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Mercy ( 2016 )

Mercy,prodotto per Netflix ,è la strana storia di quattro fratelli legati da un vincolo di amore e odio che ritrovano al capezzale della madre, un titolo che nonostante la trama possa fuorviare lo spettatore appartiene alla categoria Home Invasion e che ha per regista e sceneggiatore Chris Sparling ( The Atticus Institute  ).

La trama di Mercy è di per se particolare e presenta un ben congegnato twist finale , ma il modo in cui Chris sceglie di portare a schermo il suo lavoro è confusionario e alcune forzature dei passaggi si notano troppo,dando una sensazione di leggera incoerenza nello spettatore .

Un film che cerca più volte di portarci fuori strada, per qualche secondo ho addirittura sperato avesse intrapreso la via dello slasher, ma l’assenza di splatter ha ovviamente smentito la mia teoria prematura,nel cast troviamo James Wolk ( Zoo ), Tom Lipinski ( The Knick ) , Michael Godere e Mike Donovan, punto negativo lo spessore poco esplorato dei personaggi che non permette legami empatici con nessuno di essi.

Mercy

Mercy è un discreto film a più strati, non mi ha convinto al 100% però nemmeno mi ha annoiato a morte,avrebbe potuto intrattenere di più quindi finisce con un voto globale di poco sotto la sufficienza.

 

The Loved Ones ( 2009 )

the loved ones

All’avvicinarsi del ballo della scuola, la timida e impacciata Lola si vede rifiutata da Brent, la reazione di Lola e della sua famiglia però sarà ben diversa dalla normalità.

Alla regia e alla sceneggiatura di The loved Ones troviamo Sean Byrne ( The Devil’s Candy ), un debuttante della macchina da presa alle prese con un titolo horror made in Australia che si muove in equilibrio fra il genere adolescenziale ( alla “Dawson’s Creek” ) e il torture porn con estrema efficacia.

Una trama sulla carta sicuramente banale e a tratti leggermente forzata, ma che riesce a essere sempre fluida e gradevole che ha il pregio di chiudersi su se stessa come un cerchio perfetto,  visto il genere di appartenenza specificato in precedenza siamo in presenza di un alto quantitativo di scene splatter \ mediamente disturbanti per uno spettatore poco abituato, l’insieme però è lontano dagli standard del cinema Underground ( A.k.a potete guardarlo senza stare male ) .

The loved Ones funziona grazie ai suoi personaggi fatti di buona recitazione e volti giusti al posto giusto a partire da Robin McLeavy ( Heel on wheels ) passando per Xavier Samuel ( Fury ) e john Brumpton (Deep Water )

Sicuramente non è un capolavoro irrinunciabile, ma supera brillantemente la prova prendendosi la sufficienza e qualcosina in più, secondo me Byrne può diventare un nome da segnarsi per il futuro.

Stay Tuned

 

The Devil’s Candy ( 2015 )

The Devil’s Candy è un film che di sicuro vi farà dubitare delle offerte immobiliari che sembrano troppo incredibili per essere vere, parla infatti di una famigliola americana fatta da padre artista, mamma donna normale e figlia ribelle metallara che si trasferisce in una nuova casa dove anni prima sono morte delle persone ed ovviamente il trasferimento porta con se qualche piccolo cambiamento non voluto.

Visto il legame con il metallo ed i metallica entriamo nel mood con una canzone su misura:

Alla regia ed alla sceneggiatura di questo horror troviamo Sean Byrne  alla sua seconda esperienza dopo il riuscito esordio con The loved one, che qui mette in piedi un mix fra slasher e film di possessioni che trova il giusto mood sulle corde del metallo e suona alla grande, anzi gira alla grande perchè se di base più o meno tutto quello che si vede in The devil’s candy è già stato visto, la regia moderna e un po’ frenetica alla Blum da un taglio tutto nuovo e la scena dell’omicidio inframezzato da attacchi d’arte alla Giovanni Muciaccia  è da prendere come esempio e riciclare con piacere in altre opere, forse si perde un pochino sul finale però nulla che rovini la visione di questo film.

Pochi volti nel cast, ma scelti con cura e si vede visto che il risultato sono 80 min ben recitati, troviamo Ethan Embry ( Cheap Thrills ), Shiri Appleby ( unREAL ), Kiara Glasco ( Bitten ) e soprattutto un bravissimo Pruitt Taylor Vince ( Natural Born Killers ).

The Devil’s Candy è oltre la soglia della sufficienza, non un capolavoro irrinunciabile però sicuramente un bel modo per passare la serata horror, da evitare se state cercando casa.

Stay Tuned.

 

 

Proprio Lui ? ( 2017 )

Avete presente il film ti presento i miei?? la commedia con Robert De Niro e Ben Stiller divenuta poi una trilogia”beh Proprio lui in qualche modo me lo ha ricordato, poi indagando ho scoperto che alla regia ed alla sceneggiatura di questo titolo troviamo John Hamburg, che proprio di Ti presento i miei è stato lo sceneggiatore e tutto è diventato chiaro come il sole, siamo praticamente davanti alla stessa sceneggiatura solo rimaneggiata per farla aderire perfettamente sulle corde di James Franco.

Ecco quindi che il tutto può essere semplificato con una marea di parolacce, droga e sesso, il solito mondo fra humor triviale e situazioni al limite del demenziale che a Franco piace tanto e che magari somministrato in altro modo avrebbe potuto piacere di più anche al sottoscritto, ma non in questo modo e soprattutto c…o non possono metterci un cameo dei Kiss al solo scopo di cercare di comprarmi ( ti ho scoperto John ).

La pellicola mi ha strappato qualche sorriso, James Franco usa le sue doti in maniera diversa da Ben Stiller, mentre il ruolo di De Niro qui è preso da ‘Walter White’ Cranston, accompagnati da Zoey Deutch ( Nonno Scatenato ) e Megan Mullally ( Will & Grace ), i nomi in calce ci sono però non sono a parere mio sfruttati al 100%.

Una sboccata commedia natalizia che però sembrerebbe aver fruttato abbastanza, un tipo di commedia che non mi ispira abbastanza probabilmente visto che il mio giudizio è negativo.

Però uno sfigatto 2.0 potevano metterlo.

Stay Tuned

The 9th Life of Louis Drax ( 2016 )

Uno psicologo, alle prese con il caso di un bambino molto incline agli incidenti, si ritrova coinvolto in un mistero che mette alla prova i confini della fantasia e realtà.

Dire qualcosa di più su The 9th Life of Louis Drax senza fare un minimo di spoiler è difficile, forse l’opera di Alexandre Aja ( Quello del remake di Le colline hanno gli occhi ) e basato su un racconto di Liz Jensen’s rientra nel novero di quelle che è meglio guardare senza cercare informazioni o trailer in modo tale di poterselo gustare a pieno.

Un film thriller che abbina ad una fotografia molto emotiva ad uno stile narrativo lento, ma necessario per toccare tutte le corde la storia vuole sfiorare fino ad arrivare ad imboccare la via di un finale tortuoso che porta The 9th Life of Louis Drax totalmente verso atmosfere più fantasy e che potrebbe far storcere il naso a chi non ama questo genere di soluzioni.

Non pensare alla stanza rossa, non pensare alla stanza rossa…

Nel cast troviamo Jamie ” vi prego non ricordatemi solo come Mr Gray” Dornan, Sarah Gadon ( Maps to the Stars ), Aiden Longworth e Aaron ” Pinkman ” Paul, buone prestazioni ,soprattutto per l’inaspettato ex amante del bondage, ma non abbastanza per portare il titolo verso porti sicuri.

A conti fatti The 9th Life of Louis Drax viaggia a cavallo della linea tra il reale e il soprannaturale, non porta mai davvero a compimento la sua premessa cupamente intrigante,raggiunge la sufficienza senza andare oltre.

Stay Tuned

 

 

[ Serie TV ] Son of Zorn

Son of Zorn mi ha preso fin dal primo trailer scovato per caso su Youtube, una serie mix di animazione anni 90 e live action ad alto tasso di nosense con protagonista una sorta di He-Man alle prese con la sua ex moglie umana ed intenzionato a conoscere meglio suo figlio, il tutto prodotto dalla Fox quindi come si fa a non rimanere folgorati ??

Solo l’idea di base dell’ibrido live\cartoon all’interno di una serie TV è una ventata di novità\sperimentazione, le menti dietro a questo progetto assurdo sono quelle di Reed Agnew ( The Andy milonakys show che tanto mi ricorda il naufragato canale QOOB )  e Eli Jorne ( Wilfred ) i quali mettono nei 20 min a loro disposizione le situazioni da serie tv standard con tanto di episodio natalizio e per il ringraziamento, resi diversi dal contrasto grafico.

Ammetto che l’insieme è cosi strano che l’impresa principale sarà sopravvivere ai primi 13 episodi e ottenere un rinnovo per una stagione successiva, fosse per me avrebbero già la firma per altre 2 o 3 run però sono di parte.

Ritmo veloce, battute e situazioni wtf continui sono gli ingredienti principali di Son of Zorn. che nel marasma grafico nasconde qualche piccolo messaggio sui genitori divorziati e sul razzismo, poco efficacemente perchè i messaggi saranno divorati dalla componente commedy; nel cast reale troviamo l’ex moglie del protagonista Cheryl Hines ( La dura verità ), il figlio Johnny Pemberton ( 22 Jump street ), il nuovo ragazzo di lei Tim Meadows ( Un Weekend da bamboccioni ) oltre che Artemis Pebdani ( Sex tape ) e Clara Mamet ( Cattivi vicini 2 ), discreto il livello recitativo.

Una sorpresa piacevolissima per il sottoscritto, finale aperto per una stagione nr 2 che però non è per nulla scontata, consigliatissima per chi ama il genere un pochino demenziale.

Stay Tuned

 

 

Chef – La ricetta perfetta (2014)

Carl Casper è un cuoco provetto considerato tempo prima un astro nascente della cucina che dopo un licenziamento per divergenze creative con il proprietario di un ristorante si ritroverà distrutto, con la responsabilità di un figlio di cui non si è mai occupato e la necessità di trovare l’idea giusta per rilanciare le proprie ambizioni e la propria vita.


Jon Favreau super star, il regista del primo Iron Man in questo Chef – La ricetta perfetta dirige,sceneggia,recita e si diverte con un film leggero,una commedia di quelle che i distributori italiani non vedono l’ora di acquistare e mettere in sala per l’estate.

Io ho già fame

Una trama che ricalca uno schema già visto, caduta e risurrezione di un uomo, il viaggio on the road come cura dell’anima, il ritorno alle radici e alle cose semplici per riscoprirsi e tornare migliori, sono tutti ingredienti della fresca ricetta che Favreu vuole farci assaggiare non prima di averci aggiunto qualche nota piccante con una piccola critica al mondo dei recensori, allegoricamente il risultato è come i piatti che il protagonista riscoprirà e preparerà sul suo food truck ovvero qualcosa che tutti fanno e magari fanno anche meglio di lui però la sua pietanza non è male riempie lo stomaco e scalda il cuore.

Azzeccatissima la soundtrack dalle chiare sonorità caraibiche che accompagna il viaggio dei protagonisti cosi come l’utilizzo dei social ( anche qui con una nota critica sull’utilizzo da parte dei più giovani ) come forma di marketing,ovviamente la natura stessa del film farà virare tutto verso un classico ending dolce come il dessert a fine pasto .

Il regista si circonda di attori di un certo livello utilizzandoli con il contagocce per ruoli secondari troviamo infatti Dustin Hoffman ( Il Laureato ), Scarlett Johansson ( Lucy ), Iron Man Robert Downey Jr e Sofía Vergara ( Modern Family ) , ma il vero nucleo centrale sarà composto dal Favreu stesso insieme a Emjay Anthony ( Bad Moms ) e John Leguizamo ( American Ultra ).

Chef – La ricetta perfetta raggiunge assolutamente la sufficienza, gustoso al punto giusto e consigliato per una serata tranquilla, attenzione potrebbe farvi venire fame .

Stay Tuned.

 

 

Goodnight Mommy ( 2014 )

2 gemelli vivono in una isolata casa di campagna insieme alla loro madre, tornata a casa con il viso ricoperto di bende dopo un operazione di chirurgia plastica, i bambini però inizieranno a dubitare della sua reale identità e saranno pronti a tutto pur di dimostrare di avere ragione.

Uscito nella sua madrepatria Austria con il nome di Ich seh ich seh è un thriller horror perturbante diretto a da Veronika Franz e Severin Fiala entrambi alla prima esperienza con un lungometraggio,un ottimo esordio direi.

Goodnight Mommy è facilmente divisibile in 2 tronconi, la prima parte vede il ritorno a casa della mamma,con tutte le stranezze che i gemelli troveranno nel comportamento di essa accompagnati da un ritmo lentissimo e con pochi dialoghi,la sensazione d’oppressione costante simile a quella del più noto Babadook ( incredibile come sia diventato velocemente un metro di paragone ) forse dovuta anche ad una situazione simile fatta di mamma al limite di una crisi e figli con non tutte le rotelle a posto ( cioè…hanno una vasca di scarafaggi in casa ) poi però le cose prendono un’altra via,la madre toglie le bende e mostra il suo viso ma non soddisfa lo stesso la voglia di verità di Lukas e Elias i quali optano per un drastico modo di scoprire la verità ( ora sono cresciuti e lavora per l’esercito USA a Guantalamo )cast ristrettissimo fatto da 3 elementi ovvero i due gemelli Lukas ed Elias Schwarz e la mamma Susanne Wuest, scheletrica al punto giusto per il suo ruolo.

Se la prima parte ci farà sentire in pena per i bambini,la più cruda e diretta parte successiva ribalterà il tutto e le vessazioni toccheranno alla madre,chi ha già numerose esperienze con questo tipo di pellicole purtroppo potrebbe ritrovarsi velocemente con il twist centrale bruciato, i registi nascondono gli indizi però si tradiscono nei dettagli, ma è uno sviluppo che non inficia la bontà del prodotto finale, sia chiaro che Goodnight Mommy preferisce disturbare lo spettatore e giocare con le corde della tensione rispetto alla ricerca di facili jump scare e litri di sangue finto,sfoggia una regia ben strutturata a base di inquadrature fisse e lontane che esaltano l’aspetto asettico della fotografia.

Non è un film per tutti,però Goodnight Mommy è un probabile must see per gli amanti del genere, una perla dalla fredda Austria.

Stay Tuned.

 

 

 

 

What we become (2015)

Avete presente i film in cui un epidemia si diffonde senza una causa apparente e trasforma tutti gli umani in zombie, costringe una cittadina pacifica alla quarantena con tanto di esercito in pattugliamento,ma tutto va velocemente a ramengo ??

 

What We Become conosciuto anche con il nome di Sorgenfri è un titolo che segue alla lettera i dettami standard, solo che l’esordiente regista Bo Mikkelsen ha deciso di ambientarlo a casa sua in Danimarca e non negli USA, capperi che fantasia.

Bene ed ora dica 33 ??
Bene ed ora dica 33 ??

Forse proprio per questo motivo le creature tardano ad arrivare,sono spaesate dal cambio geografico, l’orda arriverà infatti con molta calma nella seconda parte del film, lasciando alla prima il compito di preparare il più classico dei set-up,l’errore principale di questo titolo è forse la durata molto ristretta  ( 85 min ) che non ha permesso ampli spazzi di manovra in sceneggiatura, in poco tempo i personaggi vengono gettati dal festoso clima iniziale ai tendoni neri della quarantena senza venire opportunamente presentati,senza creare empatia, il resto è un mix di scene già viste con un taglio fotografico da film nord europeo che non basta a rendere What We Become originale.

Il regista nell'atto di comprime i cliche in poco minutaggio
Il regista nell’atto di comprime i cliche in poco minutaggio

Il cast ovviamente locale con poca o nulla esperienza fuori dai confini nazionali ,  ma i personaggi sono cosi basici che è difficile dare un idea esatta del livello recitativo, che pare sufficiente .

hey mamma, questa l'ho trovata vicino al set di the walking dead
hey mamma, questa l’ho trovata vicino al set di the walking dead

Iniziare con un genere cosi esautorato come quello degli Z-movie non è semplice , con What we become Bo ha dimostrato che le basi le ha e ora deve cercare la fantasia ed unire le 2 cose, ma già non aver fatto schifo al debutto è un ottima cosa,siamo vicini alla sufficienza,  ora però datti da fare .

Stay Tuned

 

Under the Shadow ( 2016 )

Teheran, 1988. La guerra tra Iran e Iraq è giunta all’ottavo anno. Una madre e una figlia tentano di sopravvivere ai bombardamenti sulla città mentre nel paese infiamma una sanguinaria rivoluzione. Mentre lottano per stare insieme nonostante il terrore, un misterioso male inizia a perseguitarle nella loro abitazione.

Under the shadow, un horror che viene dal medioriente girato in Iran ma di produzione UK solo questo particolare lo ha inserito di diritto nella mia lista dei film da vedere,scritto e sceneggiato dall’esordiente Babak Anvari.

La guerra qui è in secondo piano.presente sullo sfondo e motore degli eventi,ma non protagonista di essi perchè il suo posto viene preso dalle enigmatiche creature che giocano con le vite di madre e figlia, gli spiriti del vento della mitologia islamica chiamati djinn tortureranno lentamente la mente delle 2 donne portandole al confine di ciò che è reale,le creature non chiuderanno mai la loro via di fuga,potrebbero andarsene come tutti, ma per qualche motivo Shideh ,la madre ,non intende darla vinta a queste strane presenze a cui non crede,finendo per trasformare la casa in una location claustrofobica ed opprimente dove le creature diventeranno sempre più reali.

Under the shadow colpisce perchè è scritto bene, punta su di una scenografia ed una fotografia pulite ed interessanti ed un buonissimo sonoro equilibrato, non cerca quasi mai la via del jumpscare, ma quando lo prova riesce a far funzionare anche quel meccanismo, un insieme che intrattiene molto più di quanto mi sarei aspettato inizialmente che sfrutta i vantaggi di un territorio potenzialmente inesplorato come quello del folklore locale, analizzando l’insieme direi che l’opera di Anvari mi ha ricordato un altra bella pellicola uscita di recente e ben più nota al momento l’australiano Babadook , con il quale condivide qualche dinamica di trama e la buonissima riuscita .

Difficile parlare del cast , le protagoniste  Narges Rashidi e la piccola Avin Manshadi svolgono egregiamente il loro lavoro in un film non semplice e che si presta a moltissime interpretazioni post visione.

Sicuramente Under the shadow è lontano dallo stile moderno di James Wan e non risulta adatto a chi vuole tonnellate di sangue oppure un ritmo altissimo, questo film cresce lentamente in un atmosfera onirica ed è questo che lo rende interessante, siamo oltre la sufficienza un 7 pieno direi , speriamo che altri seguano questa via ed espandano sempre più la mitologia a cui attingere per un film horror .

Stay Tuned


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