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Puzzle ( 2014 )

Puzzle

Una studentessa di nome Azusa tenta il suicidio buttandosi dal tetto della scuola, ma sopravvive. Un mese dopo la scuola viene assaltata da un gruppo di persone che indossano delle strane maschere e una professoressa incinta viene fatta prigioniera mentre il preside, insieme ad alcuni studenti, vengono rapiti. Azusa capisce che dei pezzi di puzzle sono collegati alla misteriosa ondata di violenza e cercherà di far luce sulla bizzarra vicenda.

Dal Giappone arriva Pazuru, da noi tradotto come Puzzle, un Thriller horror diretto da Eisuke Naitô che sembra uno strano mix fra Saw e As the Gods Will di Takeshi Mike, praticamente un Rape & Revenge con tanta violenza, buone scene grottesche e venatura comiche ( ovviamente di discutibile natura).

Ovviamente Puzzle non è un titolo per tutti però nonostante ciò riesce a mettere in mostra una trama originale insieme ad un comparto fotografico e recitativo discreto, tutti piacevoli surplus che fanno piacere agli amanti del genere.

Ogni tanto la sceneggiatura sembra subire qualche strattone per portarci dove vuole arrivare, ma è un dettagli su cui scivolare sopra spinti dalle secchiate di sangue finto e curiosità verso le trappole mortali che verranno via via mostrate .

Un ottimo esempio di come il budget limitato non sia un limite invalicabile se le idee e la bravura sono a favore, un film abbastanza sconosciuto sicuramente da aggiungere alla vostra watchlist.

Stay Tuned

 

 

We Are Still Here (2015)

Distrutti dal lutto per la perdita di loro figlio Bobby avvenuta un anno prima  i coniugi Sacchetti si trasferiscono in una remota località del New England, ad attenderli però ci saranno delle sorprese.

Ambientato negli anni 70 , We are still here è un horror low budget del 2015 scritto e diretto da Ted Geoghegan alla prima esperienza dietro la macchina da presa e con un bagaglio molto amplio ricolmo di amore per il genere, una di quelle passioni che portano lo sceneggiatore ( e regista ) a riempire gli 84 min di pellicola con citazioni nemmeno poi tanto velate a big dell’orror come Fulci ( Minigame alcolico per esperti … bevi ogni volta che scovi una citazione ) .

dritta dritta dal manuale delle facce da spirito
dritta dritta dal manuale delle facce da spirito

L’estremo citazionismo non è un male a prescindere anzi la sua presenza può esaltare una gran sceneggiatura, nel caso di questo film però ci troviamo di fronte ad una sceneggiatura poco originale che però ha il pregio di riuscire a mixare bene il filone ghost story, un sano esercizio old school con un esorcismo e per concludere 20 minuti di pura carneficina , di quelle che inzuppano per bene le pareti di sangue con gente divorata dai muri della casa e risputata in comode rate a interessi 0 quindi alza la cornetta we are still here ti aspetta.

c'è del rh positivo ?
c’è del rh positivo ?

Le mie sensazioni su questo film sono state molto altalenanti, da un lato la scimmia felice mi pone atmosfere vintage in brodo di gore , dall’altra la scimmia triste mi fa notare come prima del 20 min sia già chiaro quello che succederà e che Ted ci spoilera tutti i segreti da solo e volontariamente, questa volta entrambe portano solidi motivi di giudizio.

Eh giaaaa ...io sono ancora quaaaaa
Eh giàààààà …io sono ancora quaaaaa

Il cast è solido ed in grado di recitare bene le parti assegnate, troviamo Barbara Crampton ( Beautiful ) , Andrew Sensenig ( Powers ) , Lisa Marie ( Mars Attacks! ) e Larry Fessenden.

Bei tempi in casa Burton
Bei tempi in casa Burton

Le scimmie terminano in parità , We are still here ottiene la sufficienza , non è un film indimenticabile  e non inventa nulla , ma di sicuro non farà nulla per farsi odiare agi amanti del genere horror, ci vorrebbero più filmetti come questo .

Stay Tuned

 

Snoop Dogg’s Hood of Horror (2006)

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana , mentre vagavo per un mercatino delle cianfrusaglie il mio sguardo si posò sul DVD in questione,il mio corpo cerco di allontanarsi ma la mente ormai corrotta da anni di nonsense e WTF decise che l’investimento monetario irrisorio era una troppo ghiotta opportunità,dopo l’acquisto ho passato lungo tempo ad interrogarmi sul perchè di quel gesto avventato ed ancora non so del tutto spiegarmelo,ancora di meno dopo la visione.

Prima una colonna sonora adatta:

Snoop Dogg’s Hood of Horror è un Commedy ( più o meno voluta lascerò a voi l’ardua sentenza) Horror  del 2006 , diretto da Stacy Title (Una cena quasi perfetta) e con una sceneggiatura scritta da ben 4 persone; idealmente una versione Urban di Tales From the Crypt con il rapper Afro-americano nei panni di zio Tibia a fare da collegamento fra gli episodi ,abbiamo splatter, gore, violenza,linguaggio scurrile , nudità , droga , razzismo , praticamente tutto il repertorio del rap di strada,se gestito in maniera più “light ” avrebbe potuto almeno tentare la via\scusante del film per la TV.

Un idea lodevole da cui poteva nascere un horror interessante legato al mondo del’underground,peccato che il film non si prenda mai degnamente sul serio ,gli episodi sono prevedibili ,quando è la sceneggiatura a scricchiolare, soprattutto in un low budget, difficilmente il risultato sarà bello,Hood of Horror non fa eccezione, nei 3 capitoli vedremo la storia di una Writer che riceve da un misterioso uomo il potere di uccidere cancellando i tag sui muri , il figlio razzista di un veterano di guerra e la sua viziata donna che dovranno convivere con 3 ex militari neri per ricevere l’eredità e per finire la storia di un rapper di nome SOD,che arrivato al top dovrà fare i conti con il suo oscuro passato; molto ben realizzate a parere personale le parti in stile anime ,punta di diamante di tutta la pellicola.

Un cast di volti più o meno visti , partendo dal nome in locandina ovvero Snoop Dogg  ma proseguendo con Danny “Machete” Trejo , Anson Mount (hell on wheels) , Diamond Dalla Page (WWE dei bei tempi) ,Method Man , Brande Roderick (Baywatch) e molti altri , il livello non è realmente così brutto , ma il contesto non esalta gli esecutori.

Un film da vedere solo se siete amanti di Snoop o del trash, sicuramente non consigliato,siamo lontani anni luce dalla sufficienza.

Wolfcop (2014)

Quando una serie di strani e violenti eventi inizia ad accadere in una piccola cittadina ,Lou un poliziotto noto per la sua passione per gli alcolici si accorge di essere stato trasformato in un lupo mannaro e di essere vittima di un piano molto più amplio.

Wolfcop è uno strano Commedy Horror  low budget proveniente dal canada , opera del cineasta Lowell Dean, uno che evidentemente ama lo stile retrò che i licantropi mostravano nei film anni 80 ed i body horror , per aiutarvi immaginate l’uomo lupo di Voglia di vincere che si trasforma girato da David Cronenberg,senza però perdere uno stile leggero, abbastanza inusuale come risultato vero?

L’idea di vedere un licantropo agire letteralmente come poliziotto , con tanto di ciambelle al seguito è assurda,ma nel film è gestita in maniera tale da essere valida ed apprezzabile quasi fosse una pellicola che seriamente è stata girata anni fa e rinchiusa in qualche cantina fino ad ora , Lowell gioca con i generi ci mostra splatter e gore ma poi anche scene di sesso con licantropi e demoni che cambiano aspetto , tutto condensato in 80 minuti di trip.

Un cast formato da pochi nomi Leo Fafard è il protagonista Lou Garou/The WolfCop , Amy Matysio(Android Apocalypse) è la sua partner Tina ,Corinne Conley  è il sindaco della città , Jesse Moss ( Final Destination 3 ) il capo di una gang cittadina ,nomi poco noti e con una recitazione nello standard del genere Indie,abbastanza per non influire sul voto totale della pellicola

Solo per veri amanti del genere B movie,quelli che apprezzano e sanno distinguere un film volutamente di serie B da uno che aveva altre mire ma risulta brutto,Wolfcop è un ottimo esempio della prima categoria,mai totalmente serio ma senza gettarsi nel delirante,un equilibrio che vale ben oltre la sufficienza per i miei standard ed una meritatissima concessione per un sequel in via di sviluppo, go Wolfcop.

 

Stay Tuned.

 

 

Bone Tomahawk (2015)


A Bright Hope  una cittadina del vecchio west,alcuni abitanti vengono rapiti da una misteriosa e pericolosa tribù cannibale, toccherà allo sceriffo ed altri 3 uomini del posto intraprendere un lungo viaggio nel tentativo di recuperare i concittadini.

Nota Bene  : se siete della nuova generazione horror , quelli che se il film rallenta 2 secondi lo stoppano, quelli che il termine slow burn non lo vogliono sentire, ma dicono di amare il genere alla follia, beh …potete anche smettere qui perchè difficilmente troverete un prodotto appetibile in questo titolo.

L’esordiente S. Craig Zahler è il regista di questo Bone Tomahawk , un film difficile da inquadrare nei classici generi , dove il regista si è divertito a mescolarne di diversi probabilmente prendendo dai suoi gusti personali e cercando di costruire un mix originale,beh missione totalmente riuscita visto che nel pentolone troviamo orrore,western ed un fondo black humor.

Come scritto nell’esordio di questi commenti, il viaggio è lungo non solo per i protagonisti ma anche per lo spettatore,un pochino più di 2 ore,di cui oltre la metà caratterizzata da un incedere lentissimo,con un alta quantità di discorsi fra la filosofia spiccia ed il divertimento,quasi da novello Tarantino  e nel quale conosciamo meglio gli uomini che affrontano l’impresa,diversi fra di loro ma che in qualche modo si sono uniti contro un comune ed atipico.

Il finale di questo Road Trip è la parte horror, con una struttura che ricorda l’altrettanto recente film cannibal , Green Inferno , un esplosione di gore con partenza praticamente a freddo,sappiamo fin dall’inizio dove prima o poi andremo a parare, l’intero viaggio è un attesa del momento dove il regista deciderà di attaccarci con tutta la violenza della sua immaginazione , Zahler cala la sua scure in un punto tardivo,quasi sul filo di lana,ci da assaggi di violenza ad intervalli puntuali durante i minuti precedenti ,dei finger food per ingolosirci e ricordarci che prima o poi arriva il piatto forte,una fiammata in cui compaiono i trogloditi,annunciati da un urlo inquietante prodotto da uno strano osso\organo in sostituzione alle nostre parole,non sono sicuramente realistici come quelli di Roth ma compensano con la grandezza fisica,la loro presenza è effettivamente breve ,ma abbastanza dosata per lasciare un ottimo segno sugli spettatori.

Punti positivi vengono dalla fotografia,si vede che il regista adora il vecchio west , ne cattura i colori, lo stile ed i costumi,riproponendoceli nel 2015 come se fossimo tornati indietro ai bei tempi di Eastwood e compagni.

Il Cast è di livello alto, Kurt Russel (Grindhouse ,Stargate) è lo sceriffo carismatico che viaggia insieme al suo tenero vice vice sceriffo Chicory, un anziano che non smette praticamente mai di parlare interpretato da Richard Jenkins ( Quella casa nel bosco ) ,insieme a loro troviamo il marito della donna rapita Patrick Wilson (Watchman,insidious) e un cacciatore di indiani Matthew Fox ( l’indimenticato Sheppard di Lost),un quartetto di tutto rispetto direi nel quale Kurt si eleva come sempre ma che come intero cast si prende larga parte dei buoni giudizi sul film.

Un bel film,che sorpassa sicuramente il punteggio della sufficienza,assestandosi per giudizio personale e presenza di Kurt Russel su un 7,5 , una pellicola consigliata ma che richiede una visione senza stanchezza,altrimenti potrebbe risultare anche noiosa.

Stay Tuned

 

 

Cowboys vs Dinosaurs (2015)


In una tranquilla cittadina mineraria del Montana,un esplosione risveglia alcuni affamatissimi dinosauri (non fossili o scongelati,proprio dinosauri veri che vivevano in modo misterioso dentro una miniera ricca di iridio ) ,tocca ad un gruppo di cittadini capitanati da un ex Cowboy difendere la città .

Il solo titolo aveva fatto scattare i miei nonsensi di ragno , ormai i titoli contenti la parola VS sono quasi un classico del genere B-movie,aggiungiamo poi che alla regia c’è uno sconosciuto  di nome Ari Novak , al suo primo film ma che risulta aver investito del denaro in un altro progetto passato da questa tastiera ovvero Jurassic Attack ,una volta avute queste informazioni ero certo di fare bingo.

Doppia pistola gangsta style sui dinosauri…Yeah

Nonostante il titolo metta un inspiegabile s alla fine di Cowboys in tutta la storia ne appare uno solo,per di più fuori allenamento e con problemi legati ad un passato infortunio alla spalla  ma che sprezzante del pericolo tornerà a cavalcare,ovviamente sono presenti un buon numero di ragazze più o meno svestite ed un investitore codardo e sena scrupoli, un ottimo elenco di classici del genere direi .

perchè mangiarti..quando posso prima colpirti con un dropkick??

Una buona quantità di gore accompagna lo spettacolo , sangue gentilmente fornito dal gruppo di dinosauri in CGI,in una grafica veramente pessima e con animazioni forse ancora più brutte,con persone mangiate che spariscono nella bocca del T-Rex ,per non parlare dei loro movimenti…a tratti sembrano avanzare levitando senza nessun attrito con il terreno, in altro sono scattosi come se fossero in stop motion.

Inutile dire che le scelte effettuate dai protagonisti e dai dinosauri denotino un elevatissima inteligenza,il cavallo verrà lasciato davanti ad un ingresso circondato da dinosauri feroci ed affamati, ma che ignoreranno completamente l’equino,i nostri eroi scopriranno 20 sec prima del finale di avere un RPG ed un minigun, abbandonati a terra in una miniera, tutto normale vero?? e queste sono solo alcune dei momenti facepalm,elencarli tutti è quasi impossibile e che accompagnano una sceneggiatura bucata più del noto formaggio.

Sara Malakul Lane in cucina

La recitazione è sui livelli bassi standard del genere B-movie,bassa,il protagonista ed unico Cowboy è interpretato da Rib Hillis,un veterano con all’attivo titoli come Sharktopus vs. Pteracuda e Piranhaconda, altri volti noti sono Vernon Wells( visto in milioni di film tra cui Jurassick Attack) e Eric Roberts ( i Mercenari ed altri 400 (??) film) ,anche nel cast femminile c’e una bellissima conoscenza ovvero Sara Malakul Lane (Scouts Guide to the Zombie Apocalypse , 12/12/12) .

Beh ….si autocommenta

Cowboys vs Dinosaurs è un film per farsi male,adatto a ridere del film e non con il film, un livello basso anche per chi ama il genere trash.

Stay Tuned

The Green Inferno (2015)


Un titolo che colpisce diretto come un gancio di Mike Tyson , una megacitazione al film Cannibal Holocaust di  Ruggero Deodato accompagnata da una martellante pubblicità su ogni media , un tentativo 24h su 24 di far salire la scimmia agli estimatori del genere Cannibal ( ebbene si …ha degli estimatori) che non sentono il sapore della carne umana ormai da molto tempo, ma quest’operazione avrà dietro un film all’altezza??

bravi ragazzi però usate le frecce senza punta mi raccomando

La che mi sono dato alla fine della visione è un grosso NI , il motivo principale è che il film non ha il piglio degli originali e questo è un punto per entrambi gli schieramenti , di sicuro positivo se si è animalisti , di positivo c’è che Eli Roth, il tenero regista che ha regalato al mondo Hostel e Cabin Fever , è forse uno dei pochi registi del genere che si diverte a fare quello che gli piace,lui ama Deodato e decide di fare un film Cannibal ora che non è più di moda,di metterci il suo stile ed un pochino di critica allo stile “hipster”degli EcoWarriors protagonisti della storia.

Manca la violenza degli antenati di  the Green Inferno,le regole sono cambiate e scene come quelle con la tartaruga viva non si possono più girare,ma Eli ci fa divertire lo stesso,sembra impossibile ma qualche risata la strappa davvero quando si diverte a sballare l’intero villaggio con l’erba di uno dei prigionieri,nonostante questo non è un film per tutti,bisogna avere lo stesso un po’ di “amore” per il gore.

abbraccio di gruppo

Una buona prova per il cast,i cannibali sono ovviamente “veri” cosa che rende tutto più realistico,oltre a loro fra i prigionieri troviamo la moglie del regista Lorenza Izzo ( Knock knock )nei panni della protagonista principale,Ariel Levy è il leader carismatico dell’allegra banda,i personaggi sono solo tratteggiati,qualsiasi approfondimento su di loro sarebbe probabilmente stato fuori tema.


Non aspettatevi tutto e subito, prima di 45 minuti non vedrete nemmeno una puntura d’insetto,dopo però è solo per chi non è debole di stomaco,la tensione è presente anche se lo stile di Roth la interrompe in punti in cui forse non andrebbe fatto,trasformando le scene in un tragicomico black commedy .

Non sarà Deodato ma questo è il migliore dei Cannibal possibili ,accontentiamoci .

Stay Tuned.

Anarchy Parlor (2015)


Un Hostel per tatuati ??? probabilmente è una buona definizione di Anarchy Parlor ,film del 2015 interamente girato in a Vilnus ( Lituania) da 2 registi esordienti Devon Downs e Kenny Gage, la trama parla di un gruppo di giovani americani che decidono di fare un viaggio di divertimento in europa,ma una sera incontrano l’apprendista tatuatrice Uta ed il suo enigmatico maestro “l’artista” e le cose per loro non andranno come previsto.

Una pellicola appartenente a quella strana branchia horror chiamabile Torture Porn ,con un tasso altissimo di nudità femminile che viene continuamente mostrata allo spettatore con un rapporto del tipo 5 min di scene 1 di nudo,non altrettanto continuativa è la parte gore ma il sangue e la violenza faranno capolino molte volte sullo schermo,senza scene particolarmente disgustose,con un “giusto” dosaggio di sangue e dolore in tutta la durata (1h e 40) .

Gli sceneggiatori stendono bene la loro tela,distribuendo particolari ed indizi per tutta la trama,situazioni che ripensate una volta arrivati al twist finale avranno una luce diversa dando qualche punticino extra a questo film,il finale a sorpresa funziona anche se non del tutto originale.

La star del cast è Robert LaSardo ( Leon,Jurassic City) uomo giusto nel ruolo del tatuatore “artista” per via dei suoi molteplici tatoo,sfoggia un’interpretazione molto buona,rimanendo in tema di tatuati la modella Sara Fabel che interpreta Uta non è da meno,sia come interpretazione psicopatica che come numero di marchi sulla pelle (in entrambi i casi sono veri e non disegnati per lo show ),Tiffany DeMarco invece spicca nella parte “buona”della giovane Amy ,il resto della crew è preso dai livelli bassi ma interpreta perfettamente il ruolo da tipici americani tonti dei film horror,quelli in grado di fare ripetute scelte sbagliate. oppure come nel caso di Joey Fisher solamente per le scene senza vestiti .

lei è la signorina Fisher

Un torture porn soft che di sicuro non merita una seconda visione ( nonostante il nudo nonsense) ma che non è un totale spreco di tempo,c’è i giro molto peggio e almeno l’idea della trama è parzialmente originale, da vedere magari con amici in procinto di tatuarsi (ancora meglio se al primo tattoo o titubanti)

Stay Tuned

Zombie 108 (2012)

Questo film rappresenta il primo tentativo di Zombie movie fatto nello stato di Taiwan,sintomo del fatto che ormai la moda dei non morti è una vera e propria pandemia cinematografica,il da noi sconosciuto Joe Chien è il regista dietro questo esperimento low budget asiatico da considerarsi poco riuscito.


Zombie 108 infatti ha grossissimi limiti,primo dei quali la completa assenza di una vera e propria trama,sisi già immagino i commenti del tipo …ma perchè i non morti hanno bisogno di trama ?? beh questo ne ha addirittura sotto la media del genere,l’infezione ovviamente è colpa di un esperimento scientifico fallito ma oltre quello il background narrativo non va,il resto è un accozzaglia di eventi posti per di più in un ordine non cronologico,un susseguirsi di x ore prima \x ore dopo che però non aiuta la trama,la rende ancora più caotica visto che i protagonisti saranno sempre gli stessi ma in situazioni diverse.

Superato lo scoglio trama c’e da considerare i personaggi,totalmente fuori genere e troppo caricaturali,la solita alleanza forzata fra gang e s.w.a.t che in comune hanno l’intelligenza di una medusa,un parkurer di colore di cui non sapremo mai la storia reale e qualche altro personaggio secondario in stile carne da macello,l’unico personaggio riuscito decentemente è da considerarsi fuori dallo schema ed è un sadico pervertito,che approfittando della situazione apocalittica rapisce donne e le sevizia nel suo scantinato nel peggior modo possibile a tutti gli attori verranno però dispensati dialoghi surreali o stupidi oppure azioni insensate,senza praticamente nessuna eccezione.


Inutile aggiungere che le scene di nudo sono all’ordine del giorno,la donna viene praticamente mercificata per tutta l’intera durata della pellicola,non solo con azioni ma anche con parole pesanti.


Nota positiva invece per quanto riguarda la fotografia,cupa e ben fatta ma che non basta a trainare il pesante peso dell’intero carrozzone,visto che ovviamente anche gli effetti ed il make up non sono il top di gamma,anche se gli effetti gore sono nauseanti al punto giusto.

Un film che oltretutto è di difficile digestione per via delle scene con il pervertito,quindi ritengo la sua visione fattibile solo se siete totalmente amanti del genere zombie,non facilmente suggestionabili e volete vedere cosa sono in grado di creare gli asiatici con il vostro genere preferito.

Stay Tuned

Found (2014)


 

Il film Found narra la storia di un dodicenne di nome Marty,un bambino bullizzato ed  ossessionato dai film horror che scopre le manie omicida del fratello maggiore,manie che sembrano appena uscite da uno dei film che lui tanto ama.

Basato su una nove del 2004 ad opera di  Todd Rigney,Found è un horror low budget in stile slasher diretto da Scott Schirmer,terminato di girare nel 2012 ha vagato a lungo per i festival indipendenti prima di trovare un distributore,ma nel suo lungo girovagare ha trovato molti estimatori.

Splatter,nudità frontale,serial killer psicopatici,razzismo,bullismo,tortura fisica e psicologica sono alcuni degli ingredienti di questa pellicola che sostanzialmente non si fa mancare nulla del repertorio del genere,il tutto ancora più creepy se si pensa alla giovane età del protagonista (12 anni)che vede la sua vita trasformarsi in un vero horror,un film dal sapore insano che probabilmente non risulterà adatto a chi frequenta gli horror senza assiduità, può addirittura considerarsi disturbante in certe scene tanto da essere stato vietato in Australia e censurato negli UK .

Il tutto in una strana ambientazione retrò dove gli horror si gustano ancora in VHS,Proprio uno di questi filmati rappresenta lo spezzone maggiormente disturbante dell’intera visione,un film dentro al film che probabilmente verrà sviluppato come progetto stand alone ( vi parlerò del progetto in un futuro articolo ) .

Il cast si riduce a pochi personaggi ma dalle solide recitazioni ,Gavin Brown è il protagonista Marty,fulcro di tutta la storia mentre Ethan Philbeck è steve ,il fratello maggiore, entrambi sono alla prima apparizione sugli schermi ma non si direbbe per nulla .

Se siete amanti dello splatter e dei film disturbati,welcome on board,altrimenti potete benissimo salvarvi girando a largo.

Stay Tuned


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