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Puzzle ( 2014 )

Puzzle

Una studentessa di nome Azusa tenta il suicidio buttandosi dal tetto della scuola, ma sopravvive. Un mese dopo la scuola viene assaltata da un gruppo di persone che indossano delle strane maschere e una professoressa incinta viene fatta prigioniera mentre il preside, insieme ad alcuni studenti, vengono rapiti. Azusa capisce che dei pezzi di puzzle sono collegati alla misteriosa ondata di violenza e cercherà di far luce sulla bizzarra vicenda.

Dal Giappone arriva Pazuru, da noi tradotto come Puzzle, un Thriller horror diretto da Eisuke Naitô che sembra uno strano mix fra Saw e As the Gods Will di Takeshi Mike, praticamente un Rape & Revenge con tanta violenza, buone scene grottesche e venatura comiche ( ovviamente di discutibile natura).

Ovviamente Puzzle non è un titolo per tutti però nonostante ciò riesce a mettere in mostra una trama originale insieme ad un comparto fotografico e recitativo discreto, tutti piacevoli surplus che fanno piacere agli amanti del genere.

Ogni tanto la sceneggiatura sembra subire qualche strattone per portarci dove vuole arrivare, ma è un dettagli su cui scivolare sopra spinti dalle secchiate di sangue finto e curiosità verso le trappole mortali che verranno via via mostrate .

Un ottimo esempio di come il budget limitato non sia un limite invalicabile se le idee e la bravura sono a favore, un film abbastanza sconosciuto sicuramente da aggiungere alla vostra watchlist.

Stay Tuned

 

 

Night of something strange ( 2016 )

Un gruppo di ragazzi in gita verso il mare incrociano la via con una strana infezione trasmessa sessualmente,che trasformale persone in strane creature mostruose e violente.

Jonathan Straiton debutta alla regia con Night of something strange, un tipico horror indie e splatterone che tanto ricorda opere come bad biology, dove troviamo piacere perverso, smembramenti e tanto umorismo volgare, diciamo che tenta più volte di provocare il disgusto nello spettatore medio e mette in chiaro fin dai primi minuti quello che vedremo partendo alla grande con la necrofilia e passando rapidamente a stupri,violenza varia e vomito melmoso.

Gli effetti speciali sono volutamente low tech, con sangue che scorre fintissimo a fiumi citando opere come La Casa, se lo spettatore è in grado di sopportare tutto quello che Straiton getterà sullo schermo la visione di Night of something strange potrebbe addirittura risultare divertente nella sua follia, interessante il mezzo twist narrativo presente sul finire dello spettacolo, con un intera situazione anomala e interessante,messa in piedi e volutamente troncata prima di avere un effettivo e totale sbocco.

Nei film di questo genere il valore reale degli attori in gioco spesso è relativo mentre conta molto di più quanto essi siano credibili nei ruoli assegnati,in questo caso i personaggi sono i tipici cliche da horror teen e il cast messo insieme dal regista convince ovvero Trey Harrison ,Rebecca C. Kasek ( She Kills ), ayne W. Johnson ( Empire State of the dead ), Nicola Fiore  e Toni Ann Gambal, convince abbastanza.

Night of something strange si avvicina alla sufficienza,dimostra che anche non essendo al 100% un idea originale un film può risultare godibile,consigliato agli amanti del genere splatter armati di birra fredda.

Stay Tuned

 

 

 

Siren ( 2016 )

Avete presente la sirenetta Disney ?? ecco Siren non centra assolutamente nulla con la principessa dei cartoni, ma che esce dritto dritto dalla fucina delle idee della crew di W\H\S segno che i corti delle antologie posso diventare qualcosa di più, alla regia però non troviamo colui che ha creato l’idea originale bensì Gregg Bishop, anche lui nel gruppone V\h\S dopo un segmento nel capitolo Viral ( Dante the Great ) .

Per darvi un idea di cosa è Siren posso farvi pensare al Titty Twister di Dal tramonto all’alba, solo che abitato da gente ancora più strana, amanti del fetish e demoni; Gregg ed i suoi amici ci portano una ventata di immagini nuove,una donna con sanguisughe al posto dei capelli in grado di mangiare i ricordi dal nostro collo e farceli rivivere se mangiamo l’animaletto,ma soprattutto abbiamo lei Hannah Fierman, che era il punto fermo del corto originale e che in questi 80 min mette al servizio della trama i suoi strani lineamenti che la fanno passare allo stesso tempo da bambina innocente a ninfomane pronta a violentarti in 5 sec, un demone che per design tanto ricorda la creatura body horror di Natali in Splice senza però il simpatico dettaglio della testa fallica che tanti sfottò a portato al buon canadese.

Un po’ black commedy, un po’ splatter . un po’ body horror, questo film usa al 100% tutto ciò che ha a sua disposizione e probabilmente facendo la conta non è che fosse poi tantissimo,ma viene fatto rendere un sacco bene,sicuramente consigliato per chi cerca qualcosa di diverso,merita un occhiata e siamo a livello di sufficienza, personalmente ha perso qualche punticino per il finale indigesto,ma per pura questione di gusto.

Stay Tuned.

 

Love and Peace ( 2015 )

Bullizzato e sminuito dai colleghi, Ryoichi Suzuki trova conforto dall’inusuale amicizia con una tartaruga, insieme vivranno molte avventure destinate a cambiare Ryoichi per sempre.

Esistono dei registi che fanno affermare al sottoscritto ” Non so cosa darei per vedere cos’ha nel cervello quell’uomo ” e Sion Sono ( Suicide Club ) è una di quelle persone, in questo Rabu & Pîsu, internazionalmente uscito come Love and Peace, Sion mette in scena un dramma dalle tonalità molto weird, tuttavia è molto sotto le abituali opere a cui il cineasta nipponico ci ha abituato.

Love & peace è un titolo dal contorno delirante dove convivono giocattoli parlanti in stop motion, spirito natalizio, messaggio sociale e tartarughe giganti che esaudiscono i desideri, riuscendo ad inserire il tutto in un film lucido, che non sembri un accozzaglia informe, ma anzi possa toccare le corde emotive giuste per trasmettere messaggi stratificati, una situazione che in mano ad altri nomi probabilmente avrebbe avuto esisti disastrosi e che Sion scrive e dirige con sapiente maestria, ma questa volta a differenza di altre sue opere racchiude il tutto in una confezione formato famiglia, che potrebbe essere addirittura aggiunto alla collezione di film da guardare tutti insieme attorno all’albero.

Protagonista del film è Hiroki Hasegawa ( Why don’t you play in hell ) in una buonissima prestazione con un ruolo sicuramente non semplice, ma in generale tutto il cast è formato da volti convincenti .

Love and Peace è decisamente sopra la soglia del 6. consigliato a tutti come sgangherato ed eccentrico film di natale come alternativa ai classici come miracolo sulla 34esima strada, attenzione la soundtrack potrebbe accompagnarvi per alcuni giorni post visione.

Stay Tuned

[ Serie TV ] Neon Joe, Werewolf Hunter

Le avventure di Neon Joe, un cacciatore di lupi mannari vestito fluo giunto nella piccola cittadina Garrity, che sembra nascondere un segreto molto più grande dei semplici lupi.

Nata in origine come miniserie di 5 episodi Neon Joe, Werewolf Hunter è una serie commedy sci-fi Creata, prodotta e interpretata dal comico Jon Glaser  per Adult Swim, canale del gruppo Cartoon Network dedicato a un pubblico maturo e specializzato in anime giapponesi e sketch comedy.

Una serie girata evidentemente con 4 spicci, intenzionalmente grossolana con attimi da fantascienza classica anni 70/80, che non sembra mai prendersi troppo sul serio e vive delle battute estemporanee dei suoi protagonisti, per darvi un idea Neon Joe, Werewolf Hunter ha a disposizione 5 episodi da 20 minuti per sviluppare la sua trama e si prende il lusso di gettarne via uno con un episodio senza sviluppi.

Insieme al protagonista nella strana galleria di personaggi assurdi troviamo Scott Adsit ( la voce originale di Baymax di Big Hero 6 ), Steve Little ( doppiatore di personaggi vari in Adventure Time ), Stephanie March ( Law & Order ), Damian Young ( Birdman ), Reginald E. Cathey ( House of cards ) .

Vista la sua natura iniziale di mini-serie Neon Joe, Werewolf Hunter risulta adatta per una maratona notturna del nosense, con birra al seguito per quella che è una versione sotto acido dei misteri di Wayward Pines.

Stay Tuned

 

Here Comes the Devil ( 2012 )

Felix e Sol si sono presi un pomeriggio libero nei dintorni di Tijuana assieme ai loro figli Adolfo e Sara,i due ragazzi si allontanano per scalare una collinetta nelle vicinanze i genitori e spariscono per molte ore, al loro ritrovamento i figli saranno molto diversi.

Adrián García Bogliano ( un segmento di ABC’s of the death ) scrive e dirige questo horror low budget intitolato Here comes the Devil, in originale Ahí va el diablo ( decisamente più bello ), in realtà dopo i primi 10 min allo spettatore sembrerà di aver sbagliato titolo oppure genere visto che le scene sfociano direttamente nel genere sexploitation anni ’70.

Per darvi un idea il film inizia con una scena di sesso fra 2 donne che il regista deciderà d’attaccare alla trama con un minuscolo pezzo di carta praticamente rendendola una scena nonsense e la prima di molte scene di nudo abbastanza casuali,cosi come casuali\dozzinali parranno anche alcuni dialoghi e attacchi musicali lasciando nello spettatore il dubbio se il risultato è seriamente brutto o volutamente brutto, peccato perchè giocando su corde diverse l’idea di fondo era interessante seppure non originale al 100% .

Nel cast troviamo Laura Caro,Francisco Barreiro,Alan Martinez ,Michele Garcia e Barbara Perrin Rivemar, un insieme d’attori poco conosciuti che spero non si siano qui espressi al massimo del potenziale.

Non posso consigliare questo titolo, siamo lontani dalla sufficienza o dalla decenza ( sorpresa ho un concetto di decenza cinematografica anche io..strano e poco sviluppato però c’è ) .

Stay Tuned.

 

[ Serie TV ] Z Nation

3 anni dopo l’inizio di una pandemia zombie che ha cambiato il mondo intero, un gruppo di strani sopravvissuti si troverà a dover svolgere un arduo compito,attraversare gli USA per accompagnare in un centro medico Murphy, un sopravvissuto che potrebbe avere in se la chiave per un vaccino.

Volete subito dei motivi per arricciare il naso ? è una serie trasmessa dall’emittente SyFy e prodotta nientepopodimeno che dalla tristemente famosa Asylum,  se però state pensando che la casa di produzione venuta alla ribalta con i film del franchise Sharkado sbarca nel settore delle serie TV con un clone di TWD, beh vi state sbagliando .

Stagione 1
Stagione 2
Stagione 3

Stagione 1

Come gia anticipato Z Nation non è TWD e non è stata creata per esserlo,è una serie che mixa horror,azione,black commedy e parodia,tutto con un ritmo che la serie prodotta da Kirkman non vede ormai da anni,ovviamente di contro non aspettatevi grosse introspezioni dei personaggi, i protagonisti sono molto bidimensionali anche se hanno qualche accenno di lenta evoluzione ,la trama ha uno sviluppo lineare,costante e senza fronzoli dove ogni episodio ha il suo peso specifico nella storia  ( alcuni più di altri ) ,nessuno dei 13 episodi della prima stagione spreca del tempo ,tempi comici molto buoni ed ovviamente alta dose di splatter,trash e nonsense.

Ovviamente a differenza di TWD qui non abbiamo Nicotero, ma Z si difende bene e risponde proponendo allo spettatore un ventaglio di creature più amplio che spazia dai classici non morti a quelli resi radioattivi ( e quindi doppiamente pericolosi ) oltre alla classica situazione ostile che prevede altri  gruppi di sopravvissuti.

Il cuore centrale della serie sono i suoi protagonisti, un gruppo di attori di livello non altissimo che però sembrano metterci tutto , capitanati da Harold Perrineau ( Lost ) troviamo il murphy ovvero Keith Allan,Russell Hodgkinson, Nat Zang ,Anastasia Baranova ,Kellita Smith,Pisay Pao ,Michael Welch e DJ Qualls ( The man in the high castle ) nei panni di Cittadino Z un militare che seguirà ed aiuterà il gruppo da una remota base isolata al polo.

Sicuramente una serie fresca per gli amanti dei Z-movie con molti spunti interessanti che la differenziano dalle altre a tema post apocalittico,(gli autori si divertono spesso a sovvertire le regole del genere)e dove gli amanti dell’orrore troveranno miriadi di citazioni ed un ritmo serrato.

 

Stagione 2

Kaboom
Kaboom

La serie Zombie di casa Asylum torna, con 2 episodi in più della prima stagione ( arrivando quindi a 15 puntate ),gli sceneggiatori partono subito alla grande e dopo essersi creati nella prima stagione un angolino tutto proprio nel panorama delle serie TV si concede di giocare al rialzo, offrendo allo spettatore ancora più nonsense ed ancora più creature, tipo ibridi zombie pianta, una gita nell’area 51 ed un incontro con la versione non morta dell’autore di Game of Throne George RR Martin.

I personaggi continuano la loro lenta evoluzione raggiungendo un buon grado di empatia con lo spettatore, ci saranno dei cambi nel team principale e non parlo solo di Murphy versione giga-puffo,al gruppetto si aggiungerà un mercenario di nome Vasquez ( interpretato da Matt Cedeño ) , lato negativo è la limitata presenza di Cittadino Z e del suo bellissimo Husky Puppy .

Zombie and Mexico
Zombie and Mexico

Non era facile cambiare qualche elemento senza snaturare la serie, ma Z nation si è confermata una serie molto interessante .
Stagione 3

Il terzo è sempre il più difficile, questa regola che di solito si applica nei film questa volta sembra adattarsi a ciò la Asylum ha realizzato per la 3 stagione di Z Nation; fino ad ora questa è la stagione che ho trovato meno entusiasmante.

Make Z nation great again
Make Z nation great again

Sia chiaro,siamo ancora a buonissimi livelli di originalità,ma si inizia a sentire qualche granellino di sabbia che stride negli ingranaggi della trama costringendo forse gli sceneggiatori a provare qualche cosa di diverso,il risultato è una serie più lenta ed una frenata sul pedale del nonsense ( frenata per i livelli altissimi di Z Nation ) sintomo che forse il giro in giostra sta per finire.

Z nation ha subito una mutazione, alcuni ribaltamenti di fronte ed innesti nel background hanno cambiato la struttura stessa della serie, che in questa season sembra prendere vie più classiche in quando a trama e sviluppi.

Fantastico personaggio .. The Man
Fantastico personaggio .. The Man

Altri cambi nella line Up principale, il già comparso Emilio Rivera ( Collateral ) entra in pianta stabile nel team insieme alla dottoressa interpretata da Sydney Viengluang  e per la prima volta abbiamo un nemico stabile,misterioso e abbastanza bad-ass interpretato da Joseph Gatt ; un ultima aggiunta riguarda Cittadino Z da ora affiancato ( e probabilmente sostituito in futuro ) da Ramona Young .

Il mio sentore e che la prossima sarà l’ultima serie, oppure il rischio è quello di tirare troppo la corda fino a spezzarla .

 

 

 

Il sosia – The Double (2013)

The Double è la storia di Simon James, un uomo insicuro, timido e inetto che non riesce ad imporsi nel mondo del lavoro o nel campo dell’amore. E’ innamorato di Hannah, sua vicina di casa e collega, ma non riesce a dichiararsi. E’ maltrattato dal suo diretto superiore e invisibile agli occhi del grande capo, il Colonnello. Un giorno però Simon incontra James Simon, la sua copia esatta. Egli è un suo nuovo collega e, nonostante la somiglianza fisica, è il suo esatto opposto: sicuro di se e di successo, ma allo stesso tempo superficiale e incapace nel suo lavoro.

Capita ogni tanto nel mio costante vagare nel mondo cinematografico di imbattersi in titoli “strani” ,cioè sia chiaro non intendo cose alla Zombie contro Squali questa volta , ma film diversi dagli standard che odi oppure ami e rifiutano quasi ogni sorta di catalogazione.

In questa situazione ho incontrato Il sosia – The Double , secondo tentativo dietro la macchina da presa per il regista Richard Ayoade , la trama reinterpreta a modo suo  un opera russa di Fyodor Dostoevsky sul tema del doppelgänger ( Doppio ) chiamata per l’appunto Il sosia , la porta più vicina al nostro mondo e poi la spinge in un mondo senza tempo,etero e burocratico come non si vedeva dai tempi di Brazil ( Sempre sia lodato Terry Gilliam ).

Il sosia dura 1 ora e mezza ed avanza utilizzando tempi dilatati e cadenzati, sviluppi di questo tipo possono allontanare gli spettatori meno pazienti ,ma sono necessari per immergersi nella visione onirica e nella sua ripetitività che insieme al compartimento fotografico e  la sceneggiatura costruiscono un intero mondo grottesco esaltato dalla colonna sonora di Andrew Hewitt ( Mojave ) .

Una prestazione degna di nota per Jesse Eisenberg ( Benvenuti a Zombieland ) chiamato ad interpretare 2 ruoli contemporaneamente simili e diversi, non era una missione facile ed è stata portata a degno compimento , buona anche la prestazione di Mia Wasikowska ( Solo gli amanti sopravvivono ) nel cast abbiamo anche Wallace Shawn ( Gossip Girl ) e Yasmin Paige.

Sicuramente Il sosia – The Double non è un film per tutti , però se lo spettatore ( come è successo nel mio caso ) segue la stessa corrente della trama l’esperienza è ben costruita e supera abbondantemente la sufficienza, ogni tanto ben vengano i titoli fuori dagli schemi .

Stay Tuned

 

Mascots ( 2016 )

Mascots

La trama mi è stata presentata così : Uno sguardo al mondo competitivo delle mascots , una spiegazione criptica e abbastanza nonsense che però insieme ad altri 2 o 3 dettagli, tipo la presenza del logo Netflix sulla locandina , mi ha attirato alla visione ( si , anche in questo caso è presente un attore trappola , ma lo ritroveremo più avanti nel nostro percorso ) .

Catalogare il genere a cui appartiene questo titolo non è semplice, possiamo semplicisticamente infilarlo nella categoria Mockumentary con una componente commedy , alla regia  e anche nel cast troviamo Christopher Guest  (Sognando Brodway ) .

Una voluta atmosfera seriosa pervade tutti gli 89 min della pellicola , sembra quasi di vedere un vero e proprio show televisivo su una reale competizione che segue la vita dei “professionisti” prima,durante e dopo la competizione per il golden fluffy, con un intero miniverso che vi ruota intorno con merchandising correlato tipo il sospensorio aroma bruschetta o acciughe.

ahhhh le vecchie glorie

Il risultato è altalenante, lo sviluppo aderendo allo stile televisivo è lento ed è risultato alla lunga noioso anche per via di una non troppo consistente parte commedy, avrei spinto molto di più sul nonsense portando le mascots ad essere più sopra le righe, visto che i momenti più divertenti sono risultati quelli dove la pellicola esce dal suo schema e diventa surreale ( il discorso con il nano ) .

Il ” nome trappola “del cast è Zach Woods  che con la sua faccia da pazzo è una delle star in Silicon Valley ed è comparso nella versione girl power di Ghostbuster, insieme a lui troviamo altri attori come Parker Posey ( Supermans return) ,Chris O’Dowd ( Calvario ) , Christopher Moynihan ( La vita secondo Jim ) , il livello non è altissimo ma giusto per il genere ed i ruoli assegnati.

ricorda un pochino la mia reazione durante il film

Mascots non è un film che consiglio, può andare bene in assenza di altro anche se per me non raggiunte la sufficienza pur non essendo brutto o fatto male , semplicemente noioso .

Stay Tuned

Bigfoot vs Zombies (2016)

Quando mi trovo a vedere titoli come questo ,magari proprio in una piccola pausa della visione stessa,mi ritrovo a chiedermi << ma che c…o sto vedendo ?? >> , quando succede so che il film ha superato la linea del wtf, una linea che tutti noi abbiamo e che delimita il tasso di wtf al secondo che siamo disposti a sopportare , la mia è inequivocabilmente altissima, ma qui è stata veramente messa a dura prova.

Bigfoot vs Zombie è una creatura scritta e diretta da Mark Polonia (Jurassic Prey) ed appartenente al genere non ho idea del perchè ma è stato girato  horror ; dopo circa 10 sec, quando è comparso il logo della Polonia bros ( diamine sembra un associazione a delinquere) uno tsunami di vintrash (vintage+trash) ha invaso gli schermi , ed era solo l’inizio.

L’aspetto della pellicola è clamorosamente amatoriale e ovviamente dal budget ridicolo, partiamo analizzando gli zombie :

I non morti rientrano in tutte le categorie standard cinematografiche,in base al momento saranno walker o runner, stupidi o geni da premi Nobel, tutto senza un senso reale; anche il loro aspetto è inspiegabilmente diverso da scena a scena, alcuni indosseranno maschere carnevalesche dall’aspetto molto finto e plasticoso, altri un meraviglioso makeup fatto spalmando sui volti e sulla pelle argilla,andando pure al risparmio in modo tale che vedendo di lato uno zombie si veda la pelle senza trucco praticamente sono i prossimi candidati all’oscar per i costumi.

Bigfoot invece è un gradino sopra, i costumisti non hanno badato a spese ed hanno investito larga parte del budget per comprare un costume da scimmia anni 80  visibilmente usato e di serie B pure per l’epoca,completano la situazione un cast di attori dalla recitazione ai minimi storici ed effetti speciali platealmente disegnati con paint ed incollati quasi casualmente sulle scene.

Bigfoot vs Zombie è oltre il livello dei B movie,qui l’asylum è un traguardo lontano ed il che è tutto dire,ed è lontano in termini di trama oltre che di effetti, perchè alla fine se fai un film con 2 euro ma almeno fingi di costruire una trama,anche insensata, qualche squilibrato come me lo prendi,qui invece scontenti anche me ,inutile l’idea di dare un giudizio,sarebbe sparare troppo in basso.

Stay Tuned.


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