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Last Girl Standing ( 2015 )

 

last girl standing

5 anni dopo essere sopravvissuta alla morte dei suoi amici per mano di un serial killer, Camryn, la final girl tenta di rifarsi una vita, ma proprio mentre la ruota del destino sembra aver iniziato a ricompensarla il passato bussa alla sua porta.

Last girl standing è il tipico film dove lo spettatore parte con l’illusione di qualcosa di più, scritto e diretto da Benjamin R. Moody e stato venduto al pubblico come parte slasher parti analisi del personaggio, una sorta di cosa succede quando il sipario cala sulle final girl, ma dopo poco l’illusione svanisce e ci si ritrova a vedere un horror indie.

Il trick che Benjamin cerca di sfruttare è semplice ( sarebbe troppo spoiler scriverlo ) e una volta colto allo spettatore non rimane che capire dove il tutto vuole portarci anche se a conti fatti ci porterà nell’unico posto possibile,a livelli di splatterume siamo nella decenza e l’analisi iniziale del personaggio post trauma funziona, ma non abbastanza da salvare tutto.

Il cast è a livello con un film indie senza grandi nomi, Akasha Villalobos , Danielle Evon Ploeger,Brian Villalobos e JD Carrera, la recitazione non è malissimo.

Last girl standing non raggiunge la sufficienza, è un film guardabile in mancanza di meglio, ma nulla di quello che mi aspettavo,peccato le premesse erano buone.

Stay Tuned

 

 

The Devil’s Candy ( 2015 )

The Devil’s Candy è un film che di sicuro vi farà dubitare delle offerte immobiliari che sembrano troppo incredibili per essere vere, parla infatti di una famigliola americana fatta da padre artista, mamma donna normale e figlia ribelle metallara che si trasferisce in una nuova casa dove anni prima sono morte delle persone ed ovviamente il trasferimento porta con se qualche piccolo cambiamento non voluto.

Visto il legame con il metallo ed i metallica entriamo nel mood con una canzone su misura:

Alla regia ed alla sceneggiatura di questo horror troviamo Sean Byrne  alla sua seconda esperienza dopo il riuscito esordio con The loved one, che qui mette in piedi un mix fra slasher e film di possessioni che trova il giusto mood sulle corde del metallo e suona alla grande, anzi gira alla grande perchè se di base più o meno tutto quello che si vede in The devil’s candy è già stato visto, la regia moderna e un po’ frenetica alla Blum da un taglio tutto nuovo e la scena dell’omicidio inframezzato da attacchi d’arte alla Giovanni Muciaccia  è da prendere come esempio e riciclare con piacere in altre opere, forse si perde un pochino sul finale però nulla che rovini la visione di questo film.

Pochi volti nel cast, ma scelti con cura e si vede visto che il risultato sono 80 min ben recitati, troviamo Ethan Embry ( Cheap Thrills ), Shiri Appleby ( unREAL ), Kiara Glasco ( Bitten ) e soprattutto un bravissimo Pruitt Taylor Vince ( Natural Born Killers ).

The Devil’s Candy è oltre la soglia della sufficienza, non un capolavoro irrinunciabile però sicuramente un bel modo per passare la serata horror, da evitare se state cercando casa.

Stay Tuned.

 

 

Charlie’s Farm ( 2014 )

Prendete uno slasher a caso, uno di quelli dotati di un gruppo di ragazzi in cerca di avventure, con una backstory drammatico\familiare avvenuta in passato ed ora divenuta leggenda, ora metteteci 4 canguri e ingigantite il villan fino alle dimensioni di 2,11 metri ed otterrete la trama standard dietro a Charlie’s farm.

Proveniente dall’Australia questo film scritto e diretto da Chris Sun (Daddy’s Little Girl)  come avrete capito è totalmente non originale, il che fondamentalmente non è nemmeno così una brutta cosa, il mondo degli slasher è pieno di titoli che per vari motivi tendono a somigliarsi se analizzati nel dettaglio, ma qui addirittura Chris sembra importare dei redneck dagli USA trapiantandoli nell’outback australiano.

2 dei protagonisti sono palesemente in cerca d’avventura nell’antica e leggendaria fattoria di Charlie, sono intenzionati a cercare il killer e per farlo trascinano con loro le loro ragazze, ovviamente ciò che volevano trovare troverà loro prima che loro se ne possano accorgere, riempiendo via via il body count con un tasso di splatter medio \ basso che può infastidire solo chi soffre ogni stilla di liquido rosso e caratterizzato da una kill che sono indeciso se definire WTF o geniale, in generale il comparto di make-up ed effetti speciali è la cosa più salvabile di Charlie’s Farm .

La narrazione pecca di molti elementi base e finisce quasi subito per annoiare, mentre personalmente non sono riuscito a trovare empatia con nessuno dei protagonisti arrivando a sperare che il buon Charlie eseguisse velocemente il suo sterminio in modo tale da poter concludere la visione, il cast principale vede il gigantesco Nathan Jones ( Mad Max fury road ) come cattivo mentre il gruppetto di turisti a caccia di guai è composto da Allira Jaques, Dean Kirkright ( Blood Hunt ), Sam Coward e la punta di diamante Tara Reid ( Sharknado ).

Charlie’s Farm è a km di distanza dalla sufficienza, l’idea di fondo era chiaramente stupidotta però con un pochino più di mestiere era possibile costruirci sopra qualcosa di molto meglio, sconsigliato.

Stay Tuned .

John Wick 2 ( 2017 )

Nel 2014, l’ex stuntman Chad Stahelski aveva fatto irruzione nel mondo action con John Wick, un titolo con una base poco originale ( un revenge movie ) che spiccava nel panorama del cinema d’azione per un backgroud più grosso del film stesso, un mondo sotterraneo di assassini con le loro regole e la loro valuta,si sa l’occasione fa il film trilogia ed ecco che Chad 3 anni dopo porta sugli schermi un secondo capitolo per il suo super assassino.

Stesso posto,stesso mare, John Wick 2 parte subito chiudendo il cerchio russo ed aprendo quello nostrano con un gigantesco Welcome Camorra, nel primo capito a far scattare la molla a Keanu era stato un tenero cucciolo qui la sceneggiatura decide di cambiare ( già immagino l’empa picchiettare sulla spalla del regista ) e quindi patapum e speriamo che la villa di Wick sia ben assicurata, ma la sostanza non cambia la regia ha seguito una regola basilare di questo genere ovvero: il sequel fa fatto uguale…ma più in grande.

Ba tzu Kao

Se nel primo film l’uomo nero decimava da solo la mafia russa, qui dopo un twist abbastanza telefonato ( siamo italiani, la storia insegna che ci piacciono questi cambi di fronte) i nemici saranno molti di più e quindi ecco schizzare sangue e body count ad alta velocità con tutto il repertorio di inseguimenti, sparatorie, combattimenti, esplosioni e faccette di Reeves .

Punto debole di John Wick 2 ?? la durata di 100 minuti, il film non annoia ma nella parte centrale la sceneggiatura tira un pochino troppo a lungo alcuni dialoghi, più o meno tutti centrati nella parte romana del film,poi però Chad si ricorda che non sta girando La grande bellezza quindi basta cartoline di Roma, fuori i fuciloni e ricomincia la grande giostra, la scena del sommelier è la vestizione del guerriero più bella di sempre.

Classico italiano

Nel cast oltre a Neo troviamo Morpheus  Laurence Fishburne ( colomba blu o colomba rossa ?? ) oltre che Ruby Rose ( Orange is the new black ), Lance Reddick ( Fringe ), Common, Ian McShane ( Death Race) e ah già ovviamente nei panni della Camorra from Italy abbiamo Claudia Gerini ( Tutta colpa di Freud ) e Riccardo Scamarcio( Burnt ) , la prima con un minutaggio troppo esiguo però Scamarcio nonostante l’autodoppiaggio offre una buona prestazione.

Come detto all’inizio si parla minimo di una trilogia, John Wick 2 finisce alzando il tiro nuovamente, candidati come avversari abbiamo : Predator, I mercenari di Stallone e Deadpool .

Stay Tuned

Road Games (2015 )

Un duo di giovani autostoppisti , Jack e Veronique , si troverà ad affrontare una brutta situazione durante il loro viaggio nella Francia rurale , fra lo spettro di un serial killer ed una strana famiglia francese.

Road Games è un thriller prodotto fra Francia e Inghilterra , scritto e diretto dal regista d’origine sudafricana Abner Pastoll ( shooting Shona ), con una trama che cerca di ricalcare la tensione tipica delle opere del maestro Hitchcock  come già un film quasi omonimo fece nel 1981 ( Roadgames ) ed è da questa decade che il regista sembra aver preso spunto per quello che riguarda la fotografia e le scene di questo titolo,molto thriller anni 80 solo che ambientato in Francia .

La pellicola ovviamente gioca con la figura del serial killer misterioso che si aggira per quelle strade, potrebbe essere chiunque dei protagonisti oppure nessuno,l’espediente per creare un clima di tensione alta è molto interessante e di quelli su cui costruire solide basi , ma per qualche motivo la sceneggiatura di Abner non riesce a sopportarlo a dovere ed il tutto si smonta con il passare dei minuti giungendo scarica alla resa dei conti finale, nei 95 min di durata il ritmo è lento ed è difficile arrivare con un “tiro da tre” a risolvere tutto il mistero ( cioè ci si arriva ma senza il 100% di certezza )  , il twist finale è strutturato in modo tale da scattare con certezza solo sul finale,quando prende l’unica via possibile per non dare grosse spiegazioni.

Nel cast troviamo Andrew Simpson (  The Survivalist  )  , Joséphine de La Baume ( Rush ) , Frédéric Pierrot ( Les Revenant ) e Barbara Crampton ( We are still here ), pochi attori e una recitazione di buon livello.

Forse però meglio come modella che come attrice
Forse però meglio come modella che come attrice

Sicuramente non un capolavoro del cinema,si avvicina moltissimo alla sufficienza senza prenderla a pieno, con qualche accorgimento extra negli sviluppo e magari un budget maggiore avrebbe potuto essere un thriller moderno molto interessante e non solo un intrattenimento godibile, peccato.

Stay Tuned .

 

Fender Bender (2016)

Fender Bender è traducibile più o meno letteralmente come incidente di poco conto , tamponamento leggero ed è proprio da questo che prende spunto la trama scritta e diretta da Mark Pavia, un film che ne segna il ritorno dietro la macchina da presa dopo 20 anni, era il 1997 quando usciva The Night Flier uno dei pochi ottimi adattamenti letterari da opere di King.

Questo titolo è un mix fra slasher classico e home invasion, girato con la sapienza che solo un amante del genere può avere , 91 min di lunghezza complessiva di cui quasi 60 sono di preparazione un rapporto ampissimo,reso ancora più notevole dal fatto che dopo il 3 minuto Mark ci darà già tutto in mano, Fender Bender infatti decide di smascherare fin da subito modus operandi ed identità del suo assassino con una mossa forse azzardata che può portare alla noia gli amanti dell’orrore frenetico, ma che la sceneggiatura utilizza per giocare con noi che sappiamo cosa accadrà , ma non quando.

Sorpresaaaa
Sorpresaaaa

L’andamento è lento cosi come il passo del killer,che si muove implacabile e sicuro con movenze che ricordano quelle di una delle icone più grandi del cinema di machetate Michael Myers, con uno stile minimalista Mark non si sofferma su nulla riguardante il suo personaggio, non ha motivazioni,non ha un target di vittime , tampona invade uccide ricomincia , chiunque si mette in mezzo viene ucciso in maniera brutale ma non splatter ( è un concetto difficile da spiegare a parole ),visto il minutaggio ristretto dedicato alla vera e propria carneficina il body count è adeguatamente basso.

ti sei dimenticata la costatazione amichevoleeeee
ti sei dimenticata la costatazione amichevoleeeee

Nel cast troviamo Bill Sage ( American Psycho ) , Cassidy Freeman ( SmallVille) , Makenzie Vega ( The Good Wife ) e Dre Davis (Pretty Little Liars ) , in generale la prestazione è sufficiente per tutti .

Sicuramente un ritorno positivo per Pavia, non un capolavoro ma un film horror leggero e ben diretto cosa che non guasta mai , siamo a livello di sufficienza e speriamo di non attendere altri 20 anni per un nuovo film di Mark.

Stay Tuned

Lost After Dark (2015)

la regola del nome però colpisce anche qui…

Un gruppo di teenager decide di scappare dalla città rubando uno scuola bus e fare un weekend nella casa al lago del papà di una ragazza del gruppo , a seguito di un incidente però le cose prenderanno una brutta piega ed il gruppo si troverà faccia a faccia con un killer cannibale.

avete visto anche voi il mio nome in copertina ??

Welcome to the 80s ,Lost After Dark è un ovvio omaggio al cinema Slasher di quel periodo, regia ( e sceneggiatura) dell’esordiente Ian Kessner, che non ne sono certo ma credo abbia una buona dose di amore per il genere.

sono tutto fatto di notte in un bosco

L’omaggio è sicuramente riuscito,la pellicola si lascia vedere anche se la struttura è letteralmente strappata dal genere di appartenenza e quindi sviluppi e finale sono fin troppo scontati,per strappato intendo in tutto,dettagli,personaggi ( con gli stereotipi annessi ),musiche e perfino stile di riprese sembrano una pellicola scampata alla golden age e riproposta a noi spettatori solo ora ( ben fatto Curtis Peterson).

Adriaaaaanaaaaaaa

Ian si concede solo di giocare un pochino con l’ordine dei cadaveri,leggermente diverso da quello che troveremmo in uno slasher standard,forse per aumentare un pochino la tensione compie quello che secondo il mio parere è un piccolissimo passo falso,mettendo una bruciatura nella pellicola in un determinato momento per cambiare scena,sarò fissato io ma questo particolare non spiegato ha tolto molti punti alla coerenza della pellicola ed altrettanti in seguito alla voce prevedibilità.

Buona la prestazione degli attori , nel cast troviamo ovviamente un branco di giovani come Sarah Fisher,Jesse Camacho ( kick ass 2) Kendra Leigh Timmins , e poi quelli fuori età come il killer Mark Wiebe o il preside Robert Patrick ( t-1000 di terminator 2)  .

Sicuramente non un capolavoro indimenticabile del genere horror\slasher ma un buonissimo film per passare una serata,sangue presente ma non in quantità disturbante.

Stay Tuned

Nine Dead (2010)

Nove persone vengono rapite da un uomo mascherato e si risvegliano ammanettate e  chiuse in una stanza, ogni 10 minuti il loro aguzzino ucciderà uno di loro fino a che non scopriranno perchè queste persone apparentemente sconosciute sono tutte collegate.

Chris Shadley è il regista debuttante dietro Nine Dead, la trama della pellicola non aiuta certo a guadagnare punti originalità,tema trito e ritrito,però a differenza di altri competitor nella stessa categoria qui abbiamo l’interessante orientamento verso un filone più thriller,legato al dover scoprire cosa lega tutte le persone della stanza,ovviamente questo sviluppo avviene gradatamente e con opportuni ostacoli posti dei personaggi stessi,costretti a riaprire ferite del passato o rivelare la loro vera natura e a ragionare su come e quando le loro vite possano essersi incrociate,questo non basta a rendere veramente particolare Nine Dead ma lo tiene a galla per un bel po’ in più rispetto a quanto avevo pianificato inizialmente.

Tutto il positivo che lo strato thriller si era faticosamente guadagnato viene gettato alle ortiche dal finale al limite dell’insensato,altro punto negativo di Nine Dead sono i personaggi,in un film strutturato in questa maniera almeno qualche personaggio meriterebbe un approfondimento migliore,invece qui il grado di superficialità è uniforme,nessun reale approfondimento.

Il cast è penalizzato dai dialoghi banali che non consentono a nessuno una buona prestazione,il livello generale degli attori è comunque medio basso e comprende William Lee Scott (Pearl Harbor) ,John Terry (Lost) ,James C. Victor (24),ma soprattutto Melissa Joan Hart ovvero Sabrina Spellman  di Sabrina Vita da strega.

Un film sotto la sufficienza, adatto solo ad una serata noiosa,non impegna mai lo spettatore,ma l’idea era interessante.

Stay Tuned

Hangman (2015)

Di ritorno da una vacanza la famiglia Miller trova la propria casa messa a soqquadro , ignari che questo sia solo l’inizio dei loro incubi e che ora la paura vive con loro.

Alla regia ed alla sceneggiatura di Hangman troviamo Adam Mason ( Dust, Junkie ) ,il film è un thriller nello stile home invasion , ma girato con l’ausilio di telecamere di sorveglianza fisse e di una camera a mano usata dall’uomo misterioso,vivremo quindi la storia dal “punto di vista” dello stalker.

Questa scelta stilistica da parte del regista l’ho trovata uno dei punti peggiori del film,in grado di regalare allo spettatore facepalm fortissimi,il nostro stalker infatti sembrerebbe aver studiato della improbabili tecniche ninja avanzate diventando così in grado di muoversi in maniera totalmente silenziosa ( ok ok è a piedi scalzi ma un minimo di rumore lo si produce lo stesso) ,ha inoltre scelto una famiglia dove i membri hanno evidentemente problemi a vista\udito oltre che intelligenza, notano le cose muoversi per casa apparentemente da sole e non indagano sul perchè,hanno una casa piena di telecamere che non avevano,ma non le notano e soprattutto non sentono\vedono un uomo mascherato che si pone alle loro spalle con una videocamera a tipo 50 cm dal deretano, sono talmente tanti che probabilmente a fine film vi sarete rotti il naso da soli.

Altro punto che ho trovato penalizzante per la pellicola è l’eccessiva lentezza, scelta probabilmente dettata dalla necessità di tenere la tensione alta ,con una sceneggiatura del genere bisogna giocare su un filo sottilissimo e Mason sembra non essere del tutto in grado di saper stare al gioco,ha a disposizione una grandissima paura dei tempi moderni portata in qualche modo all’estremizzazione, colui che ti spia non lo fa da lontano,avrebbe potuto esasperare i suoi personaggi,portarli in uno stadio di paranoia,invece si accontenta di renderli protagonisti di momenti idioti perdendo la quasi totalità del potenziale.

Il cast si restringe ai soli 4 membri della famiglia tontolona Miller  ed il loro ” coinquilino ” Jeremy Sisto ( Law & Order – I due volti della giustizia )è il capofamiglia Aaron con sua moglie Beth ovvero Kate Ashfield (L’alba dei morti dementi )  ed i 2 figli Max ( Ty Simpkins il bambino di Insidious  )e Marley (Ryan Simpkins) ,che non è il cane del film ma un’adolescente con un vibratore (il film ci ricorderà molte volte questo particolare senza un vero motivo) , Hangman invece è Eric Michael Cole , la recitazione in questo genere di film non è molto importante,gli attori si tengono al minimo ed è già abbastanza.

Hangman è un film dal potenziale inespresso altissimo , con un nome diverso alla regia e qualche piccolo cambiamento alla sceneggiatura avrebbe potuto anche fare un salto di categoria , ma così com’è arriva al 5 per miracolo,un totale peccato.

Stay Tuned.

Kill Game (2015)


Nella città di Grace Arbor , un misterioso assassino ha iniziato a mietere vittime fra un gruppo di studenti con un oscuro segreto e che anni prima si erano resi protagonisti di pesanti scherzi ai danni di varie altre persone,chi si nasconderà dietro la maschera del killer??

Kill Game vede l’esordio di Robert Mearns nella duplice veste di regista e sceneggiatore, ci troviamo al cospetto di un classico horror slasher che cerca di prendere ispirazione dai classici anni 90.

La trama si sviluppa lentamente,e ruota prevalentemente attorno alla spirale di uccisioni effettuate dal killer misterioso e dai flashback che via via svelano il passato dei protagonisti ed il loro oscuro segreto,escludendo questi segmenti il resto è solo riempitivo che serve alla sceneggiatura per tentare di creare mistero sulla figura mascherata e preparare i ragazzi alla loro triste sorte, alcuni sviluppi risultano totalmente forzati,e seguendo questa scia di forzature un occhio esperto può arrivare a indovinare la fine della pellicola con una precisione di circa il 50% dopo mezzora e poco successivamente avere la certezza,la storia del grande scherzo finito male infatti risulta essere oltre la logica normale,soprattutto quando verrà spiegata totalmente , cosi come alcuni comportamenti dei personaggi .

Le uccisioni dei protagonisti dovrebbero rappresentare un punto ad alto impatto splatter, come tradizione del genere slasher, ma qui sopraggiungono i limiti da low budget, i quali permetteranno allo spettatore d’intuire come l’assassino dalla maschera di Marylin compirà la propria vendetta, senza però mostrarla in modo “soddisfacente” ( o almeno per il sottoscritto) ,tanto sangue per nulla,spingendo il film sul genere torture e revenge forse Kill Game avrebbe potuto trovare il suo Shangri-La oltre ad ovviare le piccole lacune di vario genere presenti qui e la nella pellicola.

Cast ovviamente giovane , nel gruppone troviamo Pierson Fode (Indigenous ),Joe Adler (The Mentalist) , Sari Sanchez ,Tommy Beardmore e tanti altri , il livello di recitazione è nella norma del genere low budget, i personaggi invece sono abbastanza incasellati e bidimensionali.


In sostanza Kill Game non è sicuramente un film che inciderà sul genere Horror , è un film abbastanza banale che può però tornare utile per tappare la ” Fame ” da horror in mancanza di altro da vedere.

Stay Tuned

 


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