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Puzzle ( 2014 )

Puzzle

Una studentessa di nome Azusa tenta il suicidio buttandosi dal tetto della scuola, ma sopravvive. Un mese dopo la scuola viene assaltata da un gruppo di persone che indossano delle strane maschere e una professoressa incinta viene fatta prigioniera mentre il preside, insieme ad alcuni studenti, vengono rapiti. Azusa capisce che dei pezzi di puzzle sono collegati alla misteriosa ondata di violenza e cercherà di far luce sulla bizzarra vicenda.

Dal Giappone arriva Pazuru, da noi tradotto come Puzzle, un Thriller horror diretto da Eisuke Naitô che sembra uno strano mix fra Saw e As the Gods Will di Takeshi Mike, praticamente un Rape & Revenge con tanta violenza, buone scene grottesche e venatura comiche ( ovviamente di discutibile natura).

Ovviamente Puzzle non è un titolo per tutti però nonostante ciò riesce a mettere in mostra una trama originale insieme ad un comparto fotografico e recitativo discreto, tutti piacevoli surplus che fanno piacere agli amanti del genere.

Ogni tanto la sceneggiatura sembra subire qualche strattone per portarci dove vuole arrivare, ma è un dettagli su cui scivolare sopra spinti dalle secchiate di sangue finto e curiosità verso le trappole mortali che verranno via via mostrate .

Un ottimo esempio di come il budget limitato non sia un limite invalicabile se le idee e la bravura sono a favore, un film abbastanza sconosciuto sicuramente da aggiungere alla vostra watchlist.

Stay Tuned

 

 

Love and Peace ( 2015 )

Bullizzato e sminuito dai colleghi, Ryoichi Suzuki trova conforto dall’inusuale amicizia con una tartaruga, insieme vivranno molte avventure destinate a cambiare Ryoichi per sempre.

Esistono dei registi che fanno affermare al sottoscritto ” Non so cosa darei per vedere cos’ha nel cervello quell’uomo ” e Sion Sono ( Suicide Club ) è una di quelle persone, in questo Rabu & Pîsu, internazionalmente uscito come Love and Peace, Sion mette in scena un dramma dalle tonalità molto weird, tuttavia è molto sotto le abituali opere a cui il cineasta nipponico ci ha abituato.

Love & peace è un titolo dal contorno delirante dove convivono giocattoli parlanti in stop motion, spirito natalizio, messaggio sociale e tartarughe giganti che esaudiscono i desideri, riuscendo ad inserire il tutto in un film lucido, che non sembri un accozzaglia informe, ma anzi possa toccare le corde emotive giuste per trasmettere messaggi stratificati, una situazione che in mano ad altri nomi probabilmente avrebbe avuto esisti disastrosi e che Sion scrive e dirige con sapiente maestria, ma questa volta a differenza di altre sue opere racchiude il tutto in una confezione formato famiglia, che potrebbe essere addirittura aggiunto alla collezione di film da guardare tutti insieme attorno all’albero.

Protagonista del film è Hiroki Hasegawa ( Why don’t you play in hell ) in una buonissima prestazione con un ruolo sicuramente non semplice, ma in generale tutto il cast è formato da volti convincenti .

Love and Peace è decisamente sopra la soglia del 6. consigliato a tutti come sgangherato ed eccentrico film di natale come alternativa ai classici come miracolo sulla 34esima strada, attenzione la soundtrack potrebbe accompagnarvi per alcuni giorni post visione.

Stay Tuned

Death Tube ( 2010 )

Che bello il mondo cinematografico asiatico, nonostante tutto riesce sempre a trovare qualcosa per sorprendermi, nel bene o nel male sia ovvio però ci riesce anche con questo Death Tube, in patria Satsujin Douga Site, thriller horror Indie diretto da Yôhei Fukuda.

Death Tube è un misterioso sito che sembrerebbe trasmettere immagini di giochi mortali in diretta, dopo averlo visionato online Inouye, il nostro protagonista si risveglierà all’interno di una stanza del gioco e dovrà affrontare e vincere delle prove imposte dal simpatico Ponkichi, un grottesco Winnie the Pooh sadico.

Una trama vista in mille altri titoli, escludendo la simpatica mascotte non c’è praticamente nulla di innovativo nello svolgimento della sceneggiatura e a minare ulteriormente la struttura del film troviamo l’abnorme durata di quasi 2 ore dove i dialoghi e le scene morte superano di gran lunga le scene gore le quali veramente a sorpresa sono molto limitate e spesso avvengono fuori scena, un titolo di questo tipo dovrebbe prendere una scala verticale di tensione, ma qui anziché salire il ritmo scende fino a perdersi in un finale bruttino che tiene le porte al seguito ( uscito lo stesso anno ) .

Le prove sono varie , si parte con un risolvi un cubo di rubik in tot tempo fino alla votazione per decidere chi deve morire, l’inizialmente interessante metodo legato al messaggio del giorno come metodo per evitare morti nelle prove si scontra irrimediabilmente con il genere d’appartenenza e la mancanza di senso di alcune spiegazioni,finendo ovviamente nella competizione mortale.

Recitazione di basso livello per un film girato evidentemente con pochissimi spiccioli, l’orso simpaticone non basta a tenere a galla Death tube che naufraga assestandosi sotto la soglia del 5 .

Stay Tuned.

 

 

Garm Wars – L’ultimo druido ( 2014)

In un mondo dove i soldati (cloni) di tre tribù militari sono bloccati in una battaglia perpetua fra aria, terra e la tecnologia , un clone è separato dalla battaglia e si ritrova in fuga con un gruppo di compagni improbabili , in un viaggio alla ricerca di risposte .

Alla regia di questo strano lungometraggio Jappo-Canadese troviamo un volto molto noto a chi conosce un pochino il mondo Anime\Manga ovvero Mamoru Oshii , che in passato ha diretto cose tipo il primo ( ed il secondo ) lungometraggio su Ghost in Shell ( per dire Mamoru è il personaggino che i Sorelli Wachowski hanno sempre fra le loro citazioni ) e Lamù oltre altre svariate opere fra live action ed animazione , un regista che ha un modo tutto suo di concepire vita ed arte , sbattendosene altamente dei gusti della massa.

Nei primi 10 min di Garm Wars veniamo gettati nel vivo della battaglia , senza preamboli di nessun tipo e veniamo bombardati con una spaventosa massa di informazioni degna del Silmarillion ( complice la voce fuori campo che narra la storia dei Garm), in totale la pellicola dura 90 minuti ma Oshii ha creato un intera mitologia confusionaria fatta di posti,razze, nomi e filosofie, veramente complesse e che non ci saranno spiegate del tutto,forse c’era ( e potrebbe esserci ancora ) l’intenzione di proseguire con la narrazione in altri capitoli, ma visto come film solitario per me risulta complesso ( forse un pochino meno a chi conosce le opere di Mamoru) e parzialmente incompiuto , ma assolutamente bello da vedere.

Il cast si concentra solo sull’improbabile branco che si viene a creare , formato da esseri di ogni fazione , abbiamo la Columba (eviterò battute tipo vola columba bianca vola) Khara 23  interpretata da Mélanie St-Pierre  ed il suo avversario Briga di nome Skellig ovvero Kevin Durand ( The Strain , Lost) , Lance Henriksen ( Alien vs. Predator )  è l’eretico Kumtakt Wydd , il cast compie una discreta prova, ma la natura stessa di Garm wars rende le loro interpretazioni “strane”.

Difficile quindi dare un voto complessivo all’opera, il 6 è il voto più equilibrato e rispettoso del noto regista,lo consiglierei solo a persone già rodate con questo genere , in grado di coglierne le sfumature e l’elevato simbolismo andando oltre la coltre di pesante CGI , per gli altri è un azzardo in un genere di cinema che si ama o si odia .

il simbolo del cinema di Mamoru Oshi

Stay Tuned

 

 

Ryuzo and the Seven Henchmen (2015)

Nel caso il nome Ryuzo nel titolo del film non via abbia dato certezze sulla provenienza della pellicola sappiate che il titolo di questa pellicola nella sua lingua madre è Ryûzô to 7 nin no kobun tachi , stiamo parlando di un action commedy del 2015 proveniente dal Giappone e diretto dai uno dei nomi più famosi del cinema di quel paese ovvero Takeshi Kitano, leggere questo nome alla regia mi ha convinto a vedere la pellicola senza trailer o informazioni di sorta.


Parlando di Kitano parliamo di Yakuza, la mafia giapponese è spesso protagonista delle sue opere, ed anche in questo caso è cosi, Ryuzo ed i suoi amici infatti sono ex mafiosi,ormai ritirati per colpa dell’anzianità,che decidono di rimettersi in gioco nonostante i tempi siano diversi,fondando una nuova famiglia, ogni membro della gang è particolare : abbiamo il maniaco di Steve McQueen ,il killer delle latrine , il truffatore ,tutti presentati con flashback in B&N che ricalcano i vecchi film del genere.

La trama non è riuscita a convincermi , è una commedia con troppi alti e bassi,momenti divertenti al limite del nonsense,momenti classici del repertorio commedy ed altri che solo chi conosce un pochino la cultura asiatica può recepire,tuttavia qualche cosa sembra sempre stonare,una nota fuori posto,con una di incompiuto,segno che siamo lontani dai bei momenti di Takeshi e che forse anche lui come i protagonisti ha paura della pensione che avanza.

Beat Kitano

Ryuzo and the Seven Henchmen non è sicuramente un film brutto , prende a pieno la sufficienza però forse mi aspettavo qualcosa di meglio.

Stay Tuned

 

The Boy and the Beast (2015)

Ren è un bimbo di 9 anni orfano,impossibilitato a vivere con suo padre viene affidato ai suoi parenti più prossimi ma scappa e finisce a vivere per le vie di Shibuya , dove un incontro fortuito con uno strano personaggio lo porterà nel regno delle bestie , dove l’uomo è mal visto per via della sua attitudine a lasciar albergare il male dentro di se, Kumatetsu l’animale che Ren ha seguito,lo prenderà come suo allievo e gli insegnerà le arti marziali.

Un opera di animazione giapponese nata dalla testa di Mamoru Hosoda ( Summer Wars,Digimon – Il film ) che in passato ha lavorato addirittura con il prestigioso Studio Ghibli e che era stato scelto come regista per l’arcinoto film Il castello errante di Howl , oltre ad aver lavorato su alcuni anime come DragonBall, One Piece, Digimon,Slam Dunk ,Sailor Moon , sicuramente non l’ultimo arrivato.

L’animazione utilizza uno stile molto pulito , perfetto per la dinamicità dei combattimenti ,ma non per questo minimale ,in alcune scene i dettagli saranno molti  e ben definiti, la giusta dose di semplicità nel tratto e colori bilanciati e stupendi, le scene sono piene e le “inquadrature” sfiorano il piano sequenza.

ne voglio uno *-*

La storia è classica, piena di morale sul “combattere, ogni giorno, le tenebre del proprio cuore”,per le bestie l’uomo è pericoloso perché è incline a lasciarsi divorare dal lato oscuro,raffigurato come un buco nero,ma con il sacrificio le tenebre si possono sconfiggere; Bello anche il rapporto fra l’allievo ed il maestro,che alterna conflittualità ad amore quasi paterno , un percorso di crescita che ci porterà a non essere più in grado di percepire chi dei 2 sia l’insegnante e chi l’allievo.

Non è facile esprimere un giudizio quando si parla di opere di animazione,però ho trovato The Boy and the Beast un opera ben costruita, forse non fra le migliori arrivate dal continente asiatico ma sicuramente oltre il 6 .

Stay Tuned.

 

 

 

Yakuza Apocalypse (2015)

Nel Underground della mafia giapponese si è diffusa la leggenda del boss Kamiura , considerato immortale, al suo fianco troviamo il protagonista Kageyama,fedele al boss ma preso in giro per la sua pelle troppo sensibile che non gli permette di tatuarsi,la vita scorre normale per lui fino a che la morte del suo capo per mano di un altra gang misteriosa non cambierà la sua intera vita .


Alla regia dell’action Yakuza Apocalypse troviamo Mike Takashi ( As god will , zebraman,Ichi the Killer, 13 Assassins),uno che amo definire il Tarantino del sol levante, che ha preso il concetto di WTF e se lo è iniettato dritto in vena,uno che manda video messaggi durante rassegne cinematografiche internazionali in cui annuncia improbabili cambi di sesso ( vestito da geisha)  che in questa pellicola si è divertito creando un mondo “cazzaro” dove troviamo yakuza vampiri,bimbi pianta,goblin simili a  tartarughe e uomini rana,il tutto riuscendo a non cadere mai nell’abisso del film brutto.

cosi sono stato più chiaro sul livello di WTF?

Il tasso di action è alto,molti combattimenti ben orchestrati anche in situazioni palesemente difficoltose visto la presenza di certi personaggi,un buon mix di nonsense e ultraviolenza asiatica che sembra uscito dritto da un manga ( mike ha adattato anche dei fumetti per il grande schermo nella sua luuuuunga carriera) ,le ambientazioni e la fotografia sono ottime per un film di questo tipo,dettagliate e curate minuziosamente come nemmeno in alcuni blockbuster USA.

cioè,Mike gira azione pura con lui..

Bizzarro è la parola più adatta,una durata di 125 minuti per questo “gangster movie ” che però scorre rapidissimo come il suo ritmo,ogni personaggio di questo strano mondo di Gokudou daisensou ( nome originale della pellicola) è studiato e particolareggiato,ha il suo momento per uscire dallo schermo e catturare lo spettatore,cosa che personalmente trovo sempre molto piacevole,una trama formata da eventi sempre più imprevedibili e trash fino ad arrivare all’apice finale dove letteralmente un suo personaggio spicca il volo.

è tempo di schiaffoniiiii

L’attore Hayato Ichihara è il protagonista ma la star è il cattivo Yayan Ruhian ,il “Mad Dog” di The Raid,il cast in generale è credibile,sembra incredibilmente a proprio agio nei ruoli assegnati e non come capita in altre produzioni simili un branco di cosplayer messi in scena casualmente,quindi ci troviamo in un universo di personaggi strappati dalle pagine di un fumetto ma con espressioni credibili,fantastico.

cioè …1000000 punti a grifondoro

Un altra perla per Mike Takashi, un film che consiglio a tutti gli amanti del cinema action un po’ WTF, un esercizio di pura anarchia cinematografica.

Stay Tuned

Wowow project : la consolle Visionaria che non vide mai la luce

Quanti di voi gamer hanno mai sentito parlare di questo Wowow project? penso pochissimi,eppure era un progetto portato avanti da una multinazionale dell’epoca passata chiamata Taito, una casa in grado di regalarci perle indimenticabili come Space Invaders, Bubble Bobble, Rainbow Islands, Operation Wolf, Puzzle Bobble che hanno invaso la fantasia dei giocatori negli anni 70,80 e inizio dei 90.

Quello che non si sapeva era che la Taito  aveva iniziato a pensare ad una propria consolle della quale si hanno le prime informazioni al  Tokyo Toy Show  nel 1992,la periferica casalinga avrebbe dovuto avere caratteristiche innovative,un hardware di gioco basato su un lettore CD-ROM ed un ricevitore satellitare in grado di ricevere giochi in streaming tramite satellite come fossero programmi TV,totalmente visionario per l’epoca,dotata della stessa potenza audio e grafica di un normale cabinato dell’epoca,e dal tipico aspetto delle consolle ora vintage.

L’ingegnere responsabile del progetto Wowow era Yukiharu Sambe,il quale ha dichiarato che pesanti fattori hanno fatto si che il progetto naufragasse prima di vedere la fine del tunnel,uno dei limiti era la velocità di trasmissione dei dati non sufficiente che avrebbe portato a lunghe attese anche solo per il download di un gioco relativamente piccolo,oltre a questo c’era il fattore costo elevato,ad inizio 90 non era certo facile mettere nello stesso device un ricevitore satellitare e una consolle dei videogame,sarebbe diventato tutto troppo costoso.

Un idea folle e fuori dal tempo,di cui rimane ben poco visto che la consolle non ha mai superato la fase di prototipo,solo qualche foto sgranata e rovinata dal tempo di un tentativo che se fosse andato a buon fine avrebbe forse rivoluzionato totalmente il mondo del videogaming (pensate solo che la PS1 è del 1994) .

As the gods will (2014)


Tratto da un Manga chiamato Kamisama no iu tôri  Questo film parla di un gruppo di ragazzi delle superiori che viene costretto a partecipare ad una serie di giochi mortali senza saperne il motivo.

As the gods will è stato diretto dall’attivissimo cineasta giapponese Takashi Miike(più di 90 film all’attivo e poco più di 50anni ),la sua trama non è molto originale,l’idea di ragazzi rapiti e costretti a giochi mortali di qualsivoglia tipo è stata già trattata e ritrattata in numerosi film,vedi i vari  Battle Royal o i recenti Hunger games,ma in questo caso nemmeno noi spettatori sapremo mai con certezza i fini di questi giochi,niente società segrete o mondi distopici dove ambientare le avventure,qui i ragazzi sono sfidati da un entità aliena o addirittura divina.

I “giochi” a cui gli scolari sono costretti a sopravvivere sono svariati e originali,si parte con una versione estrema di “un,due,tre stella” che prevede l’eliminazione fisica di coloro che perdono.in linea di massima ogni singolo gioco prevede il suo tributo di gore nella quantità necessaria a non rendere superflua l’etichetta di horror che ne prefigura il genere di appartenenza.

Miike dirige sapientemente un mondo di personaggi grotteschi,rendendo ogni avversario che gli studenti affronteranno esteticamente un piccolo gioiellino,tenendo il ritmo alto fin dalla prima scena e senza perdersi o dilungarsi in spiegazioni non necessarie e curandosi quasi maniacalmente dell’estetica di ogni singola scena del film ( veramente ben fatta).
Il vero peccato di tutta l’intera storia sembrerebbe essere il finale poco chiaro, visto che Il manga ha proseguito nel narrare la storia in una seconda serie probabilmente l’intenzione è sviluppare un secondo film,speriamo ancora diretto da Takashi.

Un film adatto agli amanti dei giochi mortali,ma la visione è sconsigliabilev non solo ovviamente per chi odia il gore ma anche per coloro che sono sensibili sul tema religioso,As the gods will infatti tocca le corde dell’esistenza divina,in modo anche sarcastico e che può urtare alcune categorie.

Stay tuned

Tokyo Tribe (2014)

“In un futuro imprecisato Tokyo è un territorio diviso tra gang rivali, con la polizia inerme e che osserva le gesta dei delinquenti. Signore e padrone della rete malavitosa è il disgustoso Lord Buppa, dedito al cannibalismo e a sordide pratiche sessuali. Lo scontro tra le varie gang è sempre dietro l’angolo e l’irreparabile accade quando Merra, il boss del quartiere a luci rosse di Burkuro, tende una trappola a Kai, componente della banda dei Musashino Saru, verso cui prova un odio implacabile. Il suo scopo non è solo quello di annientare tutti i capi rivali, ma sopratutto quello di attirare a sé Kai, che vede come la sua nemesi e di cui, per questo, vuole disfarsi. Tra le bande rivali si scatena la guerra, a colpi di mazze da baseball, katana e rime rap e hip hop.”

Tratto da un manga omonimo,Tokyo Tribe è un opera visionaria del cineasta giapponese Shion Sono , un film che non ha genere vero e proprio,si può forse definire come un Gangster movie che si scontra con un film a base di Hip Hop in un mondo che sembra appena uscito dalle pagine di un fumetto,un folle caos visivo e sonoro,fatto di colori vividi e azione frenetica di personaggi pazzi e depravati e musica incessante,quasi tutto ambientato in una sola notte,quella che cambierà il volto di Tokyo.

Un delirio in cui Sono estremizza il maschilismo (presente in modo molto pesante nella cultura nipponica)il nudo femminile e la mercificazione della donna sono largamente presenti nella pellicola cosi come l’edonismo dell’uomo;che scatena una guerra contro tutto il proprio mondo perchè un altro uomo…lo ha più lungo di lui .

“Non è la grandezza del pene a fare grande un uomo, ma la grandezza del suo cuore”

La pellicola ha una durata vicina alle 2 ore,ma è frenetico e visionario al punto che lo spettatore potrebbe non rendersi conto della sua effettiva durata,Tokyo Tribe è in grado di unire scene con una CGI pessima con un carro armato che derapa!!!!!!ad altre che dimostrano un grado di ricercatezza fuori dal comune  come la stanza dai mobili umani , per poi virare in momenti trash tipo pistole dorate usate come telefono o stragi fatte con un minigun,prendete tutto questo ed immergetelo in una vasca fatta di citazioni che spaziano da Kill Bill ad Arancia Meccanica.

Purtroppo non essendo madrelingua ho dovuto ricorrere a dei sottotitoli inglesi per la visione,questo influisce moltissimo in quando ovviamente con la traduzione si perdono le rime,un film perfetto per coloro che adorano le opere grottesche e non comuni,ma se cercate qualcosa di riflessivo o avete problemi con la cultura hip hop skippate alla prossima traccia.

Stay Tuned

 

 


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