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Last Girl Standing ( 2015 )

 

last girl standing

5 anni dopo essere sopravvissuta alla morte dei suoi amici per mano di un serial killer, Camryn, la final girl tenta di rifarsi una vita, ma proprio mentre la ruota del destino sembra aver iniziato a ricompensarla il passato bussa alla sua porta.

Last girl standing è il tipico film dove lo spettatore parte con l’illusione di qualcosa di più, scritto e diretto da Benjamin R. Moody e stato venduto al pubblico come parte slasher parti analisi del personaggio, una sorta di cosa succede quando il sipario cala sulle final girl, ma dopo poco l’illusione svanisce e ci si ritrova a vedere un horror indie.

Il trick che Benjamin cerca di sfruttare è semplice ( sarebbe troppo spoiler scriverlo ) e una volta colto allo spettatore non rimane che capire dove il tutto vuole portarci anche se a conti fatti ci porterà nell’unico posto possibile,a livelli di splatterume siamo nella decenza e l’analisi iniziale del personaggio post trauma funziona, ma non abbastanza da salvare tutto.

Il cast è a livello con un film indie senza grandi nomi, Akasha Villalobos , Danielle Evon Ploeger,Brian Villalobos e JD Carrera, la recitazione non è malissimo.

Last girl standing non raggiunge la sufficienza, è un film guardabile in mancanza di meglio, ma nulla di quello che mi aspettavo,peccato le premesse erano buone.

Stay Tuned

 

 

Capture Kill Release ( 2016 )

Capture Kill Release

Capture Kill Release è un thriller horror diretto dal duo Nick McAnulty – Brian Allan Stewart, la storia di una coppia di fidanzati decide di girare un documentario mentre organizzano ed eseguono un omicidio.

La videocronaca delle crude e spietate prodezze di due aspiranti serial killers in erba intenti a documentare minuziosamente il reperimento del materiale necessario a compiere i propri terribili misfatti, mossi in realtà da nessuna motivazione specifica che non sia la semplice frenetica curiosità per l’atto estremo dell’omicidio, una copia di sadici Bonnie e Clyde  con un rapporto dominante (lei ) \sottomesso (lui )  all’interno di un found footage che ha come caratteristica fondamentale una trama semplice e diretta, con pochissimi fronzoli.

Girato con la stessa eleganza estetica degli snuff movie, Capture Kill Release per lo spettatore può risultare troppo lungo, ma si vede del buono nell’opera dei due giovani registi\sceneggiatori, discrete capacità attoriali anche per i 2 protagonisti interpretati da Jennifer Fraser e Jon Gates.

Siamo vicini alla sufficienza, probabilmente non è un film adatto a tutti gli spettatori, ma se siete in cerca di qualcosa d’interessante e non troppo esautorato Capture Kill Release può fare per voi.

Stay Tuned

Night of something strange ( 2016 )

Un gruppo di ragazzi in gita verso il mare incrociano la via con una strana infezione trasmessa sessualmente,che trasformale persone in strane creature mostruose e violente.

Jonathan Straiton debutta alla regia con Night of something strange, un tipico horror indie e splatterone che tanto ricorda opere come bad biology, dove troviamo piacere perverso, smembramenti e tanto umorismo volgare, diciamo che tenta più volte di provocare il disgusto nello spettatore medio e mette in chiaro fin dai primi minuti quello che vedremo partendo alla grande con la necrofilia e passando rapidamente a stupri,violenza varia e vomito melmoso.

Gli effetti speciali sono volutamente low tech, con sangue che scorre fintissimo a fiumi citando opere come La Casa, se lo spettatore è in grado di sopportare tutto quello che Straiton getterà sullo schermo la visione di Night of something strange potrebbe addirittura risultare divertente nella sua follia, interessante il mezzo twist narrativo presente sul finire dello spettacolo, con un intera situazione anomala e interessante,messa in piedi e volutamente troncata prima di avere un effettivo e totale sbocco.

Nei film di questo genere il valore reale degli attori in gioco spesso è relativo mentre conta molto di più quanto essi siano credibili nei ruoli assegnati,in questo caso i personaggi sono i tipici cliche da horror teen e il cast messo insieme dal regista convince ovvero Trey Harrison ,Rebecca C. Kasek ( She Kills ), ayne W. Johnson ( Empire State of the dead ), Nicola Fiore  e Toni Ann Gambal, convince abbastanza.

Night of something strange si avvicina alla sufficienza,dimostra che anche non essendo al 100% un idea originale un film può risultare godibile,consigliato agli amanti del genere splatter armati di birra fredda.

Stay Tuned

 

 

 

Siren ( 2016 )

Avete presente la sirenetta Disney ?? ecco Siren non centra assolutamente nulla con la principessa dei cartoni, ma che esce dritto dritto dalla fucina delle idee della crew di W\H\S segno che i corti delle antologie posso diventare qualcosa di più, alla regia però non troviamo colui che ha creato l’idea originale bensì Gregg Bishop, anche lui nel gruppone V\h\S dopo un segmento nel capitolo Viral ( Dante the Great ) .

Per darvi un idea di cosa è Siren posso farvi pensare al Titty Twister di Dal tramonto all’alba, solo che abitato da gente ancora più strana, amanti del fetish e demoni; Gregg ed i suoi amici ci portano una ventata di immagini nuove,una donna con sanguisughe al posto dei capelli in grado di mangiare i ricordi dal nostro collo e farceli rivivere se mangiamo l’animaletto,ma soprattutto abbiamo lei Hannah Fierman, che era il punto fermo del corto originale e che in questi 80 min mette al servizio della trama i suoi strani lineamenti che la fanno passare allo stesso tempo da bambina innocente a ninfomane pronta a violentarti in 5 sec, un demone che per design tanto ricorda la creatura body horror di Natali in Splice senza però il simpatico dettaglio della testa fallica che tanti sfottò a portato al buon canadese.

Un po’ black commedy, un po’ splatter . un po’ body horror, questo film usa al 100% tutto ciò che ha a sua disposizione e probabilmente facendo la conta non è che fosse poi tantissimo,ma viene fatto rendere un sacco bene,sicuramente consigliato per chi cerca qualcosa di diverso,merita un occhiata e siamo a livello di sufficienza, personalmente ha perso qualche punticino per il finale indigesto,ma per pura questione di gusto.

Stay Tuned.

 

Death Tube ( 2010 )

Che bello il mondo cinematografico asiatico, nonostante tutto riesce sempre a trovare qualcosa per sorprendermi, nel bene o nel male sia ovvio però ci riesce anche con questo Death Tube, in patria Satsujin Douga Site, thriller horror Indie diretto da Yôhei Fukuda.

Death Tube è un misterioso sito che sembrerebbe trasmettere immagini di giochi mortali in diretta, dopo averlo visionato online Inouye, il nostro protagonista si risveglierà all’interno di una stanza del gioco e dovrà affrontare e vincere delle prove imposte dal simpatico Ponkichi, un grottesco Winnie the Pooh sadico.

Una trama vista in mille altri titoli, escludendo la simpatica mascotte non c’è praticamente nulla di innovativo nello svolgimento della sceneggiatura e a minare ulteriormente la struttura del film troviamo l’abnorme durata di quasi 2 ore dove i dialoghi e le scene morte superano di gran lunga le scene gore le quali veramente a sorpresa sono molto limitate e spesso avvengono fuori scena, un titolo di questo tipo dovrebbe prendere una scala verticale di tensione, ma qui anziché salire il ritmo scende fino a perdersi in un finale bruttino che tiene le porte al seguito ( uscito lo stesso anno ) .

Le prove sono varie , si parte con un risolvi un cubo di rubik in tot tempo fino alla votazione per decidere chi deve morire, l’inizialmente interessante metodo legato al messaggio del giorno come metodo per evitare morti nelle prove si scontra irrimediabilmente con il genere d’appartenenza e la mancanza di senso di alcune spiegazioni,finendo ovviamente nella competizione mortale.

Recitazione di basso livello per un film girato evidentemente con pochissimi spiccioli, l’orso simpaticone non basta a tenere a galla Death tube che naufraga assestandosi sotto la soglia del 5 .

Stay Tuned.

 

 

Advantageous (2015)

In un prossimo futuro nel quale l’opulenza e lo sviluppo tecnologico appaiono soltanto come facciate per mascherare una società dominata da una profonda disuguaglianza portata ormai all’estremo, Gwen porta avanti il suo lavoro di anchor-woman per una nota compagnia farmaceutica, fino a quando, non ancora trentacinquenne viene considerata ormai troppo vecchia per continuare a ricoprire il ruolo di testimonial. Rimasta senza lavoro da un giorno all’altro, nel mezzo di una società iper-maschilista nella quale si preferisce incoraggiare le donne a rimanere a casa per lasciare agli uomini le migliori occupazioni rimaste, Gwen decide di assecondare le strane richieste dei suoi ex datori di lavoro e di sottoporsi ad un’innovativa procedura sperimentale in grado di ridarle il posto di lavoro e garantire per sua figlia una possibilità per il futuro.

Parlare di Advantageous  non è semplice , è un dramma sci-fi di quelli che utilizzano il genere fantascientifico come mezzo di trasporto per le emozioni, alla regia di questo film girl oriented troviamo Jennifer Phang ( Half Life ) che insieme alla protagonista Jacqueline Kim ( Star Trek: Generations ) ne ha anche curato la sceneggiatura, ovviamente siamo nell’ambito del cinema Indipendente a basso budget .

Il tema del trasferimento di coscienza è un cliché  sempreverde del panorama cinematografico , non siamo nel regno dell’originalità e nonostante il pedale delle emozioni sia premuto con maggior vigore rispetto ad un assente clima action gli spettatori più smaliziati capiranno fin da subito la via che Jennifer intraprenderà, smontando di fatto il castelletto sul quale si basa una grande porzione di trama .

La trama risulta minimalista nel suo background , ci mostra attentati e situazioni che poi si rifiuta d’espandere, tiene il focus sulla sua protagonista e la sua storia senza perdere tempo per dirci altro limitandosi a mostrarcelo e lasciarci lavorare di fantasia,in generale è un titolo lontano dai miei soliti percorsi sicuramente dal grande impatto emotivo , ma che personalmente non incontra i miei gusti , troppo verboso e statico  .

Oltre all’attrice \ sceneggiatrice ed in parte pure produttrice Jacqueline  troviamo James Urbaniak ( La follia di Henry ) , Freya Adams ( Damages ) e stranamente in una piccola parte drammatica troviamo Ken Jeong (Mr. Chow di Una Notte da Leoni) .

Esempio di struttura futuristica ...storia vera
Esempio di struttura futuristica …storia vera

Advantageous è sicuramente un progetto ambizioso, il tocco femminile si sente cosi come  il budget risicato e forse un pochino sprecato in mega schermi e città futuristiche, un film adatto agli amanti della fantascienza riflessiva e lenta.

Stay Tuned

Antibirth ( 2016 )

Inizio subito con un accompagnamento adatto per calarvi nello spirito del film  :

In un sobborgo del Michigan infestato da ex marines spacciatori, prostitute e strani predicatori , Lou una party addicted dedita ad alcool e droghe si risveglia dopo un party in preda a strani sintomi,la sua amica Sadie crede che sia incinta nonostante lei dichiari di non aver avuto relazioni con nessuno da lungo tempo, da questo momento la situazione diventerà sempre più strana ed oscura

Antibirth è il film di debutto alla regia e sceneggiatura per Danny Perez il quale si è divertito a creare un mondo molto creepy di stampo anni 80 dove ambientare un body horror, non è un paragone a livello di qualità , ma per rendere l’idea è Cronemberg  e Brian Yuzna che prendono in mano la scenografia del grande Lebowsky per farne una loro versione .

provino per E.R ??
provino per E.R ??

Una pellicola originale senza alcun dubbio, il degrado, sia quello urbano, sia quello fisico che riguarda Lou invade lo schermo per tutti i circa 90 min di proiezione, in questo clima hanno la loro parte anche strane trasmissioni TV di sottofondo, personaggi inquietanti e teorie cospirative, una miscela degna delle migliori droghe psichedeliche e che sicuramente rende Antibirth un film adatto solo allo spettatore amante dei body horror o abituato al cinema fuori dai generi ordinari .

Un bellissimo viaggio a livello visuale (  stile Refn in trip ) con una colonna sonora ben scelta e orchestrata, nel cast troviamo :  Natasha Lyonne ( Orange is the new Black ) ,Chloë Sevigny ( American Horror Story ) ,  Mark Webber ( Green Room ) , Meg Tilly (Psyco 2) , livello in linea con il budget non altissimo e facce giuste al posto giusto .

In realtà tutto questo insieme è tanto strano quanto poco concludente, Danny è alle prime armi e  la trama poco matura prende la sua piega nel finale risolve ( se così si può dire ) i dubbi , chiude il cerchio e saluta tutti in maniera fredda e frettolosa , lasciando all’osservatore il compito di capire cosa diamine ha appena visto ,questo ovviamente rovina parzialmente l’opinione che ho avuto di questo titolo, portandolo sotto il 6 , sicuramente da mettere in lista se vi piacciono le stranezze.

Stay Tuned

 

One Million K(l)icks (2015)

Mike ,un combattente dal cuore d’oro ma facilmente irritabile , per guadagnare qualche soldo e fama si ritroverà invischiato in una serie di combattimenti di arti marziali underground ripresi e pubblicati in streaming nel web per la gioia dei suoi promoter senza scrupoli.

One Million K(l)icks è un film action low budget proveniente dalla terra del crauto ,diretto dalla coppia formata dai debuttanti . Oliver Juhrs e Alex Padrutt entrambi con un passato da stunt alle spalle, il che si riflette sulla natura stessa del progetto ,un insieme di riprese d’azione unite da una storyline semplice per congiungere e dare un senso al tutto.

è chiaro a chi si ispira ???

Sulla trama quindi poco da dire, semplicità estrema , la trita storia di un combattente bravo ma acerbo  e sulla cattiva strada che dopo un brutto evento capisce come tornare sulla retta via scoprendo amici e felicità ; praticamente la redenzione di un cerca guai , visto che nonsotante tutte le trame parlino di una specie di torneo di arti marziali underground One Million K(l)icks in realtà non è niente più che Mike e i 2 cameraman che cercano persone esperte di arti marziali e le fanno incazzare fino a che non vanno a botte.

ora è più chiaro a chi si ispira ??

Le “risse” sono quindi il cuore principale di questi 98 minuti,affidate ad un gruppo di professionisti del settore con tanta esperienza, basti pensare che il protagonista Mike Moller ha lavorato con gente tipo Donnie Yen e Steven Seagal e su film come Eragon (2006), Speed Racer (2008), Resident Evil,The Three Musketeers (2011) e The Monuments Men (2014); questo per lo spettatore vorrà dire ottime scene dedicate alle arti marziali, però c’è un però , le scene a parere mio risultano fin troppo eseguite da professionisti ed hanno un sapore di video introduttivo alle mazzate su YouTube ma con il retrogusto di videotape anni 80 per via delle inquadrature ( e di alcuni momenti tanto Van Damme) .

Il finale prepara il terreno per un eventuale Sequel che dovrebbe uscire nei prossimi anni , il voto per questo film è un 5 1\2 poteva finire molto molto peggio invece si dimostra guardabile anche se non eccelso.

sulla bravura del protagonista nulla da dire

Stay Tuned

Midnight Special (2016)

Tralasciando per un secondo la vera e propria trama del film e la ovvia e NECESSARIA citazione musicale ( e non solo ) ,questo film parla di un regista Jeff Nichols che gira 3 film che piacciono tanto nei festival un po indie e che riceve una chiamata ed una valigetta da  $18.000.000 per giocare in major league con il benestare dei fratelli Warner, non è certamente il primo e nemmeno l’ultimo,molti prima di lui però pur di prendersi quella valigia hanno modificato il loro stile,- indie + commerciale.

Cosa vedono i tuoi occhi da critico indie???

Jeff non è come loro,lui ha preso i dollari e li tramutati in Midnight Special , un Sci-fi che sta nel mezzo dei 2 mondi , con un papà ed un figlio in fuga da una setta religiosa e dalla polizia perchè il bambino ha dei poteri che tutti vogliono.

vedi…li è dove sono seppelliti quelli che hanno provato a non piegarsi alle Major dopo i finanziamenti

Veniamo gettati in mezzo agli eventi a noi sconosciuti e da ignoranti apprendiamo poco a poco quello che abbiamo bisogno,probabilmente nemmeno tutto,potremmo perderci qualche dettaglio o sfumatura ma l’importante è continuare il viaggio,il regista ha detto che per lui questo film è la metafora del diventare padre e alla fine potrebbe pure essere vero.

Questo in realtà è un frame del momento in cui hanno annunciato la sua comparsa in SW 7

La sceneggiatura si prende il suo tempo per mostrarci tutto,proprio come piace ai critici indipendenti e giunti alla fine della visione sono convinto che sia un opera ben riuscita anche se non perfetta con alcuni personaggi presi e tirati un pochino per i capelli ed alcune forzature per saltare piccoli forellini narrativi sparsi un in giro , ma nulla in grado di farci uscire fuori di testa.Ci sono citazioni più o meno velate ovunque,le più evidenti sono le atmosfere che ricordano titoli come Starman,incontri ravvicinati del terzo tipo,ET, ci sono metafore per tutti; per quello che riguarda i comparti azione ed effetti speciali siamo più che sufficienti.

Il cast è formato da pochi nomi, a partire dal trio con cui iniziamo il viaggio ovvero il Papà Michael Shannon ( Man of Steel ), il piccolo Alton \Jaeden Lieberher e Lucas ovvero l’amico del padre unitosi al party perchè servivano armi e munizioni interpretato da Joel Edgerton  (The gift ) dopo di loro faremo conoscenza della mamma di Alton ovvero Kirsten Dunst ( Melanchonia ) e dello specialista del FBI Adam Driver (Star Wars: Episode VII) sicuramente un bel cast con cui lavorare ed infatti i risultati si vedono .

Non è un film perfetto( siamo oltre i confini del 6 ) , ma se vi sono sempre piaciuti i film Sci fi classici ed un pochino fantasy con protagonisti i bambini,aggiungere questo all’elenco è quasi scontato,Ben fatto Jeff.

Stay Tuned

Wolfcop (2014)

Quando una serie di strani e violenti eventi inizia ad accadere in una piccola cittadina ,Lou un poliziotto noto per la sua passione per gli alcolici si accorge di essere stato trasformato in un lupo mannaro e di essere vittima di un piano molto più amplio.

Wolfcop è uno strano Commedy Horror  low budget proveniente dal canada , opera del cineasta Lowell Dean, uno che evidentemente ama lo stile retrò che i licantropi mostravano nei film anni 80 ed i body horror , per aiutarvi immaginate l’uomo lupo di Voglia di vincere che si trasforma girato da David Cronenberg,senza però perdere uno stile leggero, abbastanza inusuale come risultato vero?

L’idea di vedere un licantropo agire letteralmente come poliziotto , con tanto di ciambelle al seguito è assurda,ma nel film è gestita in maniera tale da essere valida ed apprezzabile quasi fosse una pellicola che seriamente è stata girata anni fa e rinchiusa in qualche cantina fino ad ora , Lowell gioca con i generi ci mostra splatter e gore ma poi anche scene di sesso con licantropi e demoni che cambiano aspetto , tutto condensato in 80 minuti di trip.

Un cast formato da pochi nomi Leo Fafard è il protagonista Lou Garou/The WolfCop , Amy Matysio(Android Apocalypse) è la sua partner Tina ,Corinne Conley  è il sindaco della città , Jesse Moss ( Final Destination 3 ) il capo di una gang cittadina ,nomi poco noti e con una recitazione nello standard del genere Indie,abbastanza per non influire sul voto totale della pellicola

Solo per veri amanti del genere B movie,quelli che apprezzano e sanno distinguere un film volutamente di serie B da uno che aveva altre mire ma risulta brutto,Wolfcop è un ottimo esempio della prima categoria,mai totalmente serio ma senza gettarsi nel delirante,un equilibrio che vale ben oltre la sufficienza per i miei standard ed una meritatissima concessione per un sequel in via di sviluppo, go Wolfcop.

 

Stay Tuned.

 

 


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