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Luna de miel ( 2015 )

Jorge, un eccentrico medico molto solitario rapisce Isabel, una giovane vicina, apparentemente per farla diventare la sua donna trattenendola al suo fianco contro la sua volontà, ma non tutto è come sembra.

Poche righe bastano per condensare la trama scritta da Marco Tarditi Ortega per Luna de miel ( conosciuto anche come Honey Moon ), un thriller\horror tendente al torture porn che viene dal Messico e che vede alla regia Diego Cohen ( Perdidos ), non siamo ai livelli del cinema underground più putrido però questo titolo non è per tutti ( vedi il connazionale Atroz )  .

Diego dirige con uno stile ” pulito ” e senza troppi orpelli stilistici un film che getta a schermo un’abbondante dose di violenza estrema, tralasciando il matrimonio meno democratico di sempre Luna de miel mostra con effetti speciali nella norma una discreta quantità di punizioni\torture alcune anche originali come quella per azzerare la salivazione tutte in situazioni lontane dalle trappole mortali alla Saw

Il film regge i circa 90 min di visione anche grazie al suo protagonista, ben disegnato e approfondito quel minimo che serve per toglierlo dalla bidimensionalità e lasciarlo comunque misterioso, buona la scelta per il ruolo di Hector Kotsifakis mentre la giovane rapita è la debuttante Paulina Ahmed; era facile cadere nella banalità mostrando la sola violenza ripetuta a schermo ma Ortega e Cohen hanno schivato il proiettile mettendo un pochino di sostanza in più nella loro sceneggiatura, ben fatto.

Luna de miel non raggiunge pienamente la sufficienza,la visione è consigliata solo se siete coscienti di ciò che vedrete, io vi ho avvisato.

Stay Tuned.

 

I saw the devil ( 2010 )

In patria chiamato con il semplice nome Ang-ma-reul bo-at-da, I saw the devil è un revenge movie made in South Korea  diretto da Jee-woon Kim ( Two sisters ), la trama si riassume in poche linee grossomodo così, c’è un cattivo molto cattivo che per hobby è un serial killer, incontra la ragazza dell’agente segreto buono e senza alcun motivo la ammazza, il buono allora inizia a fare cose cattive per essere più buono del cattivo e vendicarsi.

Sulla carta una trama semplice e lineare con le tipiche situazioni del genere ” vendette e affini ” ovviamente stiamo parlando di cinema proveniente dall’Asia quindi pioggia di sangue in arrivo per tutti e immagini di una certa crudezza che non sempre possono piacere allo spettatore medio, per dirvi parliamo di smascellamenti a mani nude, esplorazione delle feci, guance trapassate da cacciaviti e un furibondo corpo a corpo a colpi di coltello sul sedile posteriore di una macchina degno di nota.

La sceneggiatura è trascinata da Jee fino alla mostruosa durata di due ore e mezza circa usando un espediente vendicativo insolito, molti  registi avrebbero probabilmente giocato di più sulla caccia all’uomo fra il protagonista e il serial killer lui invece li fa scontrare subito e poi instaura una caccia ricorsiva quasi al limite del WTF prima del sanguinoso epilogo finale.

Il film è fondamentalmente sulle spalle dei 2 protagonisti, il buono Byung-hun Lee  ( Il remake dei magnifici sette )  e Min-sik Choi ( Lucy ), non potendo giudicare le prestazioni attoriali mi limito a dire che sembrano i volti giusti al posto giusto .

Se vi piace la violenza ed il cinema Coreano I saw the devil è un buon titolo da aggiungere in watchlist, altrimenti meglio evitare perchè potrebbe facilmente urtare la vostra sensibilità, per me siamo oltre la sufficienza, .

Stay Tuned.

 

Gabbar is back (2015)

A tutti gli amanti del cinema come il sottoscritto sarà capito,quella giornata in cui si ha voglia di vedere qualcosa ma tutto sembra palloso o insoddisfacente fino a che un titolo appare come illuminato,spesso un titolo completamente casuale , scelto per qualche motivazione sconosciuta dal nostro cervello,beh in una di quelle sere Gabbar è tornato… (nonostante il titolo…non è un sequel)

Una colonna sonora a tema : l’ intro del film

Gabbar ha creato un rete di vigilantes anti-corruzione che colpisce in modo sistematico gli individui più indegni della pubblica amministrazione. La Polizia è sotto pressione, deve scovare l’uomo che ha ucciso diversi funzionari per ripristinare la moralità. Pawha, il commissario posto a capo dell’operazione si avvale della collaborazione di Sadhuram, un brillante agente costretto a fare da autista ai superiori. Nel frattempo, Aditya conosce Shruti e tra i due sembra nascere l’amore.

Gabbar is back è un film del 2015 diretto da Radha Krishna Jagarlamudi e come facilmente deducibile dal nome del cineasta proviene dall’India,se non avete dimestichezza con i film provenienti da questo stato ( o dai limitrofi),sappiate che la catalogazione standard dei generi li è diversa,questa storia è un tipico film revenge movie ma con un’ accentuata sfaccettatura romantica .

Un antieroe moderno contro la corruzione,che segue i suoi ideali oltre il confine di ciò che è  moralmente giusto o sbagliato,la figura di un rivoluzionario in grado di esaltare le masse con le sue azione e le sue carismatiche parole,un maestro delle arti marziali , peccato che le coreografie quelle standard dei Bollywood, lente e macchinose,niente di spettacolare ,cose che potrebbero essere girate addirittura da Steven Seagal, ma la componente action\rivoluzionaria è comunque buona e raggiunge lo scopo di intrattenere.

La parte “rosa ” invece rallenta ulteriormente le situazioni, tuttavia la sua presenza in un film indiano è quasi imprescindibile quindi nessuno si lamenti ,anche perchè questa trama romantica servirà da motore agli intermezzi cantati,il vero simbolo con cui questi film sono conosciuti all’esterno della madrepatria,qui non sono eccessivamente prolissi o esagerati , 2 o 3 canzoni in tutto nella pellicola , sull’orecchiabilità dipende dal singolo spettatore ma di certo non aspettatevi un pezzo di Pitbull .

I personaggi non sono particolarmente esplorati,molti sono solamente marginali,l’unico esplorato è Gabbar,one man show sul quale la sceneggiatura ruota l’intero universo narrativo,interpretato da Akshay Kumar che in patria è un vero veterano con all’attivo più di un centinaio di film.

Considerando la scelta totalmente randomica che mi ha portato a vedere quest’opera poteva andarmi molto peggio, Gabbar is back raggiunge la quota salvezza,anche se un pochino arrancando , un film  adatto per una notte di totale noia e poco sonno

Stay Tuned

The Scarehouse (2014)

Il regista Gavin Michael Booth ci regala questo The scarehouse,un horror tutto al femminile che si posa in equilibrio fra i revenge movie ed il torture porn.

Il titolo dice tutto,saremo spettatori di una vera e propria casa degli orrori organizzata da Elaina e Corey per vendicarsi delle loro consorelle che le hanno fatte finire in carcere,una vendetta violenta e senza pietà piomberà sulle studentesse,con le 2 ex galeotte a giostrarsi il ruolo di poliziotto buono e poliziotto cattivo a seconda dell’odio che provano per la vittima in questione;alternate alle scene presenti ci verranno mostrate le scene che hanno portato all’arresto delle 2,mostrandoci il motivo che muove la loro rabbia .

Una pellicola veloce,mette subito in chiaro cosa sta succedendo,svolti gli obblighi di trama è quindi libera di mostrare il suo lato più gore,mostrandoci le aguzzine vendicarsi in modi assurdi delle studentesse,tipo costringendo 2 di esse ad una lotta con i cuscini,solo che questi cuscini sono cosparsi di una sostanza acida,il tutto viene mischiato con una dose di dark humor che rende il tutto estremamente godibile per gli amanti del genere.

Poca CGI e abbastanza sangue finto,immagini discretamente curate con ambientazioni ben abbinate alle scene ed una trama che probabilmente riserverà qualche sorpresa anche agli amanti dell’orrore,tutti questi elementi insieme  aumentano il valore di questo film portandolo oltre la soglia della sufficienza e forse ancora più in alto se si considera che il tutto è stato girato con un budget irrisorio.


Se vi piace il genere revenge o le torture negli horror, questo è il film che fa per voi.

Stay Tuned

Blue Ruin ( 2013 )

Dwight conduce un’esistenza misera e solitaria: senza una casa in cui vivere, dorme in una vecchia Pontiac e si accontenta del cibo che riesce a recuperare dai cassonetti dell’immondizia.Quando scopre che il responsabile del brutale omicidio dei suoi genitori, causa scatenante della sua deriva sociale, è tornato in libertà, il desiderio di vendetta diviene un’ossessione.

Blue Ruin è un thriller che segue il filone dei revenge movie, viene dal cinema indipendente a basso costo ed finanziato su Kickstarter sulla sedia del regista e sulla matita dello sceneggiatore troviamo il nome di Jeremy Saulnier ( Green Room ).

La trama di questo film prende,non è mai prevedibile al 100% nonostante non si discosti mai dal genere originale , pochi dettagli pennellati offrono spunti di originalità nella storia di un uomo che pianifica come ottenere la sua agognata vendetta, ma qui non siamo davanti ad un killer spietato,il protagonista è un uomo comune che poco ha a che vedere con le vendette e dovrà imparare come portarne a termine una, questa goccia di realismo che porta a momenti atipici è il vero colpo di genio del film.

Sta usando il mitra con una mano??
Sta usando il mitra con una mano??

Blue Ruin è fatto di lunghi silenzi,tanta importanza alle ambientazioni e alle immagini,merito anche della sapiente conoscenza di Jeremy dell’ambito fotografico, il tutto ci porta in un clima di tensione presente ed aiutata dalla sceneggiatura che non ci dice tutto, un ottimo modo per sfruttare le potenzialità del genere thriller.

Come protagonista abbiamo Macon Blair vero talismano per il regista che lo ha voluto in tutte le sue opere , insieme a lui  un cast che comprende : Devin Ratray ( Mamma ho perso l’aereo ), David W. Thompson ( Green Room ) e Amy Hargreaves ( Homeland ).

Un film consigliato a tutti gli amanti del genere Thriller, siamo intorno all 7.5 come voto , quasi un must see.

Stay Tuned.

 


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