’è stato un tempo dove Vin Diesel non pensava alla famiglia, ma armato di cappotto peloso spostava in alto l’asticella del cinema tamarro, erano i tempi di XXX il lontano 2002, poi però le cose sono cambiate, Vin ora è un uomo diverso e quindi rifiuta il sequel venendo sostituito da Ice Cube, XXX 2 raffredda gli animi e il franchise viene congelato.

Vin però torna sui suoi passi, decide che non c’è 2 senza 3 e quindi Xander Cage risorge dalle sue ceneri in questo xXx – Il ritorno di Xander Cage, alla regia troviamo D.J. Caruso che con Io sono il numero 4 ha dimostrato che si può fallire anche facendo un film young adult, un ottimo biglietto da visita vero??.

A Caruso viene affidata una valigia piena di soldi per mettere insieme un cast che comprende oltre a Mr benzina, Tony Jaa ( ong bak ) e Donnie ” IP “Yen, il che potrebbe essere un sogno per tantissimi registi alle prese con un action, eppure esattamente come con Numero 4 il regista dimostra di poter riuscire male dove nessuno pensava fosse possibile.

e non intendo a peggiorare il look di VIn, ma anche quello.

xXx – Il ritorno di Xander Cage non è riuscito a convincermi a pieno, dal 2002 ad oggi molto è cambiato nel mondo e nel cinema e l’illusione è che questo titolo sia uscito con uno stile fuori tempo massimo, il che non è necessariamente un male, ma può abbassare di gran lunga la soddisfazione degli spettatori, prendete per esempio F&F, nelle sue 8 parti è mutato per incontrare gusti diversi ed infatti ha una conferma preventiva fino al nr 10, qui invece solo la speranza può portare ad un 4 titolo per la serie.

Oltre al già citato trio tutto cazzotti nel cast figurano anche la star indiana Deepika Padukone, Ruby Rose direttamente da Orange is the new black oltre che varie apparizioni per Toni Collette ( Little Miss Sunshine ), Samuel L. Jackson ( Pulp Fiction ), Ice Cube ( xxx 2 ), Neymar Jr e Nina Dobrev ( The vampire Diaries ), un cast importante che però risulta dosato male come minutaggio, inutile dire che se fai un film con quel trittico di tirapugni e non convinci con la componente action,qualcosa di sbagliato c’è…e non poco.

xXx – Il ritorno di Xander Cage è stato ben sotto le mie aspettative, lo avrei voluto molto più action e trash, cosi sembra quasi una versione opaca di ciò che era il primo.

Stay Tuned

 

 

 

Power Rangers ( 2017 )

Il mio approccio al film dei Power Rangers ha portato sensazioni altalenanti, un lungo approccio iniziato il giorno dell’annuncio del film :

<< WoW che storia, fanno un nuovo film sui Ranger  e lo fanno slegato dalle serie >>  la scimmia salta urlando It’s morphing time

<< Ah diamine, hanno scelto una trama teen con attori teen>> la scimmia inizia a smontare i pezzi del Megazord

<< Ah cribbio, avranno armature in stile iron man e super poteri >> e sulla scimmia cala il sipario accompagnato da una musichetta triste.

Uno strano mix di destino, biglietti a 2 euro e bambini che invadono la sala di ghost in shield ha però deciso che io questo film lo devo vedere in sala,con lo stesso terrore di distruggere l’infanzia con il quale mi sono approcciato al remake girl powered di ghost buster, ma mentre penso tutto ciò vedo il regista Dean Israelite ( project almanac ) che mi saluta e la porta della sala che si apre, troppo tardi.

Immagine di fan che corrono in sala

Questo film dei Power Ranger è il primo tentativo di costruire un vero blockbuster partendo dalla serie tv della Saban tanto cari a noi degli anni 90, costruito per essere un titolo moderno ed evitare problemi di qualsiasi tipo, quindi ecco il ranger nero, quello asiatico e la ranger omosessuale mancava solo quello nativo americano ( stano che non ci abbiano pensato,però c’è ancora una speranza ), il tutto costruito su una trama sempliciotta che tutto sommato gira abbastanza fluida e senza intoppi.

Il risultato è che se le intenzioni iniziali erano quelle di piacere ai fan di lunga data allora possiamo considerare l’esperimento poco riuscito, ma ha in se tutti gli elementi per la trasformazione in un prodotto 2.0 adatto alle nuove leve, un progetto che non si discosta molto da quello di  Piccoli Brividi visto qualche tempo fa in sala, insomma tutto il repertorio originale al servizio di un pubblico moderno.

no..non è un video pop è Zord 2.0

Nel cast troviamo i teen Dacre Montgomery ( Stranger Things ), Naomi Scott ( Terranova ), RJ Cyler, Ludi Lin ( Il regno di Wuba ) e Becky G accompagnati da senior come Bryan ” La droga nel desertyo mi ha reso blu ” Cranston e Elizabeth Banks ( Scrubs )  con una scena dedicata a Amy Jo Johnson e Jason David Frank, 2 dei ranger originali.

Questo Breakfast Club in salsa Power ranger non mi ha convinto al 100% ma raggiunge la sufficienza, forse con il biglietto pieno sarei stato un pochino più deluso però non posso lamentarmi, lo spirito ranger vive in loro.

Sad alpha

PS è ovvio che l’intento è di trasformare il tutto in una macchina da sequel\spin off

Stay Tuned.

 

 

 

La cura dal benessere ( 2016 )

La cura dal benessere

Il giovane e ambizioso Lockhart, un broker di Wall Street, viene mandato dalla sua società in una località delle Alpi svizzere per riportare a New York l’amministratore delegato della sua azienda,il quale si è ritirato in un posto dove esiste una misteriosa ” Cura “.

Alla regia di La cura dal benessere troviamo Gore Verbinski, uno che ha iniziato con Un topolino sotto sfratto,si è preso la batosta con il remake USA di The Ring, si è sacrificato all’altare di Depp con I pirati dei Caraibi fino alla seconda botta di Lone Ranger e poi ha firmato un rialzo con Rango, più che un regista un altalena insomma, sempre brillante però sempre imperfetto ed in qualche modo riesce a dimostrare tutto ciò anche in questo Thriller horror.

cheeeeeeseee

Tralasciando quanto uno spettatore possa vedere di Shutter Island in questa pellicola ( Con annessa la battuta : ha chiamato Scorzese rivuole indietro la sua sceneggiatura ) , ci troviamo davanti ad una pellicola dalla durata importante di 146 minuti,che riesce a mantenere discretamente alta la tensione senza usare mezzi come jumpscare e porte scricchiolanti,piazza nel mezzo del film qualche scena a basso livello di disagio per lo spettatore ( quella del cervo \ quella del dentista ) niente di molto spatter però mette in mostra un certo realismo che può colpire punti deboli, ma la vera punta di diamante è la fotografia che regala panorami meravigliosi e ottime immagini anche degli interni, tutto con un atmosfera molto gotica, prima ho citato Scorzese però in fila troviamo anche gente come Argento, Kubrick, Fuller, Whale e non ultimo Guillermo Del Toro con il suo Crimson Peak .

Un punto negativo ? le scene insistono spesso su alcuni particolari, troppo spesso, aiutando lo spettatore a capire l’importanza del perchè prima che la sceneggiatura lo faccia apertamente e quindi rovinando l’effetto sorpresa totale.

Buono il livello recitativo, nel cast troviamo Dane DeHaan ( Chronicle ), Jason Isaacs ( Il Patriota ) e  Mia Goth ( The Survivalist ), volti e personaggi ottimamente abbinati,i dialoghi non sono totalmente centrati però ci si passa sopra.

La cura dal benessere è un horror abbastanza classico ( quasi in stile anni 70 ) , nulla di molto spaventoso, raggiunge la sufficienza senza problemi, ma con qualche accorgimento Gore avrebbe potuto ad aspirare a più alte posizioni confermandosi quindi un regista medio.

Stay Tuned.

 

The Equalizer ( 2014 )

Robert Mc Call è un impiegato modello di un magazzino di bricolage. Sembra quasi sull’orlo della pensione eppure lo vedi prodigarsi per i più giovani, aiuta un suo amico a perdere peso consigliando dieta e attività fisiche adeguate, ha sempre una parola buona per tutti.
Vive in perfetta solitudine e cena sempre nella tavola calda sotto casa dove scambia qualche parola con la giovanissima Alina, prostituta russa che non ha ancora passato l’adolescenza.
Quando lei viene picchiata selvaggiamente dal suo pappone russo, Robert rivela la sua vera natura di ex agente della CIA addestrato alla guerriglia.

The Equalizer, nel nostro simpatico paese etichettato con l’aggiunta di un totalmente casuale Il Vendicatore prende idealmente spunto da una serie anni 80 poco conosciuta dal titolo Un giustiziere a New York ( mai vista\sentita lo ammetto ) un  action \ thriller dove alla regia troviamo Antoine Fuqua ( Training Day ) .

132 minuti di quasi one man show di Denzel Washington ( Flight ) che si carica l’intero film sulle spalle, la sceneggiatura lavora un sacco sul suo personaggio approfondendone i tratti caratteriali e i suoi mal celati disturbi ossessivo compulsivi,prendendosi tutto il tempo necessario per farcelo conoscere bene prima di gettarlo nella mischia, ho messo un quasi  prima di one man show perchè il ruolo è condiviso con il villans della storia interpretato da un Marton Csokas ( Il Signore degli Anelli ) in uno stato di grazia totale, due personaggi che sembrano strappati dalle pagine di un fumetto super eroistico più che dall’action classico,i due sono protagonisti di un duplice scontro durante la trama, prima sul piano verbale e poi nel gran finale sul piano fisico in uno scontro all’interno del magazzino dove Bobby lavora.

Tutto ben fatto, forse un pochino troppo lento e metodico per il genere, ma proprio questi particolari elevano The Equalizer a un volto di gran lunga più alto della sufficienza, il finale lascia il gancio aperto ad altre storie segno che in futuro potremmo rivedere ancora il personaggio,altamente consigliato.

Stay Tuned

La la land ( 2017 )

Chi mai farebbe un musical hollywoodiano con un grande budget nel 2016 ? la risposta è nel  32 enne regista Damien Chazelle, uno che forse ama la musica più che il cinema, che già in passato ha sorpreso tutti con il suo Whiplash e che segue a ruota la scia del vecchio cinema che sembra essere tornato in auge con titoli con Ave Cesare!, Allied e Cafe Society.

La la land si prende in carico un genere ‘Spigoloso’ ,una ricetta difficile che potrebbe impazzire in un istante come la maionese fatta in casa e per migliorare il sapore oppure per avere un certo ‘ paracadute ‘ sceglie ingredienti di prima qualità provenienti da opere del passato come Singing in The Rain, West Side Story, i musical della MGM, Un Americano a Parigi e Funny Face, certo non bastano gli ingredienti di qualità per ottenere un piatto da 14 nomination agli oscar 2017 ( quanti Titanic per dire ), ma Damien dimostra ancora una volta di essere un cuoco eccezionale ( che poi è inutile girarci attorno,mi ha messo nella soundtrack Take on Me e mi ha palesemente comprato ) .

Se leggessimo la trama ora, scritta sopra a un semplice foglio di carta A4 senza l’impalcatura fatta di meravigliosi tramonti, colori pieni, bei vestiti e inquadrature studiate maniacalmente ci troveremmo davanti ad una quasi banale storia di 2 innamorati uniti dal destino e separati nei sogni, entrambi ossessionati ( tematica in comune con il precedente Whiplash ) nel raggiungere i loro obbiettivi ad ogni costo, con un finale agrodolce che magari farà storcere il naso, ma che sembra urlare “hey amico potevo darti un sogno invece ho preferito farti vedere la realtà” poi però la realtà della trama è inserita in un gigantesco sogno fatto di luci e bella musica ed è proprio nella parte centrale, quando il ritmo musicale si fa meno presente che il ritmo, questa volta narrativo, mostra cenni di cedimento che fortunatamente non arrivano mai a sfociare in vera e propria noia.

La la land mette un monolite sulle spalle dei suoi attori principali Ryan Gosling ( Drive )  e  Emma Stone ( Birdman ) , i quali decidono di portarlo sulla schiena con la stessa disinvoltura di Obelix, basta guardare i loro giochi di sguardi per capire che entrambi erano in stato di grazia assoluta.

L’etichetta must see è scontata,La la land è da vedere sicuramente almeno una volta anche se a parer mio non è il film perfetto che in tanti elogiano, ovviamente sconsigliato a coloro che odiano i musical.

Stay Tuned

John Wick 2 ( 2017 )

Nel 2014, l’ex stuntman Chad Stahelski aveva fatto irruzione nel mondo action con John Wick, un titolo con una base poco originale ( un revenge movie ) che spiccava nel panorama del cinema d’azione per un backgroud più grosso del film stesso, un mondo sotterraneo di assassini con le loro regole e la loro valuta,si sa l’occasione fa il film trilogia ed ecco che Chad 3 anni dopo porta sugli schermi un secondo capitolo per il suo super assassino.

Stesso posto,stesso mare, John Wick 2 parte subito chiudendo il cerchio russo ed aprendo quello nostrano con un gigantesco Welcome Camorra, nel primo capito a far scattare la molla a Keanu era stato un tenero cucciolo qui la sceneggiatura decide di cambiare ( già immagino l’empa picchiettare sulla spalla del regista ) e quindi patapum e speriamo che la villa di Wick sia ben assicurata, ma la sostanza non cambia la regia ha seguito una regola basilare di questo genere ovvero: il sequel fa fatto uguale…ma più in grande.

Ba tzu Kao

Se nel primo film l’uomo nero decimava da solo la mafia russa, qui dopo un twist abbastanza telefonato ( siamo italiani, la storia insegna che ci piacciono questi cambi di fronte) i nemici saranno molti di più e quindi ecco schizzare sangue e body count ad alta velocità con tutto il repertorio di inseguimenti, sparatorie, combattimenti, esplosioni e faccette di Reeves .

Punto debole di John Wick 2 ?? la durata di 100 minuti, il film non annoia ma nella parte centrale la sceneggiatura tira un pochino troppo a lungo alcuni dialoghi, più o meno tutti centrati nella parte romana del film,poi però Chad si ricorda che non sta girando La grande bellezza quindi basta cartoline di Roma, fuori i fuciloni e ricomincia la grande giostra, la scena del sommelier è la vestizione del guerriero più bella di sempre.

Classico italiano

Nel cast oltre a Neo troviamo Morpheus  Laurence Fishburne ( colomba blu o colomba rossa ?? ) oltre che Ruby Rose ( Orange is the new black ), Lance Reddick ( Fringe ), Common, Ian McShane ( Death Race) e ah già ovviamente nei panni della Camorra from Italy abbiamo Claudia Gerini ( Tutta colpa di Freud ) e Riccardo Scamarcio( Burnt ) , la prima con un minutaggio troppo esiguo però Scamarcio nonostante l’autodoppiaggio offre una buona prestazione.

Come detto all’inizio si parla minimo di una trilogia, John Wick 2 finisce alzando il tiro nuovamente, candidati come avversari abbiamo : Predator, I mercenari di Stallone e Deadpool .

Stay Tuned

A monster calls ( 2016 )

Conor, un ragazzo 12 con problemi di bullismo, con un padre assente e una madre vittima di una malattia terminale cerca l’aiuto di un misterioso essere per lenire i suoi dolori.

Cosa succede se Groot dei Guardiani della galassia finisce per caso nel Labirinto del fauno di  Guillermo del Toro?? probabilmente la risposta è in A Monster Calls, un film fantasy diretto da J.A. Bayona ( The Orphanage  ) che trae spunto da un libro per ragazzi omonimo di Patrick Ness uscito nel 2011.

Come altri film hanno fatto in passato anche questa pellicola parla di un ragazzo che affronta la difficoltà della vita in questo caso chiamando in aiuto un misterioso albero di tasso raccontastorie, lasciando in equilibrio la narrazione sulla reale esistenza dell’essere mettendo quindi lo spettatore a contatto con un mondo fra fantasia ed onirico dove la creatura proietterà i suoi racconti, piccole lezioni di vita piene di significati nascosti da spiegare al giovane Conor.

Il barbalbero steroidato è uno spettacolo da ammirare, una massa gigantesca di radici affusolate e rami che formano gli arti mentre l’essere scruta dall’alto Conor attraverso gli occhi rosso sangue,ma poi racconta piccole chicche che a noi giungono sotto forma di in una serie di splendide animazioni che fondono tecnica ad acquerello ed effetti in stop-motion, se volevano colpire l’occhio dello spettatore oltre al cuore, beh con me ci sono riusciti.

Il cast è di buonissimo livello, la voce della creatura è quella di Liam Neeson ( Taken ), il bambino è interpretato da Lewis MacDougall ( Pan ) mentre nei panni della mamma e della nonna del protagonista abbiamo Felicity Jones ( La teoria del tutto ) e Sigourney Weaver ( Alien ) entrambe ottime in ruoli a parer mio non semplici.

Solitamente un film pieno di metaforoni sulla vita,l’universo e tutto quanto ( Cit dovuta ) come A monster calls non rientra nelle mie corde al 100%, in questo caso sono felice di averlo visto, una visione consigliata ed una possibile lacrimuccia facile per i più tenerelli di voi spettatori,siamo vicini all 8 in pagella, possibile Must see.

Stay Tuned.

 

 

The Accountant ( 2016 )

Sono indeciso se la descrizione più appropriata sia Rain Man nella tana delle tigri o Rambo X ora con più numeri, ma il risultato è che The Accountant. lo strano action diretto da Gavin O’Connor ( Jane got a gun ) e scritto da Bill Dubuque ( The Judge ) alla fine mi ha divertito; fortunatamente questa volta i titolisti italiani non  hanno fatto il loro lavoro ed hanno lasciato l’originale,  già mi immagino la sala piena di ragionieri con in mano il biglietto per vedere “Il Commercialista” che poi il rap italiano li aveva anticipati tutti sti americani.

Il protagonista è Wolf ( oppure uno degli alti tanti nomi che avrà nel film ) un enorme contabile autistico, oggetto di bullismo scolastico, insicuro e impaurito e addestrato per essere il superman dei calcoli per terroristi e mafiosi di ogni genere, ma con un cuore d’oro ed un codice morale ferreo come i suoi muscoli, ovviamente proveniente da una famiglia disfunzionale ( che a Gavin tanto piace ) e ricercato sia dalla polizia sia da un terzo individuo che sembra la sua nemesi ideale.

e qui puoi vedere la cifra che guadagnerò indossando il costume da uomo pipistrello

La prima parte del film scorre benino, senza grossi intoppi mentre la parte centrale incespica quando deve tirare i fili delle tre storyline in maniera logica lasciandosi andare a qualche spiegone e flashback di troppo,fortunatamente riprende un po’ quota per il finale altrimenti avrebbe perso non pochi punti, alla fine the Accountant si dimostra un film non perfetto però gradevole a livello stilistico e con una regia sicura e decisa.

Sono il Signor Wolff… Risolvo problemi.

Merito anche di una buona prestazione del suo protagonista Ben Affleck sicuramente molto più a suo agio qui che in Batman vs Superman, insieme a lui troviamo Anna Kendrick ( into the woods ), Jon Bernthal (The Walking Dead ), un sottoutilizzato J.K. Simmons ( Whiplash ) e Cynthia Addai-Robinson ( Colombiana ) .

Poco utilizzato ma sempre di grande presenza

Non rimarrà sicuramente nella storia del cinema Action, ma The Accountant è sicuramente una buona visione per gli amanti del genere ( e dei calcoli ), intrattiene il giusto senza appesantire troppo.

Stay Tuned

Autobahn – Fuori controllo ( 2016 )

Germania, autostrade , inseguimenti ed è subito Cobra 11, più o meno questo dev’essere il trigger che è scattato nella mia testa guardando la locandina di Autobahn – Fuori controllo nome simpatico attaccato dai solito ignoti titolisti italiani al film chiamato in patria Collide, ma si sa se getti nel titolo un riferimento alla nota autostrada senza limiti ( che compare si e no in mezza scena ) qualche spettatore extra lo porti a casa.
Eran Creevy ( Shifty ) è il nome alla regia di questo film molto anni 90 dove lui ex- criminale molla la brutta gente per la donna della sua vita e mette la testa a posto, ma torna al vecchio lavoro per un ultima volta per aiutare lei a sconfiggere una malattia ( 1 like = 1 preghiera per lei ) e le cose ovviamente non vanno  per il verso giusto.

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Autobahn – Fuori controllo è un frenetico insieme di buche narrative su cui vengono fatte sfrecciare ad alta velocità auto sempre diverse che il protagonista ruba qua e la nel suo viaggio, quasi come le modelle che nei varietà cambiavano vestito ogni 10 min sul palco; con un finale buono dove i 2 giovani innamorati combattono soli contro il mondo diciamo che graficamente è tutto molto carino però la trama è trita e ritrita  .

Sarò onesto, i trigger di quella locandina sono stati 2, il primo è quello che ho già citato inizialmente mentre il secondo era il cast, un filmetto che esce abbastanza di soppiatto nei nostri cinema che vanta come protagonisti Nicholas Hoult ( Mad Max fury road ), Felicity Jones ( Rogue One ), ma soprattutto Ben Kingsley ( Ghandi ) e Anthony Hopkins ( Il silenzio degli innocenti ) tutti alle prese con personaggi tagliati molto grossolanamente con l’accetta, ovviamente Ben e Anthony spiccano come sempre nonostante siano usati con il contagocce e probabilmente pagati al minuto .

Autobahn – Fuori controllo è un film che galleggia attorno alla sufficienza, non mi ha convinto molto però è un buon film per una serata tranquilla sul divano con birra e popcorn in attesa di una maratona di cobra 11.

Stay Tuned.


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