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Mercy ( 2016 )

Mercy,prodotto per Netflix ,è la strana storia di quattro fratelli legati da un vincolo di amore e odio che ritrovano al capezzale della madre, un titolo che nonostante la trama possa fuorviare lo spettatore appartiene alla categoria Home Invasion e che ha per regista e sceneggiatore Chris Sparling ( The Atticus Institute  ).

La trama di Mercy è di per se particolare e presenta un ben congegnato twist finale , ma il modo in cui Chris sceglie di portare a schermo il suo lavoro è confusionario e alcune forzature dei passaggi si notano troppo,dando una sensazione di leggera incoerenza nello spettatore .

Un film che cerca più volte di portarci fuori strada, per qualche secondo ho addirittura sperato avesse intrapreso la via dello slasher, ma l’assenza di splatter ha ovviamente smentito la mia teoria prematura,nel cast troviamo James Wolk ( Zoo ), Tom Lipinski ( The Knick ) , Michael Godere e Mike Donovan, punto negativo lo spessore poco esplorato dei personaggi che non permette legami empatici con nessuno di essi.

Mercy

Mercy è un discreto film a più strati, non mi ha convinto al 100% però nemmeno mi ha annoiato a morte,avrebbe potuto intrattenere di più quindi finisce con un voto globale di poco sotto la sufficienza.

 

[ Serie tv ] The exorcist

Il mio approccio alle serie TV complementari al mondo dei film è sempre particolare senza essere però ostile, ho avuto ottime esperienze come quella di Dal tramonto all’alba oppure Westworld e pessime come Minority Report e Limitless, diciamo che sono abbastanza cauto e questo porta le serie di questo filone ha fare passi indietro nella mia personale watchlist delle serie, dopo mesi di tentennamenti però ho deciso di dare uno spiraglio a The Exorcist ovviamente tratta dal celebre film horror ( a sua volta tratto da un  romanzo di William Peter Blatty ).

A collaborare nei miei tentennamenti la presenza di Jeremy Slater che come sceneggiatore ha firmato cose tipo Fantastic Four e Lazarus Effect e si è solo parzialmente riscattato con Pet, nei 10 episodi che compongono la prima stagione ci troveremo davanti ad un mix particolare di eventi che almeno inizialmente sembreranno totalmente slegati da quelli del ben noto franchise salvo poi con un colpo di coda nel mezzo del cammino dare un senso a titolo e sparigliare le carte in tavola in vista del gran finale.

Un legame semplice, quasi un piccolo tocco di classe che rende la storia godibile anche per i pochi che nella loro vita non hanno mai incrociato i fiotti verdi del vomito della piccola Regan, che però assume ben altri toni e valori negli occhi di chi conosce i personaggi per citare guerre stellari avremo la sensazione di ” We are Home ”  che probabilmente è l’obbiettivo massimo di qualunque progetto voglia aggrapparsi ad un nome più blasonato e storico .

Il ritmo degli episodi è buono, gli eventi si susseguono ben cadenzati e senza frenesia,un giusto mix fra vecchio e nuovo lontano dal sapore troppo vintage dei vecchi horror da cui parte quanto dai modernissimi film sulle possessioni, poche scene truculente e un buon gioco d’equilibrio nel dosare le emozioni.

Nel cast di the exorcist troviamo : Alfonso Herrera ( Sense 8 ), Ben Daniels ( Flesh and bone ),Kurt Egyiawan ( Pan ),  Geena Davis ( La Mosca ) e Robert Emmet Lunney, la recitazione è sicuramente ben fatta, con i volti giusti al posto giusto.

Forse qui non proprio al posto giusto

The exorcist è abbondantemente oltre la sufficienza, consigliata per tutti gli amanti del film originale, il finale è ovviamente aperto e lascia presagire una possibile seconda sfida per questa serie.

Continua su questa via Jeremy

Stay Tuned.

 

 

 

Incarnate ( 2016 )

incarnate

Uno scienziato in sedia a rotelle con l’abilità di entrare nel sub-conscio delle persone possedute dovrà liberare un bambino ed affrontare un demone con un potere mai visto prima, un orrore che risiede nel suo passato.

Difficilmente un titolo che impiega 3 anni ad uscire in sala ( terminato nel 2013 ) si dimostrerà un film di primissimo livello, ed è esattamente questo il caso di Incarnate, un horror a base di possessioni prodotto dalla Blumhouse come The Conjuring o Insidious dove però al posto di James Wan abbiamo Brad Peyton che nel suo CV vanta San Andreas e Viaggio nell’isola misteriosa e di orrore non sono sicuro ne sappia molto.

Tranquillo..ci riprenderemo
Tranquillo..ci riprenderemo

L’originalità si ferma tutta alla trama e nelle intenzioni dello sceneggiatore di farne un’ibridazione di esorcismo e scienza con un metodo simil Inception, sicuramente una scelta migliore del solito prete che pronuncia formule latine per liberare il povero posseduto, ma portata avanti sulle stesse basi leggermente modificate, quindi con gli stessi risultati di rivedere il 10000000000 esimo film che si ispira all’Esorcista.

Un peccato perchè tutta questa originalità sarebbe potuta essere una sceneggiatura interessantissima,invece viene resa piatta e senza nessun tipo di angoscia per lo spettatore c’è qualche piccolo picco ma sporadico e non in grado di illuminare il buio della trama,la CGI è appena superiore al livello di imbarazzo ed è praticamente impossibile provare qualsiasi tipo di empatia con i personaggi,nonostante la trama abbia situazioni in grado di scavare nella loro psiche e nel loro passato verranno lo stesso tenuti bidimensionali .

Incarnate poggia quasi tutto sulle spalle del suo protagonista Aaron Eckhart ( Attacco al Potere ) e sul suo giovanissimo antagonista David Mazouz ( Gotham ) oltre a loro abbiamo Carice van Houten ( Trono di Spade ) , Catalina Sandino Moreno ( American Gothic ) e Keir O’Donnell ( American Sniper ), il cast è buono, ma può poco per salvare la pellicola .

80 minuti scarsi di durata e poco orrore , Incarnate è sotto la mia sufficienza di molto,probabilmente in altre mani il risultato sarebbe stato decisamente migliore.

Stay Tuned.

Corridoi del tempo ( 1988 )

La Terra è sovrappopolata. La pressione demografica fa nascere enormi problemi, che il governo mondiale cerca di risolvere utilizzando tutti i moderni ritrovati. Due anime, due teorie si scontrano ai massimi livelli: c’è chi vuole usare metodi “naturali” per abbassare il numero degli abitanti, e c’è chi vorrebbe utilizzare il nuovo sistema di viaggi nel tempo per spostare nel passato, il più lontano possibile, interi agglomerati urbani. Ma cosa si può fare quando, per mancanza di mezzi appropriati, un’intera cittadina svanisce nel tempo? Come recuperare quei poveretti? Pochi sono i krononauti esperti, e solo al migliore di essi verrà affidato quest’immane compito: ma riuscirà Konteau a ritrovare i dispersi quando ad alto livello si trama per la sua disgrazia?

Nuovo appuntamento con le letture, sempre genere fantascientifico e anche questa volta ci troviamo con un ambientazione non terrestre, il libro di cui parleremo oggi è Corridoi del tempo originariamente chiamato Krono , uscito nel 1988 e scritto da Charles L. Harness.

La trama vede il protagonista alle prese con un indagine che lo porterà a rivelare un complotto oscuro e a scoprire qualcosa di più sul suo stesso lavoro di Krononauta, Konteau è dotato di un occhio bionico particolare , in grado di ampliare i suoi sensi , comunicare a distanza con lui e fungere da arma in caso di emergenza, un oggetto sperimentale di misteriosa origine che solo lui possiede e con il quale ha sviluppato un legame superato solo da quello che ha per Helen , la sua ex-moglie, sua ossessione.

la Hellen di Poe citata nell’opera

Harness nonostante il numero di pagine della storia non sia enorme costruisce un background vasto alla sua opera , fatto di citazioni ( anche mitologiche reali ), religioni, figure di potere e riti,dando un senso di complessità maggiore alla trama, pur avendo nella trama i viaggi nel tempo evita saggiamente il sempre spinoso argomento paradossi , accennandone solo uno di piccolissime dimensioni legato al personaggio storico di Edgar Allan Poe.

Un libro che vedrei bene adattato sotto forma di miniserie TV , senza molta brodaglia da allungare in 3 ,4,5 serie una serie singola di massimo 10 episodi ( e già per questo stirerei la trama di molto ), magari per via del background variegato e spaziale prendere spunto ( senza esagerare ) da Babylon 5 ,ma meno arzigogolata nei costumi ) e come componente sci -fi potrebbe bastare qualcosa di simile alle medium budget  di SyFy ( che ovviamente sarebbe il produttore designato di una serie simile ) come the Killjoy o The Expanse .

Per non dimentiare questa serie

Tornando alla versione cartacea, corridoi del tempo è un opera corta ma gradevole , non lascia in mente grandi domande o sensazioni durature, ma può essere facilmente fruibile anche dai giovani ( non bambini ) amanti dello spazio.

Stay Tuned

Midnight Special (2016)

Tralasciando per un secondo la vera e propria trama del film e la ovvia e NECESSARIA citazione musicale ( e non solo ) ,questo film parla di un regista Jeff Nichols che gira 3 film che piacciono tanto nei festival un po indie e che riceve una chiamata ed una valigetta da  $18.000.000 per giocare in major league con il benestare dei fratelli Warner, non è certamente il primo e nemmeno l’ultimo,molti prima di lui però pur di prendersi quella valigia hanno modificato il loro stile,- indie + commerciale.

Cosa vedono i tuoi occhi da critico indie???

Jeff non è come loro,lui ha preso i dollari e li tramutati in Midnight Special , un Sci-fi che sta nel mezzo dei 2 mondi , con un papà ed un figlio in fuga da una setta religiosa e dalla polizia perchè il bambino ha dei poteri che tutti vogliono.

vedi…li è dove sono seppelliti quelli che hanno provato a non piegarsi alle Major dopo i finanziamenti

Veniamo gettati in mezzo agli eventi a noi sconosciuti e da ignoranti apprendiamo poco a poco quello che abbiamo bisogno,probabilmente nemmeno tutto,potremmo perderci qualche dettaglio o sfumatura ma l’importante è continuare il viaggio,il regista ha detto che per lui questo film è la metafora del diventare padre e alla fine potrebbe pure essere vero.

Questo in realtà è un frame del momento in cui hanno annunciato la sua comparsa in SW 7

La sceneggiatura si prende il suo tempo per mostrarci tutto,proprio come piace ai critici indipendenti e giunti alla fine della visione sono convinto che sia un opera ben riuscita anche se non perfetta con alcuni personaggi presi e tirati un pochino per i capelli ed alcune forzature per saltare piccoli forellini narrativi sparsi un in giro , ma nulla in grado di farci uscire fuori di testa.Ci sono citazioni più o meno velate ovunque,le più evidenti sono le atmosfere che ricordano titoli come Starman,incontri ravvicinati del terzo tipo,ET, ci sono metafore per tutti; per quello che riguarda i comparti azione ed effetti speciali siamo più che sufficienti.

Il cast è formato da pochi nomi, a partire dal trio con cui iniziamo il viaggio ovvero il Papà Michael Shannon ( Man of Steel ), il piccolo Alton \Jaeden Lieberher e Lucas ovvero l’amico del padre unitosi al party perchè servivano armi e munizioni interpretato da Joel Edgerton  (The gift ) dopo di loro faremo conoscenza della mamma di Alton ovvero Kirsten Dunst ( Melanchonia ) e dello specialista del FBI Adam Driver (Star Wars: Episode VII) sicuramente un bel cast con cui lavorare ed infatti i risultati si vedono .

Non è un film perfetto( siamo oltre i confini del 6 ) , ma se vi sono sempre piaciuti i film Sci fi classici ed un pochino fantasy con protagonisti i bambini,aggiungere questo all’elenco è quasi scontato,Ben fatto Jeff.

Stay Tuned

Urge (2016)

Un gruppo di amici si riunisce per un weekend “epico” fatto di relax e divertimento su un isola, ma la gita prende una brutta piega quando il gruppo finisce per sperimentare una nuova droga chiamata Urge che toglie i freni inibitori.

Urge è un Thriller del 2016 ad opera del debuttante Aaron Kaufman , rientra in quella categoria ( sempre + diffusa) dove troviamo un nome da serie A in locandina, il quale è evidentemente pagato a minuti e finisce per farne molto pochi , in questo caso la scelta è cascata sull’ex 007 Pierce Brosnan, la cui presenza fra i nomi sicuramente incide nelle scelte dello spettatore ( nonostante la vocina alle mie spalle urli …IS A TRAP ) .

Paura e delirio a las vegas ??

La natura oscura che anima ogni uomo se lasciato senza freni in balia dei propri istinti anche se non esattamente il top di originalità è un ottimo terreno di cultura per una storia se ben sfruttato, cosa che Urge non fa,galleggia sul banale mostra il declino umano con qualche scena visivamente d’impatto senza mai addentrarsi nel terreno della psicologia e senza premere sull’acceleratore della violenza ,anzi direi che è andato per tutto il tempo con il freno tirato mirando più allo stile che a dare un “anima” all’opera, che oltretutto finisce per avere un misterioso plot hole che nelle intenzioni iniziali doveva probabilmente servire a creare diversi strati interpretativi nella trama , ma che per esempio nel sottoscritto ha contribuito solo ad una grossa perdita di punti in quanto non viene nemmeno accennato un senso logico alla situazione.

Come avrete facilmente dedotto siamo nel mondo dei personaggi 2D , con grosse caselle tipo Riccone ,segretaria zerbino , Nerd frustrato , giullare del gruppo , tutti molto belli da vedere e molto vuoti nemmeno un tentativo grossolano di creare empatia con noi spettatori, escludendo il già citato Brosnan nel film troviamo altri attori come Justin Chatwin ( Shameless) , Danny Masterson ( Yes Man) , Ashley Greene( Twilight),Alexis Knapp ( Pitch Perfect) , ma nessuno di loro offre una gran prestazione.

Sotto la soglia della sufficienza, poteva e doveva prendersi una dose di Urge e perdere i freni invece risulta incompleto,sicuramente non consigliato.

Stay Tuned

 

The invitation (2015)

Un uomo,la sua nuova ragazza ed un gruppo di amici vengono invitati dalla ex-moglie del primo ed il suo nuovo ragazzo ad una cena in quella che era la vecchia casa della coppia,ma potrebbe non essere tutto come appare.

Alla regia di The Invitation troviamo Karyn Kusama , regista che era partita alla grande con Girlfight nel 2000 ma che ha poi da farsi perdonare Æon Flux  e Jennifer Body e che torna alla regia dopo 6 anni, lo fa con un film che dura 100 minuti, ma che si prende ben 90 di questi per “montare” la storia ,con un estrema lentezza ed usando dialoghi e piccoli dettagli per aumentare la sensazione di paranoia e disagio nello spettatore,raccontando poco o nulla alla fine  fino all’esplosione finale quando la situazione è cotta a puntino e si può togliere dal forno dando inizio alle vere e proprie danze finali.

Lo spettatore oculato capirà fin dal primo “vada via il culto ” la direzione che the invitation vuole intraprendere,nulla di particolarmente originale, ma siamo in quella modalità per  cui se non sei originale ma hai un esecuzione perfetta ci accontentiamo lo stesso.


Nel cast troviamo il protagonista Will ovvero Logan Marshall-Green ( Prometheus) con la sua ex moglie Eden cioè Tammy Blanchard ( Into the woods) e poi vari nomi come Michelle Krusiec ,Jordi Vilasuso ( Circle) ,John Carroll Lynch(Zodiac) ,nessun  attore di serie A ma buoni nomi in linea con il livello di una pellicola molto molto lenta e dialogata,quindi sicuramente non semplice,ben fatto.

Se amate questo genere di film a cottura lenta the invitation è consigliatissimo, se siete per le stragi violente e continuative per tutta la durata della pellicola assolutamente no,non fa per voi , per il sottoscritto siamo oltre la sufficienza piena e molto vicini al 7,5.

Stay Tuned

JeruZalem (2015)


Due ragazze americane in vacanza seguono un misterioso ed affascinante studente di antropologia in un viaggio a Gerusalemme. La loro avventura viene interrotta quando il trio si ritrova nel bel mezzo di una apocalisse biblica. Intrappolato tra le antiche mura della città santa, i tre viaggiatori dovranno sopravvivere abbastanza a lungo per trovare una via d’uscita prima che sia troppo tardi.

JeruZalem è un horror del 2015 girato dai fratelli Yoav e Doron Paz , ripreso con la tecnica ormai arcinota del Found Footage ,ma con una insolita variazione sul tema , le scene infatti mostreranno esattamente quello che la protagonista vede tramite i suoi occhiali, una versione fittizia dei Google Glass , i quali oltre a mostrarci le scene ci forniranno in alcuni momenti anche informazioni extra sui personaggi tramite l’apertura di immagini di profili Facebook,oppure supporti video aperti da chat,link a siti in stile Wikipedia o chiamate tramite skype,dando un pizzico di freschezza ad un genere che ha invaso i cataloghi cinematografici negli ultimi anni , ma forse aumentando ulteriormente l’effetto nausea a coloro che non amano questo tipo di inquadrature,sensazione che risulta accentuata quando le scene si fanno più frenetiche.

Momento che avverrà forse con un pochino troppo di ritardo,nonostante lo spettatore conosca parzialmente fin dai primi istanti il “nemico” e la sua origine ( il film si apre con un altro Footage ambientato precedentemente e che verrà ripreso più avanti nella sceneggiatura) esso farà la sua apparizione molto tardivamente,relegando l’inizio del film ad una simpatica gita in terra santa,le creature demoniache sono relativamente ben fatte,partendo dal presupposto che JeruZalem sia un low budget .

La sceneggiatura è lineare e abbastanza solida, pochi accenni al background mitologico e alla religiosità della città, usati come espediente per proseguire con la storia , cosi come buona è la motivazione che forzerà sarah a riprendere continuamente con gli occhiali speciali anziché usarne di normali,in alcuni passaggi la pellicola deve molto delle sue ambientazioni e situazioni a REC,cercando di sfruttare le ambientazioni chiuse ed i vicoli stretti e bui per dare un taglio più claustrofobico alle scene .

Il trio di protagonisti è formato da Rachel ovvero Yael Grobglas (Jane the Virgin) , Yon Tumarkin (Rock the Casbah) e la cameragirl Sarah Danielle Jadelyn , il cast soffre di un piccolo problema geografico avendo un gruppo di attori israeliani alle prese con un fintissimo accento USA,ma col passare dei minuti ci si abitua e non risulta poi cosi sgradevole.

Uno dei rari momenti in cui vedremo la protagonista

Sicuramente non un film imperdibile,ancora peggio se non amate la visuale POV,altrimenti JeruZalem rappresenta un discreto filmetto da vedere in mancanza di meglio in una serata Horror .

Stay Tuned

South of Hell : La prima stagione


Di South of Hell non avevo sinceramente mai sentito dire nulla fino a che non mi sono trovato a vederne il primo episodio qualche settimana fa,una miniserie di 8 episodi fra orrore,demoni ed esorcismi che annovera fra i produttori il regista Eli Roth (Green Inferno,Hostel) che ha curato anche la regia dell’episodio pilota, oltre a lui dietro la macchina da presa si sono alternati Jennifer Lynch ( figlia del più noto David Lynch), Rachel Talalay( Ghost in the Machine,Tank Girl) ,Jeremiah S. Chechik e Ti West ( The sacrament, Cabin Fever 2 ).

Eli roth al naturale

La trama segue Maria e David Abascal 2 fratelli figli di Enos Abascal,a capo di una setta religiosa e che durante la loro infanzia ha inserito all’interno di Maria un demone rinnegato chiamato Abigail,dopo essere stato ucciso dalla polizia in una retata ora Enos è tornato per proseguire con il suo scopo di conquista del pianeta e riunire la sua famiglia.

La serie si appoggia su dinamiche non molto originali,tuttavia alcuni espedienti narrativi portano quel minimo di frescura necessaria a non sapere eccessivamente di stagnante,bella l’idea degli “spot televisivi” con il misterioso motto prendi controllo della tua vita che appaiono con frequenza sempre maggiore all’interno della serie ,in diverse forme giungendo perfino in purgatorio ,bella anche la rappresentazione che la serie dona di questo luogo misterioso da cui partono bus per l’inferno,ma il resto si assesta su un letto di normalità.

Nel cast troviamo Mena Suvari ( American Beauty,American Pie) nel doppio ruolo di Maria\Abigail, suo fratello David invece è Zachary Booth al loro gruppo vanno poi aggiunti il prete Elijah e sua figlia 0vvero Lamman Rucker e Paulina Singer, questo il gruppo centrale della storia insieme a Bill Irwin (la voce di TARS di Interstellar) nel ruolo di Enos.

Premio personaggio meglio riuscito a Enos

Attualmente non ho informazioni riguardo ad una futura 2 stagione,l’episodio finale è qualcosa di veramente folle (vedere per credere),il rilascio della serie in un unico pacchetto è stata un ottima scelta,vederla in maniera molto spezzettata potrebbe essere poco soddisfacente.

Una serie leggera e low budget,nulla di imperdibile,sufficiente.

Stay Tuned

childhood’s end (2015)


Childhood’s end è un opera tratta dall’omonimo libro conosciuto in italia come Le guide del tramonto , scritto nel 1955 da Arthur C. Clarke  ovvero lo stesso uomo dietro le idee di 2001 odissea nello spazio,la miniserie ad opera dell’emittente SyFy si divide in tre episodi dalla durata di circa  1:20 ; questa durata li rende volendo adatti anche per una lunga maratona .

Degli enormi dischi volanti giungono dallo spazio sovrastando le maggiori metropoli mondiali, senza compiere azione alcuna se non imporre la fine di ogni conflitto terrestre tramite un loro misterioso emissario, il supervisore  Karellen, ma forse non tutto è roseo come sembra sulla carta.

Clarke era uno scrittore molto conosciuto nel genere della fantascienza “hard”,quella più classica e legata a doppio filo con la scienza reale , ed anche in questa serie si vede il suo legame con essa, ma i temi toccati dalla serie sono moltissimi  e spaziano dalle ideologie religiose fino al valore della memoria,toccando poi punti come amicizia,amore,fanatismo,pregiudizio,ognuno ha il suo spazio in questa mastodontica opera.

Una trama gigante ma estremamente solida,nonostante si  sviluppi in molto tempo ed in diversi episodi contemporanei lo spettatore non perde mai il bandolo della situazione avendo sempre chiaro in mente in quale punto si trova,anche per via di un passo cadenzato , quasi la regia dovesse darci il senso di una marcia lenta ed inesorabile vero il finale, un punto dolente è proprio legato al finale che ovviamente è abbastanza aderente alla trama originale , togliendo molti punti alla visione degli amanti del genere che hanno letto precedentemente la versione cartacea,su di loro molti giochi non avranno effetto,mancherà l’effetto sorpresa abissale nella scoperta della figura di  Karallen, un punto da mettere in conto fin da inizio visione .
Per gli altri la storia potrebbe riservare numerose sorprese ed altrettanti attimi di riflessione sulla vita oppure annoiare a morte e portare ad un abbandono della miniserie in tempi brevi,dipende da che genere di spettatore siete .

Fra i tanti attori nel cast troviamo Mike Vogel ( Under the Dome ) , Osy Ikhile (Heart of the Sea) e Ashley Zukerman( Terranova) ,gli effetti speciali sono curati discretamente ed il makeup dei Superni è molto convincente .

Non è adatto a voi se amate gli alieni che distruggono e minacciano tutti oppure l’azione adrenalinica, altrimenti potreste trovarvi a vedere un ottima miniserie,per me è stato così nonostante conoscessi già la trama,supera abbondantemente il 6.

Stay Tuned

 


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