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Fear, Inc. ( 2016 )

Fear, Inc. è il tipico horror da mettere in lista sotto Halloween, la storia di un gruppetto di amici capeggiati da un amante dell’orrore cinematografico che assoldano una compagnia Fear, Inc. per organizzare loro una spaventosissima festa a tema, senza sapere nelle mani di chi sono finiti; alla regia troviamo l’esordiente Vincent Masciale ( Già regista di un corto con lo stesso nome ) e la sceneggiatura è dell’altrettanto novizio Luke Barnett.

Proprio la sceneggiatura porta qualche punto extra a questo titolo infatti è scritta in modo semplice, ma presenta un alto numero di twist narrativi del tutto coerenti alla trama portando lo spettatore nella paranoica spirale del dubbio insieme ai protagonisti, senza mai poter essere al 100% sicuri di cosa cavolo stia succedendo in quella casa, un limbo fra verità e finzione dove i classici horror vengono citati in continuazione, se odiate le citazioni ed i rimandi beh evitate Fear, Inc.

Nel cast troviamo : Lucas Neff (  Slash ) , Caitlin Stasey ( Reign ),  Chris Marquette  ( Fanboys ), Stephanie Drake ( MadMan ) e Abigail Breslin ( Zombieland ), prestazioni nella norma e volti ben scelti per i ruoli assegnati loro dalla direzione.

Un horror leggero e “Divertente”, ma non per questo stupido, Vincent ha giocato a fare il David Fincher con risultati discreti per un novellino Fear, Inc abbondantemente sufficiente per una serata fra amici, meglio ancora se amanti dell’orrore.

 

 

Train to Busan (2016)

Mentre un epidemia zombie scoppia in Korea del Sud, un gruppo di passeggeri dovrà lottare per sopravvivere all’interno del treno che li dovrebbe portare da Seul a Busan.

Train To Busan , conosciuto in patria come Busanhaeng  è uno zombie movie made in  Sud Korea, esordio fuori dal mondo dell’animazione del regista e sceneggiatore Sang-ho Yeon .

La storia ruota attorno ad una coppia di protagonisti formata da un padre che vive per il lavoro e la sua piccola bambina in viaggio per raggiungere la sua ex moglie a Busan, mentre il treno sta per partire però scoppia l’infezione e con essa iniziano i problemi,l’outbreaks  di un infezione ( zombie o non zombie è uguale ) a parere mio è sempre un punto molto importante di questo genere di pellicole ed è in grado di far guadagnare ad esse una discreta quantità di punti,se realizzato in maniera consona dona una maggiore profondità alla situazione,Train to Busan su questo prende l’intero bottino.

L’origine della malattia rimane misterioso, ma la sua esplosione è potente, Sang-ho la mostra arrivare sotto forma di orde zombie affamate,stupide ed inarrestabili come in passato ha tentato di fare il film World War Z ed ottiene l’encomiabile risultato di mostrare questa rabbia senza mai cadere nello splatter, nemmeno per un secondo, non ci sarà il solito lancio di budella che accompagna le pellicole di questo tipo,cosa che per carità non mi ha mai infastidito ma alla lunga annoia .

Se gli zombie funzionano bene gli umani funzionano anche meglio risultando sempre molto credibili e offrendoci in pratica tutto il campionario di egoismo, altruismo, vigliaccheria, meschinità, spirito di sacrificio e  tentativi di redenzione che troviamo nella società moderna, uno spaccato sociale che per certi versi ricorda ciò che in passato offriva il regista Romero.

Un movimento continuo, frenetico,esercizio di stile non facile quando si decide di ambientare quasi tutta un pellicola a bordo di un treno, si potrebbe prendere in esempio Snowpiercer il quale ha la facilitazione di poter mostrare un mondo sci-fi e poter variare l’intero contesto di vagone in vagone,Train To Busan non ha questo vantaggio eppure sfrutta perfettamente la situazione e gli spazi ristretti fra carrozze sicure e vagoni bloccati da creature, nonostante tutto sia in perenne movimento la sceneggiatura trova e si prende i suoi momenti di pausa per farne spunti di riflessione, aggiungiamo pure che l’insieme risulta ben girato con soluzioni tecniche e grafiche originali .

È uno dei film coreani ad aver incassato di più e già si parla di un seguito , un prequel ambientato 24 ore prima già esiste sotto forma di un opera d’animazione chiamata Seoul Station ad opera del regista stesso.

Mi sento di consigliarne la visione a tutti gli appassionati di Z-movie, non è un film che cambierà loro la vita ma è molto piacevole,siamo molto abbondantemente sopra la sufficienza vicini al voto 8 , un viaggio in prima classe per zombieland.

Stay Tuned.

Knucklebones (2016)

Un gruppo di ragazzi  annoiati decide di fare una gita in una fabbrica abbandonata, all’interno di questa troveranno un gioco misterioso ed antico in grado di evocare direttamente dagli inferni un demone assetato di sangue.

Knucklebones è un film del 2016 diretto dall’esordiente Mitch Wilson, un horror slasher a sfondo demoniaco con molti spunti presi dai classici del genere, in cui il solito gruppo di teen incappa in un demone e dovrà combattere per la sopravvivenza,in questi casi la sfida è cercare di evitare l’effetto copia incolla dai titoli base del genere , ma allo stesso tempo di realizzare qualcosa di guardabile.

Il film ha il vantaggio di non esagerare mai nel prendersi sul serio, con un entità in stile Freddy Krueger che gioca anche verbalmente con le sue vittime ,qualche riferimento al altri titoli  tipo Ghostbuster oppure Gli intoccabili, singolare il modo in cui il demone approda nel nostro mondo,  rompendo ossa ed uscendo letteralmente dal corpo della prima vittima,scelta originale e d’effetto anche per via della realizzazione discreta del personaggio.

Come ogni slasher che si rispetti parliamo di una buona base gore , classiche mannaiate e colpi di motosega con qualche uccisione particolarmente originale , il body count è stato maggiore di quanto previsto infatti gli sceneggiatori hanno provveduto tatticamente ad inserire un secondo gruppo di ragazzi con motivazioni assolutamente WTF che competono con la presenza dei Nazisti nel film ,questo secondo gruppo  ha il puro scopo di essere carne da macello per Mr Knucklebones allungando la lista dei morti,

Alcuni passaggi del film hanno componenti WTF di livello normale, oltre alla sopracitata presenza di amici di svastica troviamo le classiche decisioni senza senso ed un insieme di armi gentilmente fornite al killer dai protagonisti stessi con una frase tipo << vado a prendere i miei attrezzi da lavoro in macchina>> , ma nulla di troppo pesante per la categoria del film .

Cast ovviamente giovane e in linea con il budget ridotto nel quale troviamo Julin ( Cherry bomb) ,Tom Zembrod ( From the dark ) e Justin Arnold ( Love & air sex) ,non sono richiesti alti livelli di recitazione ne i personaggi sono molto approfonditi quindi va bene anche cosi.

Momento old school

In totale Knucklebones è un horror decente per una serata a tema sanguinolento , nulla di spicco ma nemmeno da buttare via , galleggia intorno al 6.

Stay Tuned

 

31 ( 2016)

Halloween 1976, un gruppo di hippies ,a bordo di un’improbabile caravan, sono in viaggio per il loro prossimo show, quando vengono assaliti nel cuore della notte da degli uomini mascherati e costretti a partecipare ad un gioco infernale che li vedrà lottare per la loro sopravvivenza contro un manipolo di sadici clown .

31 è un progetto crowfounding capitanato dall’eclettico musicista e regista Rob Zombie ( La casa dei 1000 corpi) , uno che ha fatto delle sue stranezze e deviazioni mentali uno stile e che se ne frega abbastanza di ciò che il mercato delle produzioni vuole , con il risultato che ormai nelle major lo vedo come persona non gradita e che questo film lo ha girato solo su volontà ( espressa in dollari ) dei suoi Fan che lo hanno supportato.

La reazione di Rob al mercato Mainstream

Una caccia all’uomo mortale all’interno di un labirinto, 12 ore per sopravvivere a tutti gli abomini umani che un gruppo di ricchi gli scatenerà contro,una trama sviluppata in maniera tremendamente semplice che non cerca nemmeno di spiegare cosa sta succedendo e perchè, semplicemente tutto viene mostrato come e quando avviene senza un minimo di background esplicativo;  ennesima dimostrazione di quanto Rob sia un Fanboy  e non faccia assolutamente nulla per nascondersi.

Anzi il signor Zombie fa tutto per farci vedere quanto ami questo genere,31 è una frenetica scheggia impazzita che viaggia su musica southern rock,ci butta dentro tutto ciò che più gli piace,il suo stile grafico non è in discussione ed a tratti da l’impressione di essere più di una spanna sopra gli altri ( solo che gareggia in una categoria creata da lui e con solo lui all’interno ); stesso discorso vale per i villans della storia ovvero una galleria di clown ruvidi ,sporchi e cattivi , partendo da un nano nazista che parla in ispanico e finendo con il “risolutore”Doom Head ognuno porta al film le sue belle saccate di sangue finto e le sue scene splatter prese dai classici slasher.

Se i cattivi per il sottoscritto sono stati esaltanti non si può dire lo stesso del team dei buoni,per qualche motivo non mi sono mai sentito di tifare per loro, empatia ( forse volutamente ) ridotta al minimo grazie a personaggi scarsamente caratterizzati  e incasellati nei ruoli assegnati , con tanto di Final Girl definita in maniera chiara dopo pochi secondi in scena, poco chiaro anche l’utilizzo da parte della regia delle scene d’azione,  le quali spesso sono girate come eventi contemporanei ed esageratamente confuse, punto molto dolente dell’intera visione.

Immagine di repertorio della sempre sobria Sheri Moon

Cast formato da volti giusti al posto giusto, con alcuni volti già comparsi nel mondo di Zombie , nel film troviamo oltre sua moglie Sheri Moon Zombie ( Le streghe di Salem ) anche Meg Foster  ( Essi Vivono ) ,Malcolm McDowell ( Arancia Meccanica ) e soprattutto il personaggio più riuscito ovvero Doom Head di Richard Brake ( Halloween II ), buonissime prestazioni per tutti gli attori del cast.

31 è un film che mi ha soddisfatto , forse non riempito ma soddisfatto si,Rob mi riesce sempre a comprare con il suo stile.

Stay Tuned .

 

Emelie (2016)

Una giovane coppia decide di festeggiare il proprio anniversario uscendo a cena fuori affidando i 3 figli ad una babysitter  di fiducia,solo che la tata non è disponibile e li manda dalla sua migliore amica Anna,ed ovviamente la serata non sarà gradevole come sembra.

Michael Thelin debutta alla regia con un mix di horror e thriller, una variazione sul tema delle invasioni casalinghe che influenzerà sicuramente le vostre prossime uscite familiari,non dico che vi metterà il terrore di chiamare una babysitter ma farete molte ricerche su di lei prima di lasciarla sola con i vostri pargoli.

La trama di Emelie è lineare e semplice,svela le intenzioni di “Anna” piano piano in una escalation di situazioni psicologicamente disturbanti ben pianificate a livello di sceneggiatura,finisce però per perdere punti per via di alcune discutibili scelte narrative prese dopo circa metà film , quando le carte si svelano completamente ma bisogna tirare  avanti ancora un po’ il film; cosi come personalmente non ho gradito la gestione delle motivazioni della protagonista,forse potevano essere pensate meglio e altrettanto meglio utilizzate; nulla di tremendamente negativo.

Il cast recita bene , facce giuste al posto giusto , la bellissima Sarah Bolger (The Lazarus Effect)  è la babysitter protagonista ,con un espressione tanto innocente quanto inquietante ,  gli attori bambini sono per lo più al debutto eccezion fatta per il più grande ovvero Joshua Rush ,che in passato è stato il giovane Chuck ( in Chuck) e Sylar ( in Heroes) , completano il cast Susan Pourfar ( Scandal ) e Chris Beetem ( Black Hawk Down) che interpretano i genitori .

Un film carino , non un capolavoro  ma una variante molto interessante di un genere che non sempre è in grado di integrarsi ed evolversi , sicuramente ha una presa maggiore su dei genitori a loro potrei addirittura sconsigliarlo .

Stay Tuned.

 

 

 

Southbound (2015)

Un antologia horror di solito è un prodotto di facile fruizione , un insieme di storie con un visibile filo conduttore che le tiene insieme come perle di una collana; nel caso di Southbound però questo passaggio è meno in vista,se siete spettatori poco attenti o poco amanti dei dettagli questo legame potrebbe addirittura essere più lieve,al punto tale di trasformare l’intera situazione in un caotico susseguirsi di episodi.

4 registi si susseguono in altrettanti episodi , ad aprire e chiudere le danze abbiamo il collettivo Radio Silence (V/H/S ) ,molto interessanti i loro mostri , ma la storia è altalenante e si perde definitivamente quando in maniera abbastanza forzata tenta di avviare\concludere il loop che da origine e pseudo-spiegazione a tutti gli eventi successivi\precedenti.

A seguire abbiamo un segmento più basic,dedicato ad una band tutta al femminile alle prese con una strana famiglia ,a dirigerlo troviamo Roxanne Benjamin,è al suo debutto sulla seggiola del regista quindi ha le attenuanti del caso, tutto fila liscio fino al finale dove le carte vengono mostrate e si finisce nella fase …ora cosa gli mostro ?? però può ancora migliorare.

La fine di questo secondo episodio da il letterale inizio al successivo, a parere mio il meglio riuscito del conglomerato e decisamente il più sanguinolento, dietro la macchina da presa troviamo David Bruckner ( Signal) , la trama è la più lineare e semplice possibile, racconta poco ma lo racconta benissimo, il protagonista deve salvare una ragazza che ha investito, solo che i suoi tentativi non avverranno in una maniera molto classica , una situazione che sembra uscita da un edizione horror di The Twilight Zone,ben fatto David.

Per contrasto il pezzo di Patrick Horvath (The Pact II) è forse il peggiore della compagnia,perchè come nella seconda parte a cura dei Radio Silence si cerca forzatamente di dare un senso alla situazione,solo che qui siamo in un contesto molto redneck demoniaco con uomo che irrompe in un bar cercando notizie di sua sorella ,scomparsa anni prima.

In maniera diversa da quanto accade in molti altri titoli antologici Southbound vive nello stesso universo , per spiegarmi meglio , le storie sono da prendere come singola entità, quasi al limite dall’essere un unico film con differenti nomi alla regia,cosa che lo tiene leggermente fuori dalla massa della categoria ( che negli ultimi anni sta ingrassando a dismisura ) e gli consente sicuramente di guadagnare qualche punticino ( in recupero dopo i molti persi con il segmento di Horvath).

Sicuramente non parliamo di un capolavoro , ma se vi piace il genere antologico potreste trovarlo molto interessante,siamo sulla sufficienza piena.

Stay Tuned

 

 

Kill Game (2015)


Nella città di Grace Arbor , un misterioso assassino ha iniziato a mietere vittime fra un gruppo di studenti con un oscuro segreto e che anni prima si erano resi protagonisti di pesanti scherzi ai danni di varie altre persone,chi si nasconderà dietro la maschera del killer??

Kill Game vede l’esordio di Robert Mearns nella duplice veste di regista e sceneggiatore, ci troviamo al cospetto di un classico horror slasher che cerca di prendere ispirazione dai classici anni 90.

La trama si sviluppa lentamente,e ruota prevalentemente attorno alla spirale di uccisioni effettuate dal killer misterioso e dai flashback che via via svelano il passato dei protagonisti ed il loro oscuro segreto,escludendo questi segmenti il resto è solo riempitivo che serve alla sceneggiatura per tentare di creare mistero sulla figura mascherata e preparare i ragazzi alla loro triste sorte, alcuni sviluppi risultano totalmente forzati,e seguendo questa scia di forzature un occhio esperto può arrivare a indovinare la fine della pellicola con una precisione di circa il 50% dopo mezzora e poco successivamente avere la certezza,la storia del grande scherzo finito male infatti risulta essere oltre la logica normale,soprattutto quando verrà spiegata totalmente , cosi come alcuni comportamenti dei personaggi .

Le uccisioni dei protagonisti dovrebbero rappresentare un punto ad alto impatto splatter, come tradizione del genere slasher, ma qui sopraggiungono i limiti da low budget, i quali permetteranno allo spettatore d’intuire come l’assassino dalla maschera di Marylin compirà la propria vendetta, senza però mostrarla in modo “soddisfacente” ( o almeno per il sottoscritto) ,tanto sangue per nulla,spingendo il film sul genere torture e revenge forse Kill Game avrebbe potuto trovare il suo Shangri-La oltre ad ovviare le piccole lacune di vario genere presenti qui e la nella pellicola.

Cast ovviamente giovane , nel gruppone troviamo Pierson Fode (Indigenous ),Joe Adler (The Mentalist) , Sari Sanchez ,Tommy Beardmore e tanti altri , il livello di recitazione è nella norma del genere low budget, i personaggi invece sono abbastanza incasellati e bidimensionali.


In sostanza Kill Game non è sicuramente un film che inciderà sul genere Horror , è un film abbastanza banale che può però tornare utile per tappare la ” Fame ” da horror in mancanza di altro da vedere.

Stay Tuned

 

[ Serie TV ] Ash Vs Evil Dead

Prima di partire con Ash Vs Evil Dead facciamo un saltone indietro nel tempo , anno 1981 negli USA esce The Evil Dead , da noi chiamato La Casa ed uscito ben 3 anni dopo nel 1984, la pellicola segnava l’esordio alla macchina da presa di Sam Raimi (Darkman,Drag Me to Hell) e che vedeva protagonista l’attore Bruce Campbell ,un Commedy horror intriso del meglio del trash visionario anni 80, il tipico film che lo ami o lo odi , nel 1987 e poi nel 1992 uscirono 2 seguiti ufficiali chiamati rispettivamente Evil Dead II e Army of Darkness oltre a questi seguiti canonici nel 2013 fu protagonista di un Remake per non parlare della lunga lista di Apocrifi ,usanza fortunatamente persa che consisteva nel girare film che poco avevano in comune con l’originale ma dargli un nome che in qualche modo potesse richiamarli o farli passare per seguiti ( tipo La Casa 3) , per il mondo del cinema la serie originale è tutt’ora una fonte continua di rimandi e citazioni .

Stagione 1
Stagione 2
Stagione 1
Come una bomba però nel 204 l’emittente Starz annuncia di avere in cantiere un progetto legato alla saga, aggiungendo che la serie tv sarebbe stata un seguito della trilogia originale sotto il nome di Ash Vs Evil Dead , ovvia la scissione fra i fan, molti riluttanti sulle possibilità di ricreare quel clima di splatter trash e follia nel 2015 ed in formato episodico,ed ammetto che un pochino di dubbi li ha avuti anche il sottoscritto , nonostante il cuore pulsante della storia fosse ancora lo stesso, il duo Sam Raimi  e Bruce Campbell ,la visione avrà risolto i miei dubbi??

Si ,totalmente risolti ,la serie è l’estensione naturale della trilogia,nella trama sono passati 30 anni dagli eventi del primo film  cosi come più o meno sono passati per noi , ritroviamo Ash al completo con motosega,boomstick e groovy annessi,ritroviamo il Necronomicon,la casa maledetta e tutti gli ingredienti che hanno reso famoso il film,il background viene rispettato ed ampliato e così il nostro eroe trova anche 2 nuove spalle per la  sua avventura Pablo e Kelly, un trio che guadagna affiatamento di puntata in puntata fino a diventare una sorta di famiglia , il tutto mentre i demimorti ricompaiono e la polizia ed una nuova figura misteriosa sono a caccia del trio.

Un avventura che contiene un tasso di splatter e WTF,perchè oltre che un proseguo di trama Ash Vs Evil Dead è un proseguo di spirito,i vecchi fan si immergeranno negli aspetti che gli piacevano delle pellicole ed i nuovi potrebbero rimanere affascinati e recuperarne la visione,la serie infatti è strutturata in modo da dare sempre le informazioni nei punti giusti in modo che anche chi non ha visto La casa 1 e 2 non si trovi in una situazione completamente spaesata ( anche se sicuramente si perderà milioni di citazioni più o meno celate) .

Nel cast oltre che Bruce “Grovy” Campbell troviamo Ray Santiago(In Time) nei panni di Pablo e Dana DeLorenzo( Harold & Kumar, un Natale da ricordare ) in quelli di Kelly,Jill Marie Jones (Sleepy Hollow) invece sarà la poliziotta Amanda e per finire abbiamo Xena Lucy Lawless in quelli della figura misteriosa che sembra sapere molte cose , un ottimo cast .

Stagione 2

Replicare quanto di buono fatto con la stagione 1 era difficile,nutrivo dei piccoli dubbi sulle capacità della serie di ripetersi , ma la realtà è che il team dietro Ash Vs evil dead ha portato il tutto ad un livello superiore a pascolare in un genere in cui a memoria non trovo contender , ed ecco quindi che i nuovi episodi  non si limitano alla sola espansione contestuale del franchise introducendo nuovi personaggi ed approfondendo i volti noti, ma porta il colpo d’azzardo riscrivendo la storia dei film stessi approcciandosi in maniera coerente.

voglio quel pupazzo
voglio quel pupazzo

Ovviamente lo stile non cambia, la serietà e la sobrietà stanno da un altra parte , qui ci sono litri di sangue fintissimo che schizzano ovunque, linguaggio scurrile, uso di droghe , sessismo e razzismo , il fatto che nonostante tutto questo la ruota della sceneggiatura giri fluida,sia in grado di regalare attimi creepy  e risulti ben scritta è un surplus piacevole ( decidete voi quale dei 2 aspetti sia il vero plus )

Oltre al vecchio gruppo troviamo qualche volto nuovo come Michelle Hurd ( Jessica Jones  ) , l’immancabile Ted Raimi ed il villans della stagione Joel Tobeck ( Xena\ hercules ) e Lee Majors ( l’uomo da sei milioni di dollari ).

Il finale potrebbe addirittura porre le basi per un ‘ tiro da tre ‘assolutamente di classe , raccordare la trilogia originale con il remake moderno , ma qui l’azzardo è mio perchè è un post credit molto evanescente, ma la season 3 è già stata confermata.

Se avete amato i film dovete assolutamente vederla , se amate lo splatter un pochino ignorante fa per voi , insomma è partita come una bella sorpresa me ora è una piacevole certezza.

Stay Groovy

The Vatican Tapes (2015)

Nel giorno del suo venticinquesimo compleanno, la giovane Angela Holmes si taglia un dito, perde molto sangue e comincia a comportarsi in modo strano,le cose però sono più complicate di quello che sembrano.

Mark Neveldine (Crank , Ghost Rider,Gamers) esordisce in solitaria nella cabina di regia con The Vatican Tapes , un horror che tenta di ibridare l’abusato tema dell’esorcismo con l’altrettanto usurato filone apocalittico\religioso,lato positivo Mark decide di non seguire la moda dei finti docufilm,ci mette un po’di cospirazione vaticana e qualche finta intervista\ finto TG  ed immagini di repertorio per dare un tocco di realtà .

si il vicario è il gladiatore nero de Il Gladiatore

Il risultato è una poco piacevole accozzaglia di rimandi alle fondamenta stesse del genere come i vari Possession o L’esorcista ( oltre che molti altri),tenuti insieme da una molto elementare trama che spesso per reggersi trae aiuti da momenti WTF con il risultato di avere una sceneggiatura prevedibile ed in stile formaggio con i buchi,una cosa davvero maligna(altro che l’anticristo),in alcune scene sinceramente mi sono domandato come fosse possibile non essersi giocati l’effetto claustrofobia nonostante fosse un effetto semplice da raggiungere in alcune inquadrature.

è li ..la senti la claustrofobia? evidentemente no

I personaggi all’interno del film sono al limite del bidimensionale,occupano le caselle cliché e da li non si muovono per nessuna ragione,un peccato perchè i nomi in gioco non erano poi male, la protagonista è Olivia Taylor Dudley (Transcendence )offre una gran prestazione a livello fisico , vanificata del resto degli sviluppi intorno al suo personaggio,insieme a lei troviamo anche Padre Lozano ovvero Michael Peña ( The Martian)  e l’attore Peter Andersson nei panni del Cardinale Esorcista( Nils Bjurman della serie Millennium) .

La parte migliore sta nel finale, quando The Vatican Tapes riesce a mettere in mostra qualcosa di fuori dal genere  ( si ..quando in un film horror la parte migliore è dove abbandona l’orrore vuol dire che c’è qualche difettuccio di fondo) per “rovinare” il tutto la situazione viene solo accennata e poi chiusa dal finale.

chiede perdono per il film??

Difficile pensare che la sceneggiatura di  The Vatican Tape fosse stata eletta nel 2009 la sceneggiatura migliore fra quelle nella Blacklist (non realizzate),l’idea poteva essere sviluppata totalmente meglio,siamo abbondantemente sotto il 6,.

Stay Tuned

 

South of Hell : La prima stagione


Di South of Hell non avevo sinceramente mai sentito dire nulla fino a che non mi sono trovato a vederne il primo episodio qualche settimana fa,una miniserie di 8 episodi fra orrore,demoni ed esorcismi che annovera fra i produttori il regista Eli Roth (Green Inferno,Hostel) che ha curato anche la regia dell’episodio pilota, oltre a lui dietro la macchina da presa si sono alternati Jennifer Lynch ( figlia del più noto David Lynch), Rachel Talalay( Ghost in the Machine,Tank Girl) ,Jeremiah S. Chechik e Ti West ( The sacrament, Cabin Fever 2 ).

Eli roth al naturale

La trama segue Maria e David Abascal 2 fratelli figli di Enos Abascal,a capo di una setta religiosa e che durante la loro infanzia ha inserito all’interno di Maria un demone rinnegato chiamato Abigail,dopo essere stato ucciso dalla polizia in una retata ora Enos è tornato per proseguire con il suo scopo di conquista del pianeta e riunire la sua famiglia.

La serie si appoggia su dinamiche non molto originali,tuttavia alcuni espedienti narrativi portano quel minimo di frescura necessaria a non sapere eccessivamente di stagnante,bella l’idea degli “spot televisivi” con il misterioso motto prendi controllo della tua vita che appaiono con frequenza sempre maggiore all’interno della serie ,in diverse forme giungendo perfino in purgatorio ,bella anche la rappresentazione che la serie dona di questo luogo misterioso da cui partono bus per l’inferno,ma il resto si assesta su un letto di normalità.

Nel cast troviamo Mena Suvari ( American Beauty,American Pie) nel doppio ruolo di Maria\Abigail, suo fratello David invece è Zachary Booth al loro gruppo vanno poi aggiunti il prete Elijah e sua figlia 0vvero Lamman Rucker e Paulina Singer, questo il gruppo centrale della storia insieme a Bill Irwin (la voce di TARS di Interstellar) nel ruolo di Enos.

Premio personaggio meglio riuscito a Enos

Attualmente non ho informazioni riguardo ad una futura 2 stagione,l’episodio finale è qualcosa di veramente folle (vedere per credere),il rilascio della serie in un unico pacchetto è stata un ottima scelta,vederla in maniera molto spezzettata potrebbe essere poco soddisfacente.

Una serie leggera e low budget,nulla di imperdibile,sufficiente.

Stay Tuned


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