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Raw ( 2016 )

Raw

La prima volta che ho sentito parlare di questo Raw è stata quando mezzo mondo dei social ha iniziato a scrivere che durante la visione del film alcuni spettatori si erano sentiti male, sicuramente un biglietto da visita non male per un film Horror, ancora di più se alla regia c’è una debuttante e per di più donna ( nessun maschilismo sia chiaro ) come Julia Ducournau, un film dove una ragazza prodigio vegetariana si iscrive a veterinaria si scopre cannibale, mettete insieme le informazioni di queste poche righe e saprete perchè questo titolo si è infilato prepotentemente nella mia Watchlist.

Lo scopo principale era capire cosa diavolo potesse aver tirato fuori la regista di così devastante da fare danni fra gli spettatori, la realtà è che in cuor mio avevo già la risposta: nulla semplicemente gli spettatori non erano abituati a certe scene e si sono trovati suggestionati.

Perchè Raw non è un film snuff, nemmeno un film violento o pieno di gore anzi risulta un titolo dalla fotografia elegante ( ricordo che è passato per Cannes ) , con una trama delineata sebbene forzata in molti punti oltre che abbastanza prevedibile come di prassi nel cinema horror e ben girato al punto che a fine visione la sensazione di schifo che mi sarei aspettato di provare si era trasformata in stupore per quello che la Ducournau è riuscita a portare sullo schermo.

Garance Marillier e Ella Rumpf interpretano benissimo i loro ruoli pur non avendo molta esperienza cinematografica alle spalle, ma sono volti giusti al posto giusto e questo basta per aumentare la credibilità della situazione.

Raw supera a pieni voti il mio esame, oltre la sufficienza nella speranza che Julia continui a girare film di questo tipo senza vendersi, visione da evitare in orario pasti e nei casi di spettatore suggestionabile.

Stay Tuned

PS: una chicca dalla soundtrack

[ Serie TV ] Trepalium

Mi piace la sensazione del giramondo cine-televisivo, l’idea d’essere un globetrotter che nel suo cammino incrocia film e serie di paesi vicini e lontani ( ma anche nostrani, mica sono razzista ), ed ecco quindi che nel mio pellegrinaggio di nazione in nazione ho incrociato lo sguardo con una miniserie thriller sci-fi dei cugini francesi chiamata Trepalium.

Una serie distopica ambientata in un futuro prossimo dove l’80% delle persone sono disoccupate e costrette a vivere in miseria nella zona, in un ghetto che li divide dai lavoratori della città tramite un altissimo muro e  dove gli ” Attivi ” vivono con la costante paura di perdere il lavoro e finire per essere cacciati.

I suoi creatori Antarès Bassis e Sophie Hiet hanno affermato che il nucleo centrale di Trepalium è nato nelle loro menti circa un decennio fa, novelli Nostradamus visto che la tematica del lavoro e dei muri divisori ora è più sentita che mai, l’idea non è una novità al 100%, situazioni simili sono state prese in esame da altri film e serie, come la recente serie brasiliana 3% o la meno conosciuta The Aliens.

La sceneggiatura è solida,pochi fronzoli e tanta robustezza nei 6 episodi che compongono la miniserie, se l’obbiettivo era quello di nascondere nella fantascienza i temi su cui volevano far ragionare lo spettatore io lo considero riuscito anche se ovviamente si poteva fare di meglio con un budget più amplio nome  e maggiore spazio, molto intelligente la scelta di ambientare la serie usando costumi che definirei retro-futuristici con acconciature e vestiti démodé  e divise per gli inattivi che tanto ricordano altri titoli, nonostante l’assenza di  grandi nomi nel cast Trepalium sembra sempre avere i volti giusti al posto giusto .

Una parte di me spera ancora che l’Italia inizi a produrre piccole chicche come questa Trepalium che non è un capolavoro imperdibile, ma un progetto discreto ed ambizioso su cui pensare.

Stay Tuned.

Allied ( 2016 )

Nel 1942, una spia canadese incontra una combattente della resistenza francese in una pericolosa missione dietro le linee nemiche a Casablanca, al loro ritorno a Londra la loro relazione verrà però messa alla prova dalla pressione della guerra.

Allied, in Italia uscito con il sottotitolo 100% spoiler di ‘ Un’ombra nascosta ‘ è un film thriller \ drammatico  diretto da Robert Zemeckis ( la trilogia di Ritorno al Futuro , ma anche Forrest Gump) e scritto da Steven Knight ( Locke, Il sapore del successo ).

Un film  semplice dove nella trama in realtà è già tutto scritto , ma che colpisce ugualmente indossando il profumo della Hollywood patinata di molti anni fa però portata a schermo con una fotografia desaturata, fredda e sicuramente più moderna ( opera del vecchio amico del regista Don Burgess ) ,forse il buon vecchio technicolor avrebbe fornito ad Allied un tocco più vintage, ma è un dettaglio sottile su cui si passa sopra velocemente anche grazie al meraviglioso reparto costumi che vede la presenza di Joanna Johnston ( anche lei vecchia conoscenza dei film di Zemeckis), non si può dire lo stesso sui dettagli anacronistici sparsi qua e la per la trama e che forse sono un pochino più difficili da digerire.

Allied condensa tutta la vera azione nella parte iniziale, quella di Casablanca , dove l’opera probabilmente fornisce il meglio di se per poi rallentare e mostrarci la vita di coppia dei protagonisti e le reazioni di lui alla possibilità che sua moglie sia una spia, il risultato totale non mi ha annoiato anche se alcune parti sarebbero potute essere accorciate riducendo le circa 2 ore del film.

Il film è sulle spalle dei suoi protagonisti , Brad Pitt ( Bastardi senza gloria, Fury )  e Marion Cotillard ( Inception ) il primo alle prese con un ruolo poco dialogato dove la mimica facciale e stata molto più importante delle parole, Marion invece interpreta sinuosamente l’ambiguo ruolo della spia francese rubando la scena a Brad .

Zemeckis ha creato un film ineccepibile nella sua sostanza a scapito del coraggio, Allied è un opera in cui nessuno a rischiato nulla e tutto è troppo facile e pulito, sicuramente siamo sopra la sufficienza e rimane un film consigliatissimo con un paio di scene commoventi ( come il parto sotto il bombardamento )  ,però cercando qualche piccolo passetto verso il baratro dell’incerto avrebbe potuto essere molto di più.

Stay Tuned.

 

Bick Mansions ( 2014 )

Brick Mansions verrà ricordato per essere l’ultimo film girato interamente dal co-protagonista della saga Fast & Furious Paul Walker, tralasciando questo triste particolare la pellicola è un remake del film francese Banlieue 13 con alla regia l’esordiente Camille Delamarre, ma dietro le spalle lo stesso produttore del film originale ovvero Luc Besson ( Leon ) .

La trama ricalca fedelmente quella di Banlieue 13, trasportando la location da Parigi a Detroit e spostandola dal 2010 al 2018, questo rovina la quasi totalità della visione a chi aveva amato il film originale, chi non risentirà di questo problema si troverà alle prese con la visione di un film action dotato di ritmi altissimi, tamarraggine e creatività che punta sulla spettacolarità del Parkur ri-utilizzando il co-fondatore del movimento David Belle come co-protagonista che si muoverà agilmente all’interno della location urbana circondata da muri di contenimento per affrontare il boss di quartiere interpretato da RZA ( L’uomo dai pugni di ferro ), dall’altro lato troviamo dialoghi al limite della dislessia e momenti WTF .

Brick Mansions può strascinarsi al massimo fino ad un 5,5 senza possibilità di aspirare a niente più vista la sua natura di remake inutile, visibile solo in memoria di Paul.

Stay Tuned.


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