Crea sito

Browse Tag: superhero

Wonder Woman ( 2017 )

wonder woman

Ormai la sfida è aperta, DCU vs Haters, l’universo di Batman e soci è sostanzialmente ancora in cerca della sua identità dopo le critiche a Batman VS Superman e Suicide Squad, ma qualcosa con questo Wonder Woman sembra essersi mosso.

Il film che Patty Jenkins ( Monster ) ha diretto sotto lo sguardo di Zach Snyder si allontana di molto dalle cupe ambientazioni senza colori dei primi 2 film citati poc’anzi  e getta nella spazzatura tutto quel clima serioso preferendo colori carichi con l’aggiunta di qualche battutina ed ecco che come per magia tutto ne trae profondo giovamento.

Ovviamente questo Wonder Woman porta il peso delle origini del personaggio rendendo WW in pratica un film in 3 atti,il primo ambientato sull’isola paradiso,patria delle amazzoni e che colpisce per i suoi colori  ( stendiamo un velo sugli attacchi in Fosbury delle amazzoni ), il secondo dove Diana viene a contatto con il nostro mondo, una parte che prende spunti e sguardi da Tarzan e un gran finale tutto action che parte dalla ormai famosa immagine dell’eroina che corre solitaria verso la trincea.

La parte centrale è quella che personalmente ho trovato più debole,forse perchè la sceneggiatura ha voluto forzare la mano sulle battute e le situazioni più tranquille, una cosa in cui in casa DC non hanno ancora la mano, quando il tracollo sembrava ormai assoluto la componente action riposta tutto in alto e salva il risultato nonostante le piccole pecche di una CGI invasiva e la scelta discutibile dei rallenty nei combattimenti.

Avevo grandi dubbi sulla protagonista Gal Gadot, additata in generale di non avere la stazza giunonica di chi ha vestito quei panni prima di lei, invece è riuscita a convincermi, magari non avrà il fisico per il ruolo ma la determinazione e lo sguardo coraggioso ci sono tutti.

Con Wonder Woman il DCU potrebbe aver preso il cammino giusto verso la ” Redenzione “, ora deve correggere un pochino il tiro e trovare la giusta alchimia fra gli elementi però forse il peggio è passato, siamo oltre la sufficienza e oltre le speranze che io gli avevo dato.

Stay Tuned

 

 

 

iBoy ( 2017 )

Trama semplice, ragazzo preso a calci dalla vita ed invaghito di una sua amichetta di scuola chiamata Lucy,  riceve dei poteri dopo che durante un aggressione alla donzella in questione gli è esploso un cellulare in faccia lasciandogli delle schegge nel cervello, dopo aver scoperto che watchdog e la NSA gli fanno una mazzafrusta decide di vendicare la sua amica prendendo il nome di Iboy ( vi lascio immaginare che la marca del telefono in questione ) .

Come avrete intuito Iboy si muove nella categoria del super eroi con super problemi, ma più vicino alle parti di Misfits che a quelle di Peter Parker ( che di super problemi ne ha un gran quantitativo ), il film è  ispirato all’omonimo romanzo di Kevin Brooks ed è diretto dal praticamente esordiente Adam Randall .

Sceneggiatura abbastanza standard, non ci sono sviluppi imprevedibili o twist degni di nota, Iboy prende la via del vigilante dei quartieri bassi, delle periferie dove droga e bullismo la fanno da padroni, ci si tuffa dentro con tutta la fotografia freddissima che lo contraddistingue assieme al comparto sonoro fatto d’elettronica, a differenza della serie TV UK citata in precedenza però questa pellicola forse si è presa troppo sul serio, se avesse giocato un pochino di più sull’ironia avrebbe potuto guadagnare qualche extra point facilmente.

Il supereroe 2.0 è interpretato da  Bill Milner ( X-Men – L’inizio  ) accompagnato da Maisie Williams ( Il trono di spade ), Miranda Richardson ( L’impero del sole ) e Rory Kinnear ( Penny dreadfull ), magari non sono le loro migliori prestazioni attoriali però risulta un film ben recitato.

iBoy raggiunge la sufficienza e poco più, guardabile senza patemi in una serata di noia totale.

Stay Tuned

The Accountant ( 2016 )

Sono indeciso se la descrizione più appropriata sia Rain Man nella tana delle tigri o Rambo X ora con più numeri, ma il risultato è che The Accountant. lo strano action diretto da Gavin O’Connor ( Jane got a gun ) e scritto da Bill Dubuque ( The Judge ) alla fine mi ha divertito; fortunatamente questa volta i titolisti italiani non  hanno fatto il loro lavoro ed hanno lasciato l’originale,  già mi immagino la sala piena di ragionieri con in mano il biglietto per vedere “Il Commercialista” che poi il rap italiano li aveva anticipati tutti sti americani.

Il protagonista è Wolf ( oppure uno degli alti tanti nomi che avrà nel film ) un enorme contabile autistico, oggetto di bullismo scolastico, insicuro e impaurito e addestrato per essere il superman dei calcoli per terroristi e mafiosi di ogni genere, ma con un cuore d’oro ed un codice morale ferreo come i suoi muscoli, ovviamente proveniente da una famiglia disfunzionale ( che a Gavin tanto piace ) e ricercato sia dalla polizia sia da un terzo individuo che sembra la sua nemesi ideale.

e qui puoi vedere la cifra che guadagnerò indossando il costume da uomo pipistrello

La prima parte del film scorre benino, senza grossi intoppi mentre la parte centrale incespica quando deve tirare i fili delle tre storyline in maniera logica lasciandosi andare a qualche spiegone e flashback di troppo,fortunatamente riprende un po’ quota per il finale altrimenti avrebbe perso non pochi punti, alla fine the Accountant si dimostra un film non perfetto però gradevole a livello stilistico e con una regia sicura e decisa.

Sono il Signor Wolff… Risolvo problemi.

Merito anche di una buona prestazione del suo protagonista Ben Affleck sicuramente molto più a suo agio qui che in Batman vs Superman, insieme a lui troviamo Anna Kendrick ( into the woods ), Jon Bernthal (The Walking Dead ), un sottoutilizzato J.K. Simmons ( Whiplash ) e Cynthia Addai-Robinson ( Colombiana ) .

Poco utilizzato ma sempre di grande presenza

Non rimarrà sicuramente nella storia del cinema Action, ma The Accountant è sicuramente una buona visione per gli amanti del genere ( e dei calcoli ), intrattiene il giusto senza appesantire troppo.

Stay Tuned

Lo chiamavano Jeeg Robot (2015)

Ci ho messo tanto tempo a ‘ Convincermi ‘ a vedere questo film ed è  una cosa che spesso mi accade quando prima dell’opera stessa ne arrivano le lodi urlate a gran voce dal popolo globale,  allora automaticamente lo metto in stand by, lascio passare quel roboante fruscio di voci ed attendo che cali il silenzio per vedere e sentire meglio se il mio io interiore trova giustificato quel rumoroso brusio.

Doveroso passaggio musicale:

Lo chiamavano Jeeg Robot è un caso forse ancora più anomalo perchè stiamo parlano di un film italiano a tema super eroi , ben lontani dalla spocchia un po’ autoriale e troppo teen di Salvadores ( Il ragazzo invisibile )  qui siamo in un mondo molto più adulto dove lo schermo si riempie di sesso , violenza e linguaggio scurrile , alla regia ci è voluto un esordiente come Gabriele Mainetti (  autore del corto Basette ) che dove pecca di esperienza ci mette il cuore, l’amore per il genere e tanta buona volontà che non basta mai.

Perchè alla fine io Lo chiamavano Jeeg Robot non l’ho trovato un capolavoro , cioè non cambia un genere , non aggiunge nulla ed usa molti temi presi pari pari dal classico supereroistico ( vedi le origini con liquame tossico ) , ma ha il pregio assoluto di gettare tutti questi ingredienti in una confezione made in italy che non sia una schifezza , prestando attenzione alla regia senza strafare , dando il giusto background ai personaggi senza prendere trivelle per scavarli psicologicamente e senza usare i soliti 4 diamine di nomi che gira che rigira vedo in ogni trailer italico al cinema mettendo quindi volti e teste giuste nei ruoli assegnati, poche semplici regole basilari che diamine generano un film che si può chiamare con questo nome.

I nomi giusti che ho citato prima corrispondono a 2 dei 3 personaggi chiave di questo film , Ilenia Pastorelli esce direttamente dal Grande Fratello, recita bene il ruolo della poco equilibrata Alessia, ma è totalmente sovrastata dei personaggi dell’eroe e del cattivo ; Claudio Santamaria ( Romanzo Criminale )   è Enzo / Jeeg Robot che affronta il percorso da ragazzo sbandato di borgata che se ne frega ed odia la gente a eroe offrendo una prova attoriale molto fisica mentre a Luca Marinelli ( La grande bellezza ) tocca il ruolo dello Zingaro un piccolo malavitoso che fa il passo troppo lungo, una sorta di cattivo alla Joker de noi altri che canta canzoni di Gianna Nannini.

All’Italia sicuramente servono altre prove come questa, Lo chiamavano Jeeg Robot diversamente da quanto accade con altri film è un opera esportabile , certo negli USA perderanno l’accento romano de roma ( del resto anche a noi succede di continuo con le loro opere )  , ma potranno apprezzare tutto il resto senza problemi , forse per questo il mio voto arriva al 7 1/2 , un voto per la speranza che sia un inizio , magari con qualche fondo extra nel budget che permetta qualche scena più spinta con botte e cgi .

Sicuramente consigliato

Un Extra che non guasta mai : la copertina del fumetto firmata da Leo Ortolani
Un Extra che non guasta mai : la copertina del fumetto firmata da Leo Ortolani

 

Stay Tuned

 

 

Batman: The Killing Joke (2016)

Partiamo da lontano , Back in the 1988, quando sotto l’effige della DC comics lo stregone Alan “se metti il mio nome in qualche adattamento ti maledico per 100 generazioni “Moore ( V per vendetta, from hell ) ed il disegnatore Brian Bolland ci regalano Batman: The Killing Joke , una Graphic Novel che analizza il controverso rapporto Batman\Joker e narra una versione delle origini di quest’ultimo ,il tutto in una maniera perfetta ( ne sono fiero possessore e ricordo a tutti che io sono al 90% seduto dall’altro lato della barrica del fumetto made in USA ) .

credo sia una delle sue espressioni più felici

Un fumetto cupo,violento e pazzo come piace al buon Moore, che ogni nerd almeno una volta nella vita a sognato di vedere portato a schermo ed almeno 100 ha tremato al pensiero che lo adattassero a questo scopo,ora nel 2016 il momento tanto temuto è giunto;L’impresa di portare tutto il succo del fumetto in un cartone animato sarà riuscita ?? preferisco che questa risposta sia a scelta multipla (CIT Joker) ,per il mio modo di vedere le cose l’operazione è riuscita al 50%.

Gli amanti della versione cartacea passeranno i primi 30 minuti a capire cosa diamine sta succedendo ed una volta preso atto della situazione hanno prontamente preso il forcone digitale ed hanno iniziato a bestemmiare per il web, il cartone infatti parte narrando un episodio extra con protagonista Barbara Batgirl  Gordon alle prese con un criminale di serie Z, nel mentre delle indagini trova il tempo di beccarsi un rimprovero di Batman e pochi secondi dopo finire nudi sul tetto a “giocare a twister” per finire ignorata dal pipistrellone successivamente, capite che se poi piantonano sotto casa vostra e vi insultano…un pochino ve la siete cercata per diamine.

Aggirato questo scoglio lungo metà pellicola inizia il vero Batman: The Killing Joke , ricreato in ogni tavola , in ogni dettaglio, ci viene mostrato proprio tutto ,quindi questa parte mi ha reso felice ?? anche qui siamo al 50% , come ho detto prima l’animazione riporta tutto molto fedelmente,ma manca l’anima , forse perchè conosco a memoria la storia però ho trovato il tutto molto freddo,normale, distante anni luce da quell’effetto innovativo che la versione a fumetti mi e sempre riuscita a dare ,confermando quello che era il mio timore fin dagli albori del progetto.

Se non avete mai letto la storia originale ( MALE ) o siete bat-fan esagerati sicuramente è una visione obbligata e che non vi lascerà delusi o almeno non cosi tanto come ci si poteva aspettare.

Stay Tuned.

Capitão Falcão (2015)

 

Se siete amanti delle cose strane e poco sensate come il sottoscritto , vedere davanti ai vostri occhi una locandina in cui si parla di un supereroe made in Portogallo non può che accendere una luce dentro i vostri occhi e portarvi irrimediabilmente alla visione di questo film.

Capitão Falcão è un film del 2015, diretto da João Leitão ,nato originariamente per essere una serie TV ( stile Danger 5 \ Italian Spiderman) e finito per essere un film parodistico supereroico ,ambientato all’epoca in cui il Portogallo era uno stato fascista patriotico ed in piena paranoia anti-comunista.

Proprio il periodo storico fungerà da motore della pellicola,gettando le fondamenta del mondo dove João ha deciso di muoversi,facendo satira sullo stato stesso e le sue paure dell’epoca usando momenti WTF ( il comuninja su tutti) e personaggi storici rivisitati come il capo dello stato António de Oliveira Salazar,molto probabilmente gli internal Jokes ed i riferimenti giungono depotenziati ad uno spettatore straniero che potrebbe non recepirli adeguatamente( similarmente a quanto avviene in spagna con serie tipo El Ministerio del Tiempo ) però forse anche per via della simpatia che il portoghese stesso mi infonde l’ho trovato carino e divertente.

Una trama che si sviluppa in maniera non tanto dissimile a quanto succedeva nelle prime serie dedicate all’uomo pipistrello con Adam West( ed anche li chi conosce la serie sa quanti WTF erano presenti),un action commedy semplice e solido,senza twist narrativi complessi o ricercati,con tanti momenti deliranti che mi hanno strappato più di un sorriso e attimi d’azione pulita e senza acrobazie.

Per via della lingua è difficile giudicare le doti attoriali del cast, posso giudicare a livello stilistico e tutti mi sono sembrati gradevolmente al posto giusto rispetto ai personaggi.

Capitão Falcão non è un film per tutti,dovete essere in sintonia con questo tipo di film che ironizza in maniera generale su tutto,dallo sfondo politico a quello razziale passando per il ruolo della donna della società,ma se siete sintonizzati sulla stessa lunghezza allora potreste godervi un opera discreta e sufficiente per una serata tranquilla di relax.

Peccato che il successo anche in patria sia stato esiguo e non abbia dato possibilità di sequel o della vera e propria serie TV , sinceramente avrebbe trovato in me un ottimo Fan.

Stay Tuned

Batman v Superman: Dawn of Justice (2016)

 

Era il lontano 2007  e nelle scene di Io sono leggenda compare per la prima volta un logo ,una locandina riportante un riferimento ad un ipotetico scontro cinematografico fra il paladino di Gotham e quello di Metropolis , inutile dire che nella mente nerd, pure se maggiormente orientata al mondo Marvel che a quello DC, l’idea di vedere uno scontro fra i 2 in una sala buia e con secchiello di popcorn al seguito ha scatenato una scimmia degna di nota,che nei successivi anni ha preso una sedia e ha cautamente aspettato fuori dalla sala più vicina a casa tua,che nel frattempo è stata chiusa,riaperta ,richiusa e spostata,è stata al freddo e al gelo, ha visto l’alba dell’era dei supereroi nei cinema e ora dopo 9 anni ha potuto mettersi in fila e strappare quel dannato biglietto.

Batman v Superman: Dawn of Justice diretto da Zack Snyder ( Man of steel, 300 , Watchman) dovrebbe rappresentare il primo vero tassello dell’universo cinematografico DC, la sua trama parte dal precedente lavoro di Zack su Superman Man of Steel, lo fa probabilmente per pura comodità infatti narrare dal nulla le origini dei 2 colossi ( più personaggi extra) ,fornire loro un adeguata caratterizzazione e sviluppare una trama decente in una sola pellicola sarebbe stata praticamente impossibile nonostante le 2:30 h di durata dell’opera.

Parlare direttamente della trama sarebbe inutile e  heavy spoiler  visto che già i trailer hanno rovinato praticamente ogni sorpresa mi limiterò a dire che a me la trama è piaciuta e che lo spunto da cui inizia lo scontro è Interessante anche se già toccato da secoli nel mondo cartaceo, partirò a parlare di quelli che sostanzialmente sono i protagonisti di questo scontro, in generale Snyder ha avuto a disposizione un paradiso di volumi da cui pescare a piene mani e quindi ci si è tuffato, spunti e citazioni sono presenti da praticamente tutta la storia dei comics di casa DC e non solo ( anche dai recenti videogame probabilmente tipo la serie Arkham e God Among us  ), oltre a qualche variazione per fini di trama ,ma passando un pochino ai dettagli :

BATMAN , lo ammetto anche io all’inizio ho ironizzato sulla sostituzione di Bale con Ben Affleck  (Gone Girl, Dogma) , non lo vedevo in grado di sostenere lo stesso ruolo di Bale oltre al fatto che non avrei apprezzato un cambio cosi repentino di tutti i volti collegati alla trilogia made in Nolan ( Interstellar ) . poi piano piano il mio giudizio è cambiato in funzione dei primi rumors sulla trama , più votata ad un pipistrello “vigilante” in armatura ( non quella di Clooney) ,sinceramente a me è piaciuto il lavoro fatto su di lui ,è totalmente in linea con l’immagine di Bruce che volevano dare,magari avrei evitato tutta la parte con armi da fuoco e stragi , la relativa poca azione lo ha aiutato in questo capitolo ed ora rimane da vedere come se la caverà in ogni seguito in cui verrà coinvolto .

SUPERMAN, a Henry Cavill( Immortals , Operazione U.N.C.L.E. ) è toccato  re-indossare i panni di quello che a parere mio era il personaggio più semplice di tutti, Clark Kent deve solo agire, le sue azioni non hanno  molto spessore o morale,semplicemente fa quello che vuole,gli altri personaggi consentono di orientare la moralità delle sue azioni,l’aspetto di Henry è adattissimo per il personaggio e questo è forse l’aspetto migliore legato alla grande S.

WONDER WOMAN , per la prima volta sui grandi schermi vediamo la trinità di casa DC , peccato che per lei ci sia poco spazio,un pochino meglio di un cameo,ma comunque solo poco più di un introduzione per i film a venire, a livello di casting forse è il personaggio che ho gradito meno,Gal Gadot (Giselle di Fast & Furious) è bellissima ma qui non stiamo parlando semplicemente di una modella ma di Diana Prince, un amazzone George Miller nella sua visione della Justice league che non vedremo purtroppo mai  aveva pensato a Megan Gale , tutto un altra cosa , vedremo però cosa combineranno con lei in futuro.

LEX LUTHOR , ok la mia mente è da sempre orientata al mondo Marvel ( ho letto anche molto di casa DC ovviamente ),ma qui la Warner ha fatto un casting perfetto per il ruolo del villans Arcade e lo ha pure caratterizzato nella maniera giusta, spero che la Disney prenda appunti ,Jesse Eisenberg (The Social Network , Zombieland ) in ogni caso mi è molto piaciuto ,magari poco attinente al Lex classico ma totalmente funzionale allo scopo , personaggio sicuramente difficile ma ben gestito , è il motore del film.

Sinceramente di Batman v Superman: Dawn of Justice non ho molto gradito l’azione, poca e frenetica, l’utilizzo continuo di lampi ad intervallare  le azioni , dico già non hai fatto ore e ore di lotta,se poi ogni 4 frame di cazzottoni 2 sono bianchi in stile Dash  stai riducendo di molto il tempo,mi sarei ovviamente aspettato più versus, più round, invece oltre una scaramuccia allungata abbiamo tanta guerra fredda a distanza;forse nel tentativo di ridurre il grande gap fra i mondi cinematografici dei 2 colossi del fumetto la DC ha voluto esagerare gettando tutto sul fuoco subito , facendo un paragone è come se la Disney avesse girato solo un Capitan America e poi avesse fatto direttamente Civil War o Avengers 1 , ecco quindi che Cyborg e Acquaman vengono solo mostrati in maniera didascalica , Wonder Woman usata come comprimaria per via del suo peso specifico ben diverso e Flash diviene protagonista di una scena onirica\viaggione nel tempo al limite dell’insoluto ( scena a parere mio pure molto importante nell’economia della trama ma assolutamente fuori luogo gestita in quella maniera ).

In generale il film è bello , intrattiene il giusto, getta le basi per il vero significato della pellicola ovvero essere l’alba della DC al cinema e della Justice league futura , sicuramente oltre il 6 , ma come ho detto vi ho trovato più punti negativi di quello che entrando mi sarei aspettato, sicuramente da vedere per gli amanti dei fumetti, magari senza Nolaniani nelle vicinanze.

Stay Tuned.

Ant Man (2015)

Dodicesima pellicola del ciclo Marvel,l’avventura dell’uomo formica chiude ufficialmente le porte della fase 2e apre quelle delle 3,un progetto che vede alla regia Peyton Reed( Yes Man) il quale però si è seduto su una poltrona già scaldata,nel 2006 quando si è iniziato a parlare di Ant Man il film era stato affidato a Edgar Wright, il regista della nota trilogia del cornetto,il quale però se ne è andato per delle divergenze creative.

Ci troviamo di fronte ad un personaggio storico della casa fumettistica nonché uno dei personaggi più amati da Stan Lee stesso,in pratica una di quelle occasioni uniche,se sbagli ti trovi tonnellate di fan sotto casa con i forconi,ma personalmente credo che il rischio non ci sia perchè la pellicola è tutt’altro che brutta.


Come ormai da tempo siamo abituati i cinecomics ridisegnano le storie per piegarle ai doveri di trama,ed ecco quindi un Pym anziano pensionato e dimesso dallo S.H.I.E.L.D,ed uno Scott Leng che prenderà il suo posto ,il tutto pochi mesi dopo le storie di Age Of Ultron; in pratica ci troviamo davanti un film di raccordo ben sviluppato,che tiene le fila di passato presente e futuro mostrandoci il vecchio S.H.I.E.L.D con Howard Stark e soci ma anche la nuova base dei vendicatori vista nell’ultimo film con tanto di apparizione di Falcon pronto per la guerra civile e l’introduzione concettuale di un arrampicamuri a noi caro e pronto ad apparire,quest’operazione raccordo rappresenta a parere mio uno dei grossi punti a favore del MCU .

Ottima la scelta di orientare il film come un action commedy,non siamo agli strabilianti livelli dei Guardiani Della Galassia,ma l’insieme è molto gradevole e permette di vedere la quasi totalità dei minuti con un sorriso stampigliato in viso,well done,ottimo anche il cast,Michael Douglas nei panni di Pym è perfetto ( ma nessuno dubitava di lui) Paul Rudd (Facciamola finita,40 anni vergine) è uno Scott Leng eroe imperfetto e poco serio,che ben si allinea ad alcune apparizioni cartacee,non sfigurano nemmeno Evangeline Lilly (Lost) e Corey Stoll ( The Strain) ,un cast ben amalgamato che aggiunge punti positivi.

Nulla da aggiungere sugli effetti grafici,mi hanno riportato in parte a quando da bambino guardavo i film della serie “mi si sono ristretti i …”ma aggiornati al 2015 ed in grado di rendere simpatiche perfino le formiche ( R.I.P Antony)

Ovviamente rimarrà sempre il dubbio ma Wright come lo avrebbe girato??  però il risultato ottenuto da Reed è abbondantemente da 7,di sicuro non adatto a chi ha problemi con le formiche

Stay Tuned

The Posthuman Project (2014)

L’esordiente Kyle William Roberts ci regala un esempio di Superhero movie di stampo indie ed orientato ad un pubblico teen,la storia sfrutta come protagonista il giovane Danny Burke, all’ultimo anno di superiori e reduce da un anno bruttissimo dove si è infortunato gravemente ad una gamba scalando una montagna ed è stato mollato dalla sua ragazza,cose che lo hanno lasciato distrutto fisicamente e non,per festeggiare la fine della scuola decide di tornare a scalare insieme ai suoi amici,ma l’esperienza porterà ad un avventura molto diversa da quella che i ragazzi si immaginavano.

Non aspettatevi nulla di totalmente nuovo,non stiamo parlando di una pellicola destinata a rivoluzionare il genere,la trama è infatti molto prevedibile ed i personaggi sono incasellabili in ruoli\clichè praticamente fin dalla loro prima apparizione,nessuna coreografia spettacolare per i combattimenti ( anzi forse praticamente nessuna coreografia),tuttavia ci troviamo di fronte ad un prodotto low budget che non vuole mostrarsi imperioso ma solo raccontare una storia,rendendola fruibile ad una fascia d’età anche molto bassa.

Inutile dire che il cast è formato praticamente da ragazzi (ad esclusione del cattivo ) esordienti, Kyle Whalen interpreta il protagonista Danny,Collin Place occupa invece il ruolo di suo fratello minore Archie,insieme a loro troviamo anche Lindsay Sawyer,Josh Bonzie e Alexandra Harris.

Un buon lavoro per un esordiente ed un film che assolve totalmente al proprio compito di intrattenimento,adattissimo per essere visto in una serata tranquilla,anche con bambini appassionati di super eroi.

Stay Tuned

Amped, Una nuova serie TV dal produttore di Supernatural

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla comparsa di un numero sempre maggiore di serie TV correlate al mondo dei fumetti e di fumetti derivati da serie TV,in questo specifico caso le cose sembrerebbero svilupparsi in contemporanea con l’annuncio dello sviluppo della serie TV Amped presa da un omonima miniserie edita da Vertigo Comics e non ancora uscita sul mercato.

La serie ruoterà intorno ad un padre di famiglia che soffre di nevrosi e che tenta di curarla comprando delle medicine illegali nel web;queste medicine però anziché limitarsi a curare i suoi problemi lo doteranno di superforza;ovviamente verranno presi in esame tutta una rosa di situazioni relative ad essere un supereroe in un mondo reale,con le connotazioni positive ma anche quelle più negative.

Eric Kripke per quanto riguarda il piccolo schermo è noto per la creazione delle serie Supernatural e la recentemente cancellata Revolution,entrambe le serie hanno però avuto collegamenti al mondo dei fumetti,la prima in passato sotto forma di spin off\universo espanso; la seconda invece ne avrà  probabilmente in futuro visto che si vocifera la possibilità di far proseguire la serie sotto forma di comics per dargli un giusto finale (la situazione ricorda molto quella vissuta anni fa con la serie Jericho).

La miniserie a fumetti dovrebbe avere la durata di 6 numeri,scritta dallo stesso Kripke ( che sarà anche sceneggiatore e produttore esecutivo della serie tv) e probabilmente vedrà i disegni affidati a John Higgins  ( Hellblazer,Judge Dredd) e alle cover Biran Bolland ( Batman: The Killing Joke)il primo numero è previsto per l’autunno.

In attesa di altre informazioni relative alla serie TV

Stay Tuned


Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com