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Don’t Kill It (2016)

Don't Kill It

Un idea semplice, un demone che passa da un corpo all’altro quando viene ucciso il suo ospite,se lo uccidi viene posseduto di conseguenza e da qui il titolo Don’t Kill It, un horror demoniaco low budget ad opera di Mike Mendez, uno che già ha sguazzato nel lago del trash con titoli come Lavalantula.

L’orrore demoniaco è un classico pieno di clichè ricorsivi che qui vengono sostanzialmente ignorati, la trama non si prende mai sul serio, orienta lo spettatore verso il cinema trash fin dai primi minuti e poi lo spinge ad alta velocità sulle montagne russe dove troverà splatter e body count in abbondanza per un giro di giostra che dura 79 minuti.

Nelle vesti di mattatore di questa caciara troviamo un Dolph Lundgren completamente a suo agio nel ruolo, accompagnato da Kristina Klebe ( Proxy ) e Tony Bentley ( 12 anni schiavo ), ovviamente non ci troviamo davanti a monologhi da Oscar,ma a una sorta di citazione del bel black humor in stile La Casa con pochi dialoghi e dalle tinte slapstick perchè a parlare devono essere i litri di sangue finto ( la scena nella chiesa è di altissimo livello per il film ) .

Don’t Kill it con un budget più alto o un nome diverso in regia avrebbe certamente invaso le sale,mi ha piacevolmente divertito e merita la sufficienza piena, adattissimo per una serata d’ignoranza con cervello OFF e birra al seguito.

Stay Tuned

 

Stung ( 2015 )

stung

Paul e Julia sono i titolari di una ditta di catering che si occupa della festa organizzata dall’anziana Mrs Perch nel giardino della sua villa in campagna. Il guaio è che a causa di un uso poco chiaro di un fertilizzante agricolo al tavolo degli invitati si presenta uno stormo di vespe assassine che uccidono coi loro pungiglioni e soprattutto trasformano le loro prede in abnormi insetti ancora più grossi e ancora più pericolosi.Per Paul , Julia e pochi altri è l’inizio di una lunga notte…

Queste sono le premesse da cui parte Stung, un B movie che trae ispirazione dai monster movies anni ’50 \ ’80 , una piccola coproduzione tra Germania e America girato con il modestissimo budget di 2,5 milioni di dollari dall’esordiente Benni Diez, uno che si è formato alla scuola degli effetti speciali e del reparto luci e scritto dall’altrettanto esordiente Adam Aresty.

Stung ha il pregio di non prendersi mai sul serio, c’è sempre una vena di ironia sulla scena anche quando lo schermo sarà invaso da ripugnanti creature,frattaglie, pungiglioni negli occhi e altre amenità assortite; il tutto senza fare uso smodato di CGI, effetti visivi ed effetti speciali rozzi che offrono un tocco molto old school al tripudio d’ insettoni assassini.

Il film ha una trama diretta, rapida, dove nei 90 min il regista condensa una notte ricca di eventi,  dove vuole andare a parare e come è chiaro fin da subito cosi come il come ci arriverà, ma il viaggio è frenetico e godibile, nel cast troviamo Matt O’Leary  ( Time Lapse ), Jessica Cook, Lance Henriksen ( Alien 3 ) e Clifton Collins Jr. ( Westwordl ).

Voto leggermente più alto della sufficienza,Stug è riuscito ad intrattenermi ben oltre le mie aspettative.

Stay Tuned

 

 

Capture Kill Release ( 2016 )

Capture Kill Release

Capture Kill Release è un thriller horror diretto dal duo Nick McAnulty – Brian Allan Stewart, la storia di una coppia di fidanzati decide di girare un documentario mentre organizzano ed eseguono un omicidio.

La videocronaca delle crude e spietate prodezze di due aspiranti serial killers in erba intenti a documentare minuziosamente il reperimento del materiale necessario a compiere i propri terribili misfatti, mossi in realtà da nessuna motivazione specifica che non sia la semplice frenetica curiosità per l’atto estremo dell’omicidio, una copia di sadici Bonnie e Clyde  con un rapporto dominante (lei ) \sottomesso (lui )  all’interno di un found footage che ha come caratteristica fondamentale una trama semplice e diretta, con pochissimi fronzoli.

Girato con la stessa eleganza estetica degli snuff movie, Capture Kill Release per lo spettatore può risultare troppo lungo, ma si vede del buono nell’opera dei due giovani registi\sceneggiatori, discrete capacità attoriali anche per i 2 protagonisti interpretati da Jennifer Fraser e Jon Gates.

Siamo vicini alla sufficienza, probabilmente non è un film adatto a tutti gli spettatori, ma se siete in cerca di qualcosa d’interessante e non troppo esautorato Capture Kill Release può fare per voi.

Stay Tuned

Night of something strange ( 2016 )

Un gruppo di ragazzi in gita verso il mare incrociano la via con una strana infezione trasmessa sessualmente,che trasformale persone in strane creature mostruose e violente.

Jonathan Straiton debutta alla regia con Night of something strange, un tipico horror indie e splatterone che tanto ricorda opere come bad biology, dove troviamo piacere perverso, smembramenti e tanto umorismo volgare, diciamo che tenta più volte di provocare il disgusto nello spettatore medio e mette in chiaro fin dai primi minuti quello che vedremo partendo alla grande con la necrofilia e passando rapidamente a stupri,violenza varia e vomito melmoso.

Gli effetti speciali sono volutamente low tech, con sangue che scorre fintissimo a fiumi citando opere come La Casa, se lo spettatore è in grado di sopportare tutto quello che Straiton getterà sullo schermo la visione di Night of something strange potrebbe addirittura risultare divertente nella sua follia, interessante il mezzo twist narrativo presente sul finire dello spettacolo, con un intera situazione anomala e interessante,messa in piedi e volutamente troncata prima di avere un effettivo e totale sbocco.

Nei film di questo genere il valore reale degli attori in gioco spesso è relativo mentre conta molto di più quanto essi siano credibili nei ruoli assegnati,in questo caso i personaggi sono i tipici cliche da horror teen e il cast messo insieme dal regista convince ovvero Trey Harrison ,Rebecca C. Kasek ( She Kills ), ayne W. Johnson ( Empire State of the dead ), Nicola Fiore  e Toni Ann Gambal, convince abbastanza.

Night of something strange si avvicina alla sufficienza,dimostra che anche non essendo al 100% un idea originale un film può risultare godibile,consigliato agli amanti del genere splatter armati di birra fredda.

Stay Tuned

 

 

 

Bad Milo ( 2013 )

Nella storia del cinema, attorno agli anni 80 c’è stata un epoca dove creare piccoli mostriciattoli era all’ordine del giorno un po’ in tutti i generi anche nell’orrore, parliamo di creature tipo i Gremlins, I Critters, I Ghoulies oppure il deforme gemello siamese Belial della serie Basket Case .

Bad Milo è un commedy horror che tanto si ispira alle opere sopra descritte, il regista Jacob Vaughan aiutato nella sceneggiatura da Benjamin Hayes ci mostra la storia di un uomo che scopre che i suoi dolori intestinali sono colpa di un demone che vive dentro il suo intestino, rappresentazione demoniaca  pronto ad uccidere chiunque sia colpevole del suo stress.

Nonostante sotto al primo strato di trama sia facile intuire una critica alla logorante società moderna per seguire Bad Milo bisogna scendere a patti con il cinema trash, stiamo pur sempre parlando di un titolo dove il protagonista espelle dal suo lato B un demone e poi lo fa rientrare a crimine compiuto, con una buona dose di splatter ( non esagerato ) e un demone palesemente ” pupazzoso ” , ma se riuscite a passare sopra a tutto questo marciume è probabile che Jacob riuscirà ad intrattenervi per 80 min e strapparvi pure qualche ristata ( ed un jumpscare piazzatissimo ) .

Ken Marino ( Agent Carter ) è l’attore protagonista ed insieme a lui troviamo Gillian Jacobs ( Community ), Kumail Nanjiani ( Silicon Valley ), Mary Kay Place ( Tutta colpa dell’amore ) e Peter Stormare ( Fargo ), recitazione più che sufficiente e buoni tempi comici quindi cosa chiedere di più ?

Bad Milo non raggiunge la mia piena sufficienza, perde un pochino di smalto nella parte finale quando lascia troppo trasparire il suo lato interno tralasciando il trash horror, rimane lo stesso una visione carina fra amici con birra e pop-corn.

Stay Tuned

 

 

 

I saw the devil ( 2010 )

In patria chiamato con il semplice nome Ang-ma-reul bo-at-da, I saw the devil è un revenge movie made in South Korea  diretto da Jee-woon Kim ( Two sisters ), la trama si riassume in poche linee grossomodo così, c’è un cattivo molto cattivo che per hobby è un serial killer, incontra la ragazza dell’agente segreto buono e senza alcun motivo la ammazza, il buono allora inizia a fare cose cattive per essere più buono del cattivo e vendicarsi.

Sulla carta una trama semplice e lineare con le tipiche situazioni del genere ” vendette e affini ” ovviamente stiamo parlando di cinema proveniente dall’Asia quindi pioggia di sangue in arrivo per tutti e immagini di una certa crudezza che non sempre possono piacere allo spettatore medio, per dirvi parliamo di smascellamenti a mani nude, esplorazione delle feci, guance trapassate da cacciaviti e un furibondo corpo a corpo a colpi di coltello sul sedile posteriore di una macchina degno di nota.

La sceneggiatura è trascinata da Jee fino alla mostruosa durata di due ore e mezza circa usando un espediente vendicativo insolito, molti  registi avrebbero probabilmente giocato di più sulla caccia all’uomo fra il protagonista e il serial killer lui invece li fa scontrare subito e poi instaura una caccia ricorsiva quasi al limite del WTF prima del sanguinoso epilogo finale.

Il film è fondamentalmente sulle spalle dei 2 protagonisti, il buono Byung-hun Lee  ( Il remake dei magnifici sette )  e Min-sik Choi ( Lucy ), non potendo giudicare le prestazioni attoriali mi limito a dire che sembrano i volti giusti al posto giusto .

Se vi piace la violenza ed il cinema Coreano I saw the devil è un buon titolo da aggiungere in watchlist, altrimenti meglio evitare perchè potrebbe facilmente urtare la vostra sensibilità, per me siamo oltre la sufficienza, .

Stay Tuned.

 

Bloodsucking Bastards ( 2015 )

Il lavoro più pericoloso al mondo?? in questo film probabilmente è quello d’ufficio visto che Brian James O’Connell ( Angry White Man ) ed il suo collettivo di sceneggiatori dal nome per nulla blasfemo di Dr. God ambientano il loro Bloodsucking Bastards in un open space pieno di cubicoli e lo riempiono con i tipici compagni di lavoro sfaticati che fanno tutto tranne che lavorare.

Un film commedy horror che può sembrare un episodio di Camera Cafe invaso da vampiri, se nelle intenzioni originali il titolo doveva contenere della satira sociale del mondo del lavoro l’obbiettivo è stato mancato di qualche metro abbondante, ma se le intenzioni erano quelle di fare un film leggero che scorresse fluido per 90 min e che avesse i giusti tempi comici non posso che dire ben fatto ragazzi avete raggiunto il target e non ci saranno licenziamenti però rimane un pochino di rammarico per l’occasione persa di gettarci un pizzico di satira.

Ovviamente tralasciando l’originalità della location siamo alle prese con uno schema narrativo classico e prevedibile a partire dal protagonista sfigatello che finisce per essere l’eroe della situazione e conquistare il cuore della bella dell’ufficio dopo un abbondante doccia di sangue finto,ma quel pizzico di novità basta per evitare che il titolo sia inscatolato nella lista dei film post la notte dei morti dementi ed abbia un idea tutta sua da portare avanti .

Gli attori del cast hanno le facce giuste per i ruoli assegnati ed i personaggi sono credibili nel loro essere ca…ni, nessun grande nome in Bloodsucking Bastards, il protagonista Fran Kranz ( quella casa nel bosco ) è accompagnato da Pedro Pascal ( Narcos ), Joey Kern  ( Cabin Fever ), Joel Murray ( Mad Man ), Emma Fitzpatrick ( In Time ), Yvette Yates ( Vizio di Forma ) .

Bloodsucking Bastards raggiunge la sufficienza,un film carino che intrattiene il giusto,ideale dopo una lunga giornata d’ufficio.

Stay Tuned

 

[Serie TV] Dal tramonto all’alba

Nel sud degli Stati Uniti, i due fratelli Seth e Richard Gecko sono ricercati a seguito di una rapina in banca finita in tragedia; sulle loro tracce si mette anche il giovane ranger Freddie Gonzalez, deciso a vendicare il proprio mentore Earl McGraw, ucciso dai due fratelli nella loro rocambolesca fuga. I criminali, che puntano a raggiungere la frontiera messicana, prendono in ostaggio Jacob Fuller, pastore cristiano in crisi spirituale, ed i suoi figli Scott e Kate, con cui l’uomo stava andando in vacanza. Indirizzati dal mandante della rapina, il signore della droga Carlos Madrigal, verso uno strip club popolato da vampiri, per sopravvivere tutti loro dovranno combattere “dal tramonto all’alba”.

Sempre più nel mondo delle serie TV assistiamo a trasposizioni di film su piccolo schermo, in questo caso la serie parte dai  3 titoli del franchise Dal tramonto all’alba , il cui primo titolo affonda la sua storia nel 1996 e nasceva dalla follia di una coppia di visionari come Tarantino e Rodriguez a questo primo titolo se ne aggiunsero altri 2 usciti solo per il mercato Home Vision che però non ebbero molto successo , il genere della serie è  horror\action .

Questa serie segue  è stata prodotta da Rodriguez stesso che ha collaborato anche nella stesura della sceneggiatura e ha curato la regia di qualche episodio della serie, ed è trasmessa dall’emittente messicana El Rey Network ( di cui il regista è il fondatore) , consigliatissima per gli amanti del film .

Collegamenti diretti alle stagioni
Stagione 1
Stagione 2
Stagione 3

Stagione 1

La prima stagione formata da 10 episodi parte esattamente dallo stesso punto da cui partiva il film, ma fin dal pilot mette in chiaro una cosa fondamentale ,non ci troveremo di fronte ad un remake e nemmeno ad uno spin-off , quello che vedremo sarà una “creatura” più simile ad un reboot , che terrà alcuni capisaldi dell’opera originale ma che si espanderà in altre direzioni , sfruttando con estrema sapienza la diversa lunghezza ed i diversi ritmi che il mezzo televisivo può offrire.

Sex Machine is in the house tonight
Sex Machine is in the house tonight

I cambi di passo e di direzione che la trama prende praticamente da subito permettono allo spettatore che già possiede la conoscenza del ” prodotto ” di non annoiarsi , nonostante l’intera trama della prima stagione sia a tutti gli effetti la stessa del primo e più famoso film passo per passo, riuscire a fare ciò senza annoiare a morte lo spettatore è già di per se un buon risultato , riuscire a farlo cambiando le carte in tavola e senza snaturare la trama originale è un risultato fantastico e raro , ma in cui a parere mio Dal tramonto all’alba riesce molto bene, compreso portare in TV il suo marchio di fabbrica : lo splatter , della serie originale mantiene anche il ritmo abbastanza alto pur aggiungendo molti misteri da esplorare nel percorse della stagione ( non tutti risolti ) .

Una missione non facile era quella di sostituire i volti noti del film con volti nuovi ed adatti : Salma Hayek,Juliette Lewis,George Clooney,Tarantino e Danny Trejo non sono nomi facili da sostituire eppure il risultato è stato un casting molto azzeccato , fra gli attori troviamo D.J Cotrona ( Dear Jhon),Zane Holtz ( Mordimi) ,Eiza González , Jesse Garcia ( Il peggior allenatore al mondo ) ,Madison Davenport ( Noah ) , Brandon Soo Hoo ( Tropic Thunder ),Wilmer Valderrama ( Awake ) e Jake Busey ( Nemico pubblico ) non tanti nomi conosciuti e nessun ritorno dalla saga originale , ma ottime prestazioni .

Una serie che mi ha sorpreso in positivo , non mi sarei aspettato un risultato cosi ben fatto, segno che ogni tanto questi reboot funzionano ( ciao ciao Limitless e Minority Report , prima o poi vi finirò ) .

Stagione 2

La prima stagione Dal tramonto all’alba come ho scritto in precedenza traeva spunto pari pari dal film omonimo, ora quindi il dubbio è: riuscirà la sceneggiatura a volare da sola per tutti i 10 episodi ora che non ha più appoggi ??

Non è Salma ma la sostituzione non è male

La trama riprende da dove era terminata la  prima serie cioè con i fratelli Gecko su binari molto diversi e con Santanico in cerca di vendetta contro i signori, colpevoli di averla incarcerata per anni ,da questi presupposti sviluppa una trama fatta di tira e molla,di piccoli e costanti cambi di schieramenti e giochi di potere, conditi da un buon tasso d’azione e l’immancabile sangue.

qualcuno ha preso lezioni da Saw ??
qualcuno ha preso lezioni da Saw ??

La serie di Rodiguez continua a mostrarsi solida e fresca , consolida i suoi personaggi ed i loro legami ,ma nel contempo trova il tempo per espandere il suo background di leggende e folklore , senza mai abbandonare il suo look da allegro “baraccone”  B-movie , in questo equilibrio sottile fra pulp, splatter e anni 80 lo strano insieme di From Dusk Till Dawn ha trovato la sua identità .

parlavamo di tamarrate ??
parlavamo di tamarrate ??

Il cast principale non ha subito molte aggiunte, qualche piccola guest temporanea di sicuro effetto come Jeff Fahey ( Jack Lapidus di Lost ) ed il ritorno ( anche se non nel ruolo originale) di  Danny “Machete” Trejo , quest’ultimo potete ovviamente immaginare quanto sia a suo agio con le atmosfere di questa serie .

nel caso abbiate dubbi su Danny
nel caso abbiate dubbi su Danny

Se la prima era una piacevole sorpresa , la seconda stagione di Dal tramonto all’alba è una conferma inaspettata , il finale di stagione soddisfa solo sapendo che non sarà l’ultima volta che vediamo questi personaggi.

Stagione 3

Ormai volente o nolente i  personaggi principali del cast si trovano immersi nell’oscuro mondo dei culebras ,  ma tutto è destinato a cambiare quando scopriamo che la distruzione del Titty Twister ha riportato alla luce un orrore che i signori hanno nascosto per secoli ed ai nostri eroi toccherà affrontarlo.

Beh direi un bel cambio dalla prima stagione
Beh direi un bel cambio dalla prima stagione

Altro giro altro regalo , terza stagione che parte con un ribaltamento pesantissimo , i culebras le creature che fino ad ora vedevamo come predatori , un tempo erano schiavi di creature uscite dritte dritte dall’inferno e che ora li rivogliono in catene,l’avvento del regno dello Xibalba porta con se un boom in termini di espansione del background, andando ancora più a fondo nell’oscurità con al seguito nuove creature, nuovi poteri e nuovi personaggi ; senza toccare lo stile che ha caratterizzato le scorse stagioni, fatto di intrighi, misteri , sangue e azione.

A guidare il team dei villans troviamo Amaru , la regina degli inferi che si trova dentro il corpo di Kate , con al suo fianco Brasa un dio in grado di controllare luce e fiamme ed un piccolo esercito di potenti demoni mentre dal lato opposto della scacchiera troviamo tutti i sopravvissuti alle scorse stagioni, uniti in uno strano team di reietti , pronti per quella che probabilmente sarà la sfida finale ,visto che l’ultimo episodio ha tutte le carte in regola per essere a tutti gli effetti un finale di serie.

A livello di cast un aggiunta regna su tutte , un ritorno dovrei dire ovvero quello di Tom Savini nel ruolo dell’antico guerriero Culebra ora hippy , fantastici i suoi siparietti con l’attuale Sex Machine, fatti di riferimenti e sarcasmo , insieme a lui troviamo come guest Ana de la Reguera ( Jane the virgin ) , Marko Zaror ( Machete Kills ) , Nicky Whelan ( Matador ) e Natalie Martinez ( Kingdom ) .

Una chiusura di serie di questo tipo è quasi incredibile visto l’alto successo della serie , ma con un ciclo perfetto dal punto di vista narrativo rappresenterebbe una scelta ben oculata fatta per non rovinare il prodotto.

Una trasposizione ben riuscita ed una serie riuscita ancora meglio , merce rara purtroppo , però vorremmo vedere molto più spesso serie come Dal tramonto all’alba, che sicuramente potrebbero cambiare il modo in cui lo spettatore medio si affaccia al tema reboot, Ben Fatto Rodriguez

 

Stay Tuned

 

 

We Are Still Here (2015)

Distrutti dal lutto per la perdita di loro figlio Bobby avvenuta un anno prima  i coniugi Sacchetti si trasferiscono in una remota località del New England, ad attenderli però ci saranno delle sorprese.

Ambientato negli anni 70 , We are still here è un horror low budget del 2015 scritto e diretto da Ted Geoghegan alla prima esperienza dietro la macchina da presa e con un bagaglio molto amplio ricolmo di amore per il genere, una di quelle passioni che portano lo sceneggiatore ( e regista ) a riempire gli 84 min di pellicola con citazioni nemmeno poi tanto velate a big dell’orror come Fulci ( Minigame alcolico per esperti … bevi ogni volta che scovi una citazione ) .

dritta dritta dal manuale delle facce da spirito
dritta dritta dal manuale delle facce da spirito

L’estremo citazionismo non è un male a prescindere anzi la sua presenza può esaltare una gran sceneggiatura, nel caso di questo film però ci troviamo di fronte ad una sceneggiatura poco originale che però ha il pregio di riuscire a mixare bene il filone ghost story, un sano esercizio old school con un esorcismo e per concludere 20 minuti di pura carneficina , di quelle che inzuppano per bene le pareti di sangue con gente divorata dai muri della casa e risputata in comode rate a interessi 0 quindi alza la cornetta we are still here ti aspetta.

c'è del rh positivo ?
c’è del rh positivo ?

Le mie sensazioni su questo film sono state molto altalenanti, da un lato la scimmia felice mi pone atmosfere vintage in brodo di gore , dall’altra la scimmia triste mi fa notare come prima del 20 min sia già chiaro quello che succederà e che Ted ci spoilera tutti i segreti da solo e volontariamente, questa volta entrambe portano solidi motivi di giudizio.

Eh giaaaa ...io sono ancora quaaaaa
Eh giàààààà …io sono ancora quaaaaa

Il cast è solido ed in grado di recitare bene le parti assegnate, troviamo Barbara Crampton ( Beautiful ) , Andrew Sensenig ( Powers ) , Lisa Marie ( Mars Attacks! ) e Larry Fessenden.

Bei tempi in casa Burton
Bei tempi in casa Burton

Le scimmie terminano in parità , We are still here ottiene la sufficienza , non è un film indimenticabile  e non inventa nulla , ma di sicuro non farà nulla per farsi odiare agi amanti del genere horror, ci vorrebbero più filmetti come questo .

Stay Tuned

 

31 ( 2016)

Halloween 1976, un gruppo di hippies ,a bordo di un’improbabile caravan, sono in viaggio per il loro prossimo show, quando vengono assaliti nel cuore della notte da degli uomini mascherati e costretti a partecipare ad un gioco infernale che li vedrà lottare per la loro sopravvivenza contro un manipolo di sadici clown .

31 è un progetto crowfounding capitanato dall’eclettico musicista e regista Rob Zombie ( La casa dei 1000 corpi) , uno che ha fatto delle sue stranezze e deviazioni mentali uno stile e che se ne frega abbastanza di ciò che il mercato delle produzioni vuole , con il risultato che ormai nelle major lo vedo come persona non gradita e che questo film lo ha girato solo su volontà ( espressa in dollari ) dei suoi Fan che lo hanno supportato.

La reazione di Rob al mercato Mainstream

Una caccia all’uomo mortale all’interno di un labirinto, 12 ore per sopravvivere a tutti gli abomini umani che un gruppo di ricchi gli scatenerà contro,una trama sviluppata in maniera tremendamente semplice che non cerca nemmeno di spiegare cosa sta succedendo e perchè, semplicemente tutto viene mostrato come e quando avviene senza un minimo di background esplicativo;  ennesima dimostrazione di quanto Rob sia un Fanboy  e non faccia assolutamente nulla per nascondersi.

Anzi il signor Zombie fa tutto per farci vedere quanto ami questo genere,31 è una frenetica scheggia impazzita che viaggia su musica southern rock,ci butta dentro tutto ciò che più gli piace,il suo stile grafico non è in discussione ed a tratti da l’impressione di essere più di una spanna sopra gli altri ( solo che gareggia in una categoria creata da lui e con solo lui all’interno ); stesso discorso vale per i villans della storia ovvero una galleria di clown ruvidi ,sporchi e cattivi , partendo da un nano nazista che parla in ispanico e finendo con il “risolutore”Doom Head ognuno porta al film le sue belle saccate di sangue finto e le sue scene splatter prese dai classici slasher.

Se i cattivi per il sottoscritto sono stati esaltanti non si può dire lo stesso del team dei buoni,per qualche motivo non mi sono mai sentito di tifare per loro, empatia ( forse volutamente ) ridotta al minimo grazie a personaggi scarsamente caratterizzati  e incasellati nei ruoli assegnati , con tanto di Final Girl definita in maniera chiara dopo pochi secondi in scena, poco chiaro anche l’utilizzo da parte della regia delle scene d’azione,  le quali spesso sono girate come eventi contemporanei ed esageratamente confuse, punto molto dolente dell’intera visione.

Immagine di repertorio della sempre sobria Sheri Moon

Cast formato da volti giusti al posto giusto, con alcuni volti già comparsi nel mondo di Zombie , nel film troviamo oltre sua moglie Sheri Moon Zombie ( Le streghe di Salem ) anche Meg Foster  ( Essi Vivono ) ,Malcolm McDowell ( Arancia Meccanica ) e soprattutto il personaggio più riuscito ovvero Doom Head di Richard Brake ( Halloween II ), buonissime prestazioni per tutti gli attori del cast.

31 è un film che mi ha soddisfatto , forse non riempito ma soddisfatto si,Rob mi riesce sempre a comprare con il suo stile.

Stay Tuned .

 


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