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Luna de miel ( 2015 )

Jorge, un eccentrico medico molto solitario rapisce Isabel, una giovane vicina, apparentemente per farla diventare la sua donna trattenendola al suo fianco contro la sua volontà, ma non tutto è come sembra.

Poche righe bastano per condensare la trama scritta da Marco Tarditi Ortega per Luna de miel ( conosciuto anche come Honey Moon ), un thriller\horror tendente al torture porn che viene dal Messico e che vede alla regia Diego Cohen ( Perdidos ), non siamo ai livelli del cinema underground più putrido però questo titolo non è per tutti ( vedi il connazionale Atroz )  .

Diego dirige con uno stile ” pulito ” e senza troppi orpelli stilistici un film che getta a schermo un’abbondante dose di violenza estrema, tralasciando il matrimonio meno democratico di sempre Luna de miel mostra con effetti speciali nella norma una discreta quantità di punizioni\torture alcune anche originali come quella per azzerare la salivazione tutte in situazioni lontane dalle trappole mortali alla Saw

Il film regge i circa 90 min di visione anche grazie al suo protagonista, ben disegnato e approfondito quel minimo che serve per toglierlo dalla bidimensionalità e lasciarlo comunque misterioso, buona la scelta per il ruolo di Hector Kotsifakis mentre la giovane rapita è la debuttante Paulina Ahmed; era facile cadere nella banalità mostrando la sola violenza ripetuta a schermo ma Ortega e Cohen hanno schivato il proiettile mettendo un pochino di sostanza in più nella loro sceneggiatura, ben fatto.

Luna de miel non raggiunge pienamente la sufficienza,la visione è consigliata solo se siete coscienti di ciò che vedrete, io vi ho avvisato.

Stay Tuned.

 

Here Comes the Devil ( 2012 )

Felix e Sol si sono presi un pomeriggio libero nei dintorni di Tijuana assieme ai loro figli Adolfo e Sara,i due ragazzi si allontanano per scalare una collinetta nelle vicinanze i genitori e spariscono per molte ore, al loro ritrovamento i figli saranno molto diversi.

Adrián García Bogliano ( un segmento di ABC’s of the death ) scrive e dirige questo horror low budget intitolato Here comes the Devil, in originale Ahí va el diablo ( decisamente più bello ), in realtà dopo i primi 10 min allo spettatore sembrerà di aver sbagliato titolo oppure genere visto che le scene sfociano direttamente nel genere sexploitation anni ’70.

Per darvi un idea il film inizia con una scena di sesso fra 2 donne che il regista deciderà d’attaccare alla trama con un minuscolo pezzo di carta praticamente rendendola una scena nonsense e la prima di molte scene di nudo abbastanza casuali,cosi come casuali\dozzinali parranno anche alcuni dialoghi e attacchi musicali lasciando nello spettatore il dubbio se il risultato è seriamente brutto o volutamente brutto, peccato perchè giocando su corde diverse l’idea di fondo era interessante seppure non originale al 100% .

Nel cast troviamo Laura Caro,Francisco Barreiro,Alan Martinez ,Michele Garcia e Barbara Perrin Rivemar, un insieme d’attori poco conosciuti che spero non si siano qui espressi al massimo del potenziale.

Non posso consigliare questo titolo, siamo lontani dalla sufficienza o dalla decenza ( sorpresa ho un concetto di decenza cinematografica anche io..strano e poco sviluppato però c’è ) .

Stay Tuned.

 

[ Serie TV ] Z Nation

3 anni dopo l’inizio di una pandemia zombie che ha cambiato il mondo intero, un gruppo di strani sopravvissuti si troverà a dover svolgere un arduo compito,attraversare gli USA per accompagnare in un centro medico Murphy, un sopravvissuto che potrebbe avere in se la chiave per un vaccino.

Volete subito dei motivi per arricciare il naso ? è una serie trasmessa dall’emittente SyFy e prodotta nientepopodimeno che dalla tristemente famosa Asylum,  se però state pensando che la casa di produzione venuta alla ribalta con i film del franchise Sharkado sbarca nel settore delle serie TV con un clone di TWD, beh vi state sbagliando .

Stagione 1
Stagione 2
Stagione 3

Stagione 1

Come gia anticipato Z Nation non è TWD e non è stata creata per esserlo,è una serie che mixa horror,azione,black commedy e parodia,tutto con un ritmo che la serie prodotta da Kirkman non vede ormai da anni,ovviamente di contro non aspettatevi grosse introspezioni dei personaggi, i protagonisti sono molto bidimensionali anche se hanno qualche accenno di lenta evoluzione ,la trama ha uno sviluppo lineare,costante e senza fronzoli dove ogni episodio ha il suo peso specifico nella storia  ( alcuni più di altri ) ,nessuno dei 13 episodi della prima stagione spreca del tempo ,tempi comici molto buoni ed ovviamente alta dose di splatter,trash e nonsense.

Ovviamente a differenza di TWD qui non abbiamo Nicotero, ma Z si difende bene e risponde proponendo allo spettatore un ventaglio di creature più amplio che spazia dai classici non morti a quelli resi radioattivi ( e quindi doppiamente pericolosi ) oltre alla classica situazione ostile che prevede altri  gruppi di sopravvissuti.

Il cuore centrale della serie sono i suoi protagonisti, un gruppo di attori di livello non altissimo che però sembrano metterci tutto , capitanati da Harold Perrineau ( Lost ) troviamo il murphy ovvero Keith Allan,Russell Hodgkinson, Nat Zang ,Anastasia Baranova ,Kellita Smith,Pisay Pao ,Michael Welch e DJ Qualls ( The man in the high castle ) nei panni di Cittadino Z un militare che seguirà ed aiuterà il gruppo da una remota base isolata al polo.

Sicuramente una serie fresca per gli amanti dei Z-movie con molti spunti interessanti che la differenziano dalle altre a tema post apocalittico,(gli autori si divertono spesso a sovvertire le regole del genere)e dove gli amanti dell’orrore troveranno miriadi di citazioni ed un ritmo serrato.

 

Stagione 2

Kaboom
Kaboom

La serie Zombie di casa Asylum torna, con 2 episodi in più della prima stagione ( arrivando quindi a 15 puntate ),gli sceneggiatori partono subito alla grande e dopo essersi creati nella prima stagione un angolino tutto proprio nel panorama delle serie TV si concede di giocare al rialzo, offrendo allo spettatore ancora più nonsense ed ancora più creature, tipo ibridi zombie pianta, una gita nell’area 51 ed un incontro con la versione non morta dell’autore di Game of Throne George RR Martin.

I personaggi continuano la loro lenta evoluzione raggiungendo un buon grado di empatia con lo spettatore, ci saranno dei cambi nel team principale e non parlo solo di Murphy versione giga-puffo,al gruppetto si aggiungerà un mercenario di nome Vasquez ( interpretato da Matt Cedeño ) , lato negativo è la limitata presenza di Cittadino Z e del suo bellissimo Husky Puppy .

Zombie and Mexico
Zombie and Mexico

Non era facile cambiare qualche elemento senza snaturare la serie, ma Z nation si è confermata una serie molto interessante .
Stagione 3

Il terzo è sempre il più difficile, questa regola che di solito si applica nei film questa volta sembra adattarsi a ciò la Asylum ha realizzato per la 3 stagione di Z Nation; fino ad ora questa è la stagione che ho trovato meno entusiasmante.

Make Z nation great again
Make Z nation great again

Sia chiaro,siamo ancora a buonissimi livelli di originalità,ma si inizia a sentire qualche granellino di sabbia che stride negli ingranaggi della trama costringendo forse gli sceneggiatori a provare qualche cosa di diverso,il risultato è una serie più lenta ed una frenata sul pedale del nonsense ( frenata per i livelli altissimi di Z Nation ) sintomo che forse il giro in giostra sta per finire.

Z nation ha subito una mutazione, alcuni ribaltamenti di fronte ed innesti nel background hanno cambiato la struttura stessa della serie, che in questa season sembra prendere vie più classiche in quando a trama e sviluppi.

Fantastico personaggio .. The Man
Fantastico personaggio .. The Man

Altri cambi nella line Up principale, il già comparso Emilio Rivera ( Collateral ) entra in pianta stabile nel team insieme alla dottoressa interpretata da Sydney Viengluang  e per la prima volta abbiamo un nemico stabile,misterioso e abbastanza bad-ass interpretato da Joseph Gatt ; un ultima aggiunta riguarda Cittadino Z da ora affiancato ( e probabilmente sostituito in futuro ) da Ramona Young .

Il mio sentore e che la prossima sarà l’ultima serie, oppure il rischio è quello di tirare troppo la corda fino a spezzarla .

 

 

 

The Shallows ( 2016 )

Sono anni ormai che la figura dello Squalo si mangia il mercato cinematografico, l’animale iconico divenuto famosissimo con l’omonimo film è diventato il paladino del trash movie,figli suoi sono la serie megashark e quella di Sharknado ( con gli emuli al seguito ) ovvio che ormai non fa più notizia far fare cose strane a questi animali , ma colpisce l’idea del semplice squalo come mamma natura lo ha fatto .

Ma prima una canzone ( poi capirete la scelta )

La trama di The Shallow ( in Italia più o meno sensatamente cambiato in Paradise Beach – Dentro l’incubo ) parte proprio da queste premesse di riportare lo squalo nel proprio habitat di terrore , affidandosi al regista Jaume Collet-Serra  quello del film La maschera di cera  con Paris Hilton.

Tutto molto semplice, una ragazza cerca di ritrovare in Messico ( per esigenze tecniche il film è stato girato in Australia ) la propria strada dopo la morte di sua madre, per farlo cerca la spiaggia che compare in alcune vecchie foto di sua madre per potervi surfare,li verrà attaccata da uno squalo e si ritroverà a lottare per la propria sopravvivenza.

per darvi idea della scena tipo

Il risultato ottenuto da Jaume ed il suo team non è un capolavoro della categoria film sulla sopravvivenza, ma un discreto B-movie estivo di quelli adatti per una visione in compagnia di amici ,in questa categoria The Shallows intrattiene il giusto senza procurare troppi pensieri,il film riesce a trovare un buon modo per sfruttare le tecnologie,sfrutta la go-pro dei surfisti, mette in sovrimpressione l’orologio per ricordarci dell’alta marea ( e qui mi sale il Venditti selvatico ).


Oltre alla tecnologia utilizza anche la risorsa di maggior valore ( in termine di soldi spesi ) dell’intera pellicola ovvero Blake Lively ( Lanterna Verde ), ovviamente in costume succinto per tutti i 90 min molti dei quali sfruttati per inquadrature del suo corpo in situazioni che nemmeno nei peggiori sogni da giocatore di Dead or Alive , un grosso problema a parere mio riguarda la sceneggiatura ,non riesce mai a tenere alto il livello di tensione come  dovrebbe e sicuramente questo porta via molti punti .

Quanta tensione
Quanta tensione

Lo squalo è decente o meglio è stata decente la scelta di mostrarlo poco nella sua integrità , evitando di mostrarlo troppo e far notare la gommosità dell’insieme, molto più negative le meduse in CGI che risultano assurdamente posticce, l’attore migliore dell’intero film è Steven Seagull,l’attore gabbiano che farà compagnia alla protagonista per tutto il film.

Nulla di nuovo sotto il sole , The Shallows è un film sufficiente per una serata senza impegni o se siete fan dell’attrice , altrimenti potete tranquillamente passare oltre.

Motivo principale per il quale questo film ha avuto cosi tanti spettatori
Motivo principale per il quale questo film ha avuto cosi tanti spettatori

Stay Tuned.

 

 

 

 

 

 

[Serie TV] Dal tramonto all’alba

Nel sud degli Stati Uniti, i due fratelli Seth e Richard Gecko sono ricercati a seguito di una rapina in banca finita in tragedia; sulle loro tracce si mette anche il giovane ranger Freddie Gonzalez, deciso a vendicare il proprio mentore Earl McGraw, ucciso dai due fratelli nella loro rocambolesca fuga. I criminali, che puntano a raggiungere la frontiera messicana, prendono in ostaggio Jacob Fuller, pastore cristiano in crisi spirituale, ed i suoi figli Scott e Kate, con cui l’uomo stava andando in vacanza. Indirizzati dal mandante della rapina, il signore della droga Carlos Madrigal, verso uno strip club popolato da vampiri, per sopravvivere tutti loro dovranno combattere “dal tramonto all’alba”.

Sempre più nel mondo delle serie TV assistiamo a trasposizioni di film su piccolo schermo, in questo caso la serie parte dai  3 titoli del franchise Dal tramonto all’alba , il cui primo titolo affonda la sua storia nel 1996 e nasceva dalla follia di una coppia di visionari come Tarantino e Rodriguez a questo primo titolo se ne aggiunsero altri 2 usciti solo per il mercato Home Vision che però non ebbero molto successo , il genere della serie è  horror\action .

Questa serie segue  è stata prodotta da Rodriguez stesso che ha collaborato anche nella stesura della sceneggiatura e ha curato la regia di qualche episodio della serie, ed è trasmessa dall’emittente messicana El Rey Network ( di cui il regista è il fondatore) , consigliatissima per gli amanti del film .

Collegamenti diretti alle stagioni
Stagione 1
Stagione 2
Stagione 3

Stagione 1

La prima stagione formata da 10 episodi parte esattamente dallo stesso punto da cui partiva il film, ma fin dal pilot mette in chiaro una cosa fondamentale ,non ci troveremo di fronte ad un remake e nemmeno ad uno spin-off , quello che vedremo sarà una “creatura” più simile ad un reboot , che terrà alcuni capisaldi dell’opera originale ma che si espanderà in altre direzioni , sfruttando con estrema sapienza la diversa lunghezza ed i diversi ritmi che il mezzo televisivo può offrire.

Sex Machine is in the house tonight
Sex Machine is in the house tonight

I cambi di passo e di direzione che la trama prende praticamente da subito permettono allo spettatore che già possiede la conoscenza del ” prodotto ” di non annoiarsi , nonostante l’intera trama della prima stagione sia a tutti gli effetti la stessa del primo e più famoso film passo per passo, riuscire a fare ciò senza annoiare a morte lo spettatore è già di per se un buon risultato , riuscire a farlo cambiando le carte in tavola e senza snaturare la trama originale è un risultato fantastico e raro , ma in cui a parere mio Dal tramonto all’alba riesce molto bene, compreso portare in TV il suo marchio di fabbrica : lo splatter , della serie originale mantiene anche il ritmo abbastanza alto pur aggiungendo molti misteri da esplorare nel percorse della stagione ( non tutti risolti ) .

Una missione non facile era quella di sostituire i volti noti del film con volti nuovi ed adatti : Salma Hayek,Juliette Lewis,George Clooney,Tarantino e Danny Trejo non sono nomi facili da sostituire eppure il risultato è stato un casting molto azzeccato , fra gli attori troviamo D.J Cotrona ( Dear Jhon),Zane Holtz ( Mordimi) ,Eiza González , Jesse Garcia ( Il peggior allenatore al mondo ) ,Madison Davenport ( Noah ) , Brandon Soo Hoo ( Tropic Thunder ),Wilmer Valderrama ( Awake ) e Jake Busey ( Nemico pubblico ) non tanti nomi conosciuti e nessun ritorno dalla saga originale , ma ottime prestazioni .

Una serie che mi ha sorpreso in positivo , non mi sarei aspettato un risultato cosi ben fatto, segno che ogni tanto questi reboot funzionano ( ciao ciao Limitless e Minority Report , prima o poi vi finirò ) .

Stagione 2

La prima stagione Dal tramonto all’alba come ho scritto in precedenza traeva spunto pari pari dal film omonimo, ora quindi il dubbio è: riuscirà la sceneggiatura a volare da sola per tutti i 10 episodi ora che non ha più appoggi ??

Non è Salma ma la sostituzione non è male

La trama riprende da dove era terminata la  prima serie cioè con i fratelli Gecko su binari molto diversi e con Santanico in cerca di vendetta contro i signori, colpevoli di averla incarcerata per anni ,da questi presupposti sviluppa una trama fatta di tira e molla,di piccoli e costanti cambi di schieramenti e giochi di potere, conditi da un buon tasso d’azione e l’immancabile sangue.

qualcuno ha preso lezioni da Saw ??
qualcuno ha preso lezioni da Saw ??

La serie di Rodiguez continua a mostrarsi solida e fresca , consolida i suoi personaggi ed i loro legami ,ma nel contempo trova il tempo per espandere il suo background di leggende e folklore , senza mai abbandonare il suo look da allegro “baraccone”  B-movie , in questo equilibrio sottile fra pulp, splatter e anni 80 lo strano insieme di From Dusk Till Dawn ha trovato la sua identità .

parlavamo di tamarrate ??
parlavamo di tamarrate ??

Il cast principale non ha subito molte aggiunte, qualche piccola guest temporanea di sicuro effetto come Jeff Fahey ( Jack Lapidus di Lost ) ed il ritorno ( anche se non nel ruolo originale) di  Danny “Machete” Trejo , quest’ultimo potete ovviamente immaginare quanto sia a suo agio con le atmosfere di questa serie .

nel caso abbiate dubbi su Danny
nel caso abbiate dubbi su Danny

Se la prima era una piacevole sorpresa , la seconda stagione di Dal tramonto all’alba è una conferma inaspettata , il finale di stagione soddisfa solo sapendo che non sarà l’ultima volta che vediamo questi personaggi.

Stagione 3

Ormai volente o nolente i  personaggi principali del cast si trovano immersi nell’oscuro mondo dei culebras ,  ma tutto è destinato a cambiare quando scopriamo che la distruzione del Titty Twister ha riportato alla luce un orrore che i signori hanno nascosto per secoli ed ai nostri eroi toccherà affrontarlo.

Beh direi un bel cambio dalla prima stagione
Beh direi un bel cambio dalla prima stagione

Altro giro altro regalo , terza stagione che parte con un ribaltamento pesantissimo , i culebras le creature che fino ad ora vedevamo come predatori , un tempo erano schiavi di creature uscite dritte dritte dall’inferno e che ora li rivogliono in catene,l’avvento del regno dello Xibalba porta con se un boom in termini di espansione del background, andando ancora più a fondo nell’oscurità con al seguito nuove creature, nuovi poteri e nuovi personaggi ; senza toccare lo stile che ha caratterizzato le scorse stagioni, fatto di intrighi, misteri , sangue e azione.

A guidare il team dei villans troviamo Amaru , la regina degli inferi che si trova dentro il corpo di Kate , con al suo fianco Brasa un dio in grado di controllare luce e fiamme ed un piccolo esercito di potenti demoni mentre dal lato opposto della scacchiera troviamo tutti i sopravvissuti alle scorse stagioni, uniti in uno strano team di reietti , pronti per quella che probabilmente sarà la sfida finale ,visto che l’ultimo episodio ha tutte le carte in regola per essere a tutti gli effetti un finale di serie.

A livello di cast un aggiunta regna su tutte , un ritorno dovrei dire ovvero quello di Tom Savini nel ruolo dell’antico guerriero Culebra ora hippy , fantastici i suoi siparietti con l’attuale Sex Machine, fatti di riferimenti e sarcasmo , insieme a lui troviamo come guest Ana de la Reguera ( Jane the virgin ) , Marko Zaror ( Machete Kills ) , Nicky Whelan ( Matador ) e Natalie Martinez ( Kingdom ) .

Una chiusura di serie di questo tipo è quasi incredibile visto l’alto successo della serie , ma con un ciclo perfetto dal punto di vista narrativo rappresenterebbe una scelta ben oculata fatta per non rovinare il prodotto.

Una trasposizione ben riuscita ed una serie riuscita ancora meglio , merce rara purtroppo , però vorremmo vedere molto più spesso serie come Dal tramonto all’alba, che sicuramente potrebbero cambiare il modo in cui lo spettatore medio si affaccia al tema reboot, Ben Fatto Rodriguez

 

Stay Tuned

 

 

Fear the Walking dead : stagione 2

La serie companion di Walking Dead è giunta al termine della sua seconda stagione,rispetto alla precedente ha perso l’aspetto da miniserie diventando a tutti gli effetti un serial da 15 episodi, ma questo sarà un bene ??

Alla fine della season 1 il mio dubbio principale era fino a che punto la produzione fosse interessata a mettere carichi su questa serie B,uno spin-off  di questo tipo infatti è sicuramente in grado di espandere il mondo zombie made in Kirkman e questo porta con se grandi responsabilità per gli autori, come già espressi al tempo l’esistenza di Fear the Walking dead nello stesso universo narrativo ed in differente arco temporale  precedente alle odierne storie di Rick & Soci e forse solo a fine stagione 2 in linea con il loro primo episodio, porta con se un dedalo di possibili errori da evitare come la peste.

nuova stagione per last ship ??ah no è fear TWD

l’escamotage iniziale sembrava promettente , ambientare la stagione in alto mare durante gli albori di un mondo post apocalittico ,un set-up praticamente mai esplorato che poteva dare via ad un arco narrativo di stampo più survivor sfruttabile a lungo, invece fear spreme tutto il suo arco in meno di mezza stagione sfruttando il mezzo acquatico per uscire dal territorio USA senza correre il rischio di paradossi con eventi e dati della serie principale finendo per ambientare il resto della stagione in territorio messicano.

e ora tutti a lezioni di spagnolo , gringhito

Fear the walking dead si concentra sui suoi protagonisti , scava dentro loro , dopo la metà stagione  la sceneggiatura li divide ( in stile road to Terminus ) e li lascia affrontare il mondo in gruppetti più piccoli, generando un sacco di personaggi di contorno praticamente inutili sempre fuori fuoco al solo scopo di evidenziare alcuni aspetti dei personaggi principali ( tranne Ofelia , lei viene bistrattata sempre per motivi a noi ignoti ),di mostrare il loro lento cambiamento dovuto al contesto apocalittico.

sono cresciuto ora sono uno psicopatico con il cervello da bimbo di  12 anni

Ovviamente come nella principale anche qui il meccanismo è ben oliato e funziona , ma personalmente mi fa sempre storcere il naso perchè la realtà e che la maggior parte dei fan di fear ( e in parte anche quelli di walking dead ) non sono amanti degli zombie, sono più interessati alla storia; ho trovato eccessivo l’utilizzo delle viscere zombie, metodo che ha avuto spazio dentro l’universo principale ma limitato a sporadici episodi ( soprattutto iniziali) e che qui invece diventa la soluzione universalmente conosciuta per tutti i mali.

Con un buon episodio finale, forse l’episodio meglio riuscito dei 15 , la serie è già lanciata verso l’anno prossimo ed altri 16 episodi  i quali sembrerebbero già terminare la gita dei protagonisti oltre confine e riportarli in USA  però difficilmente vedremo i 2 mondi in rotta di collisione , magari in futuro qualche easter eggs ma nulla più a mio parere.

Il mio voto a questa stagione è un 6,le idee ci sono e pure tante , ma sembrano essere applicate male, per il mio modo di vedere l’universo zombie questa serie potrebbe dare moltissimo di più .

 

Stay Tuned .

 

Happy Birthday (2016)

2 amici per festeggiare un compleanno partono per un viaggio con l’intento di sperimentare il  “vero mexico” offerto da Mexicali , la loro idea di weekend divertente però viene leggermente cambiata dagli eventi .

Happy Birthday è un film Black Commedy /  Horror ad opera di Casey Tebo, con un passato nel mondo del cinema ma qui alla prima esperienza come regista e sceneggiatore in un film che contiene sesso , droga , rapimenti,cartelli della droga , omosessualità , razzismo e violenza animale, tutto però senza mai cadere in un clima di vero horror, quest’etichetta di film d’orrore a fine visione mi è infatti rimasta abbastanza misteriosa ed inconcepibile visto che si limita ad una sottilissima venatura di fondo .

Venatura immersa in una trama semplice che prova a piazzare due twist sul finale, il primo colpo di coda non colpirà sicuramente tutti gli spettatori mentre il secondo forse avrà effetto su qualcuno in più,recepire o no questi cambi in anticipo può rovinare il parere sulla sceneggiatura ma non troppo, l’atmosfera generale di Happy Birthday è infatti più da commedia , con un ambientazione e personaggi sopra le righe volutamente allo scopo di dare una rappresentazione folkloristica del Mexico ( non Tijuana ) e dei turisti USA  .

Beh uno Steve così è sempre fantastico

Sicuramente il punto che più di tutti tiene a galla la nave è quello legato ai personaggi solidi e strani quasi in stile Tarantiniano ,  interpretati da un buon cast che vede partecipare al film attori come Matt Bush ( The Goldbergs ) , Erik Palladino ( 666 park avenue) ,Matthew Willig ( Agent of S.H.I.E.L.D ) ,Britne Oldford ( American Horror Story) , Vanessa Lengies (glee) ed il personaggio più strano di tutti ovvero lo sciamano nelle mani del cantante leader degli Aerosmith Steven Tyler .

Non un capolavoro ma un discreto film Low Budget da serata tranquilla , ben girato ma con qualche correzione poteva puntare ad aggiungere un pizzico di  paranoia al clima che avrebbe reso la situazione più intrigante .

Stay Tuned

 

Sicario (2015)


Kate Macer, giovane ed idealista agente dell’FBI, prende parte ad una delicata operazione per catturare un boss della droga e porre fine al narcotraffico al confine tra Stati Uniti e Messico. Viene trasferita in una speciale task force diretta dal misterioso Matt Graver e dall’ancora più misterioso Alejandro. Da quel momento in poi le certezze di Kate su chi è “buono” e chi è “cattivo” si sgretoleranno.

Sicario è un Thriller del 2015 diretto da Denis Villeneuve ( Prisoners) ,ha la caratteristica di essere un film corale,i personaggi che vi appaiono sono bilanciati,mai totalmente chiari o totalmente scuri loro sono nel mezzo,le loro azioni vanno pesate dallo ed interpretate dalla morale dello spettatore stesso,Denis si prende solo il compito di mostrare la storia e lo fa maledettamente bene,con un utilizzo delle immagini sublime che da solo è in grado di rende un film ben oltre la sufficienza,tanto di cappello al direttore della fotografia Roger Deakins(Skyfall,Prisoners,non è un paese per vecchi).

Il tutto partendo dalla sceneggiatura scritta da Taylor Sheridan,teoricamente un attore di serie TV alla prima esperienza come sceneggiatore,la sceneggiatura infatti non è perfetta,è abbastanza grezza e “televisiva” in alcuni suoi aspetti  e probabilmente finendo in mani diverse sarebbe diventata una trama mediocre in un film mediocre (o addirittura peggio),ha però il pregio di essere assolutamente ancorata ancorata al suolo,plausibile nelle situazioni e reale nelle reazioni dei protagonisti,niente monologhi e dialoghi reali che rendono la storia sufficientemente solida ed il ritmo mai troppo blando (ma nemmeno frenetico).

A Villenueve bisogna riconoscere il merito d’essere riuscito ad utilizzare il budget a sua disposizione per circondarsi di gente che sa come fare cinema ,oltre al già citato Deakins parlo anche degli attori, Kate la protagonista è interpretata da Emily Blunt,ancora una volta nei panni action dopo Edge of Tomorrow, insieme a lei troviamo l’enigmatico personaggio di Alejandro ovvero Benicio Del Toro (Guardiani della Galassia) in un quasi mistico stato di grazia che gli ha consentito di parlare più con le espressioni ed i gesti che con la voce,per finire c’e il personaggio interpretato da Josh Brolin (Il Thanos della Marvel),a nessuno di loro mi sentirei di dare un voto inferiore all’8 , pressochè perfetti nonostante alcuni punti dei loro personaggi siano solo abbozzati,una dimostrazione di come l’attore giusto al momento ed al posto giusto possa essere importantissimo.

Sicario rientra sicuramente nell’elenco dei film del 2015 da vedere,se siete amanti del genere ne rimarrete certamente entusiasti.

Stay Tuned

 

 

Recensione Film : V/H/S : Viral (2014)


V/H/S : Viral è un antologia horror del 2014,seguito dei precedenti V/H/S e V/H/S 2 ; ma cosa sono esattamente ?? Queste antologie sono raccolte di “mini-film” dell’orrore girati da diversi registi più o meno emergenti con un budget ridotto,tutti nello stile found footage.
Con dietro le quinte per la terza volta i gruppi The Collective e Bloddy Disgusting questo capitolo si discosta di molto dai precedenti ,abbandonando la via dei corti dal sapore un po’ vintage che aveva entusiasmato nei precedenti film per abbracciare il moderno stile dinamico ; complice di questo anche il cambiamento sostanziale dietro la macchina da presa dove troviamo Marcel Sarmiento( già presente nell’antologia the abc of death);Aaron Moorhead;Gregg Bishop;Justin Benson e Nacho Vigalondo ( extraterrestrial,open windows) ,quest’ultimo probabilmente il più famoso della compagine.


Come nei precedenti capitoli uno di questi registi ha scritto la storia di “collegamento” ovvero il corto che da inizio e fine all’antologia e che ne funge da intermezzo per gli altri; in questo caso il sacrificato è Sarmiento che segue la fuga di uno strano furgoncino dei gelati  che scappa dalla polizia per le vie della città seminando morti,violenza e manie di protagonismo , probabilmente è il corto meno riuscito e più caotico del capitolo.


Bishop invece ci regala la storia di Dante the great un mago incapace,che diventa famoso grazie ad un mantello magico che permette di fare magie vere; ma ogni cosa ha un prezzo; storia molto originale al punto che forse a parer mio qui non da il suo massimo visto che rimane nell’ambito corto e non può svilupparsi,forse avrebbe meritato un low budget tutto per se risultando per tanto al limite del fuori contesto in questa scena.

Parallel Monsters di Nacho Vigalondo  invece è la chicca ,un corto completo che narra di uno scienziato che riesce ad aprire una porta su un altro universo,dove troverà la sua controparte, quanto realmente saranno uguali i 2 universi?? twist ben piazzato,atmosfere ben costruite e il giusto livello di disturbo mentale da procurare allo spettatore; solo questo segmento vale il film

Per ultimo la coppia Justin Benson e Aaron Moorhead che ci regala la storia di un gruppo di skater che vogliono firmare le loro acrobazie in un acquedotto di Tijuana, finendo in mezzo ad un rito del culto dei non morti , un viaggio all’inferno dinamico e ben colorato il look dei non morti è esteticamente unico e originale, peccato per il finale.

Purtroppo questo capitolo è decisamente un salto indietro comparato con i precedenti; rimane comunque un ottimo film da vedere a cervello spento,per conoscere qualche regista nuovo o anche solo per il corto di Vigalondo
STAY TUNED

 


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