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Raw ( 2016 )

Raw

La prima volta che ho sentito parlare di questo Raw è stata quando mezzo mondo dei social ha iniziato a scrivere che durante la visione del film alcuni spettatori si erano sentiti male, sicuramente un biglietto da visita non male per un film Horror, ancora di più se alla regia c’è una debuttante e per di più donna ( nessun maschilismo sia chiaro ) come Julia Ducournau, un film dove una ragazza prodigio vegetariana si iscrive a veterinaria si scopre cannibale, mettete insieme le informazioni di queste poche righe e saprete perchè questo titolo si è infilato prepotentemente nella mia Watchlist.

Lo scopo principale era capire cosa diavolo potesse aver tirato fuori la regista di così devastante da fare danni fra gli spettatori, la realtà è che in cuor mio avevo già la risposta: nulla semplicemente gli spettatori non erano abituati a certe scene e si sono trovati suggestionati.

Perchè Raw non è un film snuff, nemmeno un film violento o pieno di gore anzi risulta un titolo dalla fotografia elegante ( ricordo che è passato per Cannes ) , con una trama delineata sebbene forzata in molti punti oltre che abbastanza prevedibile come di prassi nel cinema horror e ben girato al punto che a fine visione la sensazione di schifo che mi sarei aspettato di provare si era trasformata in stupore per quello che la Ducournau è riuscita a portare sullo schermo.

Garance Marillier e Ella Rumpf interpretano benissimo i loro ruoli pur non avendo molta esperienza cinematografica alle spalle, ma sono volti giusti al posto giusto e questo basta per aumentare la credibilità della situazione.

Raw supera a pieni voti il mio esame, oltre la sufficienza nella speranza che Julia continui a girare film di questo tipo senza vendersi, visione da evitare in orario pasti e nei casi di spettatore suggestionabile.

Stay Tuned

PS: una chicca dalla soundtrack

Puzzle ( 2014 )

Puzzle

Una studentessa di nome Azusa tenta il suicidio buttandosi dal tetto della scuola, ma sopravvive. Un mese dopo la scuola viene assaltata da un gruppo di persone che indossano delle strane maschere e una professoressa incinta viene fatta prigioniera mentre il preside, insieme ad alcuni studenti, vengono rapiti. Azusa capisce che dei pezzi di puzzle sono collegati alla misteriosa ondata di violenza e cercherà di far luce sulla bizzarra vicenda.

Dal Giappone arriva Pazuru, da noi tradotto come Puzzle, un Thriller horror diretto da Eisuke Naitô che sembra uno strano mix fra Saw e As the Gods Will di Takeshi Mike, praticamente un Rape & Revenge con tanta violenza, buone scene grottesche e venatura comiche ( ovviamente di discutibile natura).

Ovviamente Puzzle non è un titolo per tutti però nonostante ciò riesce a mettere in mostra una trama originale insieme ad un comparto fotografico e recitativo discreto, tutti piacevoli surplus che fanno piacere agli amanti del genere.

Ogni tanto la sceneggiatura sembra subire qualche strattone per portarci dove vuole arrivare, ma è un dettagli su cui scivolare sopra spinti dalle secchiate di sangue finto e curiosità verso le trappole mortali che verranno via via mostrate .

Un ottimo esempio di come il budget limitato non sia un limite invalicabile se le idee e la bravura sono a favore, un film abbastanza sconosciuto sicuramente da aggiungere alla vostra watchlist.

Stay Tuned

 

 

Last Girl Standing ( 2015 )

 

last girl standing

5 anni dopo essere sopravvissuta alla morte dei suoi amici per mano di un serial killer, Camryn, la final girl tenta di rifarsi una vita, ma proprio mentre la ruota del destino sembra aver iniziato a ricompensarla il passato bussa alla sua porta.

Last girl standing è il tipico film dove lo spettatore parte con l’illusione di qualcosa di più, scritto e diretto da Benjamin R. Moody e stato venduto al pubblico come parte slasher parti analisi del personaggio, una sorta di cosa succede quando il sipario cala sulle final girl, ma dopo poco l’illusione svanisce e ci si ritrova a vedere un horror indie.

Il trick che Benjamin cerca di sfruttare è semplice ( sarebbe troppo spoiler scriverlo ) e una volta colto allo spettatore non rimane che capire dove il tutto vuole portarci anche se a conti fatti ci porterà nell’unico posto possibile,a livelli di splatterume siamo nella decenza e l’analisi iniziale del personaggio post trauma funziona, ma non abbastanza da salvare tutto.

Il cast è a livello con un film indie senza grandi nomi, Akasha Villalobos , Danielle Evon Ploeger,Brian Villalobos e JD Carrera, la recitazione non è malissimo.

Last girl standing non raggiunge la sufficienza, è un film guardabile in mancanza di meglio, ma nulla di quello che mi aspettavo,peccato le premesse erano buone.

Stay Tuned

 

 

Luna de miel ( 2015 )

Jorge, un eccentrico medico molto solitario rapisce Isabel, una giovane vicina, apparentemente per farla diventare la sua donna trattenendola al suo fianco contro la sua volontà, ma non tutto è come sembra.

Poche righe bastano per condensare la trama scritta da Marco Tarditi Ortega per Luna de miel ( conosciuto anche come Honey Moon ), un thriller\horror tendente al torture porn che viene dal Messico e che vede alla regia Diego Cohen ( Perdidos ), non siamo ai livelli del cinema underground più putrido però questo titolo non è per tutti ( vedi il connazionale Atroz )  .

Diego dirige con uno stile ” pulito ” e senza troppi orpelli stilistici un film che getta a schermo un’abbondante dose di violenza estrema, tralasciando il matrimonio meno democratico di sempre Luna de miel mostra con effetti speciali nella norma una discreta quantità di punizioni\torture alcune anche originali come quella per azzerare la salivazione tutte in situazioni lontane dalle trappole mortali alla Saw

Il film regge i circa 90 min di visione anche grazie al suo protagonista, ben disegnato e approfondito quel minimo che serve per toglierlo dalla bidimensionalità e lasciarlo comunque misterioso, buona la scelta per il ruolo di Hector Kotsifakis mentre la giovane rapita è la debuttante Paulina Ahmed; era facile cadere nella banalità mostrando la sola violenza ripetuta a schermo ma Ortega e Cohen hanno schivato il proiettile mettendo un pochino di sostanza in più nella loro sceneggiatura, ben fatto.

Luna de miel non raggiunge pienamente la sufficienza,la visione è consigliata solo se siete coscienti di ciò che vedrete, io vi ho avvisato.

Stay Tuned.

 

Capture Kill Release ( 2016 )

Capture Kill Release

Capture Kill Release è un thriller horror diretto dal duo Nick McAnulty – Brian Allan Stewart, la storia di una coppia di fidanzati decide di girare un documentario mentre organizzano ed eseguono un omicidio.

La videocronaca delle crude e spietate prodezze di due aspiranti serial killers in erba intenti a documentare minuziosamente il reperimento del materiale necessario a compiere i propri terribili misfatti, mossi in realtà da nessuna motivazione specifica che non sia la semplice frenetica curiosità per l’atto estremo dell’omicidio, una copia di sadici Bonnie e Clyde  con un rapporto dominante (lei ) \sottomesso (lui )  all’interno di un found footage che ha come caratteristica fondamentale una trama semplice e diretta, con pochissimi fronzoli.

Girato con la stessa eleganza estetica degli snuff movie, Capture Kill Release per lo spettatore può risultare troppo lungo, ma si vede del buono nell’opera dei due giovani registi\sceneggiatori, discrete capacità attoriali anche per i 2 protagonisti interpretati da Jennifer Fraser e Jon Gates.

Siamo vicini alla sufficienza, probabilmente non è un film adatto a tutti gli spettatori, ma se siete in cerca di qualcosa d’interessante e non troppo esautorato Capture Kill Release può fare per voi.

Stay Tuned

Fear, Inc. ( 2016 )

Fear, Inc. è il tipico horror da mettere in lista sotto Halloween, la storia di un gruppetto di amici capeggiati da un amante dell’orrore cinematografico che assoldano una compagnia Fear, Inc. per organizzare loro una spaventosissima festa a tema, senza sapere nelle mani di chi sono finiti; alla regia troviamo l’esordiente Vincent Masciale ( Già regista di un corto con lo stesso nome ) e la sceneggiatura è dell’altrettanto novizio Luke Barnett.

Proprio la sceneggiatura porta qualche punto extra a questo titolo infatti è scritta in modo semplice, ma presenta un alto numero di twist narrativi del tutto coerenti alla trama portando lo spettatore nella paranoica spirale del dubbio insieme ai protagonisti, senza mai poter essere al 100% sicuri di cosa cavolo stia succedendo in quella casa, un limbo fra verità e finzione dove i classici horror vengono citati in continuazione, se odiate le citazioni ed i rimandi beh evitate Fear, Inc.

Nel cast troviamo : Lucas Neff (  Slash ) , Caitlin Stasey ( Reign ),  Chris Marquette  ( Fanboys ), Stephanie Drake ( MadMan ) e Abigail Breslin ( Zombieland ), prestazioni nella norma e volti ben scelti per i ruoli assegnati loro dalla direzione.

Un horror leggero e “Divertente”, ma non per questo stupido, Vincent ha giocato a fare il David Fincher con risultati discreti per un novellino Fear, Inc abbondantemente sufficiente per una serata fra amici, meglio ancora se amanti dell’orrore.

 

 

The Loved Ones ( 2009 )

the loved ones

All’avvicinarsi del ballo della scuola, la timida e impacciata Lola si vede rifiutata da Brent, la reazione di Lola e della sua famiglia però sarà ben diversa dalla normalità.

Alla regia e alla sceneggiatura di The loved Ones troviamo Sean Byrne ( The Devil’s Candy ), un debuttante della macchina da presa alle prese con un titolo horror made in Australia che si muove in equilibrio fra il genere adolescenziale ( alla “Dawson’s Creek” ) e il torture porn con estrema efficacia.

Una trama sulla carta sicuramente banale e a tratti leggermente forzata, ma che riesce a essere sempre fluida e gradevole che ha il pregio di chiudersi su se stessa come un cerchio perfetto,  visto il genere di appartenenza specificato in precedenza siamo in presenza di un alto quantitativo di scene splatter \ mediamente disturbanti per uno spettatore poco abituato, l’insieme però è lontano dagli standard del cinema Underground ( A.k.a potete guardarlo senza stare male ) .

The loved Ones funziona grazie ai suoi personaggi fatti di buona recitazione e volti giusti al posto giusto a partire da Robin McLeavy ( Heel on wheels ) passando per Xavier Samuel ( Fury ) e john Brumpton (Deep Water )

Sicuramente non è un capolavoro irrinunciabile, ma supera brillantemente la prova prendendosi la sufficienza e qualcosina in più, secondo me Byrne può diventare un nome da segnarsi per il futuro.

Stay Tuned

 

Night of something strange ( 2016 )

Un gruppo di ragazzi in gita verso il mare incrociano la via con una strana infezione trasmessa sessualmente,che trasformale persone in strane creature mostruose e violente.

Jonathan Straiton debutta alla regia con Night of something strange, un tipico horror indie e splatterone che tanto ricorda opere come bad biology, dove troviamo piacere perverso, smembramenti e tanto umorismo volgare, diciamo che tenta più volte di provocare il disgusto nello spettatore medio e mette in chiaro fin dai primi minuti quello che vedremo partendo alla grande con la necrofilia e passando rapidamente a stupri,violenza varia e vomito melmoso.

Gli effetti speciali sono volutamente low tech, con sangue che scorre fintissimo a fiumi citando opere come La Casa, se lo spettatore è in grado di sopportare tutto quello che Straiton getterà sullo schermo la visione di Night of something strange potrebbe addirittura risultare divertente nella sua follia, interessante il mezzo twist narrativo presente sul finire dello spettacolo, con un intera situazione anomala e interessante,messa in piedi e volutamente troncata prima di avere un effettivo e totale sbocco.

Nei film di questo genere il valore reale degli attori in gioco spesso è relativo mentre conta molto di più quanto essi siano credibili nei ruoli assegnati,in questo caso i personaggi sono i tipici cliche da horror teen e il cast messo insieme dal regista convince ovvero Trey Harrison ,Rebecca C. Kasek ( She Kills ), ayne W. Johnson ( Empire State of the dead ), Nicola Fiore  e Toni Ann Gambal, convince abbastanza.

Night of something strange si avvicina alla sufficienza,dimostra che anche non essendo al 100% un idea originale un film può risultare godibile,consigliato agli amanti del genere splatter armati di birra fredda.

Stay Tuned

 

 

 

The Devil’s Candy ( 2015 )

The Devil’s Candy è un film che di sicuro vi farà dubitare delle offerte immobiliari che sembrano troppo incredibili per essere vere, parla infatti di una famigliola americana fatta da padre artista, mamma donna normale e figlia ribelle metallara che si trasferisce in una nuova casa dove anni prima sono morte delle persone ed ovviamente il trasferimento porta con se qualche piccolo cambiamento non voluto.

Visto il legame con il metallo ed i metallica entriamo nel mood con una canzone su misura:

Alla regia ed alla sceneggiatura di questo horror troviamo Sean Byrne  alla sua seconda esperienza dopo il riuscito esordio con The loved one, che qui mette in piedi un mix fra slasher e film di possessioni che trova il giusto mood sulle corde del metallo e suona alla grande, anzi gira alla grande perchè se di base più o meno tutto quello che si vede in The devil’s candy è già stato visto, la regia moderna e un po’ frenetica alla Blum da un taglio tutto nuovo e la scena dell’omicidio inframezzato da attacchi d’arte alla Giovanni Muciaccia  è da prendere come esempio e riciclare con piacere in altre opere, forse si perde un pochino sul finale però nulla che rovini la visione di questo film.

Pochi volti nel cast, ma scelti con cura e si vede visto che il risultato sono 80 min ben recitati, troviamo Ethan Embry ( Cheap Thrills ), Shiri Appleby ( unREAL ), Kiara Glasco ( Bitten ) e soprattutto un bravissimo Pruitt Taylor Vince ( Natural Born Killers ).

The Devil’s Candy è oltre la soglia della sufficienza, non un capolavoro irrinunciabile però sicuramente un bel modo per passare la serata horror, da evitare se state cercando casa.

Stay Tuned.

 

 

La cura dal benessere ( 2016 )

La cura dal benessere

Il giovane e ambizioso Lockhart, un broker di Wall Street, viene mandato dalla sua società in una località delle Alpi svizzere per riportare a New York l’amministratore delegato della sua azienda,il quale si è ritirato in un posto dove esiste una misteriosa ” Cura “.

Alla regia di La cura dal benessere troviamo Gore Verbinski, uno che ha iniziato con Un topolino sotto sfratto,si è preso la batosta con il remake USA di The Ring, si è sacrificato all’altare di Depp con I pirati dei Caraibi fino alla seconda botta di Lone Ranger e poi ha firmato un rialzo con Rango, più che un regista un altalena insomma, sempre brillante però sempre imperfetto ed in qualche modo riesce a dimostrare tutto ciò anche in questo Thriller horror.

cheeeeeeseee

Tralasciando quanto uno spettatore possa vedere di Shutter Island in questa pellicola ( Con annessa la battuta : ha chiamato Scorzese rivuole indietro la sua sceneggiatura ) , ci troviamo davanti ad una pellicola dalla durata importante di 146 minuti,che riesce a mantenere discretamente alta la tensione senza usare mezzi come jumpscare e porte scricchiolanti,piazza nel mezzo del film qualche scena a basso livello di disagio per lo spettatore ( quella del cervo \ quella del dentista ) niente di molto spatter però mette in mostra un certo realismo che può colpire punti deboli, ma la vera punta di diamante è la fotografia che regala panorami meravigliosi e ottime immagini anche degli interni, tutto con un atmosfera molto gotica, prima ho citato Scorzese però in fila troviamo anche gente come Argento, Kubrick, Fuller, Whale e non ultimo Guillermo Del Toro con il suo Crimson Peak .

Un punto negativo ? le scene insistono spesso su alcuni particolari, troppo spesso, aiutando lo spettatore a capire l’importanza del perchè prima che la sceneggiatura lo faccia apertamente e quindi rovinando l’effetto sorpresa totale.

Buono il livello recitativo, nel cast troviamo Dane DeHaan ( Chronicle ), Jason Isaacs ( Il Patriota ) e  Mia Goth ( The Survivalist ), volti e personaggi ottimamente abbinati,i dialoghi non sono totalmente centrati però ci si passa sopra.

La cura dal benessere è un horror abbastanza classico ( quasi in stile anni 70 ) , nulla di molto spaventoso, raggiunge la sufficienza senza problemi, ma con qualche accorgimento Gore avrebbe potuto ad aspirare a più alte posizioni confermandosi quindi un regista medio.

Stay Tuned.

 


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