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Luna de miel ( 2015 )

Jorge, un eccentrico medico molto solitario rapisce Isabel, una giovane vicina, apparentemente per farla diventare la sua donna trattenendola al suo fianco contro la sua volontà, ma non tutto è come sembra.

Poche righe bastano per condensare la trama scritta da Marco Tarditi Ortega per Luna de miel ( conosciuto anche come Honey Moon ), un thriller\horror tendente al torture porn che viene dal Messico e che vede alla regia Diego Cohen ( Perdidos ), non siamo ai livelli del cinema underground più putrido però questo titolo non è per tutti ( vedi il connazionale Atroz )  .

Diego dirige con uno stile ” pulito ” e senza troppi orpelli stilistici un film che getta a schermo un’abbondante dose di violenza estrema, tralasciando il matrimonio meno democratico di sempre Luna de miel mostra con effetti speciali nella norma una discreta quantità di punizioni\torture alcune anche originali come quella per azzerare la salivazione tutte in situazioni lontane dalle trappole mortali alla Saw

Il film regge i circa 90 min di visione anche grazie al suo protagonista, ben disegnato e approfondito quel minimo che serve per toglierlo dalla bidimensionalità e lasciarlo comunque misterioso, buona la scelta per il ruolo di Hector Kotsifakis mentre la giovane rapita è la debuttante Paulina Ahmed; era facile cadere nella banalità mostrando la sola violenza ripetuta a schermo ma Ortega e Cohen hanno schivato il proiettile mettendo un pochino di sostanza in più nella loro sceneggiatura, ben fatto.

Luna de miel non raggiunge pienamente la sufficienza,la visione è consigliata solo se siete coscienti di ciò che vedrete, io vi ho avvisato.

Stay Tuned.

 

The Loved Ones ( 2009 )

the loved ones

All’avvicinarsi del ballo della scuola, la timida e impacciata Lola si vede rifiutata da Brent, la reazione di Lola e della sua famiglia però sarà ben diversa dalla normalità.

Alla regia e alla sceneggiatura di The loved Ones troviamo Sean Byrne ( The Devil’s Candy ), un debuttante della macchina da presa alle prese con un titolo horror made in Australia che si muove in equilibrio fra il genere adolescenziale ( alla “Dawson’s Creek” ) e il torture porn con estrema efficacia.

Una trama sulla carta sicuramente banale e a tratti leggermente forzata, ma che riesce a essere sempre fluida e gradevole che ha il pregio di chiudersi su se stessa come un cerchio perfetto,  visto il genere di appartenenza specificato in precedenza siamo in presenza di un alto quantitativo di scene splatter \ mediamente disturbanti per uno spettatore poco abituato, l’insieme però è lontano dagli standard del cinema Underground ( A.k.a potete guardarlo senza stare male ) .

The loved Ones funziona grazie ai suoi personaggi fatti di buona recitazione e volti giusti al posto giusto a partire da Robin McLeavy ( Heel on wheels ) passando per Xavier Samuel ( Fury ) e john Brumpton (Deep Water )

Sicuramente non è un capolavoro irrinunciabile, ma supera brillantemente la prova prendendosi la sufficienza e qualcosina in più, secondo me Byrne può diventare un nome da segnarsi per il futuro.

Stay Tuned

 

Interviste Babbane : Gavin Michael Booth

Pensavo che quella con Nacho sarebbe rimasta l’unica mia intervista, invece eccomi qui a parlare con un altro regista, Gavin Michael Booth uno che ha iniziato entrando di soppiatto nei concerti con un pass falso per riprenderli  e che i Third Eye Blind beccarono ma vedendo i suoi lavori gli chiesero di lavorare per un loro progetto. Gavin l’ho incrociato casualmente dopo la visione di uno dei suoi film , The Scarehouse distribuito da NBC/Universal nel 2014 , un torture porn totalmente femminile, con fra le protagoniste la moglie del regista Sarah Booth (Helix) .


la mia prima domanda è stata relativa alla Remake mania che invade Hollywood. cosa ne pensa e quale girerebbe se potesse scegliere.

Per me i remake sono ok,nella mia vita ho incontrato un sacco di gente che ama odiare i remake, per me l’obbiettivo di essi non è quello di sconvolgere gli amanti dell’originale,ma di trarre profitto da i nuovi spettatori , che non hanno potuto godere a pieno della visione dei film nel loro periodo ideale e che ora sono abituati ad altri stili totalmente differenti da quelli iniziali ,i fan possono semplicemente ignorare la loro esistenza evitando inutili proteste, Le tartarughe Ninja ora sono in CGI ?? bene ! sappiamo tutti che a guardarli ora quei costumoni in gomma hanno un aspetto imbarazzante vero??.


Per esempio prendiamo Let me in  del 2010 il remake americano della pellicola svedese del 2008 Let the Right One In  ( in originale  Låt den rätte komma in) per me è stato un remake dannatamente buono , eppure preferisco ancora l’originale ma forse solo perchè ho visto prima quello altrimenti chi lo sa ,magari preferirei più il remake .

Se Potessi scegliere un remake a mia scelta ?? credo che The Money Pit ( inspiegabilmente Casa, dolce casa? per noi italiani) con Tom Hanks potrebbe essere il mio film, l’ho sempre trovato molto divertente ma è datato ( 1986)  basta vedere i toni , le acconciature ed i vestiti ,ma l’idea che la casa di proprietà possa diventare un pozzo senza fondo per soldi  non è certamente cambiata, basterebbe solo trovare un attore della nuova generazione con la giusta fisicità ed aggiornare i problemi con la casa a quelli che ora possono inghiottire i soldi .

Con una risposta cosi completa non potevo che continuare sull’argomento ,chiedendo cosa ne pensi degli universi condivisi ??

Mi piacciono , è come vedere una serie TV su larga scala, è un concetto nuovo, fresco , suona  eccitante, ma dev’essere fatto bene , sono un grande fan di Star Wars e non vedo l’ora di vedere come gestiranno tutti quei film,libri,serie a fumetti,videogiochi , in un universo condiviso fatto bene i tasselli sono godibili singolarmente ma quando li si guarda globalmente si deve vedere la storia ad un livello completamente nuovo

Parlando del tuo lavoro Galvin , come è nato Scarehouse ??

La storia è nata anni prima del film , un buon amico Shawn Lippert, possiede e gestisce una divertente casa degli orrori detta “ScareHouse Windsor” nella mia città Windsor nell’Ontario,con lui ho avuto modo di visitare queste attrazioni anche di giorno, quando viene allestita, non avevo la minima idea di come funzionassero ed ho sempre pensato che richiedessero un sacco di gente all’interno per gestire tutti quei mostri ed effetti, sono rimasto sconcertato dallo scoprire che si fa largo uso di sensori  di movimento e cannoni d”aria e sapere che spesso dietro i mostri si nascondono le stesse persone che si cambiano costume , mentre giravo nella casa infestata ho iniziato a pensare ad alta voce che quello poteva essere il posto perfetto per una vendetta , invitarle , vendicarci , esporre addirittura i loro corpi al pubblico , ovviamente ho subito appuntato l’idea e messa nella scatola , per essere ripresa un giorno; non è una coincidenza che il filmi sia stato girato proprio in quella casa e con lo stesso Shawn a darci una mano per le sceneggiature e le ambientazioni .

Dopo un breve saluto la nostra intervista si è conclusa , la mia seconda esperienza con un regista, magari meno noto di Nacho ma comunque il regista di un film che ho apprezzato  e che consiglio agli amanti del genere.

Come sempre vi invito a trovarci anche su FB , sono ovviamente a caccia di nuove esperienze anche nel settore interviste per offrirvi sempre qualcosa di nuovo ed interessante.

Stay Tuned

 

 

 

Anarchy Parlor (2015)


Un Hostel per tatuati ??? probabilmente è una buona definizione di Anarchy Parlor ,film del 2015 interamente girato in a Vilnus ( Lituania) da 2 registi esordienti Devon Downs e Kenny Gage, la trama parla di un gruppo di giovani americani che decidono di fare un viaggio di divertimento in europa,ma una sera incontrano l’apprendista tatuatrice Uta ed il suo enigmatico maestro “l’artista” e le cose per loro non andranno come previsto.

Una pellicola appartenente a quella strana branchia horror chiamabile Torture Porn ,con un tasso altissimo di nudità femminile che viene continuamente mostrata allo spettatore con un rapporto del tipo 5 min di scene 1 di nudo,non altrettanto continuativa è la parte gore ma il sangue e la violenza faranno capolino molte volte sullo schermo,senza scene particolarmente disgustose,con un “giusto” dosaggio di sangue e dolore in tutta la durata (1h e 40) .

Gli sceneggiatori stendono bene la loro tela,distribuendo particolari ed indizi per tutta la trama,situazioni che ripensate una volta arrivati al twist finale avranno una luce diversa dando qualche punticino extra a questo film,il finale a sorpresa funziona anche se non del tutto originale.

La star del cast è Robert LaSardo ( Leon,Jurassic City) uomo giusto nel ruolo del tatuatore “artista” per via dei suoi molteplici tatoo,sfoggia un’interpretazione molto buona,rimanendo in tema di tatuati la modella Sara Fabel che interpreta Uta non è da meno,sia come interpretazione psicopatica che come numero di marchi sulla pelle (in entrambi i casi sono veri e non disegnati per lo show ),Tiffany DeMarco invece spicca nella parte “buona”della giovane Amy ,il resto della crew è preso dai livelli bassi ma interpreta perfettamente il ruolo da tipici americani tonti dei film horror,quelli in grado di fare ripetute scelte sbagliate. oppure come nel caso di Joey Fisher solamente per le scene senza vestiti .

lei è la signorina Fisher

Un torture porn soft che di sicuro non merita una seconda visione ( nonostante il nudo nonsense) ma che non è un totale spreco di tempo,c’è i giro molto peggio e almeno l’idea della trama è parzialmente originale, da vedere magari con amici in procinto di tatuarsi (ancora meglio se al primo tattoo o titubanti)

Stay Tuned

Vile (2011)

 

Un gruppo di ragazzi si risveglia in una casa da cui non può uscire,con uno strano macchinario alla base del collo che non si può rimuovere( senza uccidersi),un video li metterà al corrente della loro situazione :il macchinario serve per raccogliere una sostanza che il nostro cervello produce naturalmente nei momenti di pericolo,i protagonisti avranno 22 ore di tempo per infliggersi il dolore necessario a riempire la barra dello schermo fino al 100%,se lo faranno saranno liberi.

scena che io ancora non ho capito, se voi sapete a cosa serve avvisatemi nei commenti

Come di sicuro avrete dedotto dalla trama ci troviamo davanti ad uno dei tanti film a base di torture nati sull’onda del successo di pellicole come Hostel e Saw,quindi totalmente sconsigliato a coloro che non reggono le scene di dolore\gore,alla regia di questo Vile troviamo l’esordiente Taylor Sheridan,il quale ci regala un opera che presenta molti limiti.

uno di questi limiti è la introduzione casuale

Il film pecca in fase di sviluppo della trama,tutto ruota attorno alle torture che il gruppo decide di infliggersi senza focalizzare molto l’attenzione sui personaggi e sulla loro caratterizzazione,questo porta a non parteggiare per nessuno di loro singolarmente ( cosa di per se positiva visto che per il 90% del film non esiste un vero “cattivo”),ma nemmeno per la riuscita del gruppo visto che fra di loro non creeranno molte dinamiche valide,portare a schermo un grado superiore di empatia con i personaggi avrebbe a parere mio giovato molto,permettendo di mostrare molta più sofferenza anche per coloro che si trovano in quel momento a fare da aguzzini infliggendo dolore a conoscenti ,invece spesso questa sensazione è assente.

gara di resistenza in acqua bollente

Il finale prova a giocare la carta del “cattivo a sorpresa”,un altra mossa che però non incide molto positivamente visto la sua rivelazione non porterà a spiegazioni di nessun tipo sulle motivazioni dei rapimenti ( anzi forse copre l’assenza di vere spiegazioni) ed in più gli spettatori che già hanno avuto esperienze con questa categoria di film ( stanza chiusa e massacro con qualcuno che osserva) avranno i primi dubbi sul personaggio in questione fin da inizio film per via di alcune sue peculiarità che non vengono spiegate inizialmente.

qui le cose si mettono male

Se la trama non ride il comparto gore sarà esaltato;invece no,Vile non riesce ad esaltarsi nemmeno nelle scene di tortura,spesso le scene di dolore sono ammorbidite da inquadrature distanti,oppure fatte avvenire fuori scena quindi niente fiumi di sangue scelta discutibile per un film di questo genere.

solo a me sembra Repetto nei primi video degli 883 con Max Pezzali

Un film che posso consigliare solo a coloro che amano questa categoria di film al punto di non volersene perdere nemmeno uno,per gli altri il consiglio e di cercare altro.

Stay Tuned.

The Scarehouse (2014)

Il regista Gavin Michael Booth ci regala questo The scarehouse,un horror tutto al femminile che si posa in equilibrio fra i revenge movie ed il torture porn.

Il titolo dice tutto,saremo spettatori di una vera e propria casa degli orrori organizzata da Elaina e Corey per vendicarsi delle loro consorelle che le hanno fatte finire in carcere,una vendetta violenta e senza pietà piomberà sulle studentesse,con le 2 ex galeotte a giostrarsi il ruolo di poliziotto buono e poliziotto cattivo a seconda dell’odio che provano per la vittima in questione;alternate alle scene presenti ci verranno mostrate le scene che hanno portato all’arresto delle 2,mostrandoci il motivo che muove la loro rabbia .

Una pellicola veloce,mette subito in chiaro cosa sta succedendo,svolti gli obblighi di trama è quindi libera di mostrare il suo lato più gore,mostrandoci le aguzzine vendicarsi in modi assurdi delle studentesse,tipo costringendo 2 di esse ad una lotta con i cuscini,solo che questi cuscini sono cosparsi di una sostanza acida,il tutto viene mischiato con una dose di dark humor che rende il tutto estremamente godibile per gli amanti del genere.

Poca CGI e abbastanza sangue finto,immagini discretamente curate con ambientazioni ben abbinate alle scene ed una trama che probabilmente riserverà qualche sorpresa anche agli amanti dell’orrore,tutti questi elementi insieme  aumentano il valore di questo film portandolo oltre la soglia della sufficienza e forse ancora più in alto se si considera che il tutto è stato girato con un budget irrisorio.


Se vi piace il genere revenge o le torture negli horror, questo è il film che fa per voi.

Stay Tuned


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